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INNAMORATI DELLA MADONNA DEL SASSOLINO E DEL CUORE DI GESÚ: GOCCE DI LUCE.

 
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Vi comunichiamo che è online il sito ufficiale "Gocce di luce: Gesù parla ad un'animawww.goccediluce.org e che il libro è in ristampa.
Per le richieste di preghiere scrivete a Miriam info@innamoratidellamadonna.it: un caro saluto da tutto lo Staff e grazie della vostra visita.

VORREI FARE DI QUESTO MESSAGGIO UNA PREGHIERA UNIVERSALE clikka qui anche tu che in questo momento mi stai leggendo e in cuor tuo ha qualcosa da dire. GRAZIE

Benedizione agli amici del FORUM: Per intercessione del Cuore Immacolato di Maria vi benedica Dio Onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo Amen. Don Armando Maria
ANGELI - (IMMAGINI & NOTIZIE VARIE)

 
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Beldanubioblu



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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 1:39 pm    Oggetto: ANGELI - (IMMAGINI & NOTIZIE VARIE) Rispondi citando

PREGHIERA DELL’ANGELO

Se tu sapessi con quanto amore seguo i tuoi passi.....
Se tu sapessi con quanto amore asciugo le tue lacrime....
Se tu sapessi con quanto amore ti prendo per mano affinche' tu non cada.....
Se tu sapessi con quanto amore ti guardo....
mentre annaspi nel caos della vita.....
E ogni istante ....minuto....ora della giornata .....
ti sono accanto..... In ogni tuo respiro prende vita il mio battito d'ali....
In ogni tuo sguardo prende vita il mio sorriso.....
Vorrei volare assieme a te....e
forse un giorno lo faremo....
quando sarai consapevole della tua divinità'.....
aprirai le ali..... e
volerai felice ......
capirai cosa sono.....
e quanto ti amo.
Ora non volo ....
ma cammino assieme a te....
a fianco a te.
Io sono il tuo angelo.....
quello della tua anima....
del tuo cuore
quell'angelo che ogni mattina ti sveglia con un bacio....
e ogni notte, apre le sue ali per riscaldarti il cuore.
Io sono il tuo angelo.....
quello che mai ti abbandonerà'.....
quell' angelo che aspetta solo un tuo
...si....
per rivelarsi al tuo cuore.



_________________
Il sole non ti serve per vedere perchè tu luce sei in mezzo al buio...(Lucia Di Iulio)


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Beldanubioblu



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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 1:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

Si puo' comunicare con gli Angeli?


Si, bisogna imparare a riconoscere la loro lingua fatta di leggerezza e energie sottili.
E' una lingua di semplicità assoluta, amore puro,
un alfabeto che forse un tempo sapevamo, ma che nella confusione
dei nostri giorni abbiamo dimenticato.
Ma gli Angeli si vedono proprio?
Attraverso esercizi guidati di concentrazione, rilassamento e meditazione.
Poco alla volta: prima ci si libera dai blocchi e dalle tensioni negative accumulate durante il quotidiano;
poi ci si apre gradualmente alla luce degli Angeli.
Che cosa si puo' dire agli Angeli?
Qualsiasi cosa.
Gli Angeli sono creature di raccordo tra l'uomo e la Divinità:
si puo' parlare dei nostri problemi, delle nostre gioie, chiedere salute per noi e per chi ci sta vicino, ascoltare il loro messaggio di pace e armonia.
O semplicemente si puo' stare con loro e sentirsi meno soli.
Gli Angeli possono predire il nostro futuro?
Anche se alcuni Angeli possono "vedere" il nostro futuro,
essi non interferiscono mai con il nostro libero arbitrio, quindi non daranno notizie riguardante il futuro nostro o di altre persone.
Possono con molta discrezione suggerire la calma, la distensione, la pace e far si che siamo noi stessi a lavorare alla nostra crescita personale.
Quali "poteri" hanno gli Angeli?
Gli Angeli possono fare tutto ma solo su richiesta,
non possono agire sul libero arbitrio individuale, quindi se non sono "chiamati" non intervengono se non per salvare la vita in caso non fosse quello il momento "giusto" per lasciare la terra. Gli Angeli non interferiscono con il karma individuale anche se possono aiutare a comprenderlo e a sanarlo.
Come avviene il contatto angelico?
Un brivido, un calore, un leggero soffio sulle guance,
una leggera carezza sul collo o sulle spalle, un formicolio.
Qual e' la funzione dell'angelo-custode (compagno)?
Protegge dai pericoli, di vita, dai cattivi pensieri, dà appoggio nella solitudine, condivide con noi la gioia, ci aiuta a sviluppare creativamente i nostri sensi.
Cosa fare per comunicare con gli Angeli?
Come prima cosa occorre "alleggerirsi" dei nostri pesi quotidiani, quindi rilassarsi, eliminare i cattivi pensieri, i rancori, la rabbia, il desiderio di vendetta, ecc. gli Angeli non possono scendere piu' di tanto, siamo noi a dover salire verso di loro.
Un mezzo per comunicare con gli Angeli e' la scrittura, ma non si parla di "scrittura automatica", la comunicazione con gli Angeli avviene attraverso il pensiero, l'ispirazione.
Gli Angeli non si "impossessano" dei corpi, loro comunicano telepaticamente, ispirando, suggerendo, cosi' come avviene ad un poeta o ad uno scrittore quando scrive sotto l'impulso della musa ispiratrice.
Un altro mezzo per comunicare con gli Angeli e' "ascoltando il silenzio"
e sentendo le sensazioni interiori di gioia e di pace che come cerchi si diffondono all'interno .
Un altro mezzo di comunicazione angelica e' la meditazione, oppure la musica.
Prima di collegarsi tuttavia e' bene accendere una candela bianca, un incenso profumato per purificare l'ambiente.
Se si usa il PC occorre aprire un file angelico, e usarlo solo per quella comunicazione e quindi scrivere la domanda e attendere che alla mente giunga la risposta, scrivendo letteralmente tutto cio' che in quel momento passa per la mente.
Se si scrive su un quaderno occorre usarlo solo per le comunicazioni angeliche.
Come si fa a riconoscere la "scrittura angelica" dalla "scrittura automatica"?La scrittura con gli Angeli puo' essere interrotta in qualunque momento e la mano non viene guidata, siamo noi stessi a scrivere in maniera diciamo "ispirata", la comunicazione angelica e' molto dolce, poetica, a volte vengono alla mente filastrocche, a volte battute umoristiche, a volte piccoli pensieri positivi, oppure collegamenti a fiori, musiche, paesaggi, o ancora colori, disegni.
L'Angelo non dà mai ordini, non dice cosa devi o non devi fare, consiglia ma non impone, non dà indicazioni sul futuro, non dà giudizi su altre persone.
Comunica solo amore, pazienza, calma, gioia, allegria.
Che differenza c'e' tra un Angelo e uno "spirito guida"?
Un Angelo non e' mai stato un essere umano, un Angelo e' nato già Angelo.
Uno spirito-guida puo' essere un angelo oppure un'entità disincarnata, vale a dire un essere umano che e' morto e che per qualche motivo non ha proseguito la sua strada verso la luce e aspetta di prendere contatto con qualcuno sulla terra che "apre la porta" alla comunicazione (medium-channeling).
Gli Angeli hanno nomi?
Agli Angeli sono stati dati dei nomi, per meglio distinguere le loro energie.
I nomi che conosciamo noi degli Angeli provengono dalla religione ebraica.



[
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Il sole non ti serve per vedere perchè tu luce sei in mezzo al buio...(Lucia Di Iulio)


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Beldanubioblu



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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 2:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Perché oggi si parla tanto degli angeli?

Giandomenico Mucci s.i.
Tratto da La Civiltà Cattolica, 19 sett. 1998, 3558


Chi legge regolarmente giornali e riviste constata con sorpresa che gli angeli sono ritornati sulla città. La sorpresa nasce dal fatto che l'interesse per gli angeli ritorna non nella città preindustriale, ma nella tecnopoli di fine secolo, in questa città che già uno dei primi espressionisti tedeschi, Georg Heym (1887-1912), aveva visto come un "immenso mare di cemento" in cui si scorgono "le grandi ciminiere come notturni fanali" [G. HEYM, Umbra vitae, Torino, Einaudi, 1970, 27-29]: una città pietrificata, immobile, minacciosa, una fredda immobilità irrisolta [Cfr p. CHIARINI, "Prefazione", ivi, 21]. Dentro le sue mura vive un'umanità che, per ciò che riguarda la sua salvezza soprannaturale, appare piuttosto indifferente. Molti anni fa, Charles Moeller parlava in proposito "dell'insularità della Chiesa in un mondo pluralista" [CH. MOELLER, L'uomo moderno di fronte alla salvezza, Torino, Borla, 1967, 22] e si riferiva a "quei nove decimi di umanità che escono dalle officine e dagli uffici, che corrono e si affrettano nei corridoi e negli scompartimenti della metropolitana, con il corpo stanco e l'anima vuota" [Ivi, 19]. Nei Paesi occidentali c'è un'umanità sazia di beni materiali e scettica, delusa dai grandi progetti filosofici e politici, in fuga, per reazione, verso le aberrazioni dell'esoterismo, della magia e del satanismo e scarsamente sensibile alle molteplici forme dell'evangelizzazione. Eppure, su questa tecnopoli sono ritornati gli angeli!

Il revival


Non ci soffermiamo sulle cronache che ammanniscono ai lettori notizie risibili. È il caso di quello "scienziato" tedesco che, in un'isola siberiana in pieno Mare Glaciale Artico, si affanna a fotografare alcuni angeli colà presentatisi e da lui "visti", ma la pellicola resta impressionata soltanto dal desolato paesaggio polare [Cfr A. VENTURI, "Gli angeli esistono ma non si possono fotografare", in Corriere della Sera, 5 dicembre 1995, 9]! È il caso dei fondatori dell'Associazione romana che promuove corsi e seminari per imparare non soltanto a comunicare con gli angeli, ma anche a riconoscere la loro lingua [Cfr "Nota Associazione che aiuta a comunicare con l'angelo custode", in Il Messaggero, 14 gennaio 1996, 27]! È il caso di Dacia Maraini, che dell'angelo sente il fruscio; di Giuseppe Conte, che ne trova le piume sparse in casa; di Ornella Vanoni, che lo vede "come un ragazzino di undici anni"; di altri, ai quali si mostra con una semplice tunica bianca o in un alone dorato o in una trasparenza di arcobaleno o anche, negli Stati Uniti, in blue-jeans [Cfr M. BRUNELLI, "Angeli dalla faccia nota", in il Giornale, 19 ottobre 1995, 14]! Si tratta certamente di fantasie, di proiezioni psichiche, di residue suggestioni infantili o anche di effetti della grande tradizione pittorica cristiana.

È però un fatto che negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Svizzera, in Olanda è in corso un revival degli angeli, specialmente dell'angelo custode, dal 1990, che ha prodotto centinaia di club di fedeli, librerie specializzate, negozi per collezionisti di articoli di tipo "angelico": video, cataloghi di acquisti per corrispondenza, riproduzione di quadri celebri, statuette, cravatte, orecchini, T-shirt. Gli angeli sono tornati di moda.

