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INNAMORATI DELLA MADONNA DEL SASSOLINO E DEL CUORE DI GESÚ: GOCCE DI LUCE.

 
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Cari amici, vi invitiamo a recitare il Santo Rosario, in formato mp3, con il nostro caro Giammarco qui www. innamoratidimaria.it
Vi comunichiamo che è online il sito ufficiale "Gocce di luce: Gesù parla ad un'animawww.goccediluce.org e che il libro è in ristampa.
Per le richieste di preghiere scrivete a Miriam info@innamoratidellamadonna.it: un caro saluto da tutto lo Staff e grazie della vostra visita.

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Benedizione agli amici del FORUM: Per intercessione del Cuore Immacolato di Maria vi benedica Dio Onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo Amen. Don Armando Maria
GOCCE DI LUCE Maggio e Giugno 2014

 
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Autore Messaggio
Don Armando Maria
Sacerdote
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Registrato: 13/10/05 19:15
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MessaggioInviato: Lun Ago 04, 2014 9:24 am    Oggetto: GOCCE DI LUCE Maggio e Giugno 2014 Rispondi citando

        GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima


Maggio 2014 - “Chi crede e vive di Gesù Cristo, di Me, anche il Padre e lo Spirito Santo è con Lui”

17.05.2014 “Chi crede e vive di Gesù Cristo, di Me, anche il Padre e lo Spirito Santo è con Lui”

“Mia piccola Maria, sei ritornata da Me… ecco, è la Madonna che nella sua casa riapre le porte, per far si che tu, ritemprata, riprenda il cammino. Ti basti l'assoluzione del confessore, senza attendere che egli ti comprenda, dato che, non essendo il tuo padre spirituale, non ti conosce ed è preso dall'ascolto di molte persone. Il vangelo di oggi vi richiama al mistero della Santissima Trinità: “chi vede Me, vede il Padre” e se Io sono nel Padre, è con Me lo Spirito Santo. Chi crede e vive di Gesù Cristo, di Me, anche il Padre e lo Spirito Santo è con Lui. Anch'egli si fa vita risorta, e via per sé e per il cammino dei fratelli. È stato, figlia mia, tempo di prove che purificano e forgiano il cuore a Me: ad essere sempre più un cuore redentivo e, se redentivo, diviene pure sempre più creativo e santificante. Ti benedico”.

19.05.2014 “E come, Signore, possiamo essere fedeli al tuo Insegnamento, e docili ai Comandamenti?”

“Mia piccola Maria, Io ti sono ancora più vicino poiché vieni sempre a Me, nonostante il sacrificio, e per questo ti benedico. Stasera nel vangelo io vi chiedo testimonianza all'amore che dite di professarmi. A chi mi dice di amarmi, Io dico: Chi mi ama obbedisce ai miei Comandamenti, da' concretezza alla mia Parola nel suo vissuto, dato che le parole volano e i sentimenti, se non attuati, rimangono chiusi e si disperdono nel cuore mentre, se si porta testimonianza nella realtà partecipata in un amore condiviso nel suo rapporto con Me e nella sua offerta ai fratelli, esso si fa costruzione, edificazione reale della casa della vostra anima nella quale posso prendere dimora. A chi vi dice di amarvi a parole, ai suoi sentimenti, voi ne richiedete la prova, la prova della partecipazione nel vostro vissuto, particolarmente nei tempi di dolore e bisogno, poiché richiedete dall'altro il dono della sua persona: l'amore è il dono per l'altro. Lo stesso fa il Signore Dio vostro: nell'adempimento ai suoi Comandi voi rinnegate voi stessi perché non seguite ciò che voi desiderate, ma fate ciò che Dio vuole, ed è in questo stato che ci si fa dono, si ha capacità d'amare. Mi direte: “ E come, Signore, possiamo essere fedeli al tuo Insegnamento, e docili ai Comandamenti?”. “Pregate, invocate continuamente lo Spirito Santo! Egli ha il compito di dare luce alla mia Parola, al suo significato, di interiorizzarlo nella vostra anima. Ha il compito di legare la Parola al cuore, e il cuore alle mani, alla sua opera: la fa divenire carne viva spiritualizzata nella quale io vivo. Nell'edificazione fattiva della vostra casa spirituale voi dovete collaborare nel farne spazio aperto, nel liberarla dalla sozzura del male e dai vostri idoli, di cui parla San Paolo nella prima lettura, da tutti gli ingombri che occupano e sporcano: il culto di sé, la lussuria, la vanità, le cupidigie, l'avarizia, l'ingordigia, la prevaricazione ecc. per far si che si faccia dimora degna, pulita e radiosa, in modo che il Padre Celeste vi ponga il suo trono di misericordia, di bontà e di santificazione. Ti benedico”.

22.05.2014 “Io vi porto la gioia. Vi voglio nella gioia. Sono l'Uomo della gioia, e voglio che in voi sia piena”

