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INNAMORATI DELLA MADONNA DEL SASSOLINO E DEL CUORE DI GESÚ: GOCCE DI LUCE.

 
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Cari amici, vi invitiamo a recitare il Santo Rosario, in formato mp3, con il nostro caro Giammarco qui www. innamoratidimaria.it
Vi comunichiamo che è online il sito ufficiale "Gocce di luce: Gesù parla ad un'animawww.goccediluce.org e che il libro è in ristampa.
Per le richieste di preghiere scrivete a Miriam info@innamoratidellamadonna.it: un caro saluto da tutto lo Staff e grazie della vostra visita.

VORREI FARE DI QUESTO MESSAGGIO UNA PREGHIERA UNIVERSALE clikka qui anche tu che in questo momento mi stai leggendo e in cuor tuo ha qualcosa da dire. GRAZIE

Benedizione agli amici del FORUM: Per intercessione del Cuore Immacolato di Maria vi benedica Dio Onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo Amen. Don Armando Maria
Catechesi di Don Armando Maria / Anno 2010/11
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GOCCE DI LUCE



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MessaggioInviato: Sab Feb 05, 2011 11:49 pm    Oggetto: Catechesi di Don Armando Maria / Anno 2010/11 Rispondi citando

        Domenica 11 Aprile 2010


      Oggi è festa della divina Misericordia


GESU’ MISERICORDIOSO
(dal Diario di Santa Suor Faustina Kowalska)



L’Immagine di Gesù Misericordioso riproduce la visione che Santa Suor Faustina ha avuto a Plock (Polonia) il 22 febbraio 1931. L’Immagine rappresenta Gesù Risorto con i segni della crocifissione nelle mani e nei piedi. Dal Cuore trafitto, non visibile nel quadro, escono due raggi. Gesù, sul significato dei raggi, ha dato la seguente spiegazione: “Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue, che è la vita della anime… Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della mia Misericordia quando, sulla croce, il mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia”. In altre parole, questi due raggi rappresentano sia i Sacramenti che la Chiesa, nata dal Cuore trafitto di Gesù Cristo, come pure i doni dello Spirito Santo il cui simbolo biblico è proprio l’acqua. E Gesù dice a Santa Suor Faustina: “Beato Colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio”.
L’Immagine quindi raffigura la grande Misericordia di Dio che è stata rivelata nel Mistero pasquale di Cristo e che si attua pienamente nella Chiesa tramite i Sacramenti. Essa ha il ruolo di un recipiente dal quale si attingono le grazie ed è un segno santo che ricorda ai fedeli la necessità di avere sempre fiducia in Dio e misericordia verso il prossimo. L’immagine stessa, dice Gesù: “deve ricordare le esigenze della Mia misericordia, poiché anche la fede più forte non serve a nulla senza le opere”. Il culto di questa Immagine consiste nella preghiera fiduciosa unita alle opere di misericordia corporali e spirituali.
Dice il Signore: “Porgo agli uomini il recipiente col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia. Il recipiente è quest’Immagine con la scritta: ‘Gesù, confido in Te!’ Attraverso questa Immagine concederò molte grazie alle anime, perciò ogni anima deve poter accedere ad essa. Prometto che l’anima, che venererà quest’Immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell’ora della morte, la vittoria sui nemici (cioè i demoni tentatori). Io stesso la difenderò come mia gloria. …Le fiamme della Misericordia mi bruciano, desidero riversarle sulle anime degli uomini. Oh, che dolore mi procurano quando non vogliono accettarle!”.
“Dì all’umanità sofferente che si stringa al mio Cuore Misericordioso e Io la colmerò di pace. L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà con fiducia alla mia Misericordia. Figlia mia, parla al mondo della mia Misericordia. Che conosca tutta l’umanità la mia insondabile Misericordia. Questo è un segno per gli ultimi tempi, dopo i quali arriverà il giorno della giustizia. Fintanto che c’è tempo ricorrano alla sorgente della mia Misericordia, approfittino del Sangue ed Acqua scaturiti per loro. Prima che Io venga come Giudice giusto, spalanco la porta della mia Misericordia. Chi non vuole passare attraverso la porta della Misericordia, deve passare attraverso la porta della mia Giustizia”.
“Le anime che diffondono il culto della Mia Misericordia le proteggo per tutta la via come una tenera madre protegge il suo bimbo ancora lattante, e nell’ora della morte non sarò per loro Giudice, ma salvatore Misericordioso. …Tutte le anime che adoreranno la mia Misericordia e ne diffonderanno il culto, esortando altre anime alla fiducia nella mia Misericordia, queste anime, nell’ora della morte, non avranno paura. La mia Misericordia le proteggerà in quell’ultima lotta”.

