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INNAMORATI DELLA MADONNA DEL SASSOLINO E DEL CUORE DI GESÚ: GOCCE DI LUCE.

 
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Cari amici, vi invitiamo a recitare il Santo Rosario, in formato mp3, con il nostro caro Giammarco qui www. innamoratidimaria.it
Vi comunichiamo che è online il sito ufficiale "Gocce di luce: Gesù parla ad un'animawww.goccediluce.org e che il libro è in ristampa.
Per le richieste di preghiere scrivete a Miriam info@innamoratidellamadonna.it: un caro saluto da tutto lo Staff e grazie della vostra visita.

VORREI FARE DI QUESTO MESSAGGIO UNA PREGHIERA UNIVERSALE clikka qui anche tu che in questo momento mi stai leggendo e in cuor tuo ha qualcosa da dire. GRAZIE

Benedizione agli amici del FORUM: Per intercessione del Cuore Immacolato di Maria vi benedica Dio Onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo Amen. Don Armando Maria
Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012
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Autore Messaggio
miriam bolfissimo



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MessaggioInviato: Ven Ott 19, 2012 9:33 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

Mio grande Cuore, leggo del tuo servo padre pio...

    La vera umiltà di cuore è più provata e vissuta che esternata. Certo, bisogna sempre mostrarsi umili in presenza di Dio, ma non con quella finta umiltà che non conduce a nulla se non allo scoraggiamento, alla prostrazione e alla disperazione. Dobbiamo avere una cattiva opinione di noi stessi, non fare passare il nostro interesse prima di quello degli altri e ritenere noi stessi inferiori al nostro prossimo. Se ci vuole pazienza per sopportare le miserie altrui, ce ne vuole ancora di più per imparare a sopportare noi stessi. Di fronte alle tue infedeltà quotidiane, fai senza sosta degli atti di umiltà. Quando il Signore ti vedrà così pentito, stenderà la mano verso di te e ti attirerà a lui. In questo mondo nessuno merita qualcosa: è il Signore a concederci tutto, per pura benevolenza e perché, nella sua infinita bontà, ci perdona tutto...


...e vorrei vivere tutto questo, con tutto il mio piccolo ♥
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miriam bolfissimo



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MessaggioInviato: Lun Ott 22, 2012 9:24 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

    Creati per essere serviti da Dio


Giovanni, il discepolo preferito, il più spirituale, il mistico, chiede di occupare il primo posto, lui e suo fratello. E gli altri dieci compagni immediatamente si ribellano, unanimi nella gelosia, probabilmente perché avrebbero voluto chiederlo loro! Ed è come se finora Gesù avesse parlato a vuoto: «Non sapete quello che chiedete», quali dighe abbattete con questa fame di primeggiare, quale mondo sbagliato generate con questa volontà di potenza! E spalanca l'alternativa cristiana, la differenza cristiana. I grandi della terra dominano e opprimono gli altri. Tra voi però non è così! Credono di dirigere il mondo con la forza... voi non sarete così! Gesù prende le radici del potere e le capovolge al sole e all'aria.

Chi vuole diventare grande: Gesù non condanna questo desiderio, anzi lui stesso promette una grandezza, non vuole con sé uomini umiliati o schiavi, ma che diventino grandi, regali, nobili, fieri, liberi, prendendosi cura della felicità dell'altro. Sia il servitore di tutti. Servizio: il nome esigente dell'amore, il nome nuovo della civiltà. Anzi, il nome di Dio: «Non sono venuto per farmi servire, ma per essere servo». La più sorprendente di tutte le definizioni di Gesù.

Parole che danno una vertigine: Dio mio servitore! Vanno a pezzi le vecchie idee su Dio e sull'uomo: Dio non è il Padrone dell'universo, il Signore dei signori, il Re dei re, è il servo di tutti. Non tiene il mondo ai suoi piedi, è inginocchiato lui ai piedi delle sue creature; non ha troni, cinge un asciugamano, si inchina davanti a te, e i tuoi piedi sono fra le sue mani. Ma io tremo, se penso alla brocca e all'asciugamano, ho paura. Eppure ve la immaginate un'umanità dove ognuno corre ai piedi dell'altro? E si inchina non davanti ai potenti del mondo, ma davanti all'ultimo?

Pensiamo attentamente a che cosa significhi avere un Dio nostro servitore. Il padrone fa paura, il servo no. Cristo ci libera dalla paura delle paure: quella di Dio. Il padrone giudica e punisce, il servo no, sostiene, non spezza la canna incrinata ma la fascia come fosse un cuore ferito. Gesù capovolge l'immagine tradizionale di Dio, le dà una bellezza che stordisce: siamo stati creati per essere amati e serviti da Dio, qui e per sempre. Non sei tu che esisti per Dio, ma è Dio che esiste per te, in funzione di te, per amarti, per servirti, per conoscerti, per lasciarsi stupire da te, da questi imprevedibili, liberi, splendidi, talvolta meschini figli che noi siamo. Se Dio è nostro servitore, chi sarà nostro padrone? Il credente non ha nessun padrone, eppure è servo di ogni uomo. E non come riserva di viltà, ma come grandezza d'animo, come prodigio di coraggio.

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miriam bolfissimo



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MessaggioInviato: Lun Ott 22, 2012 9:28 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

22 ottobre 2012, giorno di festa e gioia in onore del beato giovanni paolo ii...


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miriam bolfissimo



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MessaggioInviato: Lun Ott 29, 2012 9:05 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

    Il tempo della divina compassione


Un mendicante cieco: l'ultimo della fila, uno che ha fatto naufragio, seduto lungo la strada come chi si è fermato e si è arreso. E improvvisamente passa Gesù, uno che non permette all'uomo di arrendersi, ed ecco che tutto sembra mettersi di nuovo in moto. Bartimeo comincia a gridare: Gesù abbi pietà di me! Perché il peggio che ci possa capitare è di innamorarci della nostra cecità. La folla fa muro e lo sgrida, perché i poveri disturbano, sempre: ci fanno un po' paura, sono là dove noi non vorremmo mai essere, sono il lato doloroso della vita, ciò che temiamo di più.