“Mia piccola Maria, stasera nel vangelo vi viene rivelata una grande verità: Io vi porto la gioia. Vi voglio nella gioia. Sono l'Uomo della gioia, e voglio che in voi sia piena. Voi mi direte: “Signore, ma non sei l'Uomo dei dolori, il Crocifisso, che ha il Cuore lacerato per i peccati degli uomini, e vuoi che portino la croce? E la croce è dolore!...”. Si, figli miei, Io sono tutto questo e rimarrò sulla Croce sino a quando ci sarà una creatura sulla terra da salvare, ma sono anche la pienezza della felicità, gaudio che nasce dall'amore. Sono l'Amore che travasa per voi, quell'amore che va oltre il patire, che congloba, irrora e si fonda alla sua Croce e ne gode per il bene che ne trae.
La mia gioia non è il riso vuoto e sguaiato che vi offre il mondo e che il demonio vuole; la mia gioia ha origine nelle viscere della serenità del cuore, nella pace dell'anima, che viene a nascere anche in voi. dalla vostra retta coscienza. Essa vi deriva a questo vostro stato vissuto per l'obbedienza ai divini Comandi. Nella fedeltà ad essi venite nutriti all'amore di Dio che in voi si riverva e dà senso alla vostra esistenza, dà valore al vostro dolore, non vi schiaccia, ma vi eleva. Gioia che supera la pena, ne sa riconoscere il traguardo, sa vivere oltre i tempi di tristezza, guardando ad un tunnel in cui c'è la speranza alla sua luce ritrovata, ne ha ilarità nell'attesa del nuovo giorno. Il demonio vi vuole oscurare, appesantire senza altri obiettivi se non di una morte perenne che non offre una vita nuova, e vi distrugge la speranza e la gioia. Io sono la costruzione di rinnovati tempi, sono la liberazione dalle prigioni, la pace al suo tormento. Io sono Risurrezione! Solo nell'amore di Dio l'uomo trova la sua felicità, la sua realizzazione e completezza.
Pensate a chi è innamorato, ed è amore grande per l'altro, o all'amore donativo di una madre: per quanto ogni rapporto comporta le sue battaglie, i suoi problemi, le sue sofferenze, la gioia che se ne partecipa della sua condivisione è la sua forza ed è superiore all'intero suo vissuto. Infelicità sarebbe perderli. Il mio gaudio è stato provato e assimilato nei Santi di cui conoscete spesso solo le tribolazioni e i martiri: sì, che hanno pianto e sofferto, ma non conoscete pure la profondità di estasi sublimi, di godimenti celestiali inappagabili che hanno dato vigore e rivestito le loro sofferenze: quella beatitudine, quella gioia mistica che il mondo non può dare e conoscere.
Maggiormente l'anima si attrae all'Altissimo e ne partecipa l'ardore, tanto più sa appagarsi e riconoscere anche le piccole gioie quotidiane; sa godere di tutto ciò che sempre il Padre Creatore offre e la creatura ne sa rivelare e ne gode nei suoi svariati e multiformi colori e sfumature, che l'esistenza e il creato vi dona. Inversamente più ci si allontana dall'amore di Dio e meno si sanno riconoscere, le si ritengono scontate: l'occhio vede, ma il cuore non ne gioisce, non ne gode né il momento e non se ne comprende la bellezza.
Chi vive di Me, vostro Signore Gesù, si libera dalle sue paure, o almeno ne acquista sostegno nel conviverne e farne offerta all'Eterno. Con Iddio niente va perso, e tutto acquista preziosità. Chi mi ama e vive la mia Alleanza non teme più nemmeno la morte; essa non esiste, poiché in Me è solo un passaggio, un transito al mio Regno. Nella mia amicizia la morte è gioia e non ne avrete più timore nello spauracchio che invece vi offre il mondo. Non verrà a voi l'angelo oscuro e malvagio, ma l'Angelo della luce, la cui bellezza e bontà è meraviglia che vi abbraccia e vi conduce alla vita. Io sono il sorriso, …se poteste contemplarmi mentre sorrido, vi scoppierebbe il cuore di felicità. Io trapasso, trasfondo nel mio sorriso la vostra croce, e l'infondo e l'irroro di esso per condurvi in Cielo, ove sarà la perfezione e la pienezza del riso, del godimento della vostra croce risorta. Ti benedico”.

24.5.2014 “Io dimorerò in voi e voi vi farete miei fari”

“Mia piccola Maria, a chi mi dice: “Mio Signore, ti amo!”; mi chiama “Signore”, ma poi vive seguendo i suoi desideri, corrompendosi al compromesso, cercando di piegare i medesimi Comandi divini alle sue vedute, in modo che seguano i propri interessi, Io dico: che valenza ha questo amore? È un non-amore, dato che non è vissuto. Chi mi ama, mi segue, e il frutto della sua adesione è lo Spirito Santo che viene in lui per fonderlo alla sua Sapienza, per formarlo ad essere quella creatura spirituale che il Padre Santissimo vuole. Quanto più si è fedeli ai divini Dettami, tanto più lo Spirito vi irrora, vi penetra, vi plasma, pur in mezzo a mille vicissitudini e problemi, a mille solitudini. Egli non vi lascia orfani: lo Spirito vi abita per forgiarvi alla perfezione, all'amore e alla Verità che è, e che Io e il Padre siamo. La mia Parola risana, educa, vi ricrea: vi risana con la Grazia nell'anima e anche nel corpo, vi educa nella via del bene, vi ricrea e forma alla santità.
Dinanzi a Filippo che, nella prima lettura, predica, parla di Me, alla mia Parola che viene ascoltata e accolta le anime si liberano dei demoni, i zoppi guariscono e riprendono il cammino, la città è piena di gioia.
Oggi, se le anime rimangono tormentate e prigioniere dei diavoli, i mali di ogni genere imperversano, i cuori degli uomini rimangono chiusi nella tristezza, è perché la mia Parola non è vissuta, i Comandamenti trasgrediti, i Sacramenti dissacrati, dato che la Parola divina porta il suo esito, ha il suo effetto. La mia Parola è data dal Sovrano Signore per la guarigione, per il benessere tutto intero dell'uomo: fisico, spirituale e psichico. I Comandamenti sono un dono dell'Altissimo, dati non per essere restrizione, ma per il bene assoluto dell'essere umano. Quando se ne è lontani, rifiutati o trasgrediti entra la menzogna e l'inganno: fuori dalla Verità entra l'ingiustizia. Cosa fare? Siate voi, figli miei che mi ascoltate, siate cristallini all'adempimento della vostra coscienza; la medesima vostra condotta ne è testimonianza, la vostra interiorità ed esteriorità parli di Me. E a chi mi ama Io mi manifesterò a lui, perché a chi desidera con Me parlare ed intrattenersi Io non potrò che rispondere, a chi vorrà darmi la mano non potrò che stringerla, a chi mi vuole abbracciare non potrò che contraccambiare con il mio abbraccio. Io dimorerò in voi e voi vi farete miei fari, ovunque andrete sarete diffusori della mia Luce, accecherete il maligno, risanerete nella Grazia, diffonderete gioia nella santità. E ognuno di voi, quanti ne potrà salvare…! Ti benedico”.