L'Italia non è rimasta indietro. "Se alla fine degli anni Ottanta un sondaggio assicurava che solo l'8% degli italiani credeva "ancora" nei custodi celesti e un infimo 2% ne invocava la protezione, oggi - le tendenze ballano come i venti - bisognerebbe senz'altro rivedere le percentuali all'insù. Decine sono infatti i volumi che, circonfusi di nuvolette e sprimacciati come piumini, sono planati nel frattempo (e con successo) sui banchi delle librerie. Per non parlare di inchieste, canzoni, film ispirati alle celesti schiere nonché degli spot televisivi che la pubblicità ha letteralmente colto "al volo". Né si creda che l'argomento resti snobbato nei circoli intellettuali: ché anzi filosofi ombrosamente pensosi come Massimo Cacciari hanno dedicato studi all'Angelo necessario"

(R. BERETTA, "Angelo: il custode vola alto", in Avvenire, 1° aprile 1997, 17)

Gli angeli hanno fatto fortuna specialmente nella cinematografia "a partire dal dolcissimo Monello di Charlie Chaplin o dall'Angelo di Ernst Lubitsch (1937), così carnale da essere nientemeno che Marlene Dietrich, fino a Cassiel e Damiel, gli angeli che il regista tedesco Wim Wenders ha materializzato nel Cielo sopra Berlino (1987) e in Così lontano, così vicino (1993) e fino anche agli Angels (1995) della Walt Disney. È curioso, ma se si dovesse sfogliare un dizionario di film, si rimarrebbe impressionati dal volitare di così tanti angeli negli stessi titoli delle pellicole. C'è l'angelo custode e l'angelus novus, ci sono gli angelitos negros e ben due "angeli neri", quattro "angeli bianchi", tre "angeli perduti", due "angeli azzurri" e una sterminata serie che allinea l'angelo biondo, sporco e con la faccia sporca, scarlatto, abbandonato, scatenato, sterminatore, caduto e persino killer e ubriaco! C'è l'angelo sulla terra e ce ne sono due "senza paradiso" e un altro "senza cielo", c'è l'angelo dalle mani bendate e quello alla sbarra o alla nostra tavola, con la pistola, in esilio, tra la folla, senza felicità, in lotta con Satana o col diavolo, c'è persino un angelo per Ribot e uno che scende a Brooklyn"
[G. RAVASI, "Tornano gli Angeli. Ma chi li conosce?", in Corriere della Sera, 28 gennaio 1996, 21].

E con Brooklyn siamo di nuovo negli Stati Uniti. L'osservatore italiano nota con ammiccante umorismo che "in questo momento [gli angeli] scelgono di preferenza l'America forse per continuare a dimostrare che la vita negli States è sempre e comunque meravigliosa nonostante questo splendore sia quotidianamente offuscato e insidiato da legioni di demoni annidati un po' dovunque, dai bombed quarters delle città, teatro di ordinario degrado, alle discoteche sudicie regno del crack, alle sedi segrete delle mille sètte sinistre. L'ottimismo del Grande Paese è ben visto nelle sfere angeliche e tanto vale dargli una mano". La verità è che "una gran voglia di essere consolati e rassicurati percorre in lungo e in largo l'America da costa a costa. Senza gli angeli sono disperatamente vuoti i cieli sopra New York, sopra Toronto, sopra i villaggi del Montana e del Dakota"


(D. CARAFOLI, "Boy scout con le ali", in il Giornale, 22 marzo 1995, 16)
Le ragioni del fenomeno



Quanto c'è di New Age in questo revival degli angeli? Quanto c'è in esso di tributario a certo larvato gnosticismo che propone un cristianesimo ridotto alla sua sola dimensione spirituale? Il Ravasi ha parlato del gusto dell'esoterico e dell'esotico che "trascina con sé il guazzabuglio mitico-mistico della New Age, del folclore nazional-popolare, della magia, precipitando ben presto dallo zenit angelico al nadir demoniaco. La stessa bibliografia angelica divenuta foltissima in questi anni allinea decine di titoli che solo di rado hanno rigore e valore teologico". E avverte: "È facile colmare i cieli di deliziosi angioletti, è ancora più facile bamboleggiare con le "misteriose presenze" e spiritualmente con misticismi alla melassa. È pericoloso inoltrarsi nel mondo angelico con intenti esoterico-magici perché questa è idolatria nel caso peggiore o stupidità nel caso dell'ingenuità superstiziosa. L'angelo è un segno dell'unico che dev'essere adorato, Dio"
(G. RAVASI, "Tornano gli Angeli. Ma chi li conosce?", cit).Ma, dopo aver avvertito sui rischi e i pericoli, non ce la sentiamo di escludere perentoriamente dalle probabili cause o condizionamenti del fenomeno la solitudine in cui la tecnopoli precipita tanta gente naufraga della vita e che si aggrappa a un lume di speranza e lo trova, con Ungaretti, là "dove il vivere è calma, è senza morte" [G. UNGARETTI, "Gridasti: Soffoco", in L. PICCIONI (ed.), Per conoscere Ungaretti, Milano, Mondadori, 1971, 191]. Forse, il successo riscosso in questi anni dagli angeli sta a indicare questa confusa aspirazione, che è poi l'aspirazione alla salvezza, come ha ben detto recentemente Giorgio Rumi, di chi si sente schiacciato dalla superbia tecnologica e dall'insignificanza esistenziale. "È un Dio in larga misura sconosciuto quello che si cerca a tentoni, magari in un rilassato panteismo o in succedanei etici e sapienziali" [G. RUMI, "La lunga navigazione del Novecento in alcune parole-chiave", in Oss. Rom., 17 maggio 1998, 3].

E qui il discorso sulle cause del revival angelico trova un punto di contatto con il discorso sulle cause del revival magico-occultista: un punto di contatto che riguarda ovviamente lo studio delle cause estrinseche ai rispettivi fenomeni, non il loro oggetto specifico. Non vi può essere, infatti, nessun punto di contatto tra la realtà angelica e la realtà demonologica in se stesse, ma è possibile che una medesima cultura determini o influenzi l'interesse attuale per l'una o per l'altra. Perciò non ci sembra fuor di luogo riportare, come spiegazione del revival angelico, il testo con il quale l'Episcopato toscano spiega la vasta attività magico-occultista nella nostra epoca che conosce in Occidente un ricchissimo sviluppo del pensiero scientifico.

"La crescita del fenomeno, almeno in termini generali, può essere collegata ad istanze esistenziali come il bisogno di concezioni totalizzanti della vita, in grado di render ragione del mistero che l'avvolge, la richiesta di liberazione dal dolore, dal male e dalla paura della morte, la ricerca di rassicurazioni che consentano di superare situazioni di ansia e di paura, le incertezze del domani e il bisogno di punti di riferimento, specie dopo la caduta del mito illuminista del progresso e il crollo delle ideologie populiste e borghesi. Istanze reali e drammatiche che conducono alcuni a scegliere la scorciatoia di rivolgersi a forme o persone che si presentano sotto l'apparenza del "soprannaturale", attendendo da esse la soluzione agli interrogativi e alle difficoltà del presente. Va in questa direzione la confusa ricerca di "fatti straordinari e miracolistici" reperibile nello stesso ambiente cristiano; una ricerca che a volte si appella ad un falso misticismo o a fenomeni di "rivelazioni private", altre volte arriva addirittura a volgersi a riferimenti demonologici, senza alcuna ragionevole verifica e al di fuori di un'autentica maturità di fede"

(CONFERENZA EPISCOPALE TOSCANA, Nota pastorale a proposito di magia e di demonologia. Firenze, Cooperativa Firenze 2000, 1994, 8. Cfr. C. ROCCHETTA, "Alcuni criteri di lettura del documento", in Toscana oggi, 24 aprile 1994, 3).

La dottrina della Chiesa



Il fenomeno del quale stiamo parlando offre l'occasione per rimeditare la dottrina della Chiesa sugli angeli: una meditazione necessaria anche ai cattolici più fedeli, bombardati come siamo da una colluvie di scritti e di spettacoli banali, tali, alcune volte, da mettere a rischio la purezza e la sobrietà della fede. L'esposizione più recente di quella dottrina, da parte del Magistero, è contenuta nel Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 325-336). Di là la riprendiamo, sintetizzandola e omettendo le molte citazioni bibliche e patristiche. Centro dell'angelologia della Chiesa è l'unico Dio creatore e, con lui, da lui inviato come mediatore di salvezza, Cristo Signore. Secondo la fede della Chiesa, definita nel Concilio Ecumenico Lateranense IV, Iddio creò dal nulla l'uno e l'altro ordine di creature, quello spirituale e quello materiale, cioè gli angeli e il mondo terrestre, e poi creò l'uomo, quasi partecipe dell'uno e dell'altro, perché composto di anima e di corpo. L'esistenza degli angeli è, dunque, una verità che appartiene al deposito della fede.

Gli angeli sono esseri spirituali, incorporei, dotati di intelligenza e di volontà. Sono creature personali e immortali, che superano in perfezione qualsiasi creatura visibile. Sono servitori e messaggeri di Dio, "potenti esecutori dei suoi comandi, pronti alla voce della sua parola" (Sal 103,20). Creati per mezzo di Cristo e in vista di lui, sono messaggeri del suo disegno di salvezza, la cui realizzazione annunciano e servono. Di questo loro servizio, lungo tutta la storia della salvezza, del servizio da loro reso allo stesso Verbo incarnato, dall'Incarnazione all'Ascensione, del servizio che gli renderanno nel giorno del giudizio universale, esistono molteplici testimonianze nella Sacra Scrittura.

La Chiesa, che si unisce agli angeli per adorare il Dio Uno e Trino, celebra la divina liturgia invocando la loro assistenza e di alcuni di loro (Michele, Gabriele, Raffaele, gli angeli custodi) fa memoria particolare. Essa crede nel loro aiuto potente e misterioso. Dal suo inizio alla sua fine, la vita umana gode della loro protezione e della loro intercessione. Ci piace notare che la dottrina della Chiesa sulla relazione esistente tra gli angeli e ogni vita umana e cristiana si ritrova come esemplificata nell'esperienza mistica che degli angeli hanno fatto molti santi, tra i quali, per la semplicità pari alla profondità, si distingue santa Gemma Galgani (1878-1903) [Cfr. T. P. ZECCA, Così lontani così vicini. Gli angeli nella vita e negli scritti di Gemma Galgani, Milano, Paoline, 1998]

"S'aperse in nuovi amor l'etterno amore"
Il Purgatorio e il Paradiso di Dante costituiscono un meraviglioso commento all'angelologia: un commento, nel quale la verità della fede è rivestita di bellezza. Non deve sorprendere nessuno che un poeta sia evocato come testimone della fede della Chiesa, quasi una delle voci della sua tradizione storica. Dante non è un poeta qualsiasi in ordine a questa tradizione. Non è per caso che, tra tutti gli artisti di ogni Paese e di ogni tempo, il Magistero abbia consacrato unicamente alla sua memoria un'intera enciclica [BENEDETTO XV, Lettera enc. In praeclara summorum (30 agosto 1921). Cfr. Civ. Catt. 1921 II 289-301. Il documento celebra il sesto centenario della morte di Dante] per ricordare a tutta la Chiesa il genio che concepì la Commedia traendo l'ispirazione dalle verità rivelate, dalla sapienza cristiana e dallo splendore dell'arte. Convive nel suo spirito, con il poeta, l'uomo di fede, che ebbe una non comune penetrazione del mistero cristiano e, forse, anche una personale esperienza mistica dell'Amore increato [Cfr E VANDERBROUCKE, La spiritualità del Medioevo (XII-XVI secolo). Nuovi ambienti e problemi, Bologna, Ed. Dehoniane, 1991, 200-209; M. PETROCCHI, Storia della spiritualità italiana, vol. I, Roma, Storia e Letteratura, 1978, 82-85].