Ma è proprio sulla povertà dell'uomo ciò su cui si posa sempre il primo sguardo di Gesù, non sulla moralità di una persona, ma sul suo dolore: «Coraggio, alzati, ti chiama». E subito, tutto sembra eccessivo, esagerato: il cieco non parla, grida; non si toglie il mantello, "lo getta"; non si alza in piedi, "ma balza in piedi". La fede è questo: un eccesso, un di più illogico e bello, una dinamica nuova in tutto ciò che fai. La fede è qualcosa che moltiplica la vita, secondo le parole di Gesù: «Sono venuto perché abbiate la vita, quella piena». Credere fa bene, la fede produce una vita buona, il rapporto con Cristo è l'avvio della guarigione di tutta l'esistenza. Il cieco comincia a guarire già nell'accoglienza e nella compassione di Gesù. Ha bisogno, come tutti, che per prima cosa qualcuno lo ascolti: ascolti le sue ferite, la sua speranza, la sua fame, il suono vero delle sue parole, uno che gli voglia bene! Guarisce nella voce che lo accarezza. Guarisce come uomo, prima che come cieco, l'ultimo comincia a riscoprirsi uno come gli altri perché chiamato con amore. «Balza in piedi» e lascia ogni sostegno, per precipitarsi, senza vedere, verso quella voce che lo chiama, orientandosi solo sulla parola di Cristo, che ancora vibra nell'aria. Come lui, ogni cristiano si orienta nella vita senza vedere, solo sull'eco della parola di Dio ascoltata con fiducia là dove risuona: nel vangelo, nella coscienza, negli eventi della storia, nel gemito e nel giubilo del creato.

Che bella questa espressione amorevole di Gesù: «Cosa vuoi che io ti faccia?». Se un giorno io sentissi, con un brivido, queste stesse parole rivolte a me, che cosa chiederei al Signore? Una domanda che è come una sfida, una prova per vedere che cosa portiamo nel cuore. Gesù insegna instancabilmente qualcosa che viene prima di ogni miracolo, insegna la compassione, che rimane l'unica forza capace di far compiere miracoli ancora oggi, di riempire di speranza il dolore del mondo. Noi saremo come Cristo non se faremo miracoli, ma se sapremo far sorgere nel mondo il tempo della divina compassione.

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MessaggioInviato: Ven Nov 02, 2012 12:34 pm    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando



Educare i giovani alla giustizia e alla pace (Benedetto XVI, 1 gennaio 2012)

Alzare gli occhi a Dio

6. Di fronte alla difficile sfida di percorrere le vie della giustizia e della pace possiamo essere tentati di chiederci, come il Salmista: «Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?» (Sal 121,1). A tutti, in particolare ai giovani, voglio dire con forza: «Non sono le ideologie che salvano il mondo, ma soltanto il volgersi al Dio vivente, che è il nostro creatore, il garante della nostra libertà, il garante di ciò che è veramente buono e vero… il volgersi senza riserve a Dio che è la misura di ciò che è giusto e allo stesso tempo è l’amore eterno. E che cosa mai potrebbe salvarci se non l’amore?». L’amore si compiace della verità, è la forza che rende capaci di impegnarsi per la verità, per la giustizia, per la pace, perché tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta (cfr 1 Cor 13,1-13). Cari giovani, voi siete un dono prezioso per la società. Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi. Non abbiate paura di impegnarvi, di affrontare la fatica e il sacrificio, di scegliere le vie che richiedono fedeltà e costanza, umiltà e dedizione. Vivete con fiducia la vostra giovinezza e quei profondi desideri che provate di felicità, di verità, di bellezza e di amore vero! Vivete intensamente questa stagione della vita così ricca e piena di entusiasmo..

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miriam bolfissimo



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MessaggioInviato: Lun Nov 05, 2012 9:58 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

    Amare Dio per amare l'umanità


Amerai Dio con tutto il tuo cuore. Amerai il prossimo tuo come te stesso. Che cosa c'è al centro della fede? Ciò che più di ogni cosa dona felicità all'uomo: amare. Non obbedire a regole né celebrare riti, ma semplicemente, meravigliosamente: amare. Gesù non aggiunge nulla di nuovo rispetto alla legge antica: il primo e il secondo comandamento sono già nel Libro. Eppure il suo è un comando nuovo. La novità sta nel fatto che le due parole fanno insieme una sola parola, l'unico comandamento. L'averli separati è l'origine dei nostri mali. La risposta di Gesù inizia con la formula: shemà Israel, ascolta popolo mio. Fa tenerezza un Dio che chiede: «Ascoltami, per favore. Voglimi bene, perché io ti amo. Amami!» Invocazione, desiderio di Dio. Cuore del comandamento, sua radice è un'invocazione accorata, non una ingiunzione. Dio prega di essere amato. Amare «è tenere con tenerezza e passione Dio e l'uomo dentro di sé: se uno ama, l'altro è come se dimorasse dentro di lui» (A. Casati). Amare è desiderio di fare felice qualcuno, coprirlo di un bene che si espande oltre lui, va verso gli altri, inonda il mondo...