29.05.2014 “Date a Me le vostre pene, offrite i vostri affanni, i vostri dolori che pur passeranno”

“Mia piccola Maria, a tutti li depongo nel mio cuore. Il vangelo di stasera vi dice: “La vostra tristezza si trasformerà in gioia!”. Moltitudini di creature piangono, versano lacrime nella disperazione, ma Io vi dico che non si disperderanno nel vento, né si cancelleranno nella terra: se, deposte nel calice delle mie mani, Io le raccoglierò una ad una e le trasformerò in gemme, nel tesoro della vostra felicità. “Per un poco non mi vedrete, ma poi mi vedrete”, dico agli apostoli. Li preparo al mio distacco nella mia Passione, e Morte e poi di nuovo alla letizia della mia presenza gloriosa.
Dico lo stesso a voi: per un poco non mi vedrete nel tempo di questa esistenza terrena, che è un tempo transitorio, che passa velocemente, portandosi via le età, ma se avrete creduto in Me, se avrete avuto fede in Me, vostro Signore, voi godrete della visione della beltà incomparabile della mia Persona, della mia allegria nel cuore, del mio abbraccio ardente, del gusto della mia dolcezza infinita alla sua fusione, che sarà il pasto del gaudio della vostra eternità!
Date a Me le vostre pene, offrite i vostri affanni, i vostri dolori, che pur passeranno e, se offerti a Me, cosa ve ne resterà se non la gioia, nel futuro gaudio? Io li trasformo nel vostro bene assoluto, nel valore acquisito che in Me è santità in cui nulla si perde e tutto si acquista: il suo massimo senso nella beatitudine che vi attende, e… ove i dolori passati…? Ove la perdita dei vostri cari che mi hanno amato, le lacrime sparse sulla terra…? I loro volti sono cambiati nel radioso sorriso che prorompe, scoppia, ed esulta nell'estasi divina. Date a Me, abbiate fede! Datemi anche i vostri carboni spenti ed Io li cambierò in un fuocherello giocondo. Datemi pure degli sterpi ormai rinsecchiti, ed Io ne farò un mazzo di fiori variopinti. Datemi delle ossa disperse ed inaridite: ne farò un corpo rigoglioso e un volto nell'età della sua giovinezza. Datemi un'anima ottenebrata dal male, ed Io la riformerò, irrorandola della mia Luce piena.
Figli miei, vivete nella mia presenza e, pur negli affanni, voi gusterete l'amabilità e il sostegno della mia Persona: già in questo mondo la vostra tristezza si trasformerà in gioia! Ti benedico.



Giugno 2014 - “L'Eucaristia è l'Incarnazione: Iddio s'incarna nell'umanità”

02.06.2014 “Quando siete soli nelle case parlate con Me: Io vi ascolto, e non mi stanco mai”.

“Mia piccola Maria, Io cerco, di tutte queste persone per cui preghi, di condurle e trarne il maggior bene. Così come un genitore sulla terra, quando ama le sue creature, cosa non fa nel suo dono per darne il meglio! Lo stesso fa il Padre Celeste per i suoi figli: ne maggiora tutto ciò che è buono. Ed anche quando sembra che non ci sia risposta Egli sta operando al suo compimento.
“Coraggio, Io ho vinto il mondo!”, dico nel vangelo di stasera. L'ho vinto su tutte le tribolazioni, i dolori, la corruzione, e la medesima morte. L'ho vinto per l'intera umanità, per le generazioni che l'attraversano, per la natura, per le creature viventi create, l'ho vinto per te.
Se vi alleate con Colui che è il “Potente”, il più forte, non potete che vincere, dato che Io vinco per voi, vi offro la mia vittoria. Non che non ne abbiate in sofferenze e prove, ma in Cristo Signore esse non vi abbattono, non vi schiacciano, non possono sconfiggervi. La loro sofferenza non vi conduce alla morte, ma è per la vita eterna, è per la risurrezione: e non vi annienta. Essa si fa produttiva, copiosa, feconda, per la diffusione di una vittoria nel bene. Credete questo? Perché se così fosse, i volti dei cristiani sarebbero ilari, giocondi. Ed anche quando l'afflizione bussa alle loro porte nel fondo del cuore c'è pace, permane la luce della speranza che dà motore e avvio dell'attesa del nuovo giorno. La mia vittoria non vi fa sentire soli; e quanto più vi stringete ad essa e ne avrete fede, tanto più sarete i miei conquistatori.
Il Padre mio è sempre stato con Me, non mi ha lasciato solo nemmeno nel tempo della mia Passione. E se il Santissimo mi è rimasto accanto, Io lo sono con voi: non vi lascio soli!
Partecipate di Me, vivete la mia interiorità, credetemi amico, gustate questa mia amicizia: e maggiormente la condividerete tanto più ne avvertirete la presenza. Quando siete soli nelle case parlate con Me: Io vi ascolto, e non mi stanco mai, vi cingo le spalle, vi prendo le mani, poggio il vostro capo sul mio Cuore. Vengo agli anziani che si sentono abbandonati, ai malati che non si sentono amati, alle persone che si sentono tradite. Ecco, gli uomini vi possono dimenticare, Io non posso! Siete sempre presenti e vivi alla mia memoria. Gli uomini possono tradirvi: Io sono l'eterno fedele al mio amore per voi, perché siete figli delle mie Viscere, del mio Cuore, del mio Sangue; cosa non faccio per non perdervi…! Vi amo all'infinito. Siete nati proprio per conoscere, assimilare e condividere questo mio amore che darà a voi risposta, significato e compimento della vostra esistenza. Ti benedico.

