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INNAMORATI DELLA MADONNA DEL SASSOLINO E DEL CUORE DI GESÚ: GOCCE DI LUCE.

 
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Benedizione agli amici del FORUM: Per intercessione del Cuore Immacolato di Maria vi benedica Dio Onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo Amen. Don Armando Maria
GOCCE DI LUCE Luglio 2012 - Mia Madre non solo è...

 
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Autore Messaggio
Don Armando Maria
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Registrato: 13/10/05 19:15
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MessaggioInviato: Mer Set 19, 2012 7:45 am    Oggetto: GOCCE DI LUCE Luglio 2012 - Mia Madre non solo è... Rispondi citando

        GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima


Luglio 2012 - “Mia Madre non solo è parte di Me ma è nel Cuore del mio Cuore sì da farsi unico: è Carne della mia Carne e Sangue mio: siamo assimilati l’uno nell’altro”



01 07 12 “Io trasformerò il vostro lamento in danza”

“Mia piccola Maria, non aver timore, ci sono Io! Io sono la tua difesa; non devi temere di alcuno, dato che Io sono innanzi a te. Stasera nel salmo vi viene detto: “Il vostro lamento si trasformerà in danza”. Io trasformerò il vostro lamento in danza. quante volte passo tra i malati, asciugo le loro lacrime, vengo a dare forza, a consolare, e do una carezza; li benedico e non se ne avvedono. Allora mi direte: “ Perché non hai cambiato il loro lamento di dolore in gioia?”. Figli miei, voi non sapete quali peccati essi hanno commesso, e la pena, la sofferenza, è il mezzo di espiazione, dato che è una grazia di purificazione e di salvezza. Le ritroverete queste anime in Cielo sgambettanti e danzanti di felicità: ringrazieranno Iddio per il lamento vissuto, che ha dato loro la possibilità di una danza eterna.
Affidate a Me! Abbiate fede in Me! Io sostengo la vostra pena, la condivido; vi alimento nel mio Amore e dono luce per indicarvi la via che conduce alla guarigione perenne. A molti che vivono di fede autentica dono non solo guarigione spirituale ma anche fisica già da questa terra. Così ho vissuto per le strade d’Israele, e innumerevoli sono stati i sanati dalle mie mani. Oggi il vangelo vi presenta l’emorroissa e la figlia di Giairo che ritornano a nuova vita. Ma voi credete che poi esse non abbiano conosciuto altro lamento?
Figli, ogni uomo che nasce sulla terra è segnato dalla croce; deve attraversarla, viverla, per far si che da legno aspro si farà in Cielo il legno fiorito e luminoso che sosterrà la vostra danza celeste. Venite a Me ed offritemi il vostro lamento, la vostra pena, il vostro dolore; nel mio amore esso già cambia, si trasforma in danza. L’amore compie il miracolo: anestetizzando e alleviando, consola, impreziosisce, dà vigore sicché il vostro lamento già danza per mio amore. Ti benedico”.


02 07 12 “Divenite una mia goccia di Sangue, facendovi irrorare le vostre vene del mio”

“Mia piccola Maria, la fune si va sfilacciando sino alla sua rottura. Stasera nel vangelo vi dico: “Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti!”. Lasciate la morte di tradizioni umane che vi legano e vi conducono lontano da Me; lasciate che con i vostri morti vengano seppellite con essi le loro vedute, le loro intenzioni, le eredità, in tutto ciò che condiziona e lega, e vi porta lontano da Dio. Lasciate che gli affetti con essi non vi occupino il cuore da farvi male e lascerete così che i vostri defunti possano volare in alto verso il Cielo: non li trattenete a voi! Lasciate coloro che vi conducono al sepolcro del loro peccato; guardate Me, al Maestro e Salvatore, che vi offro nel mio Insegnamento la Vita.
Oggi, nel giorno dedicato al mio Preziosissimo Sangue, Io vi esorto al invocarlo: ho dato il mio Sangue per lavare, purificare, rinnovare dalla morte del peccato e di satana, dall’uomo vecchio, e ciò perché rinasciate nell’Alleanza Nuova nel patto del mio Sangue Santissimo, mediante il quale ho seppellito ciò che gridava la sua distruzione nel suo male e nella sua morte contro gli uomini, per far sì che in Me essi potessero rinascere! Il Sangue è vita: nelle vostre vene circola, scorre il sangue; senza di esso giunge presto la morte. Una madre dà vita alla creatura offrendo il suo sangue; Io offro il Sangue Santissimo che genera in voi nuove cose: un uomo rinnovato.
Lasciatevi irrorare, ricoprire, effondere dal mio divin Sangue che spargo su di voi e in voi nella Santa Confessione, dandovi purificazione e perdono, nell’Eucaristia nella quale vi nutro all’amore e nelle virtù, nell’invocazione e nella sua Adorazione durante la quale si spezzano le catene di satana che inorridisce, grida, fugge dinanzi al Sangue divino che l’ha vinto e sempre lo sconfiggerà.
Divenite una mia goccia di Sangue, facendovi irrorare le vostre vene del mio. Lasciandovi ricoprire di esso, vi fate, pur se solo un'unica mia goccia, ma ne portate timbrata la fronte di Me, il cuore, le mani, e nel suo Sigillo voi diffondete la mia Misericordia e la sua purificazione, il nutrimento all’amore e alle virtù, cpsì spezzate le catene del diavolo che vede e subdora in voi il mio Sangue: si smaschera e fugge. Su di voi non potrà mai essere vittorioso. Nel mio Sangue preziosissimo sempre lo sconfiggerete e svelerete i suoi piani e i suoi inganni. Seppellite la morte nel mio futuro che distrugge il male del passato per far rinascere la mia Vita. Ti benedico”.


03 07 12 “Ma può la fede, che è irrazionale, che è trascendente, esser piegata alla razionalità? Tutto di Me s’innalza verso l’alto”

“Mia piccola Maria, …e tutti Io li benedico! Stasera voi celebrate il mio Tommaso: Tommaso spesso così male giudicato, quanto mi amava! Così innamorato del suo Maestro per cui lascia tutto per seguirlo… ma essendo anche un uomo così concreto nelle sue visioni umane, viveva una fede che si concretizzava soprattutto in una carità fattiva. Egli non comprende, vive il suo tempo di crisi nella mia Passione e Morte e, come gli altri Apostoli, per la paura fugge, fugge ma piange amaramente: non crede alla notizia della Risurrezione, lui così pratico; non vive una fede piena nonostante già la Scritture l’annuncino. E sono accorso Io alla sua fede dubbiosa ove mi manifesto nella mia Risurrezione compiuta in un corpo che porta i segni del dolore vissuto, ma che è vivo, reale.
Tommaso a tale grazia ricevuta acquista la pienezza di una fede che non avrà più intralci alla sua donazione. Percorrerà le strade dei vari paesi per annunciare il vangelo e per farmi amare, sino al martirio. Uomo esteta, amante della bellezza: di mani abili che sanno lavorare e plasmare ori fini e argenti, gemme e pietre preziose, non tanto per lucro ma perché amante di tale fattura. Ed egli al mio incontro lascia tutto quel che ha vissuto (mantenendo questa sua duttilità alla materia, pur preziosa, per farne piccoli doni) per abbandonarsi a Colui che è la magnificenza della bellezza: nel suo Maestro, in cui spirito e materia s’incontrano, per far sì che si plasmi e s’indori ogni cosa nello spirito.
Anche voi, figli miei, vivete in un tempo che inneggia alla materialità: tutto è materializzato, e oggi la medesima fede si ricerca in tutti i modi di razionalizzarla, di sottoporla, amalgamarla e plasmarla al pensiero umano. Ma può la fede, che è irrazionale, che è trascendente, esser piegata alla razionalità? Tutto di Me s’innalza verso l’alto: e non è razionale il mio Concepimento, i miracoli, la Risurrezione, l’Eucaristia… Anche se essi portano segni concreti e si attuano nella natura, sulla carnalità, è per innalzarla in alto, per innestarla nei miei Segni. Oggi la fisicità, la razionalità non si ferma più nemmeno al dubbio; non si pone nella mia ricerca in un amore al bello, non lo si ricerca per finalizzarlo al suo Creatore, ma per farne un uso a sé, per piegarlo ai propri interessi. Ma se, come Tommaso, mi si amasse e si cercasse di seguirmi, se come lui voleste toccarmi e capire per conoscere ed essere di Dio, Io di certo vi verrei incontro e, in qualche modo, come solo il Signore sa fare per ognuno, Io mi manifesterei nella vostra vita e mi farei riconoscere: sono il Signore!
Vieni a Me: toccami con la tua ricerca sincera! Io ci sono e ti dico: “Non essere più incredulo, ma credente!”. Ti benedico”.


