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INNAMORATI DELLA MADONNA DEL SASSOLINO E DEL CUORE DI GESÚ: GOCCE DI LUCE.

 
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Cari amici, vi invitiamo a recitare il Santo Rosario, in formato mp3, con il nostro caro Giammarco qui www. innamoratidimaria.it
Vi comunichiamo che è online il sito ufficiale "Gocce di luce: Gesù parla ad un'animawww.goccediluce.org e che il libro è in ristampa.
Per le richieste di preghiere scrivete a Miriam info@innamoratidellamadonna.it: un caro saluto da tutto lo Staff e grazie della vostra visita.

VORREI FARE DI QUESTO MESSAGGIO UNA PREGHIERA UNIVERSALE clikka qui anche tu che in questo momento mi stai leggendo e in cuor tuo ha qualcosa da dire. GRAZIE

Benedizione agli amici del FORUM: Per intercessione del Cuore Immacolato di Maria vi benedica Dio Onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo Amen. Don Armando Maria
GOCCE DI LUCE Settembre 2011. L'Energia dello Spirito Santo

 
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Autore Messaggio
Don Armando Maria
Sacerdote
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Registrato: 13/10/05 19:15
Messaggi: 1791

MessaggioInviato: Lun Gen 16, 2012 11:00 am    Oggetto: GOCCE DI LUCE Settembre 2011. L'Energia dello Spirito Santo Rispondi citando

        GOCCE DI LUCE - Gesù parla ad un’anima


Settembre 2011 - “Coloro che mi sono testimoni emanano le medesima Energia dello Spirito Santo”



Ave Maria!
Carissimi, grazie a Dio, ora la piccola Maria sta meglio… Ella ha passato un periodo di croce con problemi vari, e anche si salute, ma il suo più grande dolore è che non sempre le è possibile andare a Messa tutti i giorni per potersi accostare alla Santa Comunione e anche per ascoltare Gesù che le parla al cuore. Continuiamo a tenerla presente nelle nostre preghiere; e preghiamo anche per tutte le mamme cristiane che spesso vivono in una grande tribolazione dentro la loro stessa casa.
Vedete, carissimi, come Gesù, questa volta, per confidarsi e per parlare alla sua Chiesa, che siamo tutti noi, ha scelto proprio una mamma normale, nascosta e tribolata come tante povere mamme di famiglia oggi. Egli, anche attraverso la piccola Maria, vuole dare un messaggio di luce, di speranza e di consolazione alla Famiglia più grande, alla Chiesa, che ha problemi come tutte le nostre famiglie cristiane. Egli, che è Amore misericordioso, è il Buon Pastore che guida la sua Chiesa, tutti noi, le nostre famiglie e l’umanità intera anche in tempi così difficili.

Carissimi, volevo infine chiedervi una preghiera affinché la divina Provvidenza ci venga incontro per poter ristampare il libro “Gocce di luce”, che molti mi chiedono da ogni parte e non so come fare per accontentarli. E poi preghiamo a Madonna che ci mandi anche persone capaci di tradurre queste bellissime “Gocce di luce” in altre lingue perché tutti i cristiani, anche quelli di altre lingue, possano nutrirsene per il loro cammino di vita cristiana. Grazie!
Vi benedico nel Nome del Signore e vi consacro tutti al Sacratissimo Cuore Eucaristico di Gesù e al Cuore Immacolato e Addolorato di Maria. Pace e gioia!

Don Armando Maria http://www.facebook.com/profile.php?id=1225597407



01 09 11 “Non è vissuto il mio Insegnamento in verità”
“Mia piccola Maria, stasera la Parola vi incita a seguirmi: “Sulla tua Parola getterò le reti!”. Pietro ha pescato tutta la notte con gli altri Apostoli ma senza risultato e ne torna stanco, stremato, deluso. Io mi affianco a lui e lo incoraggio: “Torna al largo!”, “torna a pescare!” e Pietro, fiducioso in Me, mi dice: “ Signore, sulla tua Parola getterò le reti!” e la pesca, come voi sapete, è stata poi abbondante. Nella lettura, che attesta una realtà vissuta, c’è anche una simbologia: la barca di Pietro rappresenta la Chiesa e il santo Padre che la guida, e le reti sono i Sacramenti; i pesci sono le anime che vivono nei mari del mondo. Per portarle di nuovo in essa cosa ci vuole se non l’adesione alla mia Parola che sempre si attua e si compie? Come mai allora le chiese sono vuote, nei seminari e nei conventi scarseggiano le vocazioni, e non è abbondante la pesca? Se viene vissuto il mio Insegnamento, la Carità, la Misericordia, la Verità, la Giustizia, e se c’è preghiera, la mia Parola dona vita, i pesci vengono attratti dalle reti e si fanno prendere. Bisogna amare, vivere, diffondere la mia Parola, ed essa porterà sempre il frutto di una pesca copiosa.
Non è vissuto il mio Insegnamento in verità, e questo è valido per le svariate realtà umane, sia nelle famiglie come nell’ambito religioso. Come mai tanta divisione?... Perchè non c’è più ricchezza di figliolanza, di amore e comunicazione tra le generazioni… perché non c’è preghiera, non c’è Vangelo, non è vissuta la mia Parola che porterebbe pace, unione, fraternità… Amatela, vivetela, diffondetela, pregate per esserne adempienti, ed allora la Spirito Santo penetrerà in voi con la sua Energia attrattiva, simile ad una calamita, simile ad una luce fosforescente nel buio, come un’esca alla quale molti pesci abboccheranno e torneranno nella barca, che sono le tante anime che ritornano alla Chiesa. “Sulla mia Parola gettate le reti!”… Ti benedico”.