Amare è avere un fuoco nel cuore. Ma amare che cosa? Amare l'Amore stesso. Se amo Dio, amo ciò che lui è: vita, compassione, perdono, bellezza. Amerò ogni briciola di cosa bella che scoprirò vicino a me, un atto di coraggio, un abbraccio rassicurante, un'intuizione illuminante, un angolo di armonia. Amerò ciò che Lui più ama: l'uomo, di cui è orgoglioso. Ma amare come? Mettendosi in gioco interamente, cuore, mente, anima, forza. Gesù sa che fare questo è già la guarigione dell'uomo. Perché chi ama così ritrova l'unità di se stesso, la sua pienezza felice: «Questi sono i comandi del Signore vostro Dio... Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica; perché tu sia felice" (Dt 6,1-3). Non c'è altra risposta al desiderio profondo di felicità dell'uomo, nessun'altra risposta al male del mondo che questa soltanto: amare.

Ama il tuo prossimo come te stesso. Quasi un terzo comandamento: ama anche te stesso, insieme a Dio e al prossimo. Come per te ami libertà e giustizia così le amerai anche per tuo fratello, sono le orme di Dio. Come per te desideri amicizia e dignità, e vuoi che fioriscano talenti e germogli di luce, questo vorrai anche per il tuo prossimo. Ama questa polifonia della vita, e farai risplendere l'immagine di Lui che è dentro di te. Perché l'amore trasforma, ognuno diventa ciò che ama. Se Lo amerai, sarai simile a Lui, cioè creatore di vita, perché «Dio non fa altro che questo, tutto il giorno: sta sul lettuccio della partoriente e genera» (M. Eckhart). Amerai, perché l'amore genera vita sul mondo.

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MessaggioInviato: Ven Nov 09, 2012 8:52 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

Mio grande Cuore, noi siamo un frammento di solitudine che trova consolazione nell'aprirsi al Tuo Eterno: ma cosa è perdono? forse proprio la consolazione di uno sguardo fisso all'Eterno e il desiderio che tutti possiamo arrivarci, malgrado le nostre miserie che rovesciano macerie gravi e polverose su noi e sugli altri... vitam, morte adveniente, non tolli sed mutari - la vita, con l'arrivo della morte, non viene tolta ma trasformata -: ecco il senso del perdono che trasforma, qui ed ora, il nostro frammento di solitudine in un presente eterno... concedimi, mio grande Cuore, di perdonare la miseria mia e di tutti i miei fratelli...

...con tutto il mio piccolo ♥
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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2012 9:16 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

    Non conta quanto ma il modo, il cuore con cui si dona


Gesù, durante tutta la sua predicazione, ha sempre mostrato una predilezione particolare per le donne sole. Ora affida al gesto nascosto di una donna, che vorrebbe solo scomparire dietro una delle colonne del tempio, il compito di trasmettere il suo messaggio. La prima scena è affollata di personaggi che hanno lo spettacolo nel sangue: passeggiano in lunghe vesti, amano i primi posti, essere riveriti per strada... Questa riduzione della vita a spettacolo la conosciamo anche noi, è una realtà patita da tanti con disagio, da molti inseguita con accanimento. Il Vangelo vi contrappone la seconda scena. Seduto davanti al tesoro del tempio Gesù osservava come la folla vi gettava monete.

Notiamo il particolare: osservava «come», non «quanto» la gente offriva. I ricchi gettavano molte monete, Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine. Gesù se n'è accorto, unico; chiama a sé i discepoli e offre la sua lettura spiazzante e liberante: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Gesù non bada alla quantità di denaro. Conta quanto peso di vita, quanto cuore, quanto di lacrime e di speranze è dentro quei due spiccioli. Due spiccioli, un niente ma pieno di cuore. Il motivo vero e ultimo per cui Gesù esalta il gesto della donna è nelle parole «Tutti hanno gettato parte del superfluo, lei ha gettato tutto quello che aveva, tutto ciò che aveva per vivere»: la totalità del dono. Anche Lui darà tutto, tutta la sua vita.

Come la vedova povera, quelli che sorreggono il mondo sono gli uomini e le donne di cui i giornali non si occuperanno mai, quelli dalla vita nascosta, fatta solo di fedeltà, di generosità, di onestà, di giornate a volte cariche di immensa fatica. Loro sono quelli che danno di più. I primi posti di Dio appartengono a quelli che, in ognuna delle nostre case, danno ciò che fa vivere, regalano vita quotidianamente, con mille gesti non visti da nessuno, gesti di cura, di accudimento, di attenzione, rivolti ai genitori o ai figli o a chi busserà domani.

La santità: piccoli gesti pieni di cuore. Non è mai irrisorio, mai insignificante un gesto di bontà cavato fuori dalla nostra povertà. Questa capacità di dare, anche quando pensi di non possedere nulla, ha in sé qualcosa di divino. Tutto ciò che riusciamo a fare con tutto il cuore ci avvicina all'assoluto di Dio. Quanto più Vangelo ci sarebbe se ogni discepolo, se l'intera Chiesa di Cristo si riconoscesse non da primi posti, prestigio e fama, ma dalla generosità senza misura e senza calcolo, dalla audacia nel dare. Allora, in questa felice follia, il Vangelo tornerebbe a trasmettere il suo senso di gioia, il suo respiro di liberazione.

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MessaggioInviato: Ven Nov 16, 2012 3:02 pm    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

Mio grande Cuore, a metà del cammino di qs mese...



...con tutto il mio piccolo ♥
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MessaggioInviato: Lun Nov 19, 2012 9:38 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

    Il tesoro di bontà del nostro tempo


Un Vangelo sulla crisi e contemporaneamente sulla speranza, che non profetizza la fine del mondo, ma il significato del mondo. La prima verità è che il mondo è fragile: in quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo... Non solo il sole, la luna, le stelle, ma anche le istituzioni, la società, l'economia, la famiglia e la nostra stessa vita sono molto fragili. Ma la seconda verità è che ogni giorno c'è un mondo che muore, ma ogni giorno c'è un mondo che nasce.