04 07 12 “Lo Spirito parla in voi: portate ciò che siete, trasmettete quel che è nella vostra natura: se bene, trasmettete bene, se male il male, se la luce l’amore”

“Mia piccola Maria, Io scaccio satana. Nel vangelo di stasera Io cammino per le strade d’Israele e incontro i due geraseni indemoniati che, dinanzi alla mia presenza, gridano: “Cosa vuoi da noi, sei venuto a rovinarci prima del tempo?”. Ed Io li scaccio per far sì che le due creature siano liberate e che essi vadano a prendere possesso nei porci. I demoni, alla mia presenza, davanti alla mia Persona, si svelano e si irritano: con la mia Parola li scaccio.
In questo tempo così invasato da satana, che in questo mondo ha così preso dominio e possesso, Io sono il solo che può sconfiggerlo e vincerlo: Io sono il vostro Esorcismo! Siate avveduti e accorti, figli! Vivete alla mia Presenza, pur se foste solo accanto alla mia Ombra, che vi è di riparo e protezione. Non divenite suoi prigionieri e non crediate di tenergli testa e sfuggire: egli è una potenza nello spirito dinanzi a voi, povere creature; ma dinanzi a Me Egli è solo un povero verme strisciante che Io schiaccio sotto i miei calzari: al mio solo sguardo si paralizza, indietreggia e si dissolve, fugge e ritorna nei paesi aridi, sui monti di gelo, agli inferi, suo regno.
Vivete alla mia presenza, nutritevi della mia Persona, vivete la mia Parola; allora in voi si fa riflessa la mia immagine, e ovunque voi siate, in casa come in chiesa, nei vari luoghi di lavoro o altro, voi siete permeati dal mio vero Spirito, e in voi vive la mia Presenza; e allora il demonio si irrita, si svela: voi lo scacciate, e avverrà che voi stessi ne aiutiate a liberarne luoghi e persone. Può accadere però che, a volte, egli si faccia più lascivo e subdolo per potervi attaccare, dato che la mia presenza in voi gli è intollerante, e agisce in un’azione più nascota, camuffandosi, per colpirvi. Ma con Me, figli miei, voi ne sarete sempre vittoriosi!
Lo Spirito parla in voi: portate ciò che siete, trasmettete quel che è nella vostra natura: se bene, trasmettete bene, se male il male, se la luce l’amore, se le tenebre l’oscurità. Voi non comunicate solo con le parole ma nello spirito a cui appartenete, simili all’energia della corrente che non si vede ma agisce.
Unitevi anche ad un’azione liberante nella benedizione: benedite con la vostra presenza e con i sacramentali che la Chiesa vi offre, le creature, il vestiario nuovo comprato, il cibo, le case nuove acquistate o altro; voi non sapete cosa vi è stato fatto, quale male o peccato compiuto; e persino, a volte, le case e i luoghi si infestano di lui. Ci sono grandi case di commercio che, pur di avere incremento nelle vendite, vengono date e consacrate a satana e fanno pubblicità che invogliano al peccato perché la gente sia invogliata là per far spesa di una merce che satana ha infettato del suo influsso negativo.
Ci sono state, nel corso dei secoli, anime sante che hanno vissuto la croce della vessazione e della possessione del diavolo, che è stata concessa e permessa per espiazione del male; ma è una croce rara poiché molto dura. Queste anime sono sorrette da tutta la mia Grazia: esse prendono su di loro gli attacchi di satana per liberare il mondo e la Chiesa, ma che non gli appartengono, dato che esse con Cristo redimono e combattono in sé il male del diavolo. E chi è stato il più grande vessato da satana se non il Cristo nella sua Passione e Croce che, amando e patendo, lo ha sconfitto nell’esplosione della Risurrezione? E voi con Me ne portate l’intero merito e la vittoria. Quando si realizzerà la fine dei tempi e il grande Giudizio, spartiti i buoni dai malvagi, ancora ci sarà il mio ultimo Giudizio; e Io griderò verso satana, che si chiuderà in eterno negli inferi: “Satana, ove è stata la tua vittoria?!”. Ti benedico.


05 07 12 “L’uomo crede di essere libero, allontanandosi da Dio, ma lontano da Me e dal mio Insegnamento, non c’è altra opzione, non c’è scelta, e rimane solo la prigionia di satana”

“Mia piccola Maria, Io sto slegando le funi, sto dissolvendo le catene, e la porta si apre per una nuova libertà. Stasera nel vangelo, dinanzi al paralitico, Io dico: “ Coraggio, figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati!”, E lo libero, lo sano. Chi sono i paralitici dinanzi al mio sguardo? Chi sono questi paralitici?... Sono coloro che vengono legati dal demonio che li stringe a sé con forti funi, che li lega con grandi catene in modo ché la creatura sia immobilizzata e non più agevole nella libertà dell’agire di Dio. L’uomo, peccando, persistendo nei peccati, dà questo potere a satana che lo lega, lo tiene impantanato nella fogna del suo male. La paralisi infetta e invade la psiche con i suoi malesseri, i suoi dolori, le facoltà dello spirito che Iddio vi ha dato, e spesso anche le medesime membra.

L’uomo crede di essere libero allontanandosi da Dio, ma lontano da Me e dal mio Insegnamento, non c’è altra opzione, non c’è scelta, e rimane solo la prigionia di satana. Chi può liberarvi, chi può dissolvere le sue catene se non il vostro Salvatore? Venite a Me! Per quanto gravoso sia il vostro peccato, le mie braccia misericordiose vi accoglieranno. Venite alla santa Confessione, veritieri e pentiti, ed Io nel mio Sangue vi libero, vi ricreo: vi ridono una nuova libertà, per quanto sia colpevole il male fatto ed anche grave il suo riscatto, dato che al male compiuto, alle ferite date, c’è bisogno della sua riparazione: ad essa penserà la purificazione che vi offrirà il Signore e il vostro impegno; ma sarete i salvati dai terribili inferi ove, figli miei, non c’è più tempo che scandisca la speranza, né altro spiraglio all’apertura della sua porta: la sua paralisi è eterna!
Coraggio, figlioli, in Me i vostri peccati sono rimessi, ed io vi dono le ali di una nuova libertà che vi fanno volare in alto liberi al Regno dei Cieli. Ti benedico”.


06 07 12 “Il mio Cuore batte e vive. Sono così pochi quelli che poggiano il loro capo, come Giovanni, sul mio Cuore e ne cercano l’intimità, il calore, la condivisione!”