LA FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA

Così ha detto Gesù a Santa Suor Faustina: “Voglio che l’Immagine venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia. Desidero che la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della mia Misericordia. L’anima che si accosta alla confessione ed alla Santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessun’ anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. La festa della mia Misericordia è uscita dalle mie viscere a conforto del mondo intero ed è confermata nell’abisso delle Mie grazie”. La festa, che ricorre la prima domenica dopo Pasqua, deve essere preceduta da una novena, (cominciando dal Venerdì Santo. Nel “Diario” di Suo Faustina è riportata anche una Novena che il Signore le ha dettato.

IL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE, LA CONFESSIONE

Così diceva Gesù alla Santa: “Quando ti accosti alla santa confessione, a questa sorgente della mia Misericordia, scendono sempre sulla tua anima il mio Sangue ed Acqua, che uscirono dal mio Cuore e nobilitano la tua anima. Ogni volta che vai alla santa confessione immergiti tutta nella mia Misericordia con grande fiducia, in modo che Io possa versare sulla tua anima l’abbondanza delle mie grazie. Quando vai alla confessione sappi che Io steso ti aspetto in confessionale. Mi copro soltanto dietro il sacerdote, ma sono Io che opero nell’anima. Lì la miseria dell’anima s’incontra col Dio della Misericordia… Lì avvengono i più grandi miracoli che si ripetono continuamente; basta mettersi con fede ai piedi di un Mio rappresentante e confessargli la propria miseria ed il miracolo della Divina Misericordia si manifesterà in tutta la sua pienezza. Anche se un’anima fosse in decomposizione come un cadavere ed umanamente non ci fosse alcuna possibilità di risurrezione e tutto fosse perduto, non sarebbe così per Dio: un miracolo della Divina Misericordia risusciterà quest’anima in tutta la sua pienezza. Infelici coloro che non approfittano di questo miracolo della Divina Misericordia! Lo invocherete invano, quando sarà troppo tardi”.

LA CORONCINA DELLA DIVINA MISERICORDIA
E’ stata dettata da Gesù a Suor Faustina a Vilnius nel 1935. “Figlia mia, esorta le anime a recitare la coroncina che ti ho dato. Per la recita di questa coroncina mi piace concedere tutto ciò che mi chiederanno (sempre se questo sia conforme alla sua divina Volontà). Se la reciteranno peccatori incalliti, colmerò di pace la loro anima. …La mia Misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell’ora della morte le anime che la reciteranno”.
“Ogni volta che senti l’orologio battere le tre (l’ora in cui è spirato Gesù in Croce), ricordati di immergerti tutta nella mia Misericordia, adorandola ed esaltandola; invoca la sua onnipotenza per il mondo intero e specialmente per i poveri peccatori, poiché fu in quell’ora che venne spalancata per ogni anima.. E’ un’ora di grande misericordia per il mondo intero”.
La Coroncina della Divina Misericordia si recita, (possibilmente ogni giorno) usando la corona del Rosario, o contando con le dita. Si inizia recitando con calma il Padre nostro e l’Ave Maria. Poi si dice il Credo: “Credo in Dio Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da maria vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
Poi sui grani del Padre nostro si recitano le parole seguenti: “Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero”. Sui grani dell’ Ave Maria si recitano le parole seguenti: “Per la sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero”. La si può dire anche in suffragio del cari defunti e vicino ad un moribondo.
Alla fine si ripe per tre volte: “Dio Santo, Santo Forte, Santo immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero”.
Si conclude con questa invocazione: “O Sangue ed Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù
come sorgente di misericordia per noi, confido in Te!”. “Gesù, confido in Te”. “O Maria, Madre di Gesù e Madre mia, a Te consacro e affido l’anima mia! Ave Maria…”.