06 09 11 “Coloro che mi sono testimoni emanano le medesima energia dello Spirito Santo”
“Mia piccola Maria, stasera la Parola vi annunzia: Io chiamo gli Apostoli per essermi testimoni, e la nascita alla loro testimonianza fiorisce prima dalla propria preghiera con il Padre. Sempre la prima testimonianza nasce dalla preghiera. Se pregate mi siete testimoni. La seconda realtà nasce dall’assimilazione della mia Persona, dalle mie virtù, dal mio Insegnamento: tanto più vi arricchite di Me tanto più siete chiamati a compiere la mie opere e anche di maggiori. Da Me usciva una Forza grande, un’ Energia potente che guariva, sanava, convertiva, liberava gli ossessi.
Coloro che mi sono testimoni emanano le medesima Energia dello Spirito Santo che dà salute e vita nuova in Esso. Iddio dona i mille mezzi per essere testimoni di Sé. Non solo con la Parola, ma con l’esempio di vita concreta, la preghiera e la carità, quindi tutto ciò che è vissuto in verità. A chi vede un uomo, anche sacerdote, fare delle belle omelie, parlare bene e poi non compiere la mia volontà, non vivermi, rimangono parole senza spirito, sterili e non mi testimoniano. Se invece uno, vivendo la sua vocazione al cristianesimo, pur incapace di esprimersi, stando nel silenzio, se mi ama, se prega e mi fa vivere, egli porta lo Spirito Santo che irradia salute, conversione, liberazione, pur senza che se ne accorga. Anche stando lontano, egli mi testimonia: mi è testimone anche chi vive nel nascondimento la sua vocazione cristiana, dato che testimone è chi mi ama perché nell’amore mi fa rivivere. Ti benedico”-

07 09 11 “Beati voi oggi che, in questi tempi duri e gravosi, siete i cristiani che rimangono fedeli alla mia testimonianza!”
“Mia piccola Maria, stasera il Vangelo vi presenta le Beatitudini. Beati voi, beati voi nella sequela delle situazioni in cui vivete nel mio Nome. Io vi dico “beati voi!” oggi che in questi tempi duri e gravosi siete i cristiani che rimangono fedeli alla mia testimonianza: tempi irti e difficili, tanto è il peccato, che rimanete obbedienti al mio Insegnamento che vi causa dolori e persecuzioni, solitudine ed emarginazione. Beati che, pur a fatica, andate controcorrente, camminando ancora verso di Me, figli miei! Sembra che siate i perduti in questa vita dinanzi ad un mondo godereccio, che innalza la superbia e l’egoismo a vessillo e un’esistenza che si motiva nei piaceri. Beati voi, figli, poiché il Padre Santissimo sarà particolarmente misericordioso, clemente, provvido per i suoi, rimastigli fedeli in tempi e generazioni ultime che sono state per Me il Getzemani, che mi ha fatto gridare per il disgusto nauseabondo di tanto peccato che ovunque dilaga: “Passi da Me questo calice!”.
Sarete le stelle lucenti che tempesteranno il manto stellato dell’universo dei Cieli ove il sole di Dio vi irradierà continuamente della sua Luce d’Amore. Lo so, ora è dura, ed Io vi sono vicino; per questo vi chiedo: “Pregate!”, siate sempre più vicini ai sacramenti, nutritevi, più che potete, dell’Eucaristia per ricevere fortezza, grazia, sostegno. Sentirete la mia presenza, e Dio combatterà con voi; vi infonderà quelle grazie che corrispondono alla necessità di ogni periodo storico, di ogni tempo per quanto difficile, poiché il Santissimo sovrasta ed è vittorioso anche su di esso.
Beati voi, figli miei, che siete i crocifissi di quest’oggi, poiché in voi ancora mi fate risorgere. Nella vostra crocifissione siete i risorti. Ti benedico”.