“Mia piccola Maria, oggi la Chiesa celebra, nel primo venerdì del mese, il mio divin Cuore, che grida in un oceano di dolore e in un oceano di amore; e tanto più ama, tanto più ha dolore. Simile ad un incendio che brucia, ed è riarso di un’arsura che non si estingue mai poiché non riceve l’acqua dell’amore dalle creature che porterebbero refrigerio a tanta pena, ma solo delle gocce delle piccole anime amanti che sono come un balsamo di rugiada che viene un po’ a lenirlo. Sono così pochi, dinanzi alla moltitudine dell’umanità che non crede che Io soffra, che Io ami, che Io senta e partecipi. Il mio Cuore batte e vive. Sono così pochi quelli che poggiano il loro capo, come Giovanni, sul mio Cuore e ne cercano l’intimità, il calore, la condivisione! Gli uomini mi si fanno lontani e distanti, freddi e indifferenti, mentre Io cerco amanti, consolatori, e riparazione all’offesa di tanto disamore.
Oggi che ricordate il martirio della piccola e grande Maria Goretti Io vi dico che la sua santità non è stata solo nell’atto finale della sua donazione ma nella sua offerta e riparazione che risale sin dalla più piccola età, nei suoi umili e piccoli atti d’amore al mio Cuore e alla Madre, nell’obbedienza, nel sacrificio, nello spargere carità intorno a sé. Marietta che traspare di purezza nella Grazia in tutta la sua persona, ma che nasce, che si apre in un contesto di popolo povero ma anche grossolano che non sa riconoscere e distinguere la bellezza di tale anima. Lei preferisce morire, pur di non offendere la purezza del suo corpo, ma ancor più di non arrecare offesa alla Legge divina. E il suo martirio è una riparazione nel suo intervento chirurgico, sì doloroso e lungo, perché nel suo stato di coscienza Marietta offre tutto ciò per riparare alle offese a Me date nei peccati e per la conversione di chi l’ha perseguitata e uccisa, per la conversione dei peccatori.
In Cielo ancora Marietta brilla di luce purissima, celestiale, immersa tra i gigli del suo candore, e sparge i suoi gigli: li sparge sulla terra. Fra i vasti campi dell’umanità, tra le erbacce e la gramigna nasce, ogni tanto, un fiore di rara bellezza, un virgulto di santità che viene ad essere consolazione, riparazione e balsamo al mio Cuore non amato e così oltraggiato! Ti benedico”.


08 07 12 “L’Eterno compie le sue meraviglie non come pensano gli uomini; Egli guarda al cuore e pure quello di un grande peccatore, e ne fa un santo”

“Mia piccola Maria, viene, viene il tuo refrigerio; sappi attendere un poco. Nella Parola stasera vi esorto: “La mia forza si manifesta pienamente nella debolezza”. Quando gli uomini si sentono grandi, forti, bastanti a sé stessi, non hanno bisogno di Dio e creano barriere tra Me e loro. Come posso Io operare in essi i miei prodigi?... Mentre, se la persona riconosce in umiltà di essere una povera creatura, bisognosa del Padre Celeste, si fa cosciente che, seppur occupi una posizione prestigiosa, gli basta un batterio, un virus… che muore. Io in lei posso operare; e più ella si fa umile, piccola, tanto più intervengo: si fa terra povera, priva d’intralci, terra vergine nella quale si può attuare la mia creazione.
L’uomo segue la grandezza, la potenza e, seppure dovesse chiedere l’intervento divino, egli pensa che Dio debba intervenire secondo i suoi criteri umani e ristretti. Crede che Iddio operi, scegliendo nella sua potenza, nelle sue altezze e pensa di saper riconoscere il mistico, il santo, l’amato da Dio, il suo profeta se uno porta in sé i segni rivelatori del potere di Dio. Eppure la Storia della salvezza ve lo rivela: il Padre Santissimo opera nella debolezza, nella piccolezza. Chi ha più bisogno di cure, su chi si può curvare il Padre se non su di una creatura che lo chiama ed ha bisogno di Lui? Chi prende in braccio una madre, su chi riversa maggiormente le sue attenzioni ed opera per la sua crescita se non con il bambino più piccolo?
Il profeta Elia cerca Dio nei segni portentosi del Cielo, ma l’Eterno si manifesta invece in un venticello leggero. Per sconfiggere il gigante Golia non c’è voluto un esercito agguerrito e potente ma un pastorello, un fanciullo: Davide. In chi avviene l’Incarnazione di Cristo nell’Umanità e nella storia? In una Fanciulla sconosciuta. Da chi nasce? Sì, da una Fanciulla Santa, ma umile, e non in un sontuoso palazzo reale, ma in una stalla. A chi il primo annuncio? A poveri pastori. A chi la scelta della mia sequela? A semplici pescatori: umili persone e, seppur si unisce a loro qualche creatura colta è sempre di un’anima desiderosa della Verità e di Dio.
Nella tradizione della Chiesa voi ricordate in quante manifestazioni Iddio ha rivelato la sua potenza se non a bambini e a semplici pastorelli? A chi l’annuncio della Risurrezione se non ad una povera convertita come la Maddalena? E non è stata creduta non tanto per i suoi trascorsi ma perché solo donna. L’Eterno compie le sue meraviglie non come pensano gli uomini; Egli guarda al cuore e pure quello di un grande peccatore, e ne fa un santo che si riscatta nel suo pianto, degno poi d’esser suo profeta.
Da dove nascono le persecuzioni, l’incredulità, in coloro che mi sono profeti, miei amanti, miei intimi che vivono della mia comunione e portano il mio messaggio? Nascono dalla propria famiglia, dal proprio ambiente, dai confratelli, da coloro che lo conoscono: “…può mai nascere qualcosa di buono da Nazareth?”… , “non è il Figlio del falegname e di Maria?” , “come può compiere tali opere e dichiararsi Figlio di Dio?...”. Può uno di casa, che si conosce e con cui si ha familiarità e di cui si conoscono persino le miserie vissute, pur se riscattate in Me, essere scelto dal Signore…? No, non pensate allo straordinario, che è opera dell’Onnipotente, e neanche nel miracolo che gli appartiene, nei profeti ammirate e amate lo straordinario nelle virtù vissute!
Figli miei, sappiate guardare oltre, con i miei occhi e non con i vostri; guardate con il mio Cuore, misurate nello spirito, fate discernimento nella preghiera; e ci sarà la risposta: riconoscerete chi mi è profeta. E per coloro che hanno avuto doni celestiali, mistici, e portano il mio messaggio e vengono perseguitati, derisi e combattuti, Io dico: “Non perdetevi d’animo, non scoraggiatevi, Io sono con voi! E così come dico a San Paolo. “Ti basta la mia Grazia!”. Nella mia Grazia avete tutto! Ti benedico”.


09 07 12 “Cosa sarà il Paradiso se non il vivere delle nozze d’amore eterno con il vostro Signore?”