(Centro ‘Divina Misericordia’ - Chiesa di Santo Spirito in Sassia – a sinistra di Via Conciliazione – Via dei Penitenzieri, 12 – 00193 Roma




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MessaggioInviato: Sab Feb 05, 2011 11:59 pm    Oggetto: La Pentecoste Santa: festa dello Spirito Santo Rispondi citando


      La Pentecoste Santa: festa dello Spirito Santo


Sian lodati Gesù e Maria! Cinquanta giorni dopo Pasqua in Israele si celebrava, (e si celebra ancora) l’Alleanza tra Dio e il suo popolo, e si faceva memoria di quando Mosè salì sul Sinai verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte per consegnargli la Legge: I Comandamenti di Dio. E il popolo si impegnò con Dio, ripetendo a tutta voce: “Quanto il Signore ha detto noi lo faremo… E vi furono tuoni e lampi, e una nube densa sul monte e un suono fortissimo di corno… Il monte Sinai era tutto fumante perché su esso era disceso il Signore nel fuoco, e ne saliva il fumo come fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto…
San Luca, negli Atti degli Apostoli, oggi ci racconta ciò che avvenne a Gerusalemme il giorno della Pentecoste, cinquanta giorni dopo la Pasqua di Risurrezione: …”Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano Maria e gli Apostoli, riuniti in preghiera e in comunione fraterna (la primissima Chiesa!). Apparvero loro lingue come di fuoco che si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue… A quel rumore la folla si radunò e rimase turbata perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua nativa: Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia… e romani. Era rappresentato insomma il mondo intero!
Lo Spirito di Dio, lo Spirito Santo, era disceso sulla terra. L’aveva mandato Gesù dal Cielo. Egli era morto in Croce proprio per questo, affinché ogni uomo fosse salvo, vivendo l’Alleanza d’amore con Dio. L’Alleanza con Dio, la salvezza, non era destinata solo per il suo popolo d’Israele, ma era stata allargata a tutta l’umanità perché Gesù è morto in Croce per tutti, ed è risorto, più vivo di prima, per dare a tutti la speranza e Risurrezione, e la Vita eterna.
E la Vita eterna è vivere l’Alleanza d’Amore, vivere cioè in Grazia di Dio, come immersi nel Cuore dello Spirito Santo, che dona amore (già adesso!), dona vita, vita di gioia piena e crescente, dona sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, temperanza, purezza, tenerezza, misericordia, pace…