09 09 11 “Cosa fare per saper giudicare nel vero?”
“Mia piccola Maria, il Vangelo di oggi vi presenta come giudicare, come porsi e fare discernimento sul male o sul bene, sul buono o sul cattivo, con le relative scelte che ne conseguono nella vita. Il giudizio è l’attestazione della Verità, di ciò che è. Bisogna saper comprendere nell’autenticità di Dio come poter giudicare le cose e le creature per poterne trarre utilità nel bene, per avere misericordia e carità, per porsi ad aiuto e sanare. Se il giudizio è solo per la condanna o per la critica, a cosa serve? …male si aggiunge al male; e non ha utilità al servizio del bene. Il medico deve saper giudicare la malattia del paziente per constatarne lo stato malato, diagnosticare il male per poterlo curare, per saper discernere la cura; non si avventa contro di lui, non lo colpisce per peggiorare la sua situazione.
Cosa fare per saper giudicare nel vero? Se, vedendo una situazione non buona o peccaminosa o altro, voi: 1° dovete porvi in profonda e fervorosa orazione, chiedendo a Dio luci su di voi e il fratello, per chiedere luci per come parlare e come porvi in aiuto; poi, rinforzati da tale preghiera, potete, se c’è la possibilità, se siete nei modi e nelle condizioni di parlargli con cuore e misericordia al fratello per farlo ravvedere. Se non ottenete che rifiuti, come dice la Sacra Parola, andate con altri. Se anche ciò risultasse vano, allora affidatevi alla vostra preghiera e all’intervento divino.
Per poter però saper constatare e curare, dovete avere uno sguardo cristallino di chi vive con pensiero puro e cuore buono, che ha assorbito e interiorizzato in sé l’ordine della Sapienza divina, che vive nell’obbedienza e l’interiorità con il Maestro, che insegna nella Verità. Dato che, se il vostro sguardo è oscurato, così come dice il Vangelo, se siete ciechi poiché lo sguardo è ricoperto di peccato, come potete valutare nel vero? Come potete dire ad un altro cieco: “Stai andando per la via giusta?”. Solo se il tuo sguardo è sicuro e chiaro vede, e può dire all’altro e dare i propri occhi perché abbia luce e indicare: “Vai, questa è la strada giusta!”.
Cura prima te stesso per saper curare gli altri! Uniti ad una vita sacramentale, alla confessione che, nel mio Sangue, lava e vi dona Luce agli occhi della mente e del cuore nella verità, nella misericordia e nella carità… allora saprete giudicare! Ti benedico”.

11 09 11 “Perché perdonare? Il perdono è l’unica via, l’unica medicina; non ce n’è altra, anime mie!”
“Mia piccola Maria, stasera la Parola vi richiama al perdono. Dio è Perdono; e il perdono è il frutto dell’amore. Dinanzi a grandi dolori ricevuti, ad ingiustizie subite, il perdono supera l’ingiustizia poiché nell’amore ha senso e diviene la massima giustizia che la risana, e riapre alla vita. Voi dite: “dinanzi alle violenze, ad omicidi, al fratello che ti perseguita e defrauda per pochi centimetri di terra, dinanzi a vicende che tormentano, a situazioni crudeli che, pur ricambiate nella benevolenza, continua a colpire e a ferire e non portano a chiudere pagine alla propria storia di persecuzione, …come è possibile?”.
Figli miei, sì, è duro…! Ma ricordate: il perdono è divino! Lo potrete se lo date a Me. In presenza di situazioni gravose, a perdoni importanti, come potreste se non date a Me? Io sono il Perdono, Io Medicina e Signore della Pace: sono Colui che le risana, che soffia la brezza leggera del suo soffio per acquietare le fiamme del livore e del peccato. Sono Colui che cambia i cuori a bontà, che riforma agli eventi e alle situazioni nell’ ordine nella Verità.
Date a me, figli! Io combatto per voi. Offrite il desiderio di perdonare anche se incapaci per il dolore dell’offesa: pregate! Io vedo chi si dispone alla preghiera e chiede il mio aiuto alla sua incapacità; ed Io mi dispongo a combattere e a vincere per lui la sua ingiustizia e placo con il mio unguento di misericordia il suo animo alla pace; vi cammino accanto. Mentre per chi rimane nell’odio, nella vendetta, nel rancore, non potrò fare nulla.
Perché perdonare? Il perdono è l’unica via, l’unica medicina; non ce n’è altra, anime mie! La vendetta è male su male; peggiorano la vostra esistenza il risentimento, il rancore, …. Sono sentimenti che prima fanno male all’anima vostra e non vi permettono la serenità, né il proseguo della vostra vita nella pace, vi fa ammalare, tormentando il vostro spirito. Date a Me! Io vedo e vi aiuto: so comprendere, vi cammino accanto, do tempo per ridare ordine e sollievo ai cuori, sicché da un’esperienza amara, con un perdono dato, rinasce una vita che si eleva: dalla pietra far rinascere una nuova pianta, dall’amaro la capacità di riaprirsi per vedere con la dolcezza dei miei occhi, e rinascere. Ti benedico”.