“Mia piccola Maria, la porticina si aprirà. Sei come un uccelino rimasto in gabbia tanto tempo, ma la porticina verrà aperta e tu svolazzerai gioiosa tutt’intorno a ciò che ti avrò preparato. Stasera la Parola vi esorta a vivere la mia sponsalità d’amore. Tutti chiamo a viverla. Io voglio sposarvi, fondermi, unirmi con ogni anima, sia piccola che grande di età, sia uomo che donna, sia laico o consacrato, per far sì che nella fusione dell’amore mio da due si faccia uno in Me: Cuore nel cuore, Anima nell’anima, Spirito nelle spirito, pensiero nel Pensiero mio.
Vieni, mia bella! Venite, anime mie, mie colombine! Io vi attendo per amarvi. Ma perché ci siano queste nozze devo portarvi nel deserto: “ti porterò nel deserto per farti mia sposa”, nel deserto di te, della tua anima, del tuo mondo, per far sì che si faccia povera di frastuoni, da inutilità, da impedimenti, da attrattive e da desideri cattivi, da dèi stranieri che la occupano. Porto l’anima nel silenzio del deserto perché possa ascoltare la mia Voce, le mie parole sfavillanti e dolci come miele, e accogliere le mie catene d’oro per unirsi a Me per sempre. Come è possibile ciò? I Santi lo hanno raggiunto, così hanno rinunciato ad essere del mondo per partecipare, presenti e coscienti, delle loro nozze mistiche con il Signore, per poi estendere l’amore vissuto con Dio agli stessi fratelli.
Anche voi, pur se non entrerete in certe altezze spirituali, Io vi metto l’anello nella fede e nell’amore che vivrete in Me. Nel Patto stipulato, nei Sacramenti donati e ricevuti ove la vostra creazione è segnata, timbrata, sigillata nell’Alleanza del mio Sangue e nel Fuoco dello Spirito, che con la sua Energia l’attraversa, Io rinnovo le promesse e infondo nuovo amore: Io vi sposo.
Ogni volta che pregate con verità e umiltà, nella Confessione se vissuta con reale pentimento, infondo Misericordia e perdono: Io vi sposo! In ogni Santa Messa partecipata ove mi offro nel Corpo e nel Sangue al Padre Celeste, mi unisco alla vostra offerta, che siete voi stessi, fondendola nell’Eucaristia, se ricevuta in Grazia: Io vi sposo! Se vivete il ringraziamento nella Comunione, se fate deserto, se state nel sacro silenzio, voi potete ascoltare i mie sussurri spirituali, i miei aneliti che sospirano il vostro amore: Io ascolto le vostre richieste, le vostre risposte al mio richiamo: Io vi sposo! Tutto suggella questo Patto, questa fusione nella mia sponsalità.
Cosa sarà il Paradiso se non il vivere delle nozze d’amore eterno con il vostro Signore? Cosa fanno gli sposi se non chiudersi nel loro talamo nuziale per amarsi, sicché da questa unione si sia gravidi di vita? Simile è a Me, a Gesù vostro Signore e Sposo; uniti a questa interiore, intima unione ove ci amiamo per essere gravidi del mio Spirito che porta la nascita della mia Vita. Ti benedico”.


10 07 12 “A voi in questa esistenza la scelta: o il Regno di Dio o quello del suo nemico! Non c’è una via intermedia”

“Mia piccola Maria, perché, figlia, sei così timorosa? Ciò che ti ho detto è vero e si adempie. Stasera nella Parola vi viene detto: “Chi semina vento raccoglie tempesta”. Ognuno raccoglie ciò che è, ciò che ha seminato: se ha seminato bene raccoglierà il bene, se ha seminato male, raccoglierà il male. Quante sono le grida verso di Me!... Quanti giudizi severi!...: ”Ma perché Iddio non fa giustizia dei tanti colpevoli, dei malvagi e delle loro opere cattive?...”. Vi dico che Io sono un Giudice pietoso, buono, paterno e misericordioso e, in ogni modo cerco, do tutte le opportunità per salvare l’uomo e do proroga e tempo al suo ravvedimento; ma giunge per tutti il tempo della mietitura con il suo raccolto, ed ogni fame e sete di giustizia verrà saziata, pienamente appagata nel suo completo riscatto.
Per quanto si possa scampare al giudizio del tribunale umano, non si potrà scampare dalla Giustizia della verità di Dio. Le mani sporche di sangue, le mani infangate nella lussuria, le mani impastate nel defraudare, le mani maledicenti che hanno offerto riti, malefici, incensi ad entità che mi sono opposte: se non si laveranno e se non si riscatteranno nell’acqua della mia Grazia e nelle lacrime del loro pentimento, si faranno così pesanti e si cementeranno nel loro male sì da dover precipitare negli orridi abissi. Per coloro che mi bestemmiano, che operano contro la Legge divina, che recano danno e male ai fratelli, Io dico: ancor prima che scendano negli inferi essi fanno discendere su di loro e sulla propria discendenza la loro condanna e la maledizione in un seme che già porta in sé il segno della corruzione e della maledizione. Satana dà loro piaceri e favori, ma nel loro cuore già è presente l’inferno: vivono senza pace e senza posa la loro infedeltà. Solo in Me, tornando a Me, si potrà di nuovo avere riscatto e rinascita.
Nel Vangelo risano un indemoniato muto, lo libero, ma vengo accusato di cacciare satana con il potere di satana, …ma può satana cacciare sé stesso? Ogni regno combatte per sé: Dio per il suo Regno, il diavolo per il suo; e non può andare contro i suoi interessi, e i suoi intenti. A voi in questa esistenza la scelta: o il Regno di Dio, o quello del suo nemico! Non c’è una via intermedia. Per quanto gli uomini di oggi razionalizzano anche la fede, ove sono coloro che vi hanno preceduto? O in Cielo, o nella guarigione dell’attesa della loro purificazione, o nell’inferno. Voi, che razionalizzate anche la fede su questa terra, state seminando voi stessi nel male; e gli altri, credendo in Me, seminano nel bene per farne un giardino per il Signore.
Viene, viene il tempo della mietitura! E cosa si fa del grano biondo, lussureggiante? Si raccoglie per farne un pane buono. Così è nello spirito: l’anima che si è fatta grano buono si usa perché divenga pane per la Mensa di Dio. E per il grano cattivo, per la paglia secca…? Si accantona per farne cataste per il fuoco. Così si adempie la Giustizia divina nella sua Misericordia, e si compie la sua Misericordia nella sua Giustizia. Ti benedico”.


12 07 12 “Gratuitamente avete ricevuto la vita, il tempo degli anni da trascorrere, … eppure per lo più non ne fate lode a Dio, anzi ne approfittate come se tutto vi fosse dovuto”

“Mia piccola Maria, la fune che tiene legata la tua barchetta al molo viene disciolta, e tu prendi il largo, spinta dal mio venticello che ti inoltra e ti immerge in mezzo al mare dell’amore di Dio.
Stasera il vangelo vi dice: ”Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date!”. Tutto avete ricevuto in dono dal Padre Celeste. Gratuitamente avete ricevuto la vita, il tempo degli anni da trascorrere, il suolo su cui poggiate, il respiro che avete, la facoltà del pensiero e dell’agire, la totalità di ciò che vi circonda; eppure per lo più non ne fate lode a Dio, anzi ne approfittate come se tutto vi fosse dovuto. Molti anzi usano tali doni per essere non solo ultra ripagati, ricambiati al massimo di ciò che vivono, lavorano, e danno anche qualche bene, ma spesso usurpano, dominano, si arricchiscono, e usano per avvantaggiarsi nel male.
Tutto vi è dato gratuitamente dall’Eterno. Non solo nella stato di vita naturale, ma anche per tutto ciò che appartiene alla sfera spirituale: la Grazia, la Redenzione, il perdono e la misericordia, il suo amore che ispira in voi la capacità di amare, la forza per vivere, le virtù, i Sacramenti, l’Eucaristia, … e solo coloro che li vivono nella gratuità ne portano frutto. I molti che vivono dei suoi beni spirituali, li usano, ma li vogliono per esserne ricambiati, gratificati, onorati, oppure li sprecano nella loro indifferenza, se non li dissacrano.
Mi avvicino in punta di piedi nel far dono di doni mistici nelle anime: Io vi dico che sono di grande responsabilità, anche se tanti li ambiscono e non sanno che ove c’è un dono mistico reale, ecco lì si avvicina il diavolo per portare il suo caos, per inquinarlo, ispirando a rigettare la gratuità che non arreca profitto, ma facendone divenire possesso della creatura che si fa, di conseguenza, artefice per crescere nella superbia, nella vanità spirituale, se non addirittura per arrecare danno alle anime o trarne profitto di guadagno. E quanti doni inizialmente autentici passano al demonio! Chi li sa realmente vivere? Chi ne porta vantaggio presso Dio? Gli umili. Chi vive nell’umiltà non cerca fama, lodi, contraccambio, ricchezze o guadagno per sé: li vive nella gratuità dell’amore e ne porterà molto raccolto nella ricompensa che giunge dall’Onnipotente che paga nell’infinito. Ti benedico”.