Cadono molti punti di riferimento, vecchie cose vanno in frantumi: costumi, linguaggi, comportamenti, ma ci sono anche sentori di nuove primavere. La speranza ha l'immagine della prima fogliolina di fico: Dalla pianta di fico imparate: quando spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. Allora dentro la fragilità drammatica della storia possiamo intuire come le doglie di un parto, come il passaggio dall'inverno alla primavera, come un uscire dalla notte alla luce. Ben vengano certe scosse di primavera a smantellare ciò che merita di essere cancellato. Quanto morir perché la vita nasca (Clemente Rebora). Ma dopo si tratta di ricostruire, facendo leva su due punti di forza.

Il primo: quando vedrete accadere queste cose sappiate che Egli è vicino, il Signore è alle porte. La nostra forza è che «Dio non ha chiuso il suo cuore e la sua strada passa ancora sul nostro mare d'Esodo, mare inquieto, mare profondo, anche se non ne vediamo le orme» (Salmo 77,20). A noi spetta assecondare la sua creazione. Come una nave che non è in ansia per la rotta, perché ha su di sè il suo Vento di vita. Il secondo punto di forza è la nostra stessa fragilità. Per la sua fragilità l'uomo cerca appoggi, cerca legami e amore. Io sono tanto fragile da aver sempre bisogno degli altri. Ed è appoggiando una fragilità sull'altra che sosteniamo il mondo.

Dio è dentro la nostra ricerca di legami, viene attraverso le persone che amiamo. «Ogni carne è intrisa d'anima e umida di Dio» (Bastaire). I nostri familiari sono il linguaggio di Dio, la sua quotidiana catechesi, il tocco della sua presenza, sacramento della sua grazia. Il profeta Daniele allarga la visione: «Uomini giusti e santi salgono nella casa delle luci, dove risplenderanno come stelle», vicino a me, lontano da me, da mille luoghi salgono nella casa della luce: sono coloro che inducono me e tutto il mondo a essere più giusto, più libero e santo. Sono come stelle, sono molti. Guardiamo a loro, per non sprecare i giusti del nostro mondo, per non dissipare il tesoro di bontà del nostro tempo, quel tesoro che germina anche, come fogliolina di primavera, in ciascuna delle nostre case.

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MessaggioInviato: Mer Nov 21, 2012 3:15 pm    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

21 novembre 2012, giorno di festa e gioia

in memoria della presentazione al tempio della Beata Vergine Maria,

Madre dolcissima di Dio e Madre nostra...




...con tutto il mio piccolo ♥
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MessaggioInviato: Lun Nov 26, 2012 10:13 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

    La regalità di Cristo è pienezza d'umano


Due uomini, Pilato e Gesù, uno di fronte all'altro. Il confronto di due poteri opposti: Pilato, circondato di legionari armati, è dipendente dalle sue paure; Gesù, libero e disarmato, dipende solo da ciò in cui crede. Un potere si fonda sulla verità delle armi e della forza, l'altro sulla forza della verità. Chi dei due uomini è più libero, chi è più uomo? È libero chi dipende solo da ciò che ama. Chi la verità ha reso libero, senza maschere e senza paure, uomo regale.

Dunque tu sei re? Il mio regno però non è di questo mondo. Gesù rilancia la differenza cristiana consegnata ai discepoli: voi siete nel mondo, ma non del mondo. I grandi della terra dominano e si impongono, tra voi non sia così. Il suo regno è differente non perché riguardi l'al di là, ma perché propone la trasformazione di «questo mondo». I regni della terra, si combattono, i miei servi avrebbero combattuto per me: il potere di quaggiù ha l'anima della guerra, si nutre di violenza. Invece Gesù non ha mai assoldato mercenari, non ha mai arruolato eserciti, non è mai entrato nei palazzi dei potenti, se non da prigioniero. «Metti via la spada» ha detto a Pietro, altrimenti la ragione sarà sempre del più forte, del più violento, del più crudele. Dove si fa violenza, dove si abusa, dove il potere, il denaro e l'io sono aggressivi e voraci, Gesù dice: non passa di qui il mio regno.

I servi dei re combattono per i loro signori. Nel suo regno no! Anzi è il re che si fa servitore dei suoi: non sono venuto per essere servito, ma per servire. Un re che non spezza nessuno, spezza se stesso, non versa il sangue di nessuno, versa il suo sangue, non sacrifica nessuno, sacrifica se stesso per i suoi servi. Pilato non può capire, si limita all'affermazione di Gesù: io sono re, e ne fa il titolo della condanna, l'iscrizione derisoria da inchiodare sulla croce: questo è il re dei giudei. Che io ho sconfitto. Ed è stato involontario profeta: perché il re è visibile proprio lì, sulla croce, con le braccia aperte, dove l'altro conta più della tua vita, dove si dona tutto e non si prende niente. Dove si muore ostinatamente amando. Questo è il modo regale di abitare la terra, prendendosene cura.

Pilato poco dopo questo dialogo esce fuori con Gesù e lo presenta alla folla: ecco l'uomo. Affacciato al balcone della piazza, al balcone dell'universo lo presenta all'umanità: ecco l'uomo! l'uomo più vero, il più autentico degli uomini. Il re. Libero come nessuno, amore come nessuno, vero come nessuno. La regalità di Cristo non è potere ma pienezza d'umano, accrescimento di vita, intensificazione d'umanità: «il Regno di Dio verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme» (G. Vannucci).