13 09 11 “Se siete innestati nella mia vita, se siete uniti e vivete nella mia grazia voi vi fate eucaristia: pane per i fratelli”
“Mia piccola Maria, non t’abbattere! Questa prova per i lavori della casa con i suoi intoppi e problemi non sono per una perdita ma si attuano per il bene degli altri, si fanno croce e la croce non è per perire ma per la risurrezione.
Stasera voi ricordate San Giovanni Crisostomo, questo figlio santo che ha accolto tante tribolazioni e persecuzioni per farsi eucaristia per i fratelli, pane che si lascia frantumare pur nel dolore per sfamare gli altri, per darsi tutto a tutti: croce vissuta per la risurrezione. Anche voi, figli miei, se incontrate tante difficoltà nel vivere quotidiano, nelle contrarietà per i problemi familiari, per le incombenze fisiche, materiali che competono alla famiglia, la fatica nel lavoro… esse divengono anche bene per gli altri; sono croce e la croce è per la risurrezione. Se siete innestati nella mia vita, se siete uniti e vivete nella mia grazia voi vi fate eucaristia: pane per i fratelli; e dove si diventa eucaristia se non nel Calvario? Nel proprio Calvario vissuto, pur così umano, pur nel mondo, ma che si unisce a Me, e divenendo eucaristia, si fa risurrezione? Figli miei, non vi abbattete, abbiate fede dinanzi alle prove, alle tribolazioni, anche quelle della vita quotidiana con i suoi contrattempi, fastidi, ritardi, ingerenze… perché la vera vita non è qui; qui prendete vita nella carne, nell’esistenza, ma non siete nati per rimanerci, per restare sulla terra.
Se sapeste cosa vi attende!... Se vedeste con i mie occhi voi non vi smarrireste più! Cosa serve vivere dinanzi a tante ingiustizie non riscattate, dinanzi a mali non risanati, a dolori di sopraffazione non giustificati? Figli miei, solo in Dio ce n’è senso, dato che in Lui ogni ingiustizia è riscattata, ogni fame d’amore saziata, ogni male risanato, ogni croce è ormai risurrezione, e godrete nella pienezza e nell’abbondanza. Ti benedico”.