14 07 12 “La povertà sarà il segno che timbra la veracità della propria testimonianza”

“Mia piccola Maria, stasera la Parola vi chiama ad essere profeti e miei evangelizzatori; e tutti potete esserlo nel testimoniare il Vangelo nelle realtà in cui vivete: nella famiglia, nel lavoro, nella chiesa… pur se alcuni, per volere di Dio, vengono chiamati in modo più totalitario: testimoni e profeti in modo più intimo e profondo per rivelarne la sua più ricca conoscenza nella sua Sapienza, nei suoi segreti. E perché si viva in tale stato si chiede, per esserne autentici testimoni, di seguire certe indicazioni, rifarsi alle sue regole.
Mando gli Apostoli ad annunciare il vangelo, a cacciare i diavoli, a sanare i malati; ma per viverne la capacità in verità devono andare poveri, senza pane né bisaccia, né con due tuniche: solo il bastone che sostiene il passo, fiduciosi della Provvidenza divina e del suo soccorso. Quanto più ci si abbandona alla sua Provvidenza e al suo soccorso, quanto maggiormente l’apostolato sarà fecondo e fruttuoso. La povertà sarà il segno che timbra la veracità della propria testimonianza.
Altra disposizione è di non attendere premi o congratulazioni umane ma sapere che ove viene annunciata la Verità ci saranno le contrarietà, i contrasti provocati da satana. La Verità lo irrita e fa scoprire la sua menzogna e i suoi intenti malvagi. Attenda il profeta la sua battaglia!
Amos profetizzava e il re lo cacciò, ma egli non disarmò: testimoniava non per sé stesso ma per la fede al Padre Santissimo; quel Padre che gli aveva detto: “Và e profetizza!”. Il vero profeta vive la sua missione per puro amore di Dio; e l’amore viene sondato e temprato dal dolore, che ne stampa la veridicità.
Così, in questa mia figlia, che Io chiamo ad essere profeta nelle parole che scrive: non è importante conoscerla, ma è importante il mio messaggio, che a Me appartiene e che ella attesta gratuitamente all’uomo poiché è solo umile strumento e compie solo ciò che è il mio volere: compie un servizio che va dato a tutti, sia quelli che l’accoglieranno come per chi lo criticherà e lo condannerà, perché nessuno possa dire che ne sia stato dispensato. Il Maestro insegna sempre e vuole arricchire ulteriormente della sua conoscenza le sue creature. Chi è il profeta? Colui che annuncia il Nome di Dio: parla con il suo Cuore, vive secondo il suo Pensiero. Ti benedico”.


16 07 12 “La Madonna vi guida, vi aiuta, vi forma a non esser solo dei devoti, ma degli innamorati di Dio, che si riempiono gli occhi e il cuore del suo Cielo”

“Mia piccola Maria, stasera voi celebrate la Madre del Carmelo, la Madre che vi apre le ali allo Spirito per far sì che voi viviate, cresciate, e vi santifichiate nello Spirito. Ella vi aiuta a porre nel cuore e nello sguardo l’anelito, la nostalgia, il desiderio delle altezze per ricercare Colui dal quale tutto proviene e al quale tutto ritorna. La Madonna del Carmelo vi aiuta a trasformarvi da gallinelle, che scavano nella terra alla ricerca solo del cibo pur se fedeli all’aia ove le ha poste il contadino, a farvi aquile: aquile, le cui grandi ali vi permettono un volo che sale oltre la visione dei Cieli, oltre, verso Colui che è il vostro Creatore. E come farsi aquile? La Parola stasera vi risponde: Iddio non accoglie gli innumerevoli sacrifici offerti dagli uomini nella loro mescolanza al compromesso. Egli abiura la colpa, l’omicidio con la solennità. Egli richiede un’offerta pura nell’integrità di sé stessi. Non vi si richiede e non vi si dona solo una fede dolciastra e zuccherosa, ma coerente e salda di una scelta che è fedele che non si piega al mondo.
Il vangelo vi dice: Io sono una spada che viene a tagliare netto: o il bene o il male! O il peccato, o i Comandamenti e il Vangelo! Dove volete stare? Mi è di abominio la mescolanza: la rifiuto! Non c’è compromesso quando si vive nella chiarezza e nell’intensità dell’amore divino: Io vi richiedo un amore che non si piega all’umano, che non venga posticipato. Iddio vi ama di un amore folle, ma chiede a voi, pur nel limite della vostra piccolezza umana, che amiate nella totalità. Abbiate Me nel cuore, nel pensiero, nelle mani: in questo amore che v’innalza, se amate, crescerete nello Spirito. Se amate poco, poco è la sua crescita.
La Madonna vi guida, vi aiuta, vi forma a non essere solo dei devoti, ma degli innamorati di Dio, che si riempiono gli occhi e il cuore del suo Cielo, che irrorano e danno senso a ciò che vivono di questo amore sovrano: l’unico, il vero, che ricolmerà l’anima e vi renderà la completezza dell’interiorità. La Madre vi insegna a salire con la preghiera, con il silenzio, con il raccoglimento e l’intimità con il vostro Signore, sicché sia che dobbiate salire le vette della vita mistica e divenire grandi amanti, sia che dobbiate salire la piccola collina della salvezza, ognuno di voi deve giungere alla sua cima, ascendere al di là dei disagi, delle cadute, della fatica e del sudore poiché, giunti, il Padre Santissimo vi mostrerà la meraviglia del Regno che ha creato, dicendovi: “Figlio mio, l’ho preparato per te!”. Affidatevi alla Madonna! Ti benedico”.