05.06.2014 “L'unità dei cristiani non più conflittuale, anche nelle parrocchie, poiché in ogni gruppo ci si ritiene detentori e possessori della verità”

“Mia piccola Maria, distaccati dal pensare e parlare secondo il modo corrente umano; certo, ne saresti più agevolata se venissi più aiutata spiritualmente, se potessi vivere in adesione a una realtà più spirituale. Stasera il vangelo vi descrive, vi presenta l'Unità di Dio. Egli è l'unico, pur nelle differenti Tre Santissime Persone, la sua Unità è fusa nella Sostanza del loro Amore. Quell'Unità che il Padre Santissimo ricerca nelle sue creature. Solo nell'unione con Dio si vive l'espressione massima del bene, il cui suo frutto è la pace, l'armonia, la carità. Il demonio, all'opposto, cerca continuamente, con la sua distruzione, di dividere; e divide nella zizzania del suo odio, della sua invidia, dell’ avidità, della gelosia, in ogni ambito sociale, politico, tra le nazioni con i suoi conflitti, nelle famiglie con le sue lotte, nella Chiesa, portando divisione anche tra i cristiani. Come poter avere questa unità? Come i cristiani possono essere uniti, e non solo a parole? Prima bisogna ricercare l'unità personale con il Padre Celeste che ricrea l'unità dell'uomo nella sua integrità.
La prima divisione è proprio nella persona stessa, spesso lacerata, tormentata, confusa. Alla sua fusione divina la ricostruzione di un'identità vera e completa, morale e spirituale: il ritorno della pace fra gli Stati e in ogni ambito governativo, familiare e lavorativo, che si fanno unione al servizio per il bene comune; l'unità dei cristiani non più conflittuale, anche nelle parrocchie, poiché in ogni gruppo ci si ritiene detentori e possessori della verità, ma insieme nella ricerca e nel servizio della verità. Come acquisire tale unità? Nella ricerca autentica dell'amore di Dio che si attua nella realizzazione del vangelo e il nutrimento, in grazia, dell'Eucaristia che è il collante ove Iddio fonde i suoi elementi alla vostra natura, e vi forgia a Sé, vi unisce alla Sostanza dell'Amore che è: Io e il Padre mio siamo una cosa sola. Come potete pur voi essere quest'unico corpo, quest'unico organismo se non venite a Me? Ti benedico”.

07.06.2014 “Lo Spirito è il Dio nascosto e silenzioso, ma perpetuamente operante”

Mia piccola Maria, c'è un tempo in cui rimangono chiuse le finestre, altro tempo quando esse si aprono per potersi librare in volo, ed essere liberi. Come alla notte sopraggiunge il giorno così sarà la tua liberazione. Sii paziente! Stasera voi celebrate la Pentecoste, il tempo in cui la Terza Santissima Persona della Santissima Trinità si erge in tutta la sua natura, che è fuoco, potenza, energia santificante che riversa sull'intero Paradiso, sul Purgatorio, sull'umanità. E di cosa necessita ancora il Paradiso che è il fulcro di ogni perfezione? Lo Spirito Santo travasa Sé stesso per maggiorare la beatitudine dei Beati, dei suoi eletti, e ne maggiora l'ulteriore conoscenza di Dio. Egli s'infonde sul Purgatorio per intensificare la sua azione purificatrice per liberare dalle cataratte che ostruiscono all'accesso del Cielo. Scende sull'umanità, sulla Chiesa, dando il suo sostegno e santificando nei suoi Sacramenti: senza la sua azione non potrebbe sussistere. Scende sulle creature, portandole alla Grazia ed intensificandone la crescita.
Egli si protende sulla natura: la irrora per dare moto al suo perpetuo ciclo vitale e per liberarla dalla corruzione alla quale la sottopone l'uomo. Lo Spirito viene e agisce, ma lo può nella misura in cui è accolto; e dove c'è solo una fessura di apertura può portare poco, ove ce ne è molta egli penetra con i suoi doni, conducendo a santità. Ove la chiusura è totale rimane fuori, ospite indesiderato e triste, che non può arricchire con il suo contributo. Lo Spirito viene e scioglie i ghiacci dell'odio, il freddo delle angosce, fonde le catene del maligno e la sua idolatria, irradia la sua luce, disperdendo il caos, la confusione delle tenebre, riportando ordine nella Verità purissima del suo Pensiero. Soffia il suo Alito rigeneratore e creativo per allontanare la morte dell'anima, per perpetuare e dare vita, la vera Vita.
E da cosa può trarre il potere di dare vita? Dalla sua natura che è Amore. Egli, Amore del Padre e del Figlio, nella sua Persona ricicla, vibra, s'infiamma e s'incendia, accrescendosi e intensificandosi sì da travasare ovunque, e creare, dato che solo nell'amore divino c'è nascita ad ogni creazione: fisica, morale e spirituale. Lo Spirito è il Dio nascosto e silenzioso, ma perpetuamente operante, Potenza all'infinito, la cui azione è senza limiti. E ove l'abbraccio si spalanca ed accoglie, ove il cuore si fa bramoso ed attende la sua venuta, Egli viene e agisce, discende e opera portando i suoi doni sino all'eccellenza di ogni bene, ed alla santità. Ti benedico”.