Oggi Gesù nel Vangelo ci ricorda questa Alleanza, nuova ed eterna, dicendoci. “Se mi amate osserverete i miei Comandamenti, e Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Paraclito… Se uno mi ama,osserverà la mia Parola e il Padre mio lo amerà e Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. Dunque, chi osserva la Legge dell’Amore, che sono i 10 Comandamento di Dio e si sforza a mettere in pratica il Santo Vangelo, diventa un piccolo santuario di Dio sulla terra e poi anche in Cielo, per sempre, diventa come Maria, la tutta Santa, Colei che ha vissuto, e in pieno, l’Alleanza con il suo Signore.
Gesù, quando mori per noi sulla Croce, spirando, effuse su tutta l’umanità il suo Santo Spirito. Egli poco prima aveva detto a sua Madre: “Donna, ecco tuo figlio! Figlio, ecco la tua Madre!”. E il discepolo la prese nella sua casa, nella sua vita, nel suo cuore. I discepolo è l’Apostolo Giovanni, che sul Calvario rappresentava la Chiesa, tutti noi. E Maria è Madre di Cristo e della Chiesa, è Madre nostra. La Chiesa somiglia in tutto a quella di Gerusalemme, alla piccola Chiesa della Pentecoste. Essa è Santa perché vive l’Alleanza con Dio; e beato chi sente di avere Dio come Padre e Maria come Madre! E’ un cristiano realizzato in pieno perché si sente amato come figlio, come figlia. Sulla Croce, spirando, Gesù ci ha donato il suo Sangue prezioso, la sua Vita divina, il suo Santo Spirito, e la sua Mamma… Tutto! Solo un Dio può amarci così, nella totalità del dono! Grazie, Gesù! Grazie, Padre! Grazie, Madre! Grazie, Spirito Santo!
E come si fa per attirare a noi lo Spirito Santo? Prima di tutto è necessario essere umili, molto umili… E poi fare una bella confessione sacramentale con la quale viene rinnovata in noi la Grazia battesimale, fare sempre bene la Santa Comunione eucaristica, amare la Parola di Dio per metterla bene in pratica ogni giorno, mettere Dio al primo posto, allontanarsi dalle mondanità e non perder tempo con la televisione, perdonare i nemici, e pregare per loro, dire bene il Santo Rosario tutti i giorni, digiunare, aver pazienza con tutti e anche con se stessi… E… essere assai devoti della Madonna; infatti San Luigi Maria da Monfort, scrive: “Ami la Madonna? Hai lo Spirito Santo. Ami molto la Madonna? Hai molto Spirito Santo”.
Vieni, Spirito Santo, vieni per mezzo della potente intercessione del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria tua Sposa amatissima! Padre, nel nome di Gesù, mandaci lo Spirito Santo! Pace e gioia!