17 07 12 “Guai a voi, dico oggi, città cristiane: guai a te, Roma, guai a voi, miei cristiani…”

“Mia piccola Maria, stasera nel Vangelo vi dico: “Guai a te, Betzaida, guai a te, Gorazim, perché se i miracoli ricevuti da voi fossero stati fatti a Tiro e a Sidone di certo queste popolazioni si sarebbero convertite! Guai a voi, dico oggi, città cristiane: guai a te, Roma, guai a voi, miei cristiani, che siete stati ricolmati in modo abbondante di grazie e doni di Dio, e cosa ne avete fatto? Voi, depositari delle sue ricchezze come le avete fatte fruttificare? Risiedo in tutti i tabernacoli ove sono sempre il Signore Dio vostro, ma rimango così solo e abbandonato: così poco vengono ad onorarmi. Le chiese sono divenute spesso musei, teatri, luoghi di ammirazione… ma dov’è l’adorazione, l’incenso di una preghiera che sale in alto? Che ne avete fatto del mio Insegnamento e della Santa Parola se ne avete lasciato entrare corvi e serpenti che cercano di corrompere, di annacquare, di contaminare la Verità!
Siete stati visitati dalla predilezione dell’Onnipotente, e cosa ne avete fatto? Di voi cristiani dov’è la fedeltà e la vita vissuta in adesione al vostro Maestro e Signore? Invece vedo Paesi ancora pagani e, seppur nell’errore, che rimangono fedeli alla memoria trasmessa dai loro Padri, e fedeli alla loro religiosità. E’ simile a chi, pur venendo ad ammantarsi di abiti sontuosi, di mantelli ornati di ori fini e di gemme rare, cosa ne è l’uso?... Vengono imbrattati nella melma, se non gettati alle ortiche. Mentre noto popoli rivestiti di semplici pezze, le portano con fierezza, cercando di conservarli nella loro integrità. Per questo vi dico che sarà più dura e gravosa la condanna poiché maggiore è la responsabilità, più dolorosa la purificazione. Siate accorti, figli… tornate alla conversione finché c’è tempo! Ti benedico”.


18 07 12 “Ai poveri di spirito, a chi riconosce di essere sua povera creatura, il Padre si piega e sussurra il suo Insegnamento”

“Mia piccola Maria, stasera nel vangelo vi dico: “Il Signore Dio si rivela ai piccoli, ai semplici. Egli apre la sua sapienza, illumina il cuore e la mente agli umili, dando Sé stesso. Ove trova la disposizione d’animo, la terra umida, Iddio depone la semenza. Egli spalanca a tutti le sue braccia ma abbisogna che la creatura apra anche le sue per incontrarsi nell’abbraccio. Ai poveri di spirito, a chi riconosce di essere sua povera creatura, il Padre si piega e sussurra il suo Insegnamento. Ai suoi bambini, a quelli che, duttili, si lasciano plasmare, che ascoltano e cercano con il cuore e lo sguardo il suo amore, Egli li prende sulle ginocchia e li ammaestra: dona le sue parole, li nutre nella bocca con il suo Pane, guarda nei loro occhi e dà luce. Stende le sue mani e ricolma le loro dei suoi beni: Cuore a cuore infonde l’alito del suo Amore. Ma a chi si alza imponente nelle sua alterigia e nel suo orgoglio poiché si ritiene autosufficiente nelle proprie forze e nell’esser dotto, questo stato si fa muro, barriera, e cozza contro lo Spirito che non entra. Nel suo io costruisce la propria torre di Babele che si insuperbisce delle proprie capacità da crescere sempre più in alto per poter, come satana, voler superare gli stessi Cieli: vuole farsi simile a Dio, anzi si fa dio egli stesso, ma è una divinità falsa, per quanto innalzata, dato che durerà il breve tempo di varie stagioni durante il quale cercherà mai di conoscere e piegarsi all’adorazione dell’Altissimo?
Oggi che nella Santa Messa celebrate San Giuseppe; guardate a questo Santo che è grande perché umile, ed è umile perché grande, così grande che il Padre Santissimo ha deposto suo Figlio nelle sue braccia. Con l’umile Iddio compie le sue opere; in Cielo sono entrati anche grandi peccatori, che si sono emendati nel pentimento, ma il pentimento richiede l’umiltà. Negli inferi sono entrati anche vergini, integerrimi, ma la cui superbia ancora vive e non ha permesso la conoscenza e l’incontro con Dio. Ti benedico”.


20 07 12 “Ora Io dico a voi: cosa ne avete fatto voi del Giorno del Signore?”

“Mia piccola Maria, strasera nel vangelo i miei apostoli vengono rimproverati perché in giorno di sabato si nutrono delle spighe nei campi: Io sono presente e non vedo colpa, anzi in questo atto vedo un gesto santo poiché esso preannunzia l’unione del sacerdozio al Pane Eucaristico, mentre i farisei cercano solo un pungolo per colpirmi. Ecco, allora si era rigorosi, e ogni azione dell’agire dell’uomo che trasgrediva certe tradizioni era considerata colpa. Ora Io dico a voi: cosa ne avete fatto voi del Giorno del Signore? Io non vedo raccogliere delle spighe di grano per nutrirsi ma sempre più l’abbandono e un’irriconoscenza della sacralità di questo giorno che è divenuto e vissuto in funzione solo del divertimento e della ricerca dei piaceri.
Non vi è precluso il ristoro, il riposo, anche la sana allegria in ciò che è lecito, la gioia con il ritrovo nella famiglia, i giochi o il ritemprarsi nella natura, ecc…, ma vi si chiede: vi è richiesto che lo condiate, lo viviate nella lode dell’Altissimo, nella riconoscenza, nella gratitudine che tutto vi è donato dal suo amore; vi è richiesto di condividere insieme tale giorno prima nella priorità di Dio recandovi a ringraziare nella Santa Messa, accostandovi ai Sacramenti, al Banchetto celeste, di riunirsi in preghiera in famiglia, di condividere il ristoro con la visita ai malati, agli anziani, ai bimbi, per dare pausa alla loro solitudine, balsamo alle loro pene, esempio e insegnamento per la figliolanza.
Ai miei tempi nella mia Famiglia, ma ugualmente in molte in Israele, la mia Santa Madre e il mio Santo Padre Giuseppe cercavamo di assolvere i lavori manuali il giorno prima, e la Madre lavorava il cibo perché fosse pronto e più completo dei pasti degli altri giorni per condividerlo con i fratelli della Comunità. Al primo mattino c’era tra noi il canto verso il Cielo e poi si andava lesti alla sinagoga dove si ascoltava la Santa Parola, si cantavano salmi e inni sacri al Padre Onnipotente. Ci si recava poi verso le case ove, nei giorni di bel tempo, ci si fermava sotto la pianta della vite alta ricoperta dei prossimi grappoli d’uva, quando era la sua stagione, o sotto le grandi piante negli spazi dinanzi ad esse, ponendo l’intero cibo da condividerlo con tutta la famiglia, che comprendeva anche la parentela o persone rimaste sole, dando accoglienza particolarmente agli anziani, ai malati, ai piccoli.
I discorsi in santa fraternità erano improntati sempre verso la dimensione di Dio; qualche fratello esponeva anche i suoi bisogni, e si cercava poi nei giorni seguenti di aiutarlo. Qualcuno c’era sempre che fosse capace di suonare qualche strumento, pur povero, e di accompagnare con danze i bambini, i fanciulli e le fanciulle che rallegravano. Si fornivano giochi per essi che venivano premiati con dolci semplici ma fatti con l’amore delle loro mamme. Il saluto finale erano: gli ultimi inni cantati per ringraziare il Padre Celeste del Santo Giorno dato, tornando con tanta pace a casa. Si attendeva poi con desiderio durante la settimana il nuovo Giorno del Signore.
Oggi, figli miei, il giorno da santificare è divenuto peccato e dissacrazione: le mie campane continuano a suonare e a chiamare… esortate coloro che conoscete a tornare in chiesa! Io vi attendo, e il Padre vi ricolmerà delle sue benedizioni. Ti benedico”.