Gli angeli danteschi, creati in stato di perfezione, aiutano gli uomini sulla terra e concorrono alla loro beatitudine in cielo. Nel Purgatorio, che è il regno dei sentimenti miti e degli affetti gentili, il mondo della concordia dove i versi "si fanno miracolosamente leggeri e estatici" e le creature sono luminose di "un candore castissimo e ridentemente giottesco" [C. ANGELINI, "Temi e motivi nella poesia del Purgatorio", in ID., Vivere coi poeti, Milano, Fabbri, 1956, 105], gli angeli, ciascuno intento al suo ufficio, sono pitture verginali, anticipazioni della beatitudine perfetta, visioni musicali. Sono discreti, silenziosi, eleganti, e, se parlano, la loro voce è lieta

(Cfr ivi, 103 s)

Nel Paradiso è descritta la creazione degli angeli, nell'empireo, nello stato di assoluta bontà morale, quando non aveva avuto ancora inizio il tempo, che iniziò allora con la simultanea creazione del mondo materiale, Dio li creò per puro amore. Egli, che non aveva alcun bisogno di accrescere il suo benessere, li creò spontaneamente per rendere altri esseri lieti della sua stessa letizia, ossia della sua esistenza. In Dio, l'Essere è Amore che crea:

Non per avere a sé di bene acquisto,

ch'esser non può, ma perché suo splendore

potesse, risplendendo, dir "subsisto",


in sua etternità di tempo fore,

fuor d'ogni altro comprender, come i piacque,

s'aperse in nuovi amor l'etterno amore

( Paradiso, 29, 13-18 )

E la gioia trinitaria rapì e fissò la natura angelica nell'eterna contemplazione:

Queste sustanze, poi cbe fur gioconde

de la faccia di Dio, non volser viso

da essa, da cui nulla si nasconde

( Ivi, 76-78 )


Nelle ultime due cantiche della Commedia brilla particolarmente la verità degli angeli come messaggeri del volere divino. Queste creature, che hanno in Dio il loro supremo e definitivo bene, sono sollecite della diffusione della sua bontà sulla terra, sono, in qualche maniera, solidali con la vita dell'universo e degli uomini. Non cessando dalla visione beatifica, esercitano il ministero della gloria Dei. Così l'angelologia diventa rivelazione del senso più intimo della vita cristiana. A imitazione degli angeli, anche il cristiano è chiamato dal suo battesimo a una sempre più profonda contemplazione e compiacenza della bellezza divina che rifulge sul volto di Cristo: e quanto più entrerà nel dinamismo dell'amore divino, superando di volta in volta ogni tipo di idolatria, tanto più vorrà che l'immagine e il culto di Dio risplendano pienamente sulla terra. Non sono mancati i teologi che, pur tenendo ben presente la diversità esistente tra la natura angelica e la natura umana, hanno veduto negli angeli una certa esemplarità del comportamento del cristiano

(Cfr. M. FLICK - Z. ALSZEGHY, Il Creatore. L'inizio della salvezza, Firenze, LEF, 1964, 647-649; 725-731)
Sia benvenuto il revival angelico se, nonostante tutte le balordaggini che lo accompagnano, può rappresentare un'occasione per rinnovare, con la retta dottrina angelologica, pensieri e propositi di vita cristiana seria.
Gli angeli e noi

Proponiamo, in chiusura, una pagina sulla natura e la funzione degli angeli dettate da un'alta coscienza cristiana: "La credenza nel mondo angelico è una delle più dolci e profonde credenze cristiane. La credenza in queste pure sostanze spirituali le quali veggono Iddio continuamente, continuamente cantano a Dio le lodi sue, e da Dio sono deputate alla custodia, e alla guida, e alla direzione, e al reggimento degli uomini, delle cose e dei movimenti cosmici dell'universo, popola il mondo di intelligenza e di amore, amplia la creazione di una ampiezza infinita di amore e di mente, mette nella creazione, così come essa ora funziona, così come ora essa vive, un torrente di luce e una perenne corrente di amore. Poiché l'universo come appare agli occhi nostri mortali, è un immenso macchinismo, una macchina spaventevole, che procede con regolare e perenne ritmo per la sua strada, che lavora senza posa e ripete senza posa l'ordine dei movimenti che già ebbe, esegue senza posa la legge che il Signore nel primo giorno della creazione le impresse.

"L'universo umano, poi, è terribile di passioni, di egoismi, di peccati, di disordine, di rovesciamenti, di disobbedienze, di cattivi usi della libertà, di sataniche schiavitù, di fiamme livide di vizi, di oscuramenti improvvisi e totali del santo lume di Dio. Se gli angeli fossero mancati nella creazione, sarebbe mancata la intelligenza pura che contempla Iddio senza mistione, senza composizione di materia, che va a Dio con puro amore, senza alcuna mistione di quegli interessi, di quei fini, di quelle sensibilità, di quelle imperfezioni che in noi esistono, per la nostra condizione di anime immerse nella materia; sostanze che sanno, contemplano, e lodano e amano Dio, e eseguono le sue leggi sante, senza quelle interruzioni, quelle sospensioni, quegli oblii che la nostra condizione materiale impone. Quanto ci consola che viva accanto a noi un mondo di sostanze amanti che contemplano Iddio e guidano noi.
Preghiamo Iddio, autore di queste meraviglie, e speriamo in lui"

(G. CAPOGRASSI, Pensieri a Giulia, vol. I, Milano, Giuffrè, 1978, 356. Lettera dell'Autore alla fidanzata, 29 settembre 1919)


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MessaggioInviato: Mer Mar 07, 2007 2:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazioni Angelique

Essi sono sommamente puri, non solo nel senso che alcuna macchia, alcuna bruttura mai li deturpa e non sono sottoposti alle leggi delle nostre immaginazioni materiali, masoprattutto perché inaccessibili ad ogni principio di degradazione. Egualmente sono anche contemplativi... Sono perfetti non per il possesso di misteri nascosti sotto la verità dei simboli, ma perché nella loro alta ed intima unione con la divinità acquistano, toccando le cose divine, l’alta intelligenza che domina gli Angeli.
(Dionigi Aeropagita)


Gesù ha detto: "Quando voi vedrete la vostra rassomiglianza vi rallegrerete. Ma quando voi vedrete le vostre immagini che sono esistite prima di voi, che non muoiono né si manifestano, così grande sarà quello che proverete".
(Vangelo secondo Tommaso, log. 84)



Su sono specchi, voi dicete troni, onde refulge a noi Dio giudicante.
(Dante)

Non sono sottoposti alle leggi del tempo, ma hanno una loro propria durata. Sono oltre gli spazi. Esercitano direttamente il loro potere sul mondo materiale, ma non possono influire direttamente su un’altra intelligenza creata... Non conoscono né il futuro né i misteri della grazia, né i pensieri segreti di alcuna creatura ragionevole.
("Il ritorno degli Angeli", A.A.V.V., La Locusta Vicenza 1988)




Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola (...) Si rese conto d’un tratto che il suo amico non era più divino di quanto lui stesso non fosse. Senza limiti.
( "Il gabbiano Jonathan Livingstone", R. Bach)




La condizione dei risorti sarà simile a quella degli Angeli.
(Giovanni Paolo II)





Gli Angeli sono geni singolari. Sono esattamente ciò che sono e non potrebbero essere nulla di diverso: in sé esseri senz’anima che non rappresentano altro che pensieri e intuizioni del loro Signore.
( Jung )




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MessaggioInviato: Sab Mar 10, 2007 3:47 pm    Oggetto: Rispondi citando




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Il sole non ti serve per vedere perchè tu luce sei in mezzo al buio...(Lucia Di Iulio)
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MessaggioInviato: Ven Mar 16, 2007 8:29 pm    Oggetto: Rispondi citando


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MessaggioInviato: Ven Mar 16, 2007 8:32 pm    Oggetto: Rispondi citando








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MessaggioInviato: Ven Mar 16, 2007 8:36 pm    Oggetto: Rispondi citando





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MessaggioInviato: Sab Mar 17, 2007 5:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

...quante volte, nelle mie giornate, ho incontrato solo persone, con l'intenzione di spezzare le mie ali e quelle degli altri... facendomi così, ripiombare giù, a terra... con dolore...
dolore, e dispiacere per loro, che invece... non vogliono volare, non vogliono ascoltare...
se non avessi la consapevolezza della forza dell'amore, e dell'umiltà, penserei di non aver nessuna speranza...

amare... chi vuole ancora amare oggi?

ci nascondiamo, noi, angeli metropolitani, ma ci siamo... lo so... e questo, mi basta per gioire e incontrarvi ancora una volta, nei miei sogni...



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MessaggioInviato: Sab Mar 17, 2007 5:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

Se cerchi gli angeli...

non guardare molto lontano.. essi non sono distanti.. ma sono qui.. vicino a noi.. vestono i nostri abiti, sorridono con il nostro volto.. vivono in noi.

Ognuno di noi è angelo di se stesso nella misura in cui si riconosce tale, ci siamo dimenticati che quel giorno abbiamo deciso di nascondere le nostre ali e nell'umiltà poter dimostrare la nostra grandezza.. e la più profonda grandezza è riuscire ad Amare..

Amore.. che grande parola... amore è delle piccole cose che alla fine sono le più grandi..
amore è accogliere con un sorriso.. perché nessuno mai sarà così povero da non poter donarne uno..

amore è quel tocco dato ad uno sconosciuto.. ma che parte dal cuore,
amore è cercare in fondo, dentro di noi.. e in quel meraviglioso scrigno chiamato cuore trovare noi stessi.. avere la forza e l'audacia (perché è audacia in questo mondo) di donare e mostrare le perle preziose che in esso possediamo.

Non lasciare che gli eventi o le persone spezzino le tue ali.. è difficile perché se doniamo tutto.. tutto possiamo perdere.. ma in realtà tutto ci viene donato attraverso la vita che è tale solo se vissuta con amore.

Nello spazio del mio cuore ho trovato un angelo.. non chiedete spiegazioni alle mie parole.. partono dal cuore ed è nel vostro cuore che vogliono arrivare.. e quell'angelo è ora.. il mio migliore amico, mi parla con voce saggia e sicura

ci sono dei momenti della mia vita in cui esso si vuol far sentire.. quei momenti li chiamano "pelle d'oca" ma io li chiamo "il tocco di un angelo" ascoltate quei momenti.. sono i più importanti perché l'angelo che c'è in te, ti vuole parlare...