15 09 11 “La Madonna piange su questa Chiesa in cui non ne vede riflessa una vita di santità”
“Mia piccola Maria, stasera voi ricordate i dolori della Madre mia. I dolori inenarrabili conosciuti solo dal Padre. Sotto la Croce voi La ricordate, ma di tutti i dolori con cui la Madre ha partecipato della mia sofferenza è in ogni giorno della mia vita. Ora voi dite: “La Madonna non soffre più, gioisce in Paradiso”. Sì, la Madonna è gioiosa con i Beati, ma ancora è la Madre Addolorata: ancor la Madre soffre e piange per i suoi figli di cui una moltitudine vede andare perduti. Ella geme e piange su questa umanità decaduta nel peccato che si perde poiché non riconosce più Dio per Padre e Lei per Madre.
La Madonna piange su questa Chiesa in cui non ne vede riflessa una vita di santità, sui sacerdoti e le anime religiose che non hanno più in sé stampato l’immagine di suo Figlio; la Madre piange per le famiglie che non la pregano, per i malati e i peccatori che non l’invocano come loro Avvocata. In questo mondo non La ricordano più, non la si ama più come Madre, e per questo non riconoscono più il vero amore di Cristo, di un Figlio da Lei partorito. Quando si riconosce la Madre si riconosce anche suo Figlio. La Madre piange dinanzi al trono dell’Altissimo e chiede e intercede per i meriti dei suoi dolori e per i meriti di coloro che ancora La amano e La seguono per condurre le anime alla salvezza.
Se per una madre terrena perdere un figlio è una piaga che difficilmente si richiude: è un ricordo che si riapre al dolore, quanto più per la Madonna che ne vede perdere tanti e che ama da vera Madre? Nei suoi innumerevoli dolori, vedendomi morire e partecipando, passo dopo passo, gemito dopo gemito, al mio seguito, le sue lacrime fecondavano e si univano sulla traccia delle mie orme, sapendo però che questo Figlio Santissimo è il Salvatore del mondo nel quale rimarrà sempre unita e innestata in eterno, di cui già ne attendeva la risurrezione. Ora invece quanti figli vanno persi e la Madonna li rincorre per le vie del calvario di questo mondo e grida: “…dove sono i miei figli?”. E quanti sono coloro che l’aiutano nella sua ricerca e che si uniscono al suo dolore e alla sua partecipazione? Quanti sono i sacerdoti che L’amano veramente e quanti ancora tra di loro dicono il Rosario che invece hanno abbandonato, considerandolo una devozione inferiore alle loro orazioni? Quanti l’hanno presa nel cuore di sé stessi come invitai a fare a Giovanni? Non si è ancora compresa la grazia e il valore di Maria che è innestata nella pienezza di Dio in un’unica realtà non più separata. Chi l’ama, ama ancora più il Signore Dio. Ed Io benedico questi figli che così La onorano.
Accogliete la Madre Santa, amatela! Ella farà scaturire da voi le perle preziose della vostra santità. Chi l’ama è un prescelto, è un sanato. La Madonna vi conduce, passo dopo passo, sino alla salvezza. Amate i suoi dolori: sono gemme preziose che vi rivestono di santità e vi conducono alla profondità del suo amore. Dove sono coloro che hanno compassione della Madre mia? Chi ne raccoglie le lacrime…? Ti benedico”.

16 09 11 “Il Signore Iddio ha offerto alla donna un cuore donativo, generoso, offerente”
“Mia piccola Maria, cosa vi dice il sacerdote stasera? Io non chiamo i santi ma chiamo i peccatori a farsi santi. Tutti nasceste per essere santi, e tutti potete esserlo.
Stasera nel Vangelo vi vengono presentate le pie donne che mi assistevano, Me e gli Apostoli, nella mia predicazione con i loro beni, riconoscenti e grate di cuore poiché sanate da svariati mali. Nel corso dei secoli quante pie donne che hanno assistito con la loro cura, con i loro beni, con l’assistenza la Chiesa nelle varie forme nel dare vita a figli sacerdoti e religiosi, nell’assistenza nelle mansioni anche più umili, nell’educazione, nell’accudire i poveri o i malati, e nella preghiera sofferta e nascosta…, a volte è stato ed è un servizio così celato, poco evidente eppur così prezioso per le conseguenze lodevoli e i meriti. Quanta storia umile e nascosta, data a Me, di grandi sofferenze e dolori, di abnegazione nella famiglia come nella vita religiosa o dove la donna ha operato e servito pagando spesso a più caro prezzo. E poiché più associate al mio dolore, più partecipanti della mia Passione vissuta in sé stesse nella propria esistenza, Io dono loro come alle pie donne il dono grande dell’anticipata primizia della Risurrezione.
Il Signore Iddio ha offerto alla donna un cuore donativo, generoso, offerente che l’accosta alla sua creazione e al dono di essere al servizio della vita, con il cuore proteso ed amorevole. L’ha formata e plasmata ad essere il cuore, dato che quando la donna si converte realmente e mi ama sa spalancarsi di slancio nell’apertura dello spirito da darsi completamente e raggiungere presto la santità. Il demonio in questi ultimi tempi ha scardinato questo baluardo nella donna, che nel suo sacrificio d’amore, nella sua abnegazione in tutti i settori familiari di sposa e madre, di mia sposa e figlia, quante con la loro offerta ne hanno salvate di creature intorno a sé! Il diavolo per liberarsi di questo baluardo d’offerta ha tolto loro l’umiltà, ha tolto il pudore e lo spirito di donazione per una pretesa autoaffermazione e ricerca di sé stesse che non amano più con il mio Cuore. E cosa ne ha tratto la donna? Cosa ne ha ricevuto? Non perché la donna non possa operare nelle professioni, ma che esse siano vissute per un fine che l’apra alla missione della vita, dato che la donna è formata dal Pensiero creativo del Padre per essere madre, ed essere dono per la creazione continua, qualsiasi sia la funzione della donna nella società.
Così la donna si fa madre, anche pur non avendo generato nel corpo, ma madre nello spirito che genera nella vita, madre che crea e conduce sé e gli altri alla salvezza. unite a Me, loro Sposo e Signore, per fare nuove e migliori tutte le cose. La loro funzione, la loro opera dinanzi al mio sguardo non è inferiore agli uomini, anzi mi si fa così vicina che l’anticipo, la faccio partecipare prima nella Risurrezione. Tornino ad essere generose, oblative, vere, umili, offerenti, ad aprirsi a ciò che il Signore, l’Altissimo, chiede; ne riceveranno il Cielo. Ti benedico”.