24 07 12 “Mia Madre non solo è parte di Me ma è nel Cuore del mio Cuore sì da farsi unico: è Carne della mia Carne e Sangue mio: siamo assimilati l’uno nell’altro”

“Mia piccola Maria, stasera nel vangelo mi vengono a chiamare: “C’è tua Madre e i tuoi fratelli”, ma Io dico: “Chi è mia Madre, i miei fratelli e sorelle?”. “Chi fa la Volontà del Padre mio si fa tale!”. E non dico questo perché non ami mia Madre, che non solo è parte di Me, è nel Cuore del mio Cuore sì da farsi unico: è Carne della mia Carne e Sangue mio: siamo assimilati l’uno nell’altro. La Carne di cui mangiate nella Comunione è anche Carne di Maria, e il Sangue che bevete è anche Sangue suo, dato che da Lei provengono. Chi ama Me ama Lei, chi ama Lei ama Me! Eppure Io non interrompo la mia missione, non mi distacco dalla Parola da dare al popolo poiché è giunta mia Madre e i miei parenti, ma proseguo nell’occuparmi delle cose del Padre mio, a cui non posticipo nulla, nemmeno all’amore più sacro, l’adorazione a Dio e al suo servizio. Terminato il mio Insegnamento, mi reco poi da mia Madre, che non aveva chiesto nulla ed era rimasta in paziente attesa. Io le vado incontro, la benedico e l’abbraccio.
Chiamo voi a non posticipare il Signore Dio ai vostri affetti umani poiché accade spesso che anche quando, pur c’è una certa devozione, essa è però sacrificata, sottoposta ai tanti compromessi dei vostri amori. Quante situazioni si presentano dinanzi ai miei occhi e nella distesa dell’umanità… quanto pochi sono quelli che veramente mi amano! Ancora così tante chiamate alla vita religiosa e sacerdotale: quante chiamate alle vocazioni che non vengono accolte per non perdere il mondo o per i genitori che non lasciano il possesso dei propri figli, dando disposizioni contrarie!
Quante situazioni peccaminose che sono preferite e accolte, pur se illuminati nella coscienza che si vivono in offesa a Dio! Quante spose e sposi che, per non turbare il proprio equilibrio, la propria pace, e per non urtarsi con l’altro, non combattono dinanzi alla scelta della vita, della Verità o del peccato! I molti affetti che precedono e che vengo permessi e accettati, e ci si dimentica del Padre celeste che è l’Amore, e crea l’amore, desidera l’amore, e che solo rinnova, rintempra e rinsalda i vostri nel suo.
Come essere mio Padre, mia Madre, miei figli, spose, fratelli? Io vi rispondo: “Adempiendo il santo Volere di Dio nella vostra vita che si compie nel vivere i divini Comandi e il mio Insegnamento. Essi attestano un amore che, dato a Me, viene bruciato nel mio Spirito che lo santifica e vi fa miei consanguinei, più che amici, carne e sangue mio, mio Cuore: vi fate un tutt’uno con Me, vostro Signore e Maestro. Ti benedico”.


25 07 12 “Non posso che dire che si entra nella gloria attraverso la tribolazione come Io l’ho attraversata”

“Mia piccola Maria, stasera nel vangelo Salome mi si accosta e chiede posti di rilievo, di onore in Cielo per i suoi figli, e che possano stare uno alla mia destra e l’altro alla mia sinistra. Io rispondo che non è a Me che tocca dare disposizione dei posti da occupare in Paradiso, ma è del Padre Santissimo, e che per ottenere la gloria e la grandezza nei Cieli bisogna bere il calice del dolore, il calice del fiele e dell’amarezza, della Passione, come Io poi l’avrei vissuto. Non saranno gli agi, i piaceri, i vantaggi, ma la sofferenza l’unica offerta che vi appartiene e, in verità, non posso che dire che si entra nella gloria attraverso la tribolazione come Io l’ho attraversata. Io che già ero nella gloria, l’ho lasciata e mi sono sottoposto ai limiti umani e al dolore: l’ho vissuto per voi perché poteste accederne e per far sì che ne deste gloria al Padre.
Figli, è solo nel dolore, che scava, lava, scruta e fa crescere che s’incontra la gioia del vero amore. Salome era una santa donna; ancora però non nella luce piena che raggiungerà quando avrà percorso il suo lungo peregrinare nella mia Via Crucis e nella Risurrezione, e nella via dolorosa di una maternità che si dilata e si farà più profonda nel lungo tragitto del suo cammino che offrirà a Dio nella ricerca dei suoi figli. Ella partorirà alla nascita della gloria celeste molti altri figli. E’ nel pianto che si va seminando, e nella gioia si portano poi i covoni del raccolto, dice il salmo.
L’esistenza è un campo da lavorare; la terra dell’anima va lavorata duramente con fatica perché sia disposta ad accogliere la semina della vita eterna. Essa va curata, nutrita, difesa dalle grandinate, dalle intemperie, dalla siccità, dagli attacchi dei parassiti e degli animali, e solo alla raccolta si giubila del frutto di tale sacrificio.
Figli, pensate alla grandezza? Allora vi dico: non ambite alle grandezze né in questa terra né nei Cieli. Siate umili, abbandonati alla Volontà divina: amate! Vivendo in questo stato siate certi che non avrete né un posto a destra o uno alla sinistra: voi occuperete Me, voi sarete immessi in Me! Ti benedico”.


27 07 12 “Affidatemi la terra dell’anima vostra per far sì che Io ricominci di nuovo a seminarla perché si faccia mio giardino, mia vigna, mio frutteto, ed Io vi possa trovare nutrimento e riposo”

“Mia piccola Maria, non ti rattristare per la celebrazione così veloce e l’atteggiamento di questo sacerdote; dovrà egli passare e vivere i suoi tempi di dolore e crescita perché incontri e approfondisca l’amore di Dio. Stasera il vangelo vi presenta la parabola del buon seminatore. Io sono il Buon Seminatore che spargo il mio buon seme su tutte le anime e desidero che tutte portino il suo frutto di salvezza, che si facciano giardino adorno, una vigna copiosa e abbondante, un frutteto rigoglioso. Per far sì che questo avvenga ci vuole l’accoglienza del mio seme, che la terra si faccia feconda; e quando durezze e macigni l’attraversano… perché possa attecchire cosa fare? I° - Ci vuole l’ascolto 2° - che ci si lasci plasmare e che ci si affidi alle mie cure in modo che Io faccia crescere e germogliare.
Se ciò avviene, il frutto che ne nascerà sarà la Carità nell’amore di Dio e nei fratelli. Se divenite questa Carità il vostro terreno si lascerà sempre lavorare e maggiormente perché porti ulteriore frutto. Se non siete questa Carità Io vi chiedo: “Affidatemi la terra dell’anima vostra per far sì che Io ricominci di nuovo a seminarla perché si faccia mio giardino, mia vigna, mio frutteto, ed Io vi possa trovare nutrimento e riposo. Ti benedico”.