(Stefania)




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MessaggioInviato: Gio Apr 05, 2007 2:51 pm    Oggetto: Rispondi citando












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MessaggioInviato: Mar Apr 10, 2007 5:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

S.MICHELE ARCANGELO








SAN GABRIELE




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MessaggioInviato: Mar Apr 17, 2007 6:47 pm    Oggetto: Rispondi citando



un angelo,
vive col cuore in mano,
pronto a donarlo,
a chi chiede aiuto...

un angelo, non si chiede perchè soffre tanto,
perchè se oggi tanto dolore,
preme sul cuor suo,
una grande gioia, presto,
lo consolerà...

un angelo, non può dimenticarsi della sua fede,
del suo compito,
perchè ciò, è intreinseco nella sua natura,
nel suo cuore...

un angelo, può esser ferito,
ma riesce a ritrovar la forza per le sue ali...

un angelo e il suo cuore,
sono un tutt'uno,
che viaggiano per il mondo...

quando incontri un angelo,
lo senti prima con il cuore,
e quando lo cerchi,
non lo trovi...
rimarrà così, quella flebile essenza di ricordo,
quel dolce sussurro al tuo cuore,
che mai più, potrai scordar...

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MessaggioInviato: Mar Apr 17, 2007 7:03 pm    Oggetto: Rispondi citando




ANGELOLOGIA


Egli darà ordine ai suoi Angeli
di custodirti in tutti i tuoi passi
Sulle loro mani ti porteranno perché
non inciampi nella pietra il tuo piede
Salmo 91, 11-12


Gli Angeli, ovunque e con qualunque
nome, sono "Messaggeri".
Potete intenderli come "Emanazioni",
"Virtù", "Esseri"; potete considerarli
come costruttori dell'Universo
manifesto o come custodi e
protettori di Anime…
Essi sono, comunque, il nostro tramite
col Divino; Essi sono il nostro Raggio
di Sole sul quale scorre
la nostra aspirazione al Cielo.

In alcuni momenti della nostra vita
accadono fatti straordinari: se i nostri
occhi e il nostro cuore sono aperti
riconosciamo in essi l’intervento
di una Volontà buona e giusta.
Questo spazio è dedicato a coloro
che hanno vissuto questi momenti
anche una sola volta nella loro vita e
se ne sono dimenticati; questo spazio
è dedicato a coloro che vivono questi
momenti tutti i giorni.

In ebraico: Malakh, in cuneiforme mesopotamico: Malaku (consigliare), in arabo: Malak, in greco: Anghelos



ANGELI CUSTODI


INCONTRI



"Parlare" dell’Angelo Custode significa parlare di una presenza molto intima e discreta nella nostra esistenza: ognuno di noi ha instaurato un rapporto particolare col proprio Angelo, sia che lo si abbia coscientemente accettato, sia che lo si ignori.
Per tale motivo, intendiamo far "parlare" in questo sito soprattutto le vostre testimonianze... nella sezione I vostri contributi sono raccolte le vostre esperienze e i vostri incontri "speciali" con l'Angelo, lasciando da parte, per un attimo, quello che dottrine, religioni e tradizioni ci riportano riguardo ai nostri Custodi Celesti.
Quelle che riportiamo qui in apertura sono solo alcune fra le tante esperienze che hanno caratterizzato la vita di santi, mistici e credenti di ogni epoca. La lista degli incontri è lunghissima e una parte di essa è stata inclusa nella sezione Testimonianze. Naturalmente l’Angelo Custode non è una prerogativa delle grandi personalità religiose: il "non vederlo" e il "non sentirlo" di molti uomini comuni, immersi nella vita frenetica della quotidianità, non intacca minimamente la sua presenza accanto a noi.
Nella sezione I Nomi degli Angeli riportiamo inoltre l'elenco dei 72 Angeli che ci custodiscono e ci stimolano alla Virtù, così come sono riportati dal cabalista angelologo Haziel. Lì troverete, in base alla vostra data di nascita, il nome di colui al quale siete stati affidati.


PADRE PIO

Il pensiero di padre Pio su questo angelo speciale per ciascuno di noi è sempre chiaro e conforme alla teologia cattolica e alla dottrina ascetico-mistica tradizionale. Padre Pio raccomanda a tutti "grande devozione a questo sì benefico angelo" e stima "un grandissimo dono della Provvidenza la presenza di un angelo che ci custodisce, guida e illumina per la via della salvezza".

Sfogliando l'Epistolario ci si imbatte in una fioritura abbondante e variopinta di appellativi: piccolo compagno della mia infanzia, buon segretario, angioletto, il mio buon angiolino, inseparabile compagno, celeste personaggio, insigne guerriero, messaggero celeste, come un fratello, come un amico, come un familiare… Il compito dell'angelo custode non si limita soltanto agli aiuti spirituali, ma si estende anche a quelli materiali: previene i pericoli che sovrastano il corpo, come le insidie tese a interrompere e ostacolare i rapporti dell'anima con Dio; spinge a scansare il male ed a praticare il bene; partecipa pure all'azione delle facoltà superiori… illumina la mente con le buone ispirazioni per una maggiore conoscenza della verità; muove e fortifica la volontà con la tendenza al bene.

L'angelo custode di padre Pio svolgeva anche compiti particolari, per esempio quello di traduttore: "I celesti personaggi non cessano di visitarmi e farmi pregustare l'ebbrezza dei beati. E se la missione del nostro angelo custode è grande, quella del mio è di certo più grande dovendomi fare anche da maestro nella spiega di altre lingue" (E I, 304). Gli suggeriva i mezzi per smascherare le insidie diaboliche (E I, 321); fungeva da mediatore: "Il venti volgente mese offersi il santo sacrificio per voi. Lo sa il buon angelo mio custode, a cui tante volte gli ho affidato il delicato ufficio di venirvi a consolare" (E I, 394); tramite l'angelo custode, padre Pio presentava a Dio tutte le buone opere e consigliava la stessa pratica alle anime a lui affidate (E I, 251); lo sceglieva come collaboratore delle proprie iniziative di zelo per la propagazione del regno di Dio: "Vorrei avere una voce sì forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna. Ma poiché ciò non è in mio potere, ho pregato e pregherò il mio angiolino a compiere per me questo ufficio" (E I, 277).

Nelle sue lettere si legge:

Il tuo angelo custode vegli sempre su di te, sia egli il tuo condottiero che ti guidi per l'aspro sentiero della vita; ti custodisca sempre nella grazia di Gesù, ti sostenga con le sue mani affinché tu non dia del piede in qualche sasso; ti protegga sotto le ali sue dalle insidie tutte del mondo, del demonio e della carne. Come è consolante il pensiero che vicino a noi sta uno spirito, il quale dalla culla alla tomba non ci lascia mai un istante, nemmeno quando osiamo di peccare. E questo spirito celeste ci guida, ci protegge come un amico, un fratello. Ma è oltremodo consolante il sapere che quest'angelo prega incessantemente per noi, offre a Dio tutte le buone azioni e opere che compiamo, i nostri pensieri, i nostri desideri, se son puri. Abbilo sempre davanti agli occhi della mente, ricordati spesso della presenza di quest'angelo, ringrazialo, pregalo, tienigli sempre buona compagnia. Apriti e confida a lui i tuoi dolori; abbi continuo timore di offendere la purezza del suo sguardo. Sappilo e fissalo bene nella mente. Egli è così delicato, così sensibile. A lui rivolgiti nelle ore di suprema angoscia e esperimenterai i di lui benefici effetti (E III, 82-83).

(…) Quanto consola il sapersi di essere sempre sotto la custodia di un celeste spirito, il quale non ci abbandona nemmeno (cosa ammirabile!) nell'atto che diamo disgusto a Dio! Di chi dunque può temere l'anima devota avendo sempre con sé un sì insigne guerriero? O non fu egli forse uno di quei tanti che assieme all'angelo san Michele lassù nell'empireo difesero l'onore di Dio contro satana e contro tutti gli altri spiriti ribelli ed infine li indussero alla perdita e li relegarono nell'inferno? Ebbene, sappiate che egli è ancor potente contro satana e i suoi satelliti, la sua carità non è venuta meno, né giammai potrà venir meno dal difenderci. Invocate spesso questo angelo custode, quest'angelo benefico, ripetete spesso la bella preghiera: "Angelo di Dio, che sei custode mio, a te affidato dalla bontà del Padre celeste, illuminami, custodiscimi, guidami ora e sempre". Qual sarà la consolazione quando, al momento della morte, l'anima vostra vedrà quest'angelo sì buono che vi accompagnò lungo la vita e fu sì largo di cure materne? (E II, 403-405)

Racconta poi uno dei biografi: "Ero un giovane seminarista quando padre Pio mi confessò, mi diede l’assoluzione e poi mi chiese se credevo al mio angelo custode. Risposi esitante che, per la verità, non l’avevo mai visto e lui, fissandomi con sguardo penetrante, mi tirò un paio di ceffoni e aggiunse: Guarda bene, è là ed è molto bello!. Mi girai e non vidi niente, ma il padre aveva negli occhi l’espressione di qualcuno che davvero guarda qualcosa. Non stava fissando il vuoto. I suoi occhi brillavano: riflettevano la luce stessa del mio angelo".

Una lettera di padre Pio del 1912 racconta della "lite" col suo angelo, il quale se n’era stato via troppo a lungo lasciandolo in balìa delle tentazioni:

Lo rimproverai severamente per essersi fatto attendere così a lungo, sebbene non avessi mai smesso di chiamarlo in mio soccorso. Per punirlo, decisi di non guardarlo in faccia: volevo andarmene, sfuggirgli. Ma lui, poverino, mi raggiunse quasi in lacrime. Mi afferrò e mi fissò, finché non alzi gli occhi, lo guardai in faccia e vidi che era molto dispiaciuto. Disse: "Ti sono sempre vicino, mio caro protetto, ti circondo sempre con l’affetto che ha fatto nascere la riconoscenza verso il beneamato del tuo cuore. L’affetto che provo per te non si spegnerà nemmeno con la fine della tua vita".

A quanti poi gli domandavano se veramente sentisse la voce dell’angelo, rispondeva ironicamente: "Credi forse che sia sordo?".