Ultima modifica di GOCCE DI LUCE il Dom Feb 06, 2011 7:26 am, modificato 2 volte in totale
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GOCCE DI LUCE



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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:03 am    Oggetto: Lodiamo la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo Rispondi citando

      Lodiamo la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo


Ave Maria! Ricordo che quando ero bambino mamma è papà, tutti gli anni, andavano in pellegrinaggio alla Santissima Trinità, in un santuario sui monti che si trova sopra Vallepietra, vicino a Subiaco. Spesso mi ci portavano anche me. E poi ci sono andato anche da sacerdote e, più volte, ho avuto la grazia di celebrare l’Eucaristia lassù con tanti pellegrini, che cantavano, e cantano ancora: “Viva, viva sempre viva quelle Tre Person divine, quelle Tre Person divine, la Santissima Trinità!”. Una fede semplice ma piena di pace, che mi è rimasta stampata dentro l’anima. Noi siamo nati perché creati dalla Santissima Trinità; siamo stati battezzati nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo; veniamo ancora assolti dai nostri peccati nel Nome della Santissima Trinità. La Trinità Santissima è il nostro Dio, ed è Amore eterno, Amore increato, Amore onnipotente, Amore meraviglioso, Unico!… Egli è Luce, è Sapienza, è Fuoco d’Amore infinito, è tenerezza, è purezza, è perfezione assoluta, è Misericordia ed ha compassione per i suoi figli fragili come noi… Il Padre da sempre ama il Figlio e Lo genera, e dal Loro reciproco ed eterno Amore spira lo Spirito Santo, che è l’Amore del Padre e del Figlio… E’ un mistero grande, incomprensibile a mente umana. Ci provò un giorno San Agostino a volersi addentrare in questo Mistero d’ infinito Amore, mentre passeggiava, meditabondo, sulla riva del mare. E alzando il capo vide un bimbo che si affaticava a riempire, con l’acqua del mare, una buca scavata là nella sabbia… “Ma che fai, bimbo?”…”Faccio quello che stai facendo tu che vuoi mettere il Mistero di Dio tutto nella tua mente, come io vorrei mettere tutta l’acqua del mare in questa piccola buca…”. Agostino capi!... O Mistero immenso, Mistero incomprensibile nel quale gli angeli, notte e giorno si addentrano, desiderosi, con lo sguardo. E non basterà, non ci basterà, l’eternità intera per conoscerlo fino in fondo: Mistero d’eterno Amore, d’Amore infinito!!!… E’ il Mistero del Dio d’Amore.
Ecco perché il Verbo di Dio, il Figlio del Padre si è fatto Uomo in Maria Vergine. Egli, Gesù di Nazareth, è venuto a parlarci del Mistero di Dio Trinità, un Mistero mai conosciuto prima di allora. E alla fine Egli ci ha detto, come leggiamo appunto nel Vangelo di oggi: “Molte cose ho ancora da dirvi ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà Lui, lo Spirito di Verità, vi guiderà a tutta la Verità, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà”.
E per questo la Chiesa, sempre guidata dallo Spirito Santo, nel corso dei secoli, ha formulato il Credo cattolico, il credo battesimale, come amiamo ripetere ogni domenica nella Santa Messa: “Credo in Dio Padre Onnipotente. Creatore del cielo e della terra… e in Gesù Cristo, suo Figlio e nostro Signore… Credo nello Spirito Santo che è i Signore e dà la vita…”.
Amiamo, lodiamo, adoriamo la Santissima Trinità che è il nostro Dio. Tutta la nostra vita sia una lode perenne al suo Santo Nome! …Sia lode al Padre e al Figlio, sia lode alo Spirito Santo! Sia lode in eterno, in eterno sia gloria al suo Nome!...
La Trinità Santissima vive dentro di noi in modo misterioso, ma realmente. Infatti Gesù dice nel Vangelo: “Verremo in lui e prenderemo dimora presso di Lui”: Chi vive in grazia di Dio, vive tutto immerso nella divina e santa Trinità d’Amore, proprio come i pesci nell’acqua del mare. Infatti “In Lui viviamo, in Lui ci muoviamo, e siamo”.
Senza la fede e senza l’amore di Dio la vita è come senza respiro, è senza vita, senza libertà, senza pace. Noi siamo il tempio vivo di Dio Amore e perciò, nel silenzio, amiamo a adoriamo”in spirito e verità”. E ogni volta che ci facciamo il segno della santa Croce, alla mattina, alla sera, prima dei pasti, prima del lavoro, mettendoci in viaggio…, noi facciamo memoria della Santissima Trinità. E “Colei che è nella Trinità Santissima”, Maria, ci faccia dono di un grande amore alle Tre persone divine, come lo ha avuto Lei e come in eterno ora lo vive. A Lourdes la prima cosa che Ella insegnò a santa Bernardetta fu a fare bene, con calma, e con amore il segno della Croce: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen! Pace e gioia!


Ultima modifica di GOCCE DI LUCE il Dom Feb 06, 2011 7:29 am, modificato 2 volte in totale
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GOCCE DI LUCE



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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:06 am    Oggetto: LA FESTA DEL CORPUS DOMINI Rispondi citando