09.06.2014 "Il mondo diffonde, in tutti i suoi mezzi, la divisione e il culto, l'incitamento, alla violenza. Iddio proclama la vostra beatitudine"

“Mia piccola Maria, stasera il vangelo vi presenta le Beatitudini, il Pensiero di Dio, Sapienza che si oppone, che è contraria al pensiero del mondo. Iddio vi invita ad essere umili, semplici, poveri in spirito. Il mondo vi chiama alla superbia, alla grandezza nella materia. Iddio vi chiama beati quando siete nel pianto e conoscete il dolore, il mondo lo rinnega e proclama una vita godereccia e di rubare il massimo dei piaceri della terra. Io esalto i miti, ma il mondo diffonde la prevaricazione e l'affermazione del potere. Ancora Io, vostro Signore, dichiaro beati quelli che ricercano la Giustizia e la Misericordia; il mondo divulga la menzogna che è padre dell'ingiustizia e l'indifferenza, nel culto solo di se stessi.
Ricerco i puri di cuore e gli operatori di pace, ma ove è la purezza? Il mondo diffonde, in tutti i suoi mezzi, la divisione e il culto, l'incitamento, alla violenza. Iddio proclama la vostra beatitudine quando siete perseguitati o incompresi a causa del mio nome, il mondo vi reputa e vi proclama stolti, e rinnega il mio Insegnamento, spingendo a mete senza senso che conducono alla disperazione del loro vuoto. Voi mi direte: “E come, Signore, possiamo vivere le Beatitudini se esse vanno e sono controcorrente, e se il mondo procede in modo inverso?” Rimanete vicini a Me! Così come le perle di una collana debbono rimanere attaccate al loro fermaglio se no si disperdono mentre, se ad esso unite, rimangono compatte nel loro ornamento. Ugualmente come gli organi del corpo che debbono rimanere fusi al capo se no giunge la morte; invece in unione ad esso si fanno funzionanti e operativi.
Lo stesso voi, uniti a Me, vivrete le Beatitudini, che sono la scala che vi conduce diritti in Cielo. Il pensiero del mondo è l'insegnamento, la pedagogia del maligno: quanto più le creature lo seguono e peccano, tanto più egli prende forza nel pensiero comune che si dilata e opera, nel suo male. Medesima cosa è se le creature vivono le Beatitudini: esse allontanano, dileguano, dissolvono l'avanzata e la forza della sua malsana catechesi, e affermano la Verità che è il Pensiero espresso dalla Sapienza di Dio. Ti benedico”.

13.06.2014 “Nella sua breve vita Antonio darà tutto ciò che di più non avrebbe potuto, nel suo dono che fu totale”

“Mia piccola Maria, come un bocciolo rimane chiuso e raccolto, ma sotto l'azione dei raggi del sole si apre e distende i petali sino alla sua florida fioritura, così l'anima tua, sotto l'azione di Dio, si apre e si distende sino alla sua massima possibilità di comprensione e vita. Oggi la Chiesa celebra S. Antonio, il mio Antonio, uomo di profondissimo zelo che rimane estasiato di fronte all'umiltà di S. Francesco, che si annichilisce sulla terra per scomparire perché ne fosse dato solo rilievo alla persona e alla gloria dell'Altissimo. Egli dotto, conoscitore delle Sacre Scritture, riceve in dono la Parola che, come manna, discende dal Cielo sul suo cuore e sulla sua bocca in una sapienza che illumina e guarisce; ed Antonio in risposta ad essa si mortifica per non ritenersene minimamente meritevole. Ardente nell'amore, sacrifica, combatte contro di sé per essere purezza pienamente offerta al suo Signore, ed incanala tale amore nel servizio dei poveri e dei sofferenti, combattendo contro le ingiustizie del mondo ed offrendo sé stesso. Nella sua breve vita Antonio darà tutto ciò che di più non avrebbe potuto, nel suo dono che fu totale.
Egli non si piega ai compromessi, alle agevolazioni, lottando anche con la famiglia, la congregazione, il mondo, pur di essere non solo adesione piena alla Verità, ma per darne frutto nella magnificenza dell'amore di Dio. Ora S. Antonio è un astro nel Cielo che rifulge e accresce nella sua luce, glorificando le altezze del Regno e spandendo la sua luce sui suoi fratelli sulla terra. Questo esempio è per voi: guardate ad Antonio per essere coerenti al richiamo del vangelo di stasera.
Non accettate i compromessi della terra, non alleatevi ai suoi scandali che conducono al male! Sarebbe meglio per voi cavarvi l'occhio che vi è di scandalo o amputarvi un arto: il linguaggio è duro, ma è per richiamarvi all'intransigenza dell'integrità dei santi principi, alla severità della retta coscienza nella interezza della vostra persona, di un amore donativo che per essere tale deve essere puro da intrecci con il male. Non che Io voglio che vi caviate un occhio o vi amputiate un arto, ma che scavate e togliete da voi l'intralcio dello scandalo, a costo anche di grande sofferenza e sacrificio: che amputiate il vostro io dai vostri desideri malsani, dai vantaggi acquisiti a discapito della rinuncia della vostra onestà e a prevaricazione del fratello, per far si che vi amalgamiate al vangelo, costi quel che costi, dato che la mèta che vi attende è grande; è superiore alla terra sia nella sua ricompensa come nella sua condanna. In modo che diveniate anche voi dei piccoli astri del cielo che lo illuminano e che propagano la loro luce sui fratelli che sono tutt'ora nel mondo. Ti benedico”.

14.06.2014 sera “Come poter conoscere il mistero della Santissima Trinità?”