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MessaggioInviato: Sab Dic 01, 2012 8:35 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando



Educare i giovani alla giustizia e alla pace (Benedetto XVI, 1 gennaio 2012)

Alzare gli occhi a Dio

6. Siate coscienti di essere voi stessi di esempio e di stimolo per gli adulti, e lo sarete quanto più vi sforzate di superare le ingiustizie e la corruzione, quanto più desiderate un futuro migliore e vi impegnate a costruirlo. Siate consapevoli delle vostre potenzialità e non chiudetevi mai in voi stessi, ma sappiate lavorare per un futuro più luminoso per tutti. Non siete mai soli. La Chiesa ha fiducia in voi, vi segue, vi incoraggia e desidera offrirvi quanto ha di più prezioso: la possibilità di alzare gli occhi a Dio, di incontrare Gesù Cristo, Colui che è la giustizia e la pace. A voi tutti, uomini e donne che avete a cuore la causa della pace! La pace non è un bene già raggiunto, ma una meta a cui tutti e ciascuno dobbiamo aspirare. Guardiamo con maggiore speranza al futuro, incoraggiamoci a vicenda nel nostro cammino, lavoriamo per dare al nostro mondo un volto più umano e fraterno, e sentiamoci uniti nella responsabilità verso le giovani generazioni presenti e future, in particolare nell’educarle ad essere pacifiche e artefici di pace. È sulla base di tale consapevolezza che vi invio queste riflessioni e vi rivolgo il mio appello: uniamo le nostre forze, spirituali, morali e materiali, per «educare i giovani alla giustizia e alla pace».

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MessaggioInviato: Lun Dic 03, 2012 10:06 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

    Tempo di Avvento, viene il Liberatore


L'Avvento è il tempo che prepara nascite, il tempo di santa Maria nell'attesa del parto, tempo delle donne: solo le donne in attesa sanno cosa significhi davvero attendere. Ma non si attende solo la nascita di Gesù. Ci saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia... Il Vangelo ci prende per mano, ci porta fuori dalla porta di casa, a guardare in alto, a percepire il cosmo pulsare attorno a noi, a sentirci parte di una immensa vita. Che patisce, che soffre, che si contorce come una partoriente (Is 13 ,8), ma per produrre vita. Il presente porta nascite nel grembo. Ma «quanto morir perché la vita nasca» (Rebora).

È un tempo di crisi. C'è una crisi della Chiesa, diminuiscono le vocazioni, cresce l'indifferenza religiosa, l'istituzione ecclesiastica perde fiducia. Ma la fede ci permette di intravedere che la fine di un certo tipo di Chiesa può portare a un nuovo modo di vivere la fede, più essenziale, libero e convinto, pieno di cuore e di verità. È il nostro atto di fede: il regno di Dio viene, ed è più vicino oggi di ieri. Anche la crisi economica e finanziaria ci sta dicendo che dobbiamo cambiare strada e favorire un altro modello di economia, non fondato sulla logica della crescita infinita, che è insostenibile, ma su rispetto della natura, sobrietà e solidarietà.

Il Vangelo d'Avvento ci aiuta a non smarrire il cuore, a non appesantirlo di paure e delusioni: «state attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano». Ci sarà sempre un momento in cui ci sentiremo col cuore pesante, scoraggiati. Ho provato anch'io lo scoraggiamento, molte volte, ma non gli tengo il posto, non gli permetto di mangiare nel mio piatto, non gli permetto di sedere sul trono del mio cuore. Il motivo è questo: fin dentro i muscoli e le ossa io so una cosa, come la sapete voi, ed è che non può esserci disperazione finché ricordo perché sono venuto sulla terra, di chi sono al servizio, chi mi ha mandato qui. E chi sta venendo: allora vedranno il Figlio dell'uomo venire con grande potenza e gloria.

Questo mondo contiene Lui! Che Viene, che è qui, che è più grande di noi; c'è un Liberatore, esperto di nascite, in cammino su tutte le strade. Alzatevi, guardate in alto e lontano, perché la vostra liberazione è vicina. Uomini e donne in piedi, a testa alta, occhi alti e liberi: così vede i discepoli il Vangelo. Gente dalla vita verticale. Il Vangelo ci insegna a leggere il presente e la storia come grembo di futuro, a non fermarci all'oggi, ma a guardare avanti: questo mondo porta un altro mondo nel grembo. Un mondo più buono e più giusto, dove Dio viene, vicino come il respiro, vicino come il cuore, vicino come la vita.

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MessaggioInviato: Lun Dic 10, 2012 10:55 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

Sabato 8 dicembre, giorno di festa e gioia

in onore della della Beata Vergine Maria Immacolata, Madre dolcissima di Dio e Madre nostra...


    Santa Maria, Madre del Creatore e Madre del Salvatore,
    per i meriti della Tua Immacolata Concezione:
    aiutaci ad accogliere il Figlio Tuo Gesù!


...con tutto il mio piccolo ♥
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MessaggioInviato: Lun Dic 10, 2012 10:55 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

    Nessuno è così piccolo da non poter essere profeta


Luca dà inizio al racconto dell'attività pubblica di Gesù con una pagina solenne, quasi maestosa, un lungo elenco di re e sacerdoti, che improvvisamente subisce uno scarto, un dirottamento: un sassolino del deserto cade dentro l'ingranaggio collaudato della storia e ne muta il passo: la Parola di Dio venne su Giovanni nel deserto. La Parola, fragile e immensa, viene come l'estasi della storia, di una storia che non basta più a se stessa; le inietta un'estasi, che è come un uscire da sé, un sollevarsi sopra le logiche di potere, un dirottarsi dai soliti binari, lontano dalle grandi capitali, via dalle regge e dai cortigiani, a perdersi nel deserto. È il Dio che sceglie i piccoli, che «abbatte i potenti», che fa dei poveri i principi del suo regno, cui basta un uomo solo che si lasci infiammare dalla sua Parola.