      LA FESTA DEL CORPUS DOMINI


Ave Maria! La festa del Corpus Domini è stata istituita dalla Chiesa nel secolo XIII per contrastare il pericolo delle eresie che negavano la presenza reale di Gesù Cristo nel Pane Eucaristico. Risale anche a quel tempo il Miracolo Eucaristico di Bolsena, quando durante la celebrazione eucaristica di un prete, che era sempre tormentato da dubbi sulla presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, dal calice fuoriuscì Sangue vivo. Il Sangue di Cristo imporporò il corporale e la tovaglia dell’altare. Il Papa che allora si trovava, di passaggio, ad Orvieto, diede ordine che il sacro corporale insanguinato dal Sangue prezioso di Cristo, venisse portato processionalmente là ad Orvieto. E così avvenne, Il Papa stesso, con il suo seguito di vescovi e cardinali, volle andare incontro alla solenne processione. Oggi là ad Orvieto, spicca il bel Duomo, che è proprio bello. Venne costruito a perpetua memoria del miracolo Eucaristico. Ma si deve dire che ogni Celebrazione Eucaristica è un miracolo, anche se non si vede il Sangue di Cristo traboccare dal calice, come a Bolsena. Non vediamo traboccare il Sangue di Cristo dal calice ma dobbiamo far traboccare la fede e l’amore verso questo grande Sacramento Ogni giorno si rinnova nelle nostre chiese anche se non vediamo nulla visibilmente, il miracolo della Transustanziazione. Per opera dello Spirito Santo la sostanza del pace diventa la Sostanza della Carne di Cristo, e la sostanza del vino diventa la Sostanza del Sangue di Cristo, come appunto la Chiesa ci insegna, da sempre. E’ un miracolo che si rinnova ogni giorno sui nostri altari.
Il racconto dell’ultima Cena, nella prima lettura della festa del Corpus Domini, è il primo che abbiamo. Ce lo ha tramandato San Paolo, che ha scritto ancora prima delle stesura dei Santi Vangeli.. Sono le parole che ogni sacerdote pronuncia durante la Celebrazione Eucaristica. Sono le stesse parole che San Paolo pronunciava, e come lui tutti gli Apostoli, durante la Consacrazione Eucaristica per le prime Comunità cristiane di Gerusalemme e dintorni. Sono le stesse parole (“Ipsissima verba”) consacratorie che Gesù pronunciò solennemente la sera del Giovedì santo quando, celebrando la cena pasquale volle istituire per noi la Santa Eucaristia per la Nuova ed Eterna Alleanza. Sono le stesse che ascoltiamo, in ginocchio, al momento della Consacrazione ogni domenica alla Messa: “ Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò è disse: “Questo è il mio Corpo, che è per voi; fate questo in memoria di Me”. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio Sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di Me” Ogni volta infatti che mangiate questo Pane e bevete al Calice, voi annunciate la morte del Signore, finché Egli venga”(Cor 11,23.26).
E’ con queste parole, ricche di mistero, e ripiene dell’amore eterno di un Dio si che è fatto uno di noi, e che ancora oggi si lascia “spezzare” per ognuno di noi e si lascia mangiare da tutti gli affamati di Dio. E’ dunque tramite queste parole divine, sante, che lo Spirito Santo discende nel nostro pane e nel vino: il pane diventa il Corpo di Cristo, e il vino diventa il Sangue di Cristo, fisicamente, sacramentalmente, misteriosamente. ma realmente.
“Ave, vero Corpo, nato da Maria Vergine!”. E’ così che, da allora, la Chiesa canta la sua fede, e adora la presenza reale di Gesù nell’Ostia santa. Quell’Ostia divina è frutto del seno di Maria: è Gesù vivo! E beato chi si nutre con fede e in grazia di Dio di questo frutto sacrosanto…diventa davvero figlio di Dio, come Gesù.
E perché Gesù volle fare la moltiplicazione dei pani, come rilegge nel vangelo di oggi? La fece per preparare la gente, affamata fisicamente, ad accogliere l'annuncio del discorso eucaristico che l’Evangelista San Giovanni ci riporta nel capitolo VI del suo vangelo. Infatti come il nostro corpo ha bisogno di pane e companatico per vivere, cosi anche l’anima a bisogno di nutrimento, altrimenti, denutrita, deperisce e muore. E il nostro Nutrimento spirituale è Gesù vivente nella sua Parola e nel Pane Eucaristico: ”…Chi mangia la mia Carne e ben il mio sangue ha in sé la vita eterna. Io sono il pane vivo disceso dal Cielo. Chi mangia di Me vivrà per Me. La mia Carne è vero cibo e il mio Sangue è vera bevanda… Chi mangia la mia carne e bene il mio Sangue rimane in Me e Io in lui e lo risorgerò nell’ultimo giorno”. Chi si nutre dell’Eucaristia si nutre di immortalità, di vita divina, di vita eterna, alleluia!”. Ave, o vero Corpo, nato da Maria Vergine! Ti adoro ogni momento, o vivo Pan del Cielo, Gran Sacramento!