“Mia piccola Maria, Io travaso il mio Divin Sangue su queste terre lacerate dalla guerra, ma per il dono della libertà umana, se i cuori rimangono chiusi e non accolgono il mio Sangue, Esso rimane disperso e abbandonato sulle loro zolle aride.
Oggi la Chiesa celebra la Santissima Trinità che in Cielo viene inneggiata e glorificata perennemente: il gaudio del suo trionfo è eterno. Le Tre Santissime Persone regnano su un trono di fuoco che avvampa di lingue del loro ardore. E cosa fanno? Governano, governano sulle miriadi di eserciti di potenze celesti, sui suoi regni, sulla terra e le creature, e ogni cosa creata: governano nell'amore, ponendosi a loro servizio.
E’ nel servizio dell'amore che il Padre continuamente genera vita nella creazione e su tutte le creature. È nel servizio dell'amore che il Figlio, nella sua Redenzione, sempre opera per condurre a salvezza tutti gli uomini. È nel servizio dell'Amore che lo Spirito Santo santifica, attraverso la Chiesa e i suoi poteri, per dare santificazione.
Come poter conoscere il mistero della Santissima Trinità? Pure i Beati in Cielo, che ne godono la piena visione, sono in continua ascesi per sondare le sue proprietà altissime e infinite; e quanto più ne godono e se ne assimilano, quanto più se ne addentrano nella sua Sapienza. Come voi potete avere traccia della loro presenza? In ciò che vi è stato dato: nella creazione che porta il tratto del tocco di Dio: ne è segno nella vita che continua a perpetuare e sussistere. In Gesù Cristo, nato nel tempo e nella storia della vostra umanità, che con la Croce e il Sangue ha compiuto la Redenzione, e perpetua la sua via di salvezza. Nell'azione dello Spirito Santo che si fa visibile nella Chiesa, nei sacramenti, nei doni che vi offre Iddio per assimilare la sua Grazia, che vi plasma a Sé.
Come potete farne parte? Essere suoi, vita integrante alla SS. Trinità? Vivendola nel servizio dell'amore. Amando, rispettando, servendo il creato in tutti i suoi aspetti e l'esistenza delle creature nei suoi conseguenti stadi, particolarmente nei più bisognosi, vi farete a vostra volta creativi e generativi di vita; accogliendo ed offrendo la vostra croce che si fa dono, innestandolo nella Croce di Cristo, che vi redime e vi fa redentivi, spargendo redenzione suoi vostri fratelli; nel fondervi all'azione dello Spirito, partecipando una vita sacramentale nell’adesione del vangelo, un'orazione di cuore, e veritiera, per far si che Egli vi trasfonda la sua Grazia per farvi santificati e santificanti. In questo servizio dell'amore vi fate pensiero, cuori, mani della Santissima Trinità, pur solo una particella di essa: partecipate della sua Natura, ne assimilate la Sostanza, vi fate Energia spiritualizzata che ovunque partorisce il suo bene.
E chi vi può aiutare in questo processo d'innesto alla Santissima Trinità se non la Madonna? Lei, la Trinitaria, è Colei che è fusa, parte integrante: è innestata come una pianta che, legno nel legno, ne vive le proprietà. Le sue radici si fondono nella terra creata dal Padre e ne trae il massimo della sua potenza generativa, per i meriti di una figliolanza glorificata in Lei: nel suo abbandono e nella sua obbedienza, come creatura umana. Chi da figlio, da essere umano, è più vicino al Padre Altissimo se non Maria?
Ella si protende nel trono mediante il legno della Croce con il Figlio divino, a suo servizio, e s'innalza offrendosi ad essa con la sua di croce per estendere la salvezza della Redenzione all'intera umanità per i meriti della sua Maternità divina, consacrata e offerta fino al martirio. E chi, come Madre, è più vicina al Figlio Cristo Signore?
Maria, Sposa dello Spirito Santo, si fonde a Lui, protendendosi nei suoi rami, che si distendono per giungere ai figli: ne assorbe l'intera Linfa santificante, l'abbondanza, la pienezza della sua Grazia, per condurre tutti la santità. Chi più della Sposa, per i suoi meriti di Mistica unione che, nella sublimità di un amore condiviso, è vicina allo Spirito? La Madonna è là presso il trono: ama e sorride alle Santissime Persone che corrispondono, travasando nelle sue mani, tutte le grazie. Ti benedico”.

21 06 14 “L'Eucaristia è l'Incarnazione: Iddio s'incarna nell'umanità”