ANNA CATERINA EMMERICH

Anna Caterina Emmerich (Germania 1774-1824), monaca agostiniana, è la stigmatizzata alle cui visioni il poeta Paul Claudel dovette la sua conversione al cattolicesimo. La santa fin dall’età di nove anni ebbe visioni angeliche che la seguirono poi intensamente per tutta la vita; oltre a leggere nel pensiero e sollevarsi dal suolo, usciva dal corpo e veniva trasportata dal suo angelo custode a migliaia di chilometri dal suo villaggio natale (Dulmen, in Vestfalia) il che le permetteva di portare in anteprima notizie provenienti da molto lontano. Una volta riferì al suo parroco di aver scorto il Papa che poneva una corona in capo ad un piccolo personaggio. Alcuni giorni dopo giunse la notizia che Napoleone Bonaparte era stato incoronato imperatore. Questi strani poteri misero in sospetto tanto le autorità civili che quelle ecclesiastiche, le quali, sospettando una frode, sottoposero Caterina a ripetuti controlli e verifiche per rilevare i possibili imbrogli: i risultati furono costantemente negativi. A proposito del suo angelo custode diceva:

Lo splendore emanante da lui è pari solo al suo sguardo: un raggio di luce. A volte passavo intere giornate con lui. Mi mostrava delle persone che conoscevo e altre che non avevo mai visto. Con lui attraversavo i mari alla velocità del pensiero. Potevo vedere molto lontano. Mi condusse dalla regina di Francia (Maria Antonietta) mentre era in prigione. Quando arriva per portarmi con sé solitamente vedo un debole chiarore e poi improvvisamente mi appare dinanzi come la luce di una lanterna che illumina le tenebre... La mia guida è sempre davanti a me, a volte al mio fianco e non ho mai visto i suoi piedi muoversi. E’ silenzioso, fa pochi movimenti, ma talvolta accompagna le sue brevi risposte con un cenno della mano, o inclinando il capo. Oh, com’è brillante e trasparente! E’ serio e gentile e ha capelli setosi, fluttuanti e brillanti. Il suo capo non è coperto e l’abito che indossa è lungo e di un candore abbagliante... Gli parlo liberamente e tuttavia non ho mai potuto guardarlo in viso. Mi inchino dinanzi a lui ed egli mi guida con diversi cenni. Non gli faccio mai troppe domande perché la soddisfazione che provo solo sapendolo al mio fianco, mi trattiene. E’ sempre molto breve nelle sue risposte... Una volta mi persi nei campi di Flamske, ero terrorizzata, cominciai a piangere e pregare Dio. Improvvisamente vidi davanti a me una luce, simile a una fiamma, che si trasformò nella mia guida. La terra sotto i miei piedi diventò secca e né pioggia né neve cadevano più su di me. Ritornai a casa senza nemmeno bagnarmi.


MARIA ANGELA ASTORCH


La cappuccina catalana Maria Angela Astorch (1592-1662) descrive così le sensazioni che provò allorché vide per la prima volta il suo angelo custode:

Non appena percepii la sua presenza, avvenne un tale cambiamento nel mio spirito che si può dire vivessi in me stessa e allo stesso tempo fuori dal mio corpo. Infuse una grande nobiltà alle mie percezioni, il mio cuore si riempì di una dolce sensazione di conforto e con una minuziosa operazione fortificò tutto il mio spirito. Lasciò in me una tale impronta, una gratitudine così umile e dolce che non conoscevo più la debolezza delle creature, poiché tutte le passioni erano scomparse; provai una tale purezza di coscienza e una tale mortificazione dei sensi, che non dovevo più combattere con essi grazie alla potenza di quella misericordia.


EMANUEL SWEDENBORG

Emanuel Swedenborg (Stoccolma 1688 - Londra 1772), appartenente alla Chiesa protestante e fino a 56 anni "semplice" scienziato, cominciò ad avere, da quell’età in poi e ininterrottamente per decenni, sogni misteriosi che si trasformarono in visioni e viaggi mistici. Così afferma riguardo gli angeli custodi:

Angeli di ogni società sono inviati agli uomini per salvaguardarli dai pensieri e dai desideri sbagliati. Se costoro li ricevono liberamente, inviano loro buoni sentimenti che li aiutano ad allontanare le intenzioni malvagie. Tutte queste funzioni sono funzioni del Signore, svolte attraverso gli angeli, perché gli angeli le svolgono non per se stessi, ma in base all’ordine divino.

MARIA LATASTE



Maria Lataste (Francia 1822-1847), morta a soli 25 anni, entrò in convento e scrisse lungamente di angeli sotto dettatura medianica, specie nel quarto libro della sua opera, intitolato "Gli angeli e gli uomini". Eccone un estratto:

La più intima unione dell’uomo è con gli angeli ed è un’unione destinata a durare per sempre, fino all’eternità. L’unione con la creatura materiale invece è a un livello molto più basso ed è solo transitoria; dura solo fino alla soglia della vita. L’unione dell’anima con l’angelo è la più forte, poiché essa non è mai passiva, ma operante, attiva. Tra l’uomo e gli angeli c’è comunicazione e intesa; tanto che l’uomo finisce per somigliare all’angelo e innalzarsi con lui... Due cose gli angeli hanno il potere di creare negli uomini. La prima è l’illuminazione dell’intelligenza, la seconda è il moto della volontà. Essi illuminano gli uomini in tre modi: annunciando loro i divini misteri, istruendoli ed esortandoli. Li illuminano manifestandosi a loro visibilmente o invisibilmente. Invisibilmente, quando non si servono di nessun oggetto sensibile per manifestarsi, agendo direttamente con l’anima sull’anima, parlando come da spirito a spirito, come da un angelo ad un altro angelo. E ciò avviene sia quando l’interlocutore è sveglio, sia quando dorme. Gli angeli si avvicinano a tutti quelli che si interessano a loro e che vi si rivolgono ispirati da buoni pensieri. Quanto alla volontà, essa rimane libera e né gli angeli, né Dio stesso, possono imporre un movimento verso il bene se l’anima non lo vuole. Il moto dell’anima è una disposizione, un’attitudine verso il bene. Solo in questo modo gli angeli possono agire, eliminando gli ostacoli che la limitano... Dio ha affidato l’esecuzione degli atti della Provvidenza ai propri ministri, che sono gli angeli. Ha creato l’uomo e lo ha affidato a loro, perciò gli angeli rimangono sempre al suo fianco, come suoi custodi. Tutti gli uomini hanno un angelo custode perché tale è la volontà del Padre, nel cielo, il quale sempre per il bene e la salvezza dell’uomo. Gli angeli custodi sono stati creati da Dio fin dal principio. Tutti gli uomini ne hanno ricevuto uno che vegli su di loro... Ecco quello che l’angelo custode fa per voi e quello che voi dovete fare per lui. Egli allontana da voi i mali del corpo e dell’anima; lotta contro i vostri nemici, vi incita a fare il bene; porta a Dio le vostre preghiere e incide sul libro della vita le vostre opere buone; prega per voi, vi segue fino alla morte e vi porterà in seno a Dio se vivrete nella giustizia durante il vostro passaggio sulla terra. Un nonnulla può affliggere il vostro corpo per sempre, un incidente può per sempre carpire la vita della vostra anima. Non siete abbastanza preparati per scavalcare e allontanare tutti i pericoli; e quand’anche lo foste, spesso non lo potreste fare da soli. Ciò che non vedete, il vostro angelo può vederlo per voi e proteggerà il vostro corpo e la vostra anima allontanando tutto quello che potrebbe creare danno; lo fa senza che voi ve ne accorgiate. Se qualche volta ci riflettete e vi domandate come mai siete sfuggiti a tale incidente, a tale disgrazia, toccherete con mano l’azione del vostre angelo... Infine il vostro angelo custode vi seguirà dappertutto, ogni giorno della vostra vita e quando Dio vi ritirerà da questo mondo, vi presenterà davanti a Lui.


EUGENIO FERRAROTTI

Padre Eugenio Ferrarotti, superiore della Chiesa di San Filippo a Genova ed esorcista riconosciuto, riceve messaggi dal proprio angelo custode tramite la scrittura automatica. Ecco le sue parole:

Stabilire un contatto con l’angelo custode è semplice. Prima di tutto pensandolo: se non lo si pensa, lui è quasi con le mani legate. Però ci dà ugualmente assistenza e protezione e chissà quante volte ci ha salvato da pericoli spirituali e corporali. L’angelo bisogna invocarlo, raccomandandosi a lui, giusto per mantenere aperto il canale di comunicazione. Io lo faccio spesso, specie se devo incontrarmi con persone difficili... Funziona sempre. E non lo penso solo io. Una volta papa Pio XI confidò a monsignor Roncalli, il futuro Papa buono, che quando doveva incontrare certe persone faceva la commissione al suo angelo custode e le cose poi andavano meglio. Consiglio a tutti di provare... prima o poi l’angelo trova il modo di rivelarsi a chi lo invoca. La sua presenza è per me una certezza. Lo dicono anche le Sacre Scritture: "Ecco, io mando un Angelo davanti a te, perché ti guidi durante il cammino e ti conduca al luogo che ti ho preparato. Rispetta la sua presenza e ascolta la sua voce" (Esodo, 23 20)


KATSUKO SASAGAWA


Katsuko Sasagawa (Giappone 1931) si chiama oggi suor Agnese e vive uno stretto rapporto con la dimensione angelica, fin da quando si salvò da un coma profondo nel corso del quale ebbe visioni magnifiche, che continuarono in seguito anche in stato di coscienza. In una visione del luglio 1973, la religiosa vide una figura che pregava al suo fianco:

E’ la stessa che avevo visto al lato del letto in ospedale, una donna fatta di luce, dalla voce magnifica, pura, che risuonava nella mia testa. Fissandola mi accorsi che somigliava vagamente a mia sorella morta. Appena l’idea mi sfiorò, la creatura mi rispose sorridendo gentilmente e facendo cenno di no con la testa. Poi disse: "Sono colei che resta sempre al tuo fianco e ti protegge". L’angelo brillava, non lo si può descrivere a parole, emanava una sensazione di dolcezza. Il suo abito era di luce.

Segue una nuova visione del 2 ottobre successivo, festa degli angeli custodi. Racconta suor Agnese:

Una luce brillante mi abbagliò. Nello stesso istante apparvero le figure degli angeli che pregavano davanti all’ostia luminosa. Erano in otto, inginocchiati intorno all’altare e formavano un semicerchio. Quando dico che erano inginocchiati, non intendo che vedevo le loro gambe, o distinguevo i loro tratti. E’ difficile perfino descriverne gli abiti. Sicuramente non assomigliavano a degli esseri umani, non avevano l’aspetto di bambini, né di adulti, erano senza età ed erano proprio lì. Non avevano ali, ma i loro corpi erano avvolti da una specie di luminescenza misteriosa. Non credevo ai miei occhi. Tutti adoravano il Santo Sacramento con grande devozione. Al momento della comunione, uno di essi mi invitò ad avanzare verso l’altare, da dove potei distinguere chiaramente gli angeli custodi di ogni membro della comunità. Davano veramente l’impressione di guidarli e proteggerli con gentilezza ed affetto. Niente come quella scena riuscì ad aprirmi gli occhi sul profondo significato dell’angelo custode: fu molto meglio di qualsiasi spiegazione teologica...





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MessaggioInviato: Mar Apr 17, 2007 7:09 pm    Oggetto: Rispondi citando




COLLABORARE CON GLI ANGELI


(FONTE BIBLIOGRAFICA 3-4)


Salire verso il Loro mondo
Geoffrey Hodson, forse il più grande chiaroveggente dei nostri tempi, scrive: "Non potete richiamare i grandi angeli nel vostro sé inferiore. Per vederli ed ascoltarli dovrete salire verso il loro mondo. Allorché ne supererete la soglia vedrete la possente moltitudine sempre immersa in miriadi di colori dell’arcobaleno...".

Questa frase, attentamente letta, da sola basterebbe per capire cosa dobbiamo fare per poter guardare direttamente negli occhi, senza impedimenti, i "nostri" angeli. Vi sono moltissimi che hanno trascorso la propria vita senza mai essere riusciti a incontrarli o quantomeno senza mai essersene accorti. Gli angeli possono infatti apparirci senza che noi li percepiamo come tali, sotto forma di persone, o persino di animali, che incontriamo occasionalmente e che in qualche modo influiscono sulle nostre azioni, sul nostro modo di essere, magari sulla nostra stessa esistenza.