18 09 11 “Il Vangelo vi richiama ad essere i miei vignaioli”
“Mia piccola Maria, stasera il salmo vi indica: “Dio è vicino a chi Lo invoca!”. Io sono presso tutti coloro che chiedono il mio aiuto, accorro presso il letto del malato che mi invoca, sono accanto al capezzale del morente che si affida alla mia Misericordia. Accorro alla madre e al lavoratore oberati di sacrificio che chiedono il mio intervento. Sono presso tutti quelli che mi cercano. Se avete pregato non potete dire in coscienza: “abbiamo fatto tutto da noi!”, guardando indietro nel tempo e avendo superato tante prove o difficoltà, e la stessa esistenza con il suo travaglio, non potete che dire: “ma come avremmo potuto se non c’era la grazia di Dio?... Chi ce ne ha dato la forza?...”.
Il Vangelo vi richiama ad essere i miei vignaioli, ad operare come operai alla mia vigna. E come potreste esserlo? Pregando. La prima opera è nell’invocare Iddio che vi aiuti, che intervenga, che vi dia luce e forza, dato che, da soli, non potete nulla. Solo la famiglia che prega rimane salda e unita. Solo nella preghiera c’è il sacerdozio santo, le missioni possono proseguire la loro opera, e così in tutti i settori.
Iddio, mediante l’orazione trasfonde Sé stesso, dà energia santificante che è Luce, forza sostegno, guida, cura, santità. Ancor prima, pur presi da buone intenzioni, prima dell’agire con le mani, inginocchiatevi e unitele raccolte nell’orazione perché Dio le benedica. Egli poi se ne prenderà carico e cura, facendo voi suoi collaboratori che, con il vostro lavoro da Dio benedetto, ne venga un risultato buono. Il Padre Santissimo non vuole che il lavoro, che l’opera sia solo umana e fine a sé stessa: diviene sterile, se ne prende il vanto e il merito umano. e ne perde i meriti per il Cielo. Per essere i miei vignaioli invocate e pregate, figli miei, che vi siano date le capacità e siate umili servitori per dare gloria a Chi vi offre il vigneto: vi aiuterà a coltivare e a colmare la vostra pur piccola vigna.
Verrò poi Io stesso a raccogliere l’uva che si sarà fatta copiosa, saporosa, dolce sicché, guardandola, dirò: “è buona, è la mia, è degna di essere trapiantata nella mia Vigna celeste”. E’ la preghiera che ne prepara il solco, che lo alimenta, che cura la vite e la pota, che ne raccoglie il raccolto e ne aiuta la pigiatura per trarne un vino buono, un vino santo. Ti benedico”.

20 09 11 “Dinanzi a mia Madre Io dico: “Chi è mia Madre?” Lo dico per farne segno a voi, perché vi sia d’insegnamento”