Chi conta nella storia? Erode sarà ricordato solo perché ha tentato di uccidere quel Bambino; Pilato perché l'ha condannato a morte. Nella storia conta davvero chi comincia a pensare pensieri buoni, i pensieri di Dio. La parola di Dio venne su Giovanni, nel deserto. Ma parola di Dio viene ancora, è sempre in volo in cerca di uomini e donne dove porre il suo nido, di gente semplice e vera, che voglia diventare «sillaba del Verbo» (Turoldo). Perché nessuno è così piccolo o così peccatore, nessuno conta così poco da non poter diventare profeta del Signore. «Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Ogni burrone sarà riempito, ogni monte abbassato; le vie tortuose diventeranno diritte e quelle impervie, spianate».

La voce dipinge un paesaggio aspro e difficile, che ha i tratti duri e violenti della storia: le montagne invalicabili sono quei muri che tagliano in due villaggi, case e oliveti; i burroni scoscesi sono le trincee scavate per non offrire bersaglio e per meglio uccidere; sono l'isolarsi per paura... È anche la nostra geografia interiore, una mappa di ferite mai guarite, di abbandoni patiti o inflitti. Il profeta però vede oltre, vede strade che corrono diritte e piane, burroni colmati, monti spianati. Per il viaggio mai finito dell'uomo verso l'uomo, dell'uomo verso il suo cuore. E soprattutto di Dio verso l'uomo. Un'opera imponente e gioiosa, e a portarla a compimento sarà Colui che l'ha iniziata. L'esito è certo, perché il profeta assicura «Ogni uomo vedrà la salvezza». Ogni uomo? Sì, esattamente questo: ogni uomo. Dio viene e non si fermerà davanti a burroni o montagne, e neppure davanti al mio contorto cuore. Raggiungerà ogni uomo, gli porrà la sua Parola nel grembo, potenza di parto di un mondo nuovo e felice, dove tutto ciò che è umano trovi eco nel cuore di Dio.

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MessaggioInviato: Mar Dic 18, 2012 11:33 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

Lunedì 10 dicembre, giorno di festa e gioia

in onore della della Beata Vergine di Loreto, Madre dolcissima di Dio e Madre nostra...


    Santa Maria, Madre del Creatore e Madre del Salvatore,
    per i meriti della Tua Immacolata Concezione:
    aiutaci ad accogliere il Figlio Tuo Gesù!


...con tutto il mio piccolo ♥
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MessaggioInviato: Mar Dic 18, 2012 11:35 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

Mercoledì 12 dicembre, giorno di festa e gioia

in onore della della Beata Vergine di Guadalupe, Madre dolcissima di Dio e Madre nostra...


    Santa Maria, Madre del Creatore e Madre del Salvatore,
    per i meriti della Tua Immacolata Concezione:
    aiutaci ad accogliere il Figlio Tuo Gesù!


...con tutto il mio piccolo ♥
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MessaggioInviato: Mar Dic 18, 2012 11:36 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

    Gesù accende la vita e la rende felice


Un Vangelo di comportamenti concreti, un ritorno al semplice quotidiano, dopo i voli sul venire di Dio per monti e burroni; un ritorno alle nostre relazioni interpersonali come strada per il venire di Dio nel mondo. Infatti il modo con cui ci rivolgiamo agli uomini raggiunge Dio. Ogni nostro gesto umano apre finestre sull'infinito. Giovanni il Battista propone tre regole.

La prima: chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto. Una regola d'oro, che da sola basterebbe a cambiare la faccia della terra: condivisione. Un piccolissimo verbo: «dare qualcosa», in cui si riassume il gesto sul quale saremo giudicati (cfr Matteo 25). La nuova legge di un altro mercato, che si può semplificare così: ciò che io ho, e tu non hai, lo condivido con te. Invece dell'accumulo, il dono; invece dello spreco la sobrietà. Perché tu vali quanto me, anzi di più. C'è tanto pane nel mondo che, a condividerlo, basterebbe per tutti. A non sprecarlo, sazierebbe la fame di tutti. La prima regola per il nostro abitare la terra: prenderci cura gli uni degli altri.

La seconda regola: non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato. Così semplice da sembrare scontata: il ritorno dell'onestà, l'insurrezione degli onesti, come salvezza della storia comune. Non esigete nulla di più: perché la cupidigia di denaro è l'idolo assoluto, l'insaziabilità è la radice di ogni corruzione: deridere le leggi, sfruttare le persone, vendersi per denaro. Giovanni conosce la strada buona: prendersi cura dell'onestà, semplicemente; ricominciare dalla legalità, con tenacia, ma a partire da me e dai miei comportamenti più minuti: onesto perfino nelle piccole cose.

La terza regola è per i soldati, per chi ha ruoli di autorità e di forza, in tutti i campi: non maltrattate e non estorcete niente a nessuno. Non approfittate del ruolo per umiliare; non abusate della vostra forza per far piangere. Sempre lo stesso principio: prima le persone, prima il rispetto: che è guardare negli occhi l'altro, alzarsi in piedi davanti a lui, sempre, come davanti a un principe. La bestemmia è mettere le cose prima delle persone.

Viene uno più forte di me e vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. È il più forte, Gesù, perché è l'unico che parla al cuore. E lo segui. È il più forte, perché è l'unico che «battezza nel fuoco», ha la forza del fuoco che trasforma le cose, che è la morte delle cose morte e la loro resurrezione, nella luce e nel calore. Gesù ha acceso milioni e milioni di vite, le ha accese e rese felici. Questo fa di lui il più forte. E il più amato.

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MessaggioInviato: Mar Dic 18, 2012 11:40 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando



domenica 16 dicembre 2012, primo giorno di novena al Santo Natale

Zaccaria: fede come fiducia ne i progetti di Dio


    Dal Vangelo di Luca. Al tempo di Erode, avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l'offerta dell'incenso. Fuori, tutta l'assemblea del popolo stava pregando nell'ora dell'incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto". Zaccaria disse all'angelo: "Come potrò mai conoscere questo? lo sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni". L'angelo gli rispose: "lo sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo".