Tutti li contattiamo durante il sonno, quando, da ogni angolo della Terra, uomini e donne vengono radunati nelle "aule notturne di apprendimento" per essere istruiti occultamente. Riceviamo così messaggi, suggerimenti, intuizioni di cui, al nostro risveglio, non ricordiamo la provenienza e che crediamo frutto di una nostra autonoma elaborazione: e ogni mattina siamo pronti con i nostri piccoli o grandi mezzi per lavorare al Grande Piano. Immersi nella nostra realtà, durante la giornata, tra il frastuono delle città e i nostri ritmi incalzanti, gli angeli sono sempre accanto a noi, che tentano di farsi sentire. Noi possiamo collaborare alla costruzione di un ponte di luce che colleghi il nostro con il loro mondo: tutti siamo in grado di farlo, ma non dobbiamo dimenticare che gli Angeli, rappresentando sempre e comunque una enorme Potenza, non si abbasseranno mai al nostro livello e rifuggono dal caos di certi nostri modelli di vita, dalle vibrazioni grossolane e negative che spesso emaniamo... Siamo noi a dover "salire verso il loro mondo". Per incontrarli non basta sentirsi pronti o pensare di esserlo.


INTERIORITA'

ESTERIORITA'


Per prima cosa è necessario credere fermamente negli angeli, amarli ed essere totalmente disponibili nei loro confronti, tenendo presente che il culto dell’angelo è qualcosa di diverso dal culto verso la Divinità, quale sia la religione praticata: questo è da tenere bene a mente. Occorre pazienza, umiltà e sapere coltivare delle doti personali: anche la nostra esistenza deve essere impostata in un modo particolare e permanente; dobbiamo essere capaci di liberarci dal nostro egoismo, dall’istinto di sopraffazione e proiettarci amorevolmente sugli altri, preoccupandoci del loro bene prima che del nostro; dobbiamo conquistare uno stato di serenità, lasciandoci alle spalle ansie, tensioni, insoddisfazioni; dobbiamo essere aperti alle cose dello spirito e soprattutto rinunciare all’adorazione del "vitello grasso", cioè dei falsi idoli... denaro e oggetti sono solo un mezzo, non un fine. Non solo quando tentiamo di metterci in comunicazione con gli angeli, ma in ogni momento dobbiamo cercare di essere padroni di noi stessi, delle nostre emozioni, dei nostri impulsi. Dobbiamo riuscire ad "essere" noi stessi. Possiamo aiutarci con la meditazione e ritagliare nell’arco della giornata dei momenti in cui staccare gli innumerevoli fili che ci legano alla realtà circostante. Creare un silenzio esteriore significa conciliare in modo profondo quello interiore.

Nel ricercare questo incontro dobbiamo essere spinti da una sana e disinteressata aspirazione a perseguire una propria crescita interiore, intellettuale, morale, affettiva; dobbiamo lasciare da parte le nostre aspettative e il nostro egoismo nel cercare rassicurazioni e gratificazioni personali... siamo solo un’infinitesima parte di una realtà collettiva e unitaria chiamata umanità e ci realizziamo pienamente come individui solo quando siamo in relazione con gli altri e soprattutto operiamo in favore degli altri. In definitiva, per quanto riguarda il tentativo di stabilire un rapporto con gli esseri di luce, occorre un’adeguata predisposizione e preparazione interiori che vanno a riflettersi sulla nostra aura con determinati colori. Secondo il parere di molti angelologi, quando questi colori, che esprimono livelli diversi di energia, entrano in sintonia con gli esseri di luce che ci stanno attorno, allora si realizza il contatto. E’ attraverso l’espressione cromatica che determinati individui verrebbero riconosciuti come particolarmente idonei a costituire dei canali per irradiare sulla terra energie, intuizioni, saperi.


PREGHIERE

Preparati interiormente e adeguato il nostro approccio verso l’esterno e il nostro stile di vita, possiamo poi esternare direttamente il nostro amore verso gli angeli con preghiere: ve ne sono moltissime, formulate da varie e antiche tradizioni, indirizzate ad angeli diversi e riferite ai differenti bisogni e circostanze della vita (vedi la sezione Invocare). Ancora meglio di quelle liturgiche, sono le preghiere spontanee, che sgorgano dal cuore, perché in esse vi sono una forte intenzionalità e una partecipazione totale di se stessi che si spingono oltre ogni formula standardizzata. Non importa se le parole appaiono inadeguate, i concetti contorti, le espressioni ripetitive, le richieste banali: ciò che conta è che chi prega ponga tutto se stesso. E’ il caso di mettere da parte desideri egoistici e pregare anche per le persone che ci sono care e per tutto ciò che vive: si creerà una corrente di energia positiva tra noi e l’angelo che su di noi sarà poi riversata moltiplicata infinite volte.

UNA CASA PER L'ANGELO

Se preghiamo in casa è opportuno riservare al suo interno un luogo destinato al proprio angelo e solo a lui. Le diverse tradizioni concordano nell’affermare che questa creatura celeste ama sentirsi ospitata presso gli uomini di cui ha responsabilità. E’ sufficiente uno spazio anche piccolissimo, dove collocare un’immagine che in qualche modo evochi l’essenza angelica: può anche essere solamente una candela, una pianta, o un bastoncino di incenso da accendere durante la preghiera o i momenti di silenzio e di meditazione. Anche il semplice pensiero che un determinato luogo della casa è suo basterà a segnalare all’angelo la propria disponibilità, il proprio amore, il proprio desiderio di incontrarlo: basterà lo stesso pensiero a "consacrare" quel luogo. Ed egli, prima o poi, non deluderà chi lo cerca.


ADESSO ANGELO MIO
ANCHE TU HAI UN ANGOLO
TUTTO TUO
QUI CON ME NEL CIELO....
MI AIUTERAI A FAR
CHE IO FACCIA
SEMPRE
COSE MIGLIORI
COME PIACCIONO
AL MIO SIGNORE...


lucia



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MessaggioInviato: Mar Apr 17, 2007 7:15 pm    Oggetto: Rispondi citando




SOGNARE

“Lo spirito liberato”
Ippocrate diceva che, mentre il corpo dorme, l’anima è in grado di recarsi in tutti i luoghi dove il corpo potrebbe andare da sveglio. Il nostro spirito, durante la veglia, è chiuso nel corpo come in una prigione. Trattenuto e costretto entro i limiti di una logica tradizionale finisce per aderire alla realtà documentabile della mente, ma si arresta davanti all’inconoscibile.
Già prima di Freud gli antichi sapevano che, durante il riposo del corpo, lo spirito, liberato da qualsiasi legame materiale, era in grado di comunicare con il mondo soprannaturale. Attraverso la porta del sonno si riflettono, come in uno specchio, gli accadimenti futuri, prendendo forma di immagini oniriche. Queste visioni, che si presentano spesso senza alcuna concatenazione logica tra di loro (o per lo meno la mente razionale non l’afferra), nel sogno acquistano una logica sbalorditiva, quasi esistesse una ragione del sogno. Fin dai tempi più remoti si è tentato di fornire una spiegazione di questi fenomeni, creando una scienza detta comunemente “oniromanzia” (divinazione, -manzia; attraverso i sogni, oniro-).
Apparentemente le interpretazioni degli antichi (per esempio, Artemidoro) sembrerebbero divergere da quelle moderne di Freud. Quelli credevano alla possibilità di una rivelazione del futuro, quest’ultimo all’individuazione di pulsioni inferiori rifiutate dalla coscienza. In realtà, il distacco è meno evidente.
Il sogno, per Artemidoro, “dice il vero”. Ma anche per Freud è così: non è un futuro obbiettivo ma è pur sempre una realtà permanente e soggettiva. E poi, il sogno rivelerebbe la capacità di captare lievi segni premonitori, che sfuggono all’osservazione dell’individuo sveglio. In un certo senso, anche per Freud i sogni fornirebbero una specie di “pronostico”. E scrive: “Ho dovuto rendermi conto che si tratta, anche qui, di uno dei quei casi non rari, in cui un’antichissima credenza popolare, tenacemente conservatasi, sembra essersi avvicinata alla verità delle cose più del giudizio della scienza che vive attualmente”.
Inoltre, anche l’accentuazione degli elementi egoistici (per la psicanalisi, il ritorno al narcisismo della prima infanzia) è già presente in Artemidoro: egli condanna la realizzazione dei “desideri irragionevoli”, frutto appunto di “atteggiamenti grossolani” e di egoismo. Così scrive nel II secolo d.c.:
“Voi crederete che l’universale ragione dei sogni allegorici sia facilmente individuabile con una semplice interpretazione. E’ questo un gravissimo errore. Sappiate che molto spesso, per aver presto alla lettera un sogno, taluno dovette subire in seguito fatti diametralmente opposti agli attesi, con grave suo disappunto e imbarazzo”. E aggiunge:
“Tanto per chi fa il sogno quanto per chi lo interpreta è vantaggioso, anzi non solo vantaggioso ma necessario, che l’interprete conosca chi è il soggetto sognante, sappia cosa fa, qual è la sua origine e quali le sue possibilità economiche, come sta di salute e quanti anni ha. E occorre pure investigare accuratamente il contenuto stesso del sogno”.

Con Artemidoro e Freud, non possiamo non ricordare Jung: la sua concezione dell’Inconscio Collettivo come Oceano di energie psichiche è molto vicina a quella che gli Ermetici chiamano la Regione degli Archetipi, in cui risiedono le idee della Vita e delle Forme. Nella sua opera troviamo la fusione tra Scienza e Spiritualità; in sintesi, Jung sostiene che l’Inconscio, attraverso il sogno, è capace di indicare una direzione verso la realizzazione di un obiettivo e di rivelare il valore di un’idea positiva di portata vitale con forza ben superiore ai corrispondenti abbozzi del Conscio.


LA SINCRONICITA'

Con l’accenno a Jung possiamo introdurre il concetto di Sincronicità: un concetto fatto “proprio” da diversi movimenti di pensiero, tra i quali la New Age. Come nacque e cos’è dunque la Sincronicità? Jung era deciso a scoprire il meccanismo degli eventi paranormali e il loro rapporto con la psiche ed era convinto che esistesse un piano di realtà ancora sfuggente, ma la cui comprensione ci avrebbe aiutati a capire meglio noi stessi. Partendo da questa base, lo psichiatra osservò, sulla scia di precedenti studiosi, che spesso le cosiddette coincidenze rivelavano una loro ragion d’essere, come se gli accadimenti si accordassero in modo sensato. Jung definì significative tali coincidenze e chiamò il fenomeno Sincronicità, termine che indica la tendenza dei fatti fisici (esterni) e psichici (come sogni, sensazioni, stati d’animo) ad accadere simultaneamente. In altre parole, la Sincronicità spiegherebbe il verificarsi di eventi privi apparentemente di causa ma armonici tra loro.
Un celebre esempio chiarificatore possiamo trarlo dalla stessa opera che nel ’52 lo studioso dedicò all’argomento. Racconta Jung che, mentre una sua paziente gli stava narrando d’aver sognato uno scarabeo d’oro, dalla finestra cercò di entrare nello studio un insetto scarabeide: una circostanza che sembrava rimarcare l’evento interno di cui stava parlando (il sogno), rafforzandone il significato.