“Mia piccola Maria, stasera nel Vangelo Io vi richiamo: “Chi è mia Madre e i miei fratelli?...” Chi vive la Parola di Dio essi si fanno mia Madre e i miei fratelli. Volete essere miei amici, fratelli, madri, spose? Vivete una vita cristiana autentica e partecipata, vivete nella Verità dei miei Insegnamenti, una vita unitiva nella preghiera e nei sacramenti senza connessioni col peccato, senza farsi una fede secondo i propri schemi pensando e agendo secondo i vostri criteri e il vostro pensiero.
Dinanzi a Dio non ci sono veli, tutto è palese, non ci si può nascondere e non si può dire: sono cristiano, ma poi ci si comporta diversamente. Non c’è inganno che possa celarsi ai miei occhi: io vedo l’onestà e la trasparenza del comportamento, la lealtà alla mia Parola, vedo se sei un cristiano vero. Si possono ingannare tutti gli uomini e dire una cosa e farne un’altra, operare male ed essere incensati, ma dinanzi a Dio tutto è rivelato!
Quanti, pur nella Chiesa, mi chiamano ‘amico’, ma poi non vivono ciò che Io dico, vengono a ricevermi con il peccato, seguono qualche Comandamento, e non altri perché cambiano il pensiero e si fanno una legge propria. Qual è, ad esempio, il numero di coloro che vivono di fatto in coppia in modo peccaminoso e vengono a ricevermi con la benedizione anche di sacerdoti compiacenti! Quanti vivono una vita cristiana superficiale e indifferente, quanti pur peccando, vengono a confessarsi ma senza pentimento, sapendo che torneranno di nuovo a commetterli. Quanta connivenza con il male e quanta trasgressione alla Parola di Dio!
Figli miei, cosa è per voi un amico? Quando egli è leale, onesto e non v’inganna lo riterrete tale, se sapete che potete fidarvi di lui e vi ama allora lo ritenete degno della vostra amicizia. Quanto più questo vale per il vostro Signore?
Dinanzi a mia Madre Io dico: “Chi è mia Madre?” Lo dico per farne segno a voi, perché vi sia d’insegnamento. Lei che è l’Innocente, l’Immacolata, fusa in Dio nello spirito e nel corpo, chi più di Lei, creatura, oltre che Madre, nella carne e nella croce, ha vissuto la Parola di Dio? Per voi lo dico perché sappiate che non c’è verità nei rapporti sia con il Padre celeste come con i fratelli se non viene vissuto lo Spirito. E’ lo Spirito che vivifica, è Dio che feconda, che fa vivere la vita degli sposi, la vita genitoriale, ogni realtà, tramite lo Spirito che è primario: in Esso voi vivrete, incontrerete e conoscerete l’amore tra voi, saprete cosa è l’amore con Dio, avrete Dio e saprete amare. Sarete allora madre, fratelli, amici, spose, figli: parte di Me. Ti benedico”,

21 09 11 “Pensate forse che Matteo fosse meno peccatore di voi prima della sua conversione?”
Mia piccola Maria, stasera voi ricordate San Matteo, che al mio incontro Io chiamo e gli dico: “Seguimi!”…sguardo nello sguardo, il mio Spirito con la sua Forza lo investe, e Matteo lascia tutto e viene dietro di Me: ha comprensione e rivelazione dalla forza e dalla luce dello Spirito che lo investe, da cui nasce l’amore e la verità che trasforma e rivoluziona la sua intera vita sino ad esser pronto per darmi la vita.
“Seguimi!”, Io dico a tutti, e non solo a Matteo, ma ad ognuno di voi. Venite a Me ed Io conduco e trasformo la vostra esistenza nella mia Persona. Io sono il significato e il senso, la motivazione della vita che trasfondo pienamente in ciascuno. C’è bisogno però del desiderio, della volontà di seguirmi ed Io vi accolgo e vi accetto così come siete con i vostri peccati, con il male che vi occupa, il vizio che vi rende prigionieri.
Pensate forse che Matteo fosse meno peccatore di voi prima della sua conversione? …attaccato al danaro come unico fine poiché aumentava il suo prestigio, pronto ad intrallazzi e ad inganni sul popolo pur di possedere; ma nell’incontro con l’Amore e la Verità gli dà comprensione del senso e del fine reale di ogni esistenza: in Cristo la motivazione dell’essere sino ad abbandonare le ricchezze del male che diventano niente, per occuparsi delle ricchezze del suo Maestro. Non sono venuto per i sani, ma per i malati: non sono venuto per i giusti ma per i peccatori.
Cosa vale dinanzi al Signore?... che il cristiano compia la mia Volontà! Che porti la sua opera compiuta. Se un figlio, pur venendo in chiesa e accogliendo Dio che lo chiama, se poi però non ubbidisce, se non fa la Volontà del Padre, non viene giustificato; mentre un altro, seppur ribelle nel primo tratto della sua vita, se poi torna sui suoi passi e ubbidisce e compie l’opera che Dio vuole, questo torna giustificato e vi precede in Cielo. Ciò che conta dinanzi all’Onnipotente è portare il progetto datovi a compimento sia che sia nel tempo dell’aurora, sia nel pieno giorno, sia che avvenga nel tramonto.
Venite a Me, seguitemi, passo dopo passo: Io ho il potere di sanare, di liberare, di ricreare, di trasformare, di donare un’essenza nuova al vostro essere: vi do Me stesso e vi ricreo a creatura nuova. Sono il Signore, il Maestro e il Medico: seguitemi e troverete la Vita e, simili a Matteo, potrete giungere alla santità. Ti benedico”.