Ultima modifica di GOCCE DI LUCE il Dom Feb 06, 2011 7:30 am, modificato 1 volta in totale
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GOCCE DI LUCE



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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:10 am    Oggetto: DOMENICA XIC Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato Rispondi citando

      DOMENICA XI C

      Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato


Ave Maria|

Ogni volta che cadiamo i un peccato, piccolo o grande che sia, ci sentiamo sporchi e come additati dal dito della nostra coscienza; e, se essa è davvero retta, è luce della verità di Dio che veglia sul nostro cammino, come fa il Buon Pastore con le sue pecorelle.
Il Santo re Davide peccò, e assai gravemente,,,, (anche i Santi peccano, e chi può dirsi giusto davanti a Dio?). Ed ecco che arriva il profeta Natan e lo addita, senza mezzi termini, in nome di Dio: “Perché hai disprezzato la Parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? …Tu hai colpito di spada Urìa l’ittita!”. E’ vero…, si, è proprio vero!”. E’ ritornata finalmente la luce di Dio, dopo la tenebra del tentatore. Il Santo Re Davide, è debole, è fragile, ma è anche altrettanto sincero nella sua coscienza davanti al suo Signore: egli è umile e il suo cuore è buono e sincero. E per questo sa riconoscere, in tutta verità, il male che aveva commesso. Basta questo per ottenere la Misericordia di Dio e la sua salvezza: “Il Signore ha rimesso il tuo peccato: tu non morirai!”. E’ l’assoluzione, è la manifestazione dell’Amore del Padre e della sua divina Misericordia verso la creatura che sbaglia. Infatti per chi è solo creatura è facile, direi: è normale sbagliare, e Dio lo sa perché conosce assai bene la nostra debolezza e fragilità umana.
Nel Vangelo di oggi poi ascoltiamo che “una donna, una peccatrice di quella città”, saputo che Gesù si trovava nella casa del fariseo(il perfettino!), prese con sé un vaso di profumo, entrò nella casa, si inginocchiò presso i piedi di Gesù e, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, e li asciugava con i suoi capelli, e li baciava e li cospargeva di olio profumato … Uno scandalo! Sì. È uno scandalo d’amore che ci sconvolge e ci mette anche in crisi perché noi non siamo così capaci di tanto pentimento, di tanta fede, di tanto amore fino a perdere la faccia per il Signore. In quella casa, con la presenza di Gesù, la cena si trasforma in una festa d’amore per una figlia, che era perduta e che è stata finalmente ritrovata. E’ una gioia d’amore, celebrata con tanti invitati ad ammirare la grandezza, la meraviglia dell’Amore misericordioso di Dio verso chi pecca e poi si pente. E c’erano i Dodici Apostoli, tra gli invitati, e alcune donne che erano state guarite da spirito cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalle quale erano usciti sette demòni, Giovanna, Susanna e molte altre… Erano persone come noi, e assai debitrici, come noi, verso il Signore.
Gesù è Colui che ci condona tutto e ci invita alla festa, ci invita al confessionale e poi all’altare per celebrare la sua Risurrezione da morte, e quella della nostra anima. E’ una festa che non finisce mai e cresce, cresce sempre più dentro di noi fino al punto di essere crocifissi con Cristo, come San Paolo, fino al punto che non saremo più noi a vivere: ma Cristo vivrà in noi! Egli è lo Sposo amato, è il Buon Pastore delle anime nostre, che sempre ci attende e ci perdona. E questa nostra vita, che viviamo ora nel corpo, la viviamo nella fede in Lui, che è vero Figlio di Dio. Egli ci ha amato, ci ama, ed ha consegnato Sé stesso per noi per essere crocifisso. E questo Mistero d’amore si rinnova per noi ogni volta che ci andiamo a confessare e ogni volta che partecipiamo, in grazia di Dio, alla Santa Messa. Pace e gioia!