Le prime parole che l'evangelista Luca mette in bocca all'angelo come parole che vengono dal cielo (da Dio) sono: Non temere! Questo è l'atto di fede. Non la paura di Dio, ma fidarsi di Lui e affidarsi a Lui che ha per l'uomo progetti di salvezza e non di condanna. Zaccaria non riesce a superare la logica mondana e vede solo la sua situazione di vecchiaia e quella di sua moglie sterile: in questo modo diventa difficile 'Non temere!'.
    don Natalino Pedrana

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MessaggioInviato: Mar Dic 18, 2012 11:41 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando



lunedì 17 dicembre 2012, secondo giorno di novena al Santo Natale

Elisabetta: fede come lode al Signore


    Dal Vangelo di Luca. Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto. Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: "Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini".

Nulla è impossibile al Signore che compie meraviglie e per quanti credono alla sua Parola. Credere significa riconoscere che nel Signore si compiono tutte le nostre attese e i nostri desideri più profondi; credere vuoi dire liberarsi dal timore e dalla vergogna e saper esultare e benedire il suo nome per quanto Egli ha fatto e fa ogni giorno.
    don Natalino Pedrana

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MessaggioInviato: Mar Dic 18, 2012 11:41 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando



martedì 18 dicembre 2012, terzo giorno di novena al Santo Natale

Giovanni Battista: fede come testimonianza dell'incontro con Gesù


    Dal Vangelo di Giovanni. Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: "Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me", lo non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele". Giovanni testimoniò dicendo: "Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. lo non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spinto, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio".

Nel Vangelo di Giovanni il Battista è la figura tipica del 'testimone', cioè colui che avendo incontrato il Signore lo indica agli altri non come un personaggio qualsiasi, ma come colui che sa rispondere alle nostre attese. I suoi discepoli, così, diventano discepoli di Gesù e 'stanno con Lui'. Nelle nostre comunità abbiamo bisogno di testimoni adulti per poter incontrare il Signore; a nostra volta dobbiamo saper 'indicare' ad altri, con la nostra vita, chi ci ha aiutato a trovare senso per la nostra esistenza.
    don Natalino Pedrana

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MessaggioInviato: Mer Dic 19, 2012 3:23 pm    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando



mercoledì 19 dicembre 2012, quarto giorno di novena al Santo Natale

Giuseppe: fede come silenzio di fronte al mistero di Dio


    Dal Vangelo di Matteo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.

Nel Vangelo di Matteo la figura di Giuseppe, così importante nella vicenda di Gesù, non dice una parola. É un altro modo per interpretare l'esperienza della fede. Il silenzio non di chi non ha nulla da dire, ma di chi ha inteso che di fronte al mistero di Dio, al mistero della fede, l'atteggiamento del silenzio come ascolto, come desiderio di comprendere a fondo, come modo per far spazio a Lui, alla sua Parola, alla sua volontà, diventa l'unico atteggiamento comprensibile.
    don Natalino Pedrana

        Santa Maria, Madre del Creatore e Madre del Salvatore: aiutaci ad accogliere il Figlio Tuo Gesù!

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MessaggioInviato: Gio Dic 20, 2012 4:41 pm    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando



giovedì 20 dicembre 2012, quinto giorno di novena al Santo Natale

Maria: fede come ascolto e compimento della Parola


    Dal Vangelo di Luca. Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galileo, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te". A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Allora Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola". E l'angelo si allontanò da lei.

A Giuseppe fa eco l'atteggiamento di Maria che conclude il suo incontro con l'arcangelo Gabriele con le parole: "Avvenga a me secondo la tua Parola". É una traduzione pratica di quell'ascolto che da sempre Dio ha chiesto al suo popolo; è un modo per manifestare che la Parola raggiunge il suo compimento quando diventa vita nell'esistenza di chi l'ha ascoltata. Per Maria questa fede come ascolto si manifesta nel generare quella parola che è diventata carne attraverso la sua fede.
    don Natalino Pedrana

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MessaggioInviato: Gio Dic 20, 2012 4:42 pm    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando



venerdì 21 dicembre 2012, sesto giorno di novena al Santo Natale

Simeone: fede come desiderio di vedere il salvatore


    Dal Vangelo di Luca. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra le braccio e benedisse Dio, dicendo: "Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli:luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele". Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinchè siano svelati i pensieri di molti cuori".

É singolare questo personaggio perché ci fa conoscere quanto gli stesse a cuore poter incontrare il Messia prima di morire. A volte la fede è un desiderio profondo di Dio anche in mezzo alle difficoltà che sembrano negarlo e nasconderlo. Alla fine un simile desiderio coltivato e approfondito sarà certamente esaudito: il Signore non può lasciare senza risposta i suoi servi fedeli.
    don Natalino Pedrana

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MessaggioInviato: Ven Dic 21, 2012 2:56 pm    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando



sabato 21 dicembre 2012, settimo giorno di novena al Santo Natale

I Magi: fede come gioia di camminare verso la luce Maria: fede come ascolto e compimento della Parola


    Dal Vangelo di Matteo. Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: "Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo". All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele". Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: "Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo". Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

Anche i Magi fanno parte di quella schiera di personaggi che cercano il Signore con serietà. Per loro è ancora più importante perché non fanno parte del Popolo di Dio, quindi non conoscono le Scritture (di cui avranno bisogno, alla fine per poter riconoscer e adorare il Signore) e perché la loro fede si manifesta come un lungo cammino alla ricerca di una luce che possa illuminare gli occhi della loro mente. Gesù è la stella luminosa che indica loro il cammino della vita.
    don Natalino Pedrana

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MessaggioInviato: Ven Dic 21, 2012 3:00 pm    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

    Natale, l'uomo ha Dio nel sangue


Nell'ultimo tratto di strada verso Natale ci fa da guida santa Maria, una ragazza gravida di Dio, incinta di luce. Maria si mise in viaggio in fretta. L'amore ha sempre fretta. È sempre in ritardo sulla fame di abbracci. Va leggera, portata dal futuro che è in lei, e insieme pesante di vita nuova. Quel peso che mette le ali e fa nascere il canto. Una giovane donna aperta, che emana libertà e giovinezza. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. E l'anziana, anche lei colma di una vita impensabile, è riempita di Spirito, perché Maria porta Dio con sé e contagia d'assoluto chiunque incontra: benedetta tu fra le donne, che sono tutte benedette.