28 07 12 “Qual è la difesa del povero, di chi vive nelle ingiustizie dei potenti e languisce?... L’unica vera difesa è Iddio”

“Mia piccola Maria, tutti benedico! Stasera nel vangelo vi viene narrato il miracolo dei pani e dei pesci che Io moltiplico per nutrire innumerevoli creature affamate, e come è stato possibile ciò? Nulla è impossibile a Dio, che crea le cose persino dal nulla. Miracolo che viene compiuto per attestare la sua potenza ma anche per farvi comprendere in ogni tempo la vostra poca fede. Se voi realmente credeste, viveste e amaste il Padre Santissimo come potrebbero le vostre mani non esser colme? Se tutti gli uomini pregassero, invocassero il Padre Celeste come potrebbe il pane mancare sulla tavola? Voi mi direte: “Molti muoiono di fame!”. Non è Dio che vuole questo; il Signore non vuole la miseria di nessuno e spande ricchezza della vita naturale ovunque; è l’uomo che defrauda i beni comuni; sono gli uomini che impoveriscono rubando, e tolgono anche al povero persino le materie prime per colmare i propri granai.
Qual è la difesa del povero, di chi vive nelle ingiustizie dei potenti, e languisce?... L’unica vera difesa è Iddio: è nella sua ricerca e nella sua Alleanza che Egli vi viene in soccorso. Se pregaste e chiedeste tutti che riscatti la vostra ingiustizia, verreste esauditi, mentre invece i poveri, le creature chiedono e attendono per lo più solo giustizia dallo Stato e dagli stessi potenti che rubano, che sono per lo più capaci di parlare molto, dire le tante parole per offuscare i loro veri intenti che sono quelli di arricchire sé stessi. Se i poveri avessero tale fede e amore in Colui che supera i potenti, nell’Onnipotente, Colui che riscatta ogni ingiustizia e sazia ogni fame, sarebbero esauditi, ma vuole che gli uomini condividano con Lui un’Alleanza d’amore, vivendo, partecipando nella vita dello Spirito.
Voi pensate solo a nutrire lo stomaco: l’uomo ha sempre paura di morire di fame, anche dove le sue tavole sono opulente, e non condividendo con chi ha meno; si preoccupa che non venga meno il cibo, e poco si dà pensiero di nutrire l’anima che ha fame: vive a stento e languisce denutrita, agonizza e richiede il suo Pane, che gli viene alimentato nella Parola di Dio vissuta e nell’Eucaristia ricevuta in Grazia.
Chi mi porta la piccola offerta di pochi pani e pesci? Un fanciullo dal cuore puro e generoso, ed Io l’accolgo: è su questa offerta che Io moltiplico e nutro sì tanti fratelli nel corpo ma anche nello spirito; esso si fa segno per arricchire nella fede in Dio che tutto può, e se li nutre è perché li ama, a testimonianza del suo amore. Fatevi questi fanciulli dal cuore puro e buono nutrendovi, nell’ Alleanza celeste, di un Pane divino che non si corrompe e vi eleva. Allora dal Signore Dio vostro la vostra offerta sarà accolta, e di essa ne maggiora, ne lievita, ne fa ricchezza nella vita naturale: le distese delle messi si faranno ricche e sane, le tavole colme: persino i deserti si faranno frutteti, e i luoghi aridi o le paludi si faranno acque fresche di abbondante pescato. E’ dallo Spirito che nasce ogni forma di vita. Ti benedico”.


30 07 12 “Il popolo non ascolta, e si dà a dèi stranieri che lo corrompono e lo consumano”.

“Mia piccola Maria, sì che ti leggo nel cuore, e vedo, e ti dico solo di avere pazienza ancora un poco; sappi attendere per vedere realizzate le tue preghiere. Stasera nella Parola il Padre Santissimo richiama Geremia a comprare e cingere una cintura di lino per poi riporla sotto un nascondiglio accanto al fiume. Egli chiede qualcosa che pare non abbia senso e attuata in tempi discontinui, ma Geremia non chiede spiegazioni: obbedisce e compie. Il Padre Celeste richiede questo atto per due motivazioni: uno per saggiare la fedeltà, l’obbedienza incondizionata di Geremia, l’altro per dare un segno: la cintura che Dio offre è la vostra anima che deve rimanere unita al suo Creatore nelle fedeltà e nell’obbedienza poiché, se abbandonata a sé, si autodistrugge, marcisce. Il Profeta obbedisce, poiché vive abbandonato alla Volontà di Dio di cui sa che ogni cosa è di Lui buona.
Ma cosa fa della propria cintura la moltitudine umana? La marcisce, la si disgrega, e questo perché accade? Il popolo non ascolta, e si dà a dèi stranieri che la corrompono e la consumano. Oggi la cintura che vi tiene legati al Santissimo si va sempre più logorando poiché i molti la rifiutano, la gettano, non se ne cingono i fianchi della propria esistenza vissuta nella fedeltà e nell’obbedienza al Creatore.
Cosa tiene ancora in vita questo mondo, la cintura che unisce alla salvezza e alla Misericordia di Dio? E’ la Santa Messa, i poveri malati, i bambini innocenti, le anime che ancora amano, il “piccolo resto” che si fa cintura per tutti. Verranno però tempi in cui tutto si farà più flebile sino a parere di recingersi per staccarsi completamente e decadere. Basterà però il “piccolo seme” di senape che siete voi, rimasti fedeli, il poco lievito buono nella farina di cui parla il Vangelo, e che Iddio trasforma, maggiora: farà sì che ritorni ad essere cintura nobile che orna i fianchi dei suoi figli a dignità del loro cristianesimo perenne. Ti benedico”.


31 07 12 “Io che vedo so: la zizzania è ovunque e maggiora poiché il diavolo lavora senza posa in modo terribile”

“Mia piccola Maria. La casa ci sarà!... Stasera nella Parola vi viene detto che i miei occhi scorrono lacrime giorno e notte, dato che ovunque vada il mio sguardo Io vedo abominio ed iniquità. Nel vasto campo dell’umanità il grano buono è sempre meno, e sempre più avanza, corrompe e dilaga la zizzania. Voi spesso dite: “Sì, il male c’è ma fa più rumore, mentre è molto il bene, solo che si nasconde e spesso non si conosce. Figli miei, sì, il bene ancora c’è, ma è un “piccolo resto”… Io che vedo so: la zizzania è ovunque e aumenta poiché il diavolo lavora senza posa in modo terribile ed usa i mezzi di telecomunicazione, la pubblicità, messaggi subliminali nascosti ovunque che invadono le menti; lo stesso cibo di cui vi nutrite, contagia e voi non ve ne accorgete. L’uomo non si protegge, non si difende e i parassiti invadono e aggrediscono corrompendolo. Molti non ricevono più l’acqua della Grazia e il nutrimento del Sole radioso dei Sacramenti, sicché i loro steli si inaridiscono. Cosa fare, ove rifugiarsi? In ogni dove la zizzania è diffusa; non c’è realtà e né luogo sulla terra che non sia contaminato, ove più ove meno. Ma voi, che siete cristiani non dovete farvi prendere dalla sfiducia o dal timore come accade a tanti che si lasciano poi andare alle correnti del mondo. Dovete rimanere uniti alla Mensa celeste ove il vostro grano si fa ancora Pane divino e ove, se nutriti e irrorati dell’acqua della Grazia e del sole dei Sacramenti, sarete protetti. Pregate Iddio che vi recinge, vi difende, vi fa da baluardo e non permette la devastazione, dato che tutto intorno a voi Egli pone il suo recinto di custode: non potrete essere invasi dalla zizzania, ed anzi rimarrete e riceverete ulteriore luce nella ricchezza della vostra natura che darà chiarore e nutrimento perché molto di esso possa trasformarsi in pane buono offerto a molti.
Io vi lascio in mezzo a tanta paglia secca ed erbacce perché cerco fino all’ultimo di salvare tutti e che queste balle di paglia non vadano a bruciare nel fuoco eterno. Uso però voi che siete grano buono perché siate il faro nella vostra bellezza e santità che li guida di nuovo a Me, al contadino che ha la capacità e il potere di dare nuova linfa e vita ad ognuno di loro. Siate saldi e forti, certi nella fede, nell’attesa che, compiuta ogni Misericordia e il suo effetto, il suo esito, per far sì che Io mantenga e acquisti sempre più un grano buono. Io giungo poi con la falce del Giudizio per separare e dare a secondo della natura che si è, e che si è acquisita. Ti benedico”.
_________________
Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai e vi benedicono; e anche io, nel loro Santissimo Amore vi voglio bene e vi benedico per intercessione del Cuore Immacolato di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Don Armando Maria
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