Ultima modifica di GOCCE DI LUCE il Dom Feb 06, 2011 7:32 am, modificato 1 volta in totale
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GOCCE DI LUCE



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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:12 am    Oggetto: "Cosa fare per ereditare la vita eterna" Rispondi citando

      DOMENICA XII C

      "Chi sono Io per te?"


Ave Maria!
L’ evangelista San Luca oggi vi presenta Gesù, che si trovava in un luogo solitario, a pregare. E Gesù, dal quel luogo solitario dipreghiera, là interpella i suoi amici, i suoi discepoli, e anche noi oggi: “Le folle, chi dicono che Io sia?”. Risponde San Pietro per tutti e anche per noi: “ Tu sei il Cristo di Dio! …Sei il Figlio del Dio vivente!”. E’ la fede di Pietro, è la fede della Chiesa e di ogni battezzato.
Ecco, oggi Gesù ci guarda, uno per uno, dentro agli occhi, e ci scruta dentro l’anima, con immenso amore, e ti dice, con il sorriso d’amore sulle labbra…:”Chi sono Io per te?...”. Gesù, Tu sei il Cristo di Dio! Tu sei il Figlio del Dio vivente! Tu sei il mio Signore, il mio Dio, il mio tutto. Tu sei l’amore dell’ anima mia, sei la mia pace. Tu sei la speranza, sei la vita eterna, sei la resurrezione. Tu sei la mia vita!”.
Ma Egli ancora oggi ci ammonisce, dicendoci che la testimonianza della nostra fede non dev’essere radicata nel trionfalismo del mondo…: “Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno”. La fede vera in Gesù Cristo e l’amore verso di lui è sempre radicato nella sua stessa esperienza di vita quaggiù: “Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno”. Questo è il cammino di Gesù Cristo sulla terra. Ed è anche il nostro cammino. Questo dev’ essere il nostro cammino di vita per poter incontrare Gesù per le vie della Palestina, che vanno tutte verso Gerusalemme, e conducono proprio verso il monte Calvario. E …saremo crocifissi con Cristo, ogni giorno, come San Pietro, come San Paolo, e Santi tutti. Ma poi risorgeremo, al terzo giorno, come Egli è risorto!
E Maria sta là, sempre sotto la Croce di Gesù e sotto la nostra croce di ogni giorno, e mai ci lascia soli!
Gesù, ancora egli ci ammonisce: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce, ogni giorno, e mi segua. Chi vuol salvare la propria vita (secondo il mondo), la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà”. Tramite la croce avremo la salvezza, tramite la Croce di Cristo e quella nostra. Egli ci invita ad essere generosi, coraggiosi, a saper spendere tutto di noi la dargli testimonianza (e magari anche fino a versare il sangue per Lui!) in un mondo che sta divenendo sempre più pagano e vuoto.
E chi Lo testimonia, andando contro corrente, certamente riconosce la signorìa di Cristo nella propria vita. Egli è il Cristo di Dio!
E… il nostro cuore arderà d’amore verso di Lui, che è “il Signore!”; e questo fuoco d’ amore vero, che arde dentro di noi divamperà all’esterno e sarà vera e nuova evangelizzazione per i fratelli, che hanno sete di Dio. Essi sono figli di Dio come noi, mediante la fede in Gesù Cristo perché sono stati battezzati, e come noi si sono rivestiti di Cristo. Ma essi hanno ora bisogno di noi e aspettano la nostra testimonianza, vera, sincera, ardente come quella di San Pietro, come quella coraggiosa del Papa.
E