“Mia piccola Maria, tutte le creature per cui preghi e porti qui nella Comunione si fanno parte di Me. Le anime che in stato di grazia, distaccati dal peccato, ricevendomi, mi portano altri figli, comunione dopo comunione, essi si fanno da lontani a vicini, da malati a sani.
Oggi nella Chiesa universale viene celebrato il Corpus Domini, il mio Corpo e il mio Sangue esposto e dato per voi, non solo nelle celebrazioni delle Sante Messe, ma in processione, in manifestazioni e atti devozionali che fanno gioire il mio Cuore, dato che vedo i miei figli, il mio popolo, farsi accanto, starmi intorno, guardandomi con devozione e con ricerca, o con stupore. Io desidererei che lo sguardo da esterno si faccia interiore, che vada alle origini della sua profondità interna, che penetri l'uomo e lo congiunga a Me.
Credono essi che sono Io presente nell'Eucaristia esposta? Credono che sono Io il Dio nascosto e silenzioso che la folla guarda ed Io guardo, che a Me parla ed Io rispondo, che si pone in ascolto ed Io sussurro? Quanto più l'anima si fa pura, si verginizza, e radiosa mi contempla, essa può gustare persino la visione di Me. “Beati i puri perché vedranno Dio”, dice il vangelo. L’anima può gustare il suono della mia voce, può trattenersi in intimo e dolce colloquio, può fondersi in un unico palpito d'amore. Iddio ama la relazione con l'uomo, non un distacco, né un rapporto esterno, ma un farsi tutt'uno, in un unica realtà: un'unica natura, una sola fusione, per essere uno! Uno stato unitivo più grande di quello di una madre che porta la sua creatura in grembo, più di due sposi congiunti, più di due cuori complementari nello spirito: Carne nella carne, Sangue nel sangue, Spirito nello spirito; un unico organismo che contiene la totalità dell'essere. A voi, povera carne che decade nella sua natura, vi viene data la mia: santa, divina, eterna, in modo che, nutrendovi ad Essa, ne recepiate, ne ricaviate le caratteristiche; ad Essa voi evolvete, in un processo che vi porta a far emergere la perla della vostra eccellenza, la via migliore di santificazione e il Regno dei Cieli.
Così, come una madre gioisce di trarre il meglio della beltà di un figlio, nato dalle sue viscere, ugualmente il Padre Santissimo cerca di portare al massimo le virtù della sua creatura, donandogli la sua stessa Carne per rivestire dei suoi meriti e della sua bellezza e trarne il suo compiacimento. Senza l'Eucaristia non c'è vita! Se togliendovi un organo vitale come il cuore, il cervello ecc, per esistere avreste bisogno di trapiantarne e riceverne un altro; l'Eucaristia supera la vitalità di un organo: Essa li contiene tutti, e ne forma un intero organismo, anzi ne è il motore che accende il suo funzionamento, al quale vi vuole riformare e riunire. Ricevendola, voi ricevete la potenza creatrice che ogni volta, se venite in stato di Grazia, vi rinnova e vi porta ciò di cui avete bisogno. Quante malattie risanate! Quanta forza e sostegno a chi ne soffre per redenzione! Quanta consolazione all’afflizione, innumerevoli catene del nemico spezzate, vastità di luce per dissipare oscurità spirituali, ecc. Se fosse vissuta, amata, partecipata, incarnata, l'Eucaristia negli uomini, quale felicità sulla terra! L'Eucaristia è l'Incarnazione: Iddio s'incarna nell'umanità: ora bisogna che l'umanità s'incarni in Dio. Il trionfo eucaristico è questo: l'Incarnazione totale dell'uomo in Essa.
Le mie Carni sono le Carni nate da Maria: Lei è presente nell'Eucaristia, ove è racchiuso il Paradiso: i Santi, i Beati, gli Angeli, i vostri defunti, che si sono salvati. Pregando e adorandola, voi potete pregare anche essi nell'attesa che, nutrendovene, voi li raggiungiate per formarne completezza ed unità.
Come mai permangono tanti mali nella Chiesa? E perché l'uomo rimane prigioniero dei suoi tormenti e dei suoi peccati? Perché il mondo precipita nel suo male? Perché non è vissuta l'interiorizzazione, la presa in sé della Carne e Sangue di Cristo nell'amore! Quanta negligenza, quanta superficialità verso la Comunione! Quanto poco contegno doveroso al Signore presente! Quante Celebrazioni vuote, fredde, spente! Si viene a Me nel peccato, e spesso gli stessi sacerdoti sono così assenti al confessionale o giustificano i fedeli a ricevermi ugualmente nello stato gravoso in cui sono, considerandole banalità! E ne vengo oltraggiato, e la Comunione così ricevuta torna all'anima solo a condanna.
Ove sono i sacerdoti che insegnano più con l'esercizio che con le parole a farsi adoranti, prostrati in ginocchio, dinanzi ai tabernacoli? Ove la cura, la finezza, lo scrupolo nel darmi al popolo procurando che ci sia accortezza con veli che non ne permettano la caduta, alla quale spesso si rimane indifferenti? Molte volte persino gettato, ai distanti, tra le mani poste tra la folla come cibo gettato per cani.
Desidero essere accolto con un vestiario decoroso, con atteggiamento devoto, invece: quali spettacoli e quale indifferenza dinanzi alla mia Persona, come se non esistessi. Io sono il Signore della Chiesa, il Fulcro e la sua ragione, e ove sono molte volte relegato? In anguste stanzette, nascosto alla visione del popolo, mentre Io voglio essere esposto al centro di essa, perché ogni figlio, ogni anima, possa subito incontrarmi e ricordarsi che sono il suo Dio. Cerco mani consacrate, e mi danno spesso a mani profane, superficiali e noncuranti, quando non si decade in peggio; e questo accade per la noncuranza dei sacerdoti. Desidero che nella Chiesa, ove Io sono, ci sia silenzio, un canto melodioso e sacro, non il chiasso, il vociare o il gaudio di una piazza che cerca solo se stessa. Voglio essere ricevuto in bocca: quante profanazioni e cose oltraggiose da quando sono offerto tra le mani! Il tempo del ringraziamento sia tempo di raccoglimento e silenzio. Il demonio fa frastuono con canti e avvisi, e l'anima si distrae e a Me non si congiunge, non ne cerca l'interiorità! Date il massimo della cura, della reverenzialità nell'esteriorità per vivere il massimo dell'interiorità! Ti benedico”.

23.06.2014 “Anche voi siete profeti: nel Battesimo avete ricevuto questo talento che lo Spirito ha stampato nel vostro cuore”

Mia piccola Maria, Io sarò con te. Stasera, alla sua vigilia vespertina, la Chiesa celebra la nascita di Giovanni Battista, il grande profeta, il più grande tra i figli nati da donna. Cosa è un profeta? È colui che annuncia le cose di Dio. E la vita del Battista è stata tutto un mio annuncio. La sua esistenza prende motivazione in Me e ne da glorificazione. Già il suo concepimento è un annuncio in Dio, dato che è stato, pur se puramente umano, un evento straordinario, portentoso nell'intervento del Cielo, data la tarda età dei suoi genitori. Mi annuncia nell'incontro della Maternità della mia Santissima Madre con Santa Elisabetta nel quale viene consacrato dallo Spirito al mio servizio. Mi annuncia nell'esultanza della sua nascita e nella sua crescita durante la quale si rafforza mediante la preghiera, la mortificazione, la ubbidienza, per essere atto a prepararmi la strada all’ accoglienza degli uomini. Mi annuncia nella sua predicazione, offrendo un Battesimo di purificazione e pentimento, nel distacco dal peccato, per far si che l'anima si faccia radiosa, pura e cristallina, in modo che abbia luce per riconoscermi ed accettarmi. Il suo martirio è un mio annuncio, nel quale mi si offre a mia testimonianza.
Anche voi siete profeti: nel Battesimo avete ricevuto questo talento che lo Spirito ha stampato nel vostro cuore, che va però accresciuto nella via di conversione e perfezionamento. Sarete profeti non solo con la parola ma con la concretezza del vostro operato. Percorrendo la strada del Battista, evolvete il sacramento del Battesimo nel merito del vostro contributo, in un percorso che è di preghiera, mortificazione, ubbidienza e, come lui, vi farete profeti: l'anima acquista trasparenza e lo Spirito Santo vi si tuffa per abitarla con i suoi doni; dà lume nel vostro pensiero che è sapienza che scende sui fratelli. Vi fa medici che risanano i mali altrui, vi dà il dono della profezia per ricondurre i figli al ritorno del Padre Santissimo. La vostra sola presenza vi fa profeti e Mi annuncerà nello Spirito che vi abita. Ti benedico”.