23 09 11 “Sono ancora uno Sconosciuto anche per i molti della Chiesa che cercano di sondarmi e scoprirmi con la mente, mentre Io mi rivelo a mi faccio conoscere nell’apertura del cuore”

“Mia piccola Maria, stai nella pace: sei nella mia grazia! Nel Vangelo di oggi Io richiamo i miei Apostoli e dico: “Chi dice la gente che Io sia?” …Chi sono Io per ognuno di voi? Mi conoscete? Mi volete conoscere? Fin dal primo tempo della creazione vostra il Padre Santissimo ha coperto il suo Volto, si è celato all’uomo dopo il peccato poiché non si può guardare il Volto dell’Altissimo, tenere il suo Sguardo di Fuoco, poggiare i piedi con i calzari, perché ove è il suo suolo esso diviene sacro. Con la mia Venuta al mondo però mi sono rivelato e mi sono fatto conoscere pienamente a tutti. Ho manifestato il mio Volto ove è riflessa l’Immagine stessa del Padre e, conoscendo Me, conoscete Lui.
Figli miei, non solo attraverso la mia Persona e il mio Insegnamento mi conoscete ma anche tramite i Santi che mi testimoniano, che vi sono segno poiché assimilati a me. Voi ritrovate in ognuno di loro riflessa una parte di Gesù Cristo; ne portano il timbro, il sigillo, a secondo di particolari rivelazioni o bellezze dell’interiorità dell’anima, dei tratti delle loro virtù e nell’opera della carità fattiva… ed Io in tutti loro le compendio e le riassumo.
Stasera che voi ricordate il transito di San Pio in Lui vedete manifestata la mia sofferenza redentrice, la fedeltà di ogni giorno vissuta nell’umiltà profonda. Egli il grande combattente che si pone dinanzi a satana a combattere contro le forze del male, prende su di sé i colpi a difesa del popolo di Dio, delle sue pecorelle, aiutando a salvare le loro anime. E’ colui che mi riflette Crocifisso: in lui mi riposo, portando la Croce del mondo. San Pio mi ha fatto conoscere perché conoscendolo, voi mi amiate. Se volete conoscermi entrate a vivere una profondità d’unione con Dio nella preghiera e nei sacramenti, in verità, per vivere la vostra storia, poiché constaterete che anche i Santi, ognuno di essi, porta in sé una delle mille mie sfaccettature; ognuno è unico e mi fa conoscere a voi per far sì che mi amiate. Solo conoscendomi potrete amarmi. Se mi amate mi seguirete e mi farete conoscere.
Come mai allora, voltandomi dinanzi ad una moltitudine di umanità, ne vedo così pochi che mi seguono sinceramente? Per lo più sono ancora uno Sconosciuto anche per i molti della Chiesa che cercano di sondarmi e scoprirmi con la mente, mentre Io mi rivelo a mi faccio conoscere nell’apertura del cuore.
Chi sono Io per voi?... Quando mi direte in verità: “Sei il Cristo, il Signore, lo Sposo dell’anima mia… e ti amo, Signore!”, voi allora mi avete conosciuto”. Ti benedico".

25 09 11 “I pubblicani e le prostitute vi precederanno nel Regno dei Cieli!”
“Mia piccola Maria, continua ad ascoltare e vai avanti! Il Vangelo di stasera vi richiama a guardare altrove, a non ristringervi alle vostre vedute e giudizi. Iddio guarda oltre: i pubblicani e le prostitute vi precederanno nel Regno dei Cieli! E come mai, Singore?... Perché molti di essi, incontrandomi, abbandonano il loro errato agire, si pentono in modo autentico e aderiscono con vero cambiamento. Le loro lacrime sincere e le opere buone che poi compiono li lavano, lavano le loro colpe e li riscattano sì da farsi creature nuove, degne di Me. Mentre molti cristiani che si ritengono giusti perché vengono in chiesa, e anche migliori degli altri perché non commettono colpe gravi, sono i farisei che vengono per abitudine, per acquietare la loro coscienza, ma non amano, sono chiusi a sé, condannano l’altro, non operano per l’amore: vivono un cristianesimo che sonnecchia, se non morto.
Distaccatevi, figli miei, siate svegli, vigilanti! Vivete un cristianesimo vero, autentico leale. Venite a Me, cercando il mio Amore: in esso voi scoprirete e amerete l’altro; lo vedrete da fratello e nascerà in voi la misericordia la compassione, la tenerezza, e non condannerete, ma sarete genuinamente e generosamente partecipi delle loro sofferenze e delle loro gioie; non vi sentirete più impoveriti nell’errore della condanna ma arricchiti dalla pietà e dalla condivisione”.
_________________
Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai e vi benedicono; e anche io, nel loro Santissimo Amore vi voglio bene e vi benedico per intercessione del Cuore Immacolato di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Don Armando Maria
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