E dove Dio giunge, c'è un sussulto del cuore, come per il piccolo Giovanni; dove Dio giunge scende una benedizione, che è una forza di vita che dilaga dall'alto, che produce crescita d'umano e moltiplicazione di vita, in tutte le sue forme. Come in Genesi: Dio li benedisse dicendo «crescete e moltiplicatevi».

Due donne sono i primi profeti del nuovo testamento, e le immagino «a braccia aperte,/ inizio di un cerchio / che un amore più vasto / compirà» (M. Guidacci). Allora Maria canta: magnifica l'anima mia il Signore. Che mi piace tradurre così: cerco nel cuore le più belle parole per il mio Dio. Le più belle che so, le migliori che ho. L'anima danza per il mio amato. E poi coinvolge poveri e ricchi, potenti e umili, sazi e affamati di vita, nel «più grande canto rivoluzionario d'avvento» (Bonhoeffer).

Mi stupisce che in Maria, nella prima dei credenti, la visita di Dio abbia l'effetto di una musica, di una lieta energia. Mentre noi istintivamente sentiamo la prossimità di Dio come un dito puntato, come un esame da superare, Maria sente Dio venire come un tuffo al cuore, come un passo di danza a due, una stanchezza finita per sempre, un vento che fa fremere la vela della vita. M'incanta che la presenza di Dio produca poi l'effetto di una forza di vita e di giustizia dirompente, che scardina la storia, che investe il mondo dei ricchi e lo capovolge (le loro mani sono vuote, stringono aria); investe la storia dei potenti e li rende uguali a tutti gli altri, senza troni, ritornati in sé, finalmente. Questo è il Vangelo che, raccontando la visita di Maria ad Elisabetta, racconta anche che tutte le nostre visite, fatte o accolte, hanno il passo di Dio. Ognuno portatore di Dio, perché Dio cerca madri per incarnarsi ancora.

Il Natale è certezza e memoria che c'è della santità in ogni carne, che ogni corpo è una finestra di cielo, che l'uomo ha Dio nel sangue; che dentro il battito umile e testardo del suo cuore batte un altro cuore, e non si spegnerà più.

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miriam bolfissimo



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MessaggioInviato: Ven Dic 21, 2012 3:02 pm    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando



domenica 23 dicembre 2012, ottavo giorno di novena al Santo Natale

Erode: fede come autentica ricerca di Dio


    Dal Vangelo di Luca. Udito ciò, Piloto domandò se quell'uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l'autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch'egli a Gerusalemme. Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell'accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insulto, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Filato. In quel giorno Erode e Filato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.

Matteo, ieri, nell'episodio dei Magi, ci ha presentato Erode il Grande. Oggi abbiamo ascoltato il brano di Luca, in cui è descritto l'atteggiamento di Erode Antipa, figlio di Erode il Grande, e suo successore al trono. Entrambi i re hanno un segreto desiderio di incontrare il Signore, ma con motivazioni non adeguate. Lo vediamo nel racconto dei Magi e anche in questo episodio dove appare ancor più chiaro che il desiderio di vedere Gesù è per burlarsi di Lui, per toglierlo di mezzo. Questo fatto ci deve mettere in guardia: non tutte le ricerche di Dio sono autentiche! C'è ricerca e ricerca. Diventa importante chiederci qual è la ragione della nostra ricerca di Dio, del nostro voler incontrare il Signore in questo Natale.
    don Natalino Pedrana

        Santa Maria, Madre del Creatore e Madre del Salvatore: aiutaci ad accogliere il Figlio Tuo Gesù!

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miriam bolfissimo



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MessaggioInviato: Ven Dic 21, 2012 3:06 pm    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando



lunedì 24 dicembre 2012, nono giorno di novena al Santo Natale

I Pastori: fede come annuncio di quanto sperimentato


    Dal Vangelo di Luca. C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l'angelo disse loro: "Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia". E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama". Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l'un l'altro: "Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia.

Anche i pastori nel racconto di Le diventano modelli di testimonianza. Per loro 'il bambino adagiato nella mangiatoia' era la più bella notizia che sentivano di dover annunciare a tutti, e con grande gioia, presentandola come gli angeli avevano fatto con loro. E riescono nel loro annuncio, ' perché tutti si stupiscono e sono travolti dal loro entusiasmo. Chissà come noi comunichiamo la gioia del nostro Natale.
    don Natalino Pedrana

        Santa Maria, Madre del Creatore e Madre del Salvatore: aiutaci ad accogliere il Figlio Tuo Gesù!

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miriam bolfissimo



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MessaggioInviato: Lun Dic 24, 2012 11:50 am    Oggetto: Riflessi di lago, specchio di un'anima ... 2012 Rispondi citando

Miei carissimi tutti, pace e bene! con tutto il mio piccolo cuore, caldi auguri di un Santo Natale del Signore che viene: che il Santo Bambino possa trovare nei nostri cuori una dimora umile e semplice come il grembo della Mamma Celeste, come la mangiatoia di Betlemme...



Unabbraccissimoauguriosissimo, miriam bolfissimo
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