25.06.2014 “Siate prudenti! La terra è invasa da falsi profeti che si ammantano a pecore mentre sono lupi feroci”

“Mia piccola Maria, tua madre in Cielo è felice: simile a una bimbetta sgambetta e contempla meravigliata le bellezze infinite del Cielo. Prega, prega tanto per voi, perché anche le sue figlie possano giungervi.
Stasera il vangelo vi mette in guardia: siate prudenti! La terra è invasa da falsi profeti che si ammantano a pecore, mentre sono lupi feroci. Vengono a voi rivestiti di bei modi e voci suadenti per trarvi a loro per sbranarvi. Si ritrovano in tutti i settori del mondo: nella politica, fra gli educatori, nello sport, nella Chiesa, ecc.: attraggono con il loro linguaggio, il volto si atteggia a bontà, fanno persino un po' di bene per potersi mascherare meglio, simile a un'esca allettante deposta sull'amo per intrappolare il pesce, esser preso, per poi divorarlo.
Come poter riconoscere tali falsi profeti? Prima di tutto pregate! La vostra preghiera perseverante e vera rivela la falsa luce che nella sua attrattiva può abbagliare, facendovi scudo. Nutritevi e armatevi nei Sacramenti perché vi diano forza per distaccarvene. Sappiate guardare oltre l'esteriorità: osservate con accuratezza se colui, che può anche condurre nella Chiesa un'opera ammantata di divinità e rivelazioni, sia discepolo di Cristo, in adempienza concreta del suo vangelo: purezza, obbedienza, povertà, e ogni altra virtù, che possegga, oltre che alla fascinosa favella e ad altre potenzialità, corrisponda a ciò che richiede la Santa Parola, se segue il mio Divino Insegnamento, se il frutto del suo operato conduca alla carità, al bene, alla santità. Poiché se il suo operare comporta divisioni, gelosie, avidità, lussurie, chiusure a sé ecc., esso non è l'agire e il frutto di Dio, non ne raccoglie un raccolto che porta il segno tangibile della sua presenza, ma il saldo, le manovre del nemico con il suo conto. Ciò che viene da lui, pur celandosi nel fare un po' di bene e in false santità, si rivela nel suo vissuto. La sua risposta è nel frutto che vi nasce e, ciò che è suo, conduce nel suo oscuro regno. Scampatene, figli miei! Ti benedico!

28.06.2014 “Se Roma non ascolterà il mio grido e quello dei miei martiri, decadranno le sue pietre e le sue difese”

“Mia piccola Maria, tutto ritorna, anche la famiglia. Stasera si celebra la festa dei Santi Pietro e Paolo, le travi portanti della Chiesa. Non perché solo essi ne abbiano attuato l'edificazione, ma ne sono stati i solchi: ne hanno tracciato, scavato il suolo; e lo hanno potuto per il loro sacrificio, il loro martirio, l'oblazione del loro amore, sì che da questi solchi potesse crescere ed attuarsi la sua intera costruzione.
Pietro ne è il Pastore che indica il percorso ai fedeli. Paolo è il soldato che combatte in mezzo a prove e tribolazioni per difenderla, sì da farsi essi pietra e spada, costruzione e difesa della Chiesa. Non è che fossero nati santi, anzi erano dei poveri uomini, prigionieri l'uno nella sua paura, l'altro nel suo bigottismo orgoglioso, che ne ha prodotto viltà nel tradimento e persecuzione su giusti e innocenti! E come hanno potuto divenire tali Santi? Nell'incontro della mia Persona, nell'amore del loro Maestro, hanno superato la paura che è divenuta coraggio e ardimento: il bigottismo e l'orgoglio si è cambiato in umile servizio, e di essi ne ho fatto dei capolavori.
Anche voi siete chiamati ad essere cardini della Chiesa, a divenire, pur una minima parte, un mattone, un ornamento, a sua crescita, divenendo come Pietro e Paolo, Pastori nella testimonianza del vostro bene che indica la via ai fratelli, combattenti che difendono la sua Casa nella diffusione del mio Insegnamento. Vi fate così pietra e spada, mura che la recingono e la difendono nella vostra santità! Come lo potrete? Nell'incontro con Me vostro Signore, nell'amore mio che si fa primario, che diviene forza, mèta, e supera le vostre paure, i limiti e gli orgogli.
I Santi Pietro e Paolo da sempre difendono Roma, bagnata non solo del loro sangue, ma di quello d'innumerevoli cristiani che sul suolo hanno dato testimonianza. I Martiri l'hanno risparmiata da molti attacchi e dolori, ma richiedono l'adesione dei cristiani, dei suoi abitanti, dato che l'occhio e il passo del nemico è sempre sopra questa città, che porta il vessillo e l'emblema, la Sede di una realtà spirituale che qui si fa fattiva e ne racchiude il senso della sua sussistenza. È nella santità dei suoi cristiani che si ergono a mura, la sua difesa. Roma è invasa dalla spazzatura, che è segno nella sua esteriorità, della pattumiera del suo male interno: corruzione nei suoi peccati. Se Roma non ascolterà il mio grido e quello dei miei Martiri, decadranno le sue pietre e le sue difese: il demonio con il suo esercito l'invaderà, vagliandola nel sangue. Ed Io ne farò una storia di purificazione e rinascita. Ti benedico”.
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Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai e vi benedicono; e anche io, nel loro Santissimo Amore vi voglio bene e vi benedico per intercessione del Cuore Immacolato di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Don Armando Maria
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