Le difficoltà dell’interpretazione
Il sogno è l’esperienza più soggettiva e irripetibile che esista: comunemente si crede che nessuno possa assistere al sogno di un altro né ripetere i propri. Inoltre il sogno è trasmissibile soltanto attraverso la mediazione delle parole che usiamo per raccontarlo. L’interpretazione cerca poi di stabilire un nesso tra le immagini oniriche e la realtà diurna: poiché i due mondi hanno una dimensione e una struttura del tutto diverse e seguono leggi antitetiche e contraddittorie, il tentativo di equipararle risulta arduo.
L’interpretazione, anche se accorda il massimo spazio all’individualità del sognante, si base su delle concezioni generali che ne condizionano il responso.
All’epoca di Artemidoro si chiedeva ai sogni di predire il futuro, oggi li si interroga per scrutare i segreti del passato e dell’inconscio. In realtà, si parla della medesima cosa. Agostino diceva che “non esistono propriamente parlando tre tempi, il passato, il presente e il futuro, bensì soltanto tre presenti: il presente del passato, il presente del presente, il presente del futuro”.



I SIMBOLI NEI SOGNI


Affermare che “il simbolo è un qualcosa che sta al posto di qualcos’altro” può apparire di scarsa utilità alla comprensione ma, in realtà, il simbolo è esattamente e compiutamente definibile in quel modo. Pierre Emmanuel rappresenta con una metafora questo concetto: “analizzare intellettualmente un simbolo significa pelare una cipolla per trovare la cipolla. Non si può apprendere un simbolo per riduzione progressiva di ciò che non gli appartiene; esso esiste solo in virtù del contenuto sfuggente che gli è proprio. La conoscenza simbolica è una e indivisibile, può avvenire soltanto attraverso l’intuizione di quell’altro termine che essa significa e nasconde allo stesso tempo”.
Per interpretare il sogno è dunque essenziale comprenderlo e comprendere i simboli in esso contenuti. In altre parole, dobbiamo trovare un punto di contatto tra la forma che il pensiero assume nel sogno e quella che esso ha nello stato di veglia. Le immagini che il nostro io notturno produce, per quanto incongruenti e bizzarre, provengono dalla medesima mente che di giorno segue tutt’altri meccanismi. Questo punto di contatto, non potendo collocarsi nella realtà, va cercato nella trasposizione simbolica, che non determina ma sollecita, suggerisce, evoca.



RICORDARE E COMPRENDERE IL SOGNO


Al risveglio è necessario esaminare ciò che si è visto in sogno, cercando di ricordare con esattezza l’ordine in cui il sogno si è svolto e di fissare nella memoria le visioni e gli oggetti che si sono visti. I particolari sono molto importanti e può essere utile riportare le varie impressioni su di un foglio di carta. Può accadere che nell’arco della giornata riaffiorino dei ricordi, ma più spesso, col trascorrere del tempo, la nostra parte cosciente interviene a modificare il sogno, togliendo o aggiungendo particolari. E’ evidente dunque l’importanza di fissare immediatamente dopo il risveglio lo svolgimento del sogno, magari prolungando di qualche istante il momento del dormiveglia per permettere il riaffiorare naturale e spontaneo delle impressioni e delle sensazioni, nonché dello stato d’animo col quale è stata vissuta l’esperienza del sogno.
Importante è anche comprendere se il sogno è affettivo o intuitivo.
I sogni affettivi sono quelli che derivano da sensazioni esteriori, dipendono cioè da sensazioni fisiche (caldo, freddo; rabbia; digestione; stanchezza; felicità, odio, amore; ecc.). Sono i sogni che si formano nelle prime ore di sonno, quelli che ancora risentono l’influenza delle persone o delle cose del giorno precedente.
I sogni intuitivi (che potremmo paragonare ai sogni della fase REM) sono invece quelli che derivano da sensazioni interiori, dipendono cioè da sensazioni mentali, che il soggetto scopre dentro di sé. Sono i sogni che si formano nel cuore della notte e nelle prime ore del mattino, quelli che sono sicuramente i più attendibili. Solamente a questo tipo di sogni si dovrebbe attribuire un significato divinatorio.
Inoltre è pensiero comune che i sogni debbano essere interpretati in senso opposto al loro significato. Questo è vero solo in casi particolari casi. In genere, è meglio seguire la legge dell’analogia, per la quale si devono individuare i rapporti tra i significati.

LA CONSAPEVOLEZZA DEL SOGNO


Hervey de Saint-Denys (nato a Parigi nel 1822) iniziò a occuparsi dei sogni fin da tredicenne, dedicandosi per anni e con eccezionale costanza all’autosperimentazione e all’analisi critica dei meccanismi onirici. Risultato dell’indagine furono 22 diari con la descrizione e i disegni a colori di suoi sogni relativi a 1946 notti, con una serie di commenti di tale spessore da indurlo infine a ricavarne un saggio, poi pubblicato nel 1867. La parte più interessante dell’opera è laddove l’autore rende noti gli esercizi mediante i quali, in virtù di una pratica quotidiana e ininterrotta, arrivò a prendere coscienza in sogno di star sognando, riuscendo così a manipolare le scene oniriche. Un traguardo che nelle sue sperimentazioni di ragazzino raggiunse in breve tempo, come egli stesso racconta:
“Il primo sogno in cui dormendo ho avuto la sensazione precisa della mia situazione reale si situa nel mio diario alla 207° notte; il secondo alla 214°. Sei mesi dopo lo stesso fenomeno si ripresentava in media due volte ogni cinque notti. In capo a un anno tre volte su quattro. Dopo quindici mesi si manifestava pressoché quotidianamente”.
Come ottenere un simile risultato? In sintesi, tre sono le condizioni per padroneggiare le illusioni del sonno:
1.essere consapevoli durante il sonno che si è addormentati, abitudine che si acquisisce abbastanza in fretta semplicemente tenendo un diario dei propri sogni;
2. associare certi ricordi all’evocazione di certe percezioni sensoriali, di modo che il ripresentarsi di tali sensazioni introduca nei sogni le idee-immagini che abbiamo messo in relazione con esse;
3. poiché le idee-immagini contribuiscono a formare le scene dei nostri sogni, utilizzare la volontà per guidarne l’evoluzione, nel senso dell’applicazione del principio “pensare una cosa signfica sognarla”.



L'ANGELO, IL SOGNO, LA CABALA



Sul tema dell’angelo e il sogno riportiamo un interessante approfondimento di Harold Bloom, tratto dal suo libro “Visioni profetiche”.

Nella cittadina di Safed, nella Palestina settentrionale, la cabala conobbe uno straordinario sviluppo per tutto il XV secolo. Le figure di maggior rilievo furono Mosè Cordovero e il suo allievo Isaac Luria, senza dubbio il pensatore più originale mai apparso tra i cabalisti. Dopo Cordovero e Luria, il mistico più rinomato della scuola di Safed fu Joseph Caro, il cui impegno si rivolse principalmente alla codificazione del rituale rabbinico. L’orientamento mistico di Caro si manifestò soprattutto nella lunga frequentazione con la voce angelica, o maggid, che fungeva da sé alternativo e che gli suggerì un diario mistico. Scritto nell’aramaico dello Zohar, questo capolavoro della cabala si è conservato solo in frammenti ed è un documento sorprendente: il maggid di Caro è forse il fenomeno cabalistico più imprevedibile, essendo un angelo fatto uomo. Fino a quel momento la cabala, come il pensiero ebraico precedente, conosce angeli creati dalla parola di Dio semplicemente per adempiere una minima, specifica mansione, pratica o celebrativa, dopo di che escono di scena. Ma ora si affaccia una nuova concezione, definita così da un discepolo di Luria, Hayyim Vital:

“E’ impossibile che tutto ciò che proviene dalla bocca dell’uomo sia vano, e non c’è nulla che sia del tutto inutile (…) giacché ogni parola pronunciata crea un angelo. (…) Di conseguenza, quando un uomo conduce una vita santa e giusta, studia la Legge, e prega con devozione, allora dai suoni che lui emette si creano angeli e spiriti virtuosi (…) e questi angeli sono il mistero dei maggidim, e ogni cosa (per esempio qualità e dignità di questi maggidim) dipende dalla misura di opere buone compiute.
Ci sono maggidim che in qualche misura ingannano, perché nonostante siano santi e le loro radici affondino nella santità, pure l’imperfezione dell’azione umana che ha dato loro la vita ha fatto in modo che risultassero imperfetti. Tutto dipende dalla qualità dell’azione umana”.
Questi angeli tardi della scuola cabalistica di Safed sono fascinosamente instancabili, in maniera conforme ai regni onirici che controllano. Gli angeli narratori danno in sogno risposte a interrogativi e irrompono nella dimensione della veglia solo quando parlano per bocca del profeta, indipendentemente dalla sua volontà. I grandi rabbini di Safed sottoponevano a vaglio intellettuale ogni maggid per stabilirne l’affidabilità e la veracità. Tuttavia, nonostante queste cautele, l’angelo narratore resta l’innovazione più sconvolgente dell’intera storia dell’angelologia. Ci stiamo muovendo verso fenomeni diversi solo per grado, non per natura, che culmineranno nella creazione del golem attribuito al rabbino cabalista di Praga Judah Low ben Bezalel. Il principio implicito è indubbiamente lo stesso, e non si può non restare stupiti di fronte all’audacia dei grandi cabalisti di Safed che rischiarono di incorrere nel peccato di sottrarre a Dio il merito della Creazione. Forse quell’azzardo spiega sia l’associazione originale da loro istituita dell’angelo narratore con il regno dell’angelo Metatron, sia la misteriosa sostituzione di Enoch al posto del profeta Elia come umano trasformato in “piccolo Jahvè”, Metatron (vedi Angeli e Gnosi).
Essendo le parole della Torah parole di Dio, la rivelazione scioccante che gli angeli nascessero dalle sue parole poteva in qualche misura risultarne attenuata, salvo il fatto che i cabalisti leggono non solo le parole ma anche le lettere, nonché gli spazi tra le lettere e le parole, e le interpretazioni di questi vuoti generano anch’essi degli angeli. Angeli su angeli, angeli per ogni dove affollavano l’atmosfera di Safed nel Cinquecento, e i più ragguardevoli, come il maggid di Caro, facevano “formidabili promesse” in qualità di interpreti di sogni profetizzando il futuro personale. Ma il Talmud sostiene che un sogno è solo la sessantesima parte di una profezia, sicché è da presumere che anche i più santi degli angeli narratori che controllano il regno dei sogni possano sbagliarsi sul futuro. Inoltre, un angelo-interprete dei sogni la cui capacità di raggiro dipende dal grado relativo di virtù del suo creatore umano è una rappresentazione notevole della natura equivoca dei sogni, e dei pericoli insiti nelle previsioni fatte per il loro tramite. Già prima, col Talmud babilonese, l’interpretazione della natura dei sogni contrapponeva due teorie: i sogni sarebbero una concezione degli angeli oppure sarebbero attribuiti a spiriti maligni. Ma nello stesso testo, il trattato Berakhot, si riporta una storia in cui rabbi Banna’ah presenta un suo sogno a due dozzine di diversi interpreti. “Ognuno diede una versione differente, e tutte le loro interpretazioni si dimostrarono vere. (…) Tutti i sogni vanno dietro la bocca”.



HAZIEL

Continuando a considerare il rapporto tra cabala e sogni, riportiamo alcuni brani del cabalista e angelologo Haziel, tratti da “Il grande libro dei sogni”.

Nel mondo
degli esseri umani sono esistiti prima
i sogni o la realtà materiale?
Una cosa è certa: il periodo in cui l’uomo si turbava meno per i suoi sogni fu quello compreso tra il Rinascimento e la scoperta dell’Inconscio e della Psicoanalisi. In tale epoca il Mondo uscì dal Medio Evo; il cordone ombelicale che univa l’uomo fisico alla trascendenza fu reciso e il Genere Umano si lanciò alla conquista del benessere materiale.
In questa cavalcata frenetica verso il progresso, l’Umanità ha dimenticato i suoi sogni, li ha considerati come qualcosa di trascurabile, senza importanza, qualcosa che c’era, come il Cielo stellato, che faceva parte del paesaggio ed era così inutile da non preoccuparsene affatto. Poi è arrivato Freud a dirci che i sogni sono un “sottoprodotto” della vita quotidiana, una specie di residuo degli atti mancati della giornata. Poco prima che Freud desse un’interpretazione meccanicistica e materialistica dei sogni, Marx aveva spiegato che il pensiero viene generato dalla realtà materiale e dipende dal fatto che lo stomaco sia più o meno pieno.
Il Sapere Antico, che costituisce l’aspetto Esoterico delle religioni, si rivolge alla Ragione, non alla Fede, e spiega come è costruito e funziona l’Universo. Secondo le Scienze Ermetiche, il Mondo dei Sogni rientra in un vasto continente, nel quale l’uomo ha vissuto prima di trovarsi imprigionato nella realtà fisica. Le diverse Tradizioni Esoteriche utilizzano termini differenti per designare questo continente: alcune lo chiamano Mondo Astrale, altre Mondo del Desiderio, Primo Cielo o, secondo la Cabala, Mondo delle Creazioni. Tutte però concordano sul fatto che l’uomo sia passato attraverso tale Mondo nel suo pellegrinaggio verso la Terra, verso lo Spazio Fisico in cui vive ora.
In questo percorso di discesa verso il terreno delle esperienze fisiche, l’uomo, senza essere consapevole di se stesso, si è gradualmente allontanato sempre più dalla propria realtà spirituale, fino a non avere alcuna relazione con essa. E’ così che si è sentito libero e unico. Il momento di presa di coscienza del proprio essere individuale viene descritto dalla Bibbia nel racconto di Adamo ed Eva.
A partire da un’esistenza spirituale, l’essere umano, spirito vergine dotato di tutte le potenzialità ma non della consapevolezza di sé, è progredito nella conoscenza del mondo materiale (il suo vero terreno d’evoluzione) e, mentre prendeva progressivamente coscienza delle realtà materiali, perdeva quella della propria realtà spirituale.
Attualmente l’esigenza più urgente per l’uomo è quella di riallacciare il legame con quest’ultima dimensione, perché dobbiamo sapere che tanto la consapevolezza del proprio Sé materiale, quanto il riavvicinamento al proprio Sé divino (una volta acquisita la Conoscenza individuale frutto delle nostre esperienze) fanno parte del programma prestabilito dalle Gerarchie Creatrici (il Creatore e i suoi Angeli e Arcangeli). (…)
Per millenni, le donne e gli uomini hanno vissuto senza avere una piena consapevolezza della propria esistenza materiale. In tale stato erano manipolati dalle Onde di Vita Superiori (come noi manipoliamo le Onde di Vita Inferiori: animali, vegetali e minerali).
Adamo ed Eva rappresentano l’Umanità primitiva nel momento in cui essa abbandona la Vita nel Mondo dei Sogni, o Astrale, per aprire finalmente gli occhi su quello Materiale che la circonda.
Il pellegrinaggio verso l’autocoscienza individuale non si è svolto in modo brutale e repentino, ma progressivo. Per un periodo molto lungo l’uomo è rimasto legato al Mondo che aveva appena lasciato, dove non aveva un rango più elevato degli attuali animali domestici e dove i Signori erano degli Esseri Superiori, più vecchi, con maggiore esperienza, che avevano già sviluppato le proprie Coscienze Creatrici: gli Angeli e gli Arcangeli. Essi furono i nostri Precettori, i nostri Consiglieri, i nostri Istruttori e, nella prima fase della nostra evoluzione (all’inizio delle nostre esperienze materiali), ci informarono sul miglior modo di agire.
Per ottenere i loro preziosi consigli l’uomo doveva ritornare nel Mondo Astrale che aveva appena lasciato, e ciò poteva accadere solo di notte, mentre il corpo fisico dormiva, poiché, durante il sonno, il corpo Astrale, o Emotivo, ritorna al Mondo Astrale (o delle Emozioni). Là l’uomo poteva dialogare con gli Esseri Superiori, i veri Maestri, gli Angeli Custodi.
La storia del serpente che parla a Eva per consigliarle di mangiare il frutto dell’Albero del Bene e del Male può essere interpretata come un sogno. Questo è stato il primo sogno, il sogno primordiale, e ha assestato la sferzata che ha gettato l’Umanità fuori dal paradiso psichico in cui si trovava, perché fosse lanciata nel torrente delle esperienze.
Se il serpente e la mela sono stati protagonisti del primo sogno, oggetto del secondo sono gli Angeli che, armati di spade di fuoco, cacciano dal paradiso psichico l’Umanità, caduta nel Mondo Fisico.
Il terzo sogno fondamentale è quello di Caino e Abele. Se consultiamo l’Alfabeto Ebraico per scoprire il significato dei loro nomi, vediamo che “Caino” significa “uomo che segue le proprie ispirazioni”, mentre “Abele” vuol dire “essere che obbedisce alla Legge”. Il conflitto tra i due fratelli – il minore (amato da Dio) e il primogenito (defraudato dei suoi diritti) – ci accompagnerà per tutta la Bibbia. Lo rivivremo con Esaù e Giacobbe, con Ismaele e Isacco, con Giuseppe e i suoi fratelli…
I fratelli nemici simboleggiano due tendenze psichiche comuni a tutti gli uomini: una che porta alla conoscenza per via diretta, e l’altra che ci induce ad attendere che lo Spirito Divino ci illumini. La prima costituisce la via rapida della Conoscenza, la via luciferina (se così si può dire); la seconda è quella lenta. La prima finisce sempre per distruggere la seconda. E’ un crimine che noi tutti abbiamo perpetrato contro noi stessi.

Il modo migliore per ricordare i sogni
Il sistema più efficace per ricordare i sogni è quello di essere consapevoli, prima di addormentarci, che essi si presenteranno durante la notte e di ripeterci che vogliamo averne memoria al risveglio. Pronunciando a voce alta, o almeno in modo udibile, la frase “Io voglio, al risveglio, ricordarmi i sogni della notte”, produrremo una sorta di legame tra il Conscio e l’Inconscio. Così, secondo il parere di Jung e della maggioranza degli psicologi, le sinapsi (cioè le interconnessioni dei neuroni cerebrali) saranno in grado di imprimere i sogni nella nostra memoria.
Un celebre egittologo ha tramandato fino ai nostri giorni l’invocazione che si soleva pronunciare nei templi dei faraoni per ricordare le visioni e i sogni notturni. Si tratta di una preghiera per concentrare e intensificare l’attività cerebrale. Eccone i punti essenziali:


O Dio Unico, Creatore dell’Universo!
Senza Te nulla esiste.
Fondamento di ogni forma di Vita,
di ogni movimento.
Padre, Madre di tutti gli umani,
vengo a Te per implorare il Tuo aiuto.

Permettimi di unire il mio pensiero
al pensiero degli spiriti superiori
affinché la Luce perpetua
illumini con la sua chiarezza la mia Coscienza.
Osanna! Gloria al Creatore!


E’ molto utile pronunciare questa preghiera, che risale all’epoca di Mosè, come pure invocare il proprio Angelo (che è un’energia intelligente, cosciente, sublime, al servizio dell’uomo) il quale, secondo l’intensità dell’intenzione (chiamata “kawana” dai Cabalisti), agirà per manifestarla.

… e se sogni un Angelo…
Se gli Angeli o altri esseri spirituali intervengono nei tuoi sogni è segno che il tuo Destino Superiore è in cammino, che ti stai muovendo veramente verso l’elevatezza mentale e spirituale e che sei sul punto di scoprire un mondo più luminoso, ricco di possibilità, di opportunità e di orizzonti più vasti. Significa anche che sei stato chiamato, e che dipende solo da te diventare eletto.





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PREGHIERA ALL'ANGELO CUSTODE


Quanto ti sono debitore,
mio buon Angelo,
per le tante ispirazioni datemi fin qui,
nella vita!
Ah, se le avessi sempre seguite!
Continua a illuminarmi, te ne prego;
riprendimi quando manco al mio dovere,
e non mi abbandonare,
sino all'ultimo istante della vita.
Angelo santo,
quante volte ti ho costretto,
con le mie colpe, a velarti la faccia!
Te ne chiedo perdono,
e ti scongiuro d'intercedere sempre per me,
perché ora sono proprio risoluto a non disgustare più né Dio, né Te,
con altre colpe.
Principe del paradiso,
io ti ringrazio con tutta l'effusione dell'anima,
di avermi amorosamente assistito per tanti anni;
io ti ho dimenticato,
ma Tu non hai cessato di pensare a me.
Ignoro il cammino che mi resta da percorrere,
prima di entrare nella mia eternità;
ah, mio caritatevole Custode,
guidami sulla via del cielo,
e non tralasciare di assistermi,
fino a che non mi vedrai tuo compagno per sempre,
nel regno beato degli Eletti. Così sia!.

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Chi non trova il paradiso quaggiù
non lo troverà neanche in cielo .
Gli angeli stanno nella casa
accanto alla nostra
ovunque noi siamo .

Emily Dickinson






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Beldanubioblu



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MessaggioInviato: Mar Set 11, 2007 1:29 am    Oggetto: Rispondi citando









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Beldanubioblu



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MessaggioInviato: Mar Set 11, 2007 1:45 am    Oggetto: Rispondi citando

clikka per la musica


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Beldanubioblu



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MessaggioInviato: Mar Set 11, 2007 2:13 am    Oggetto: Rispondi citando



Premi sull'immagine con la colomba
per ascoltare la voce
degli Angeli Bambini









Premi sull'immagine con i bambini
per ascoltare l'Armonia
degli Angeli Bambini



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Serenella



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MessaggioInviato: Mer Giu 29, 2011 8:31 am    Oggetto: Anch io... Rispondi citando

L ho sognato e l ho visto !
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Ho abbandonato ogni desiderio umano per amare Gesù, grazie al mio angelo custode.
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niky70



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MessaggioInviato: Gio Dic 08, 2011 12:49 am    Oggetto: Rispondi citando

Gli Angeli vivono accanto a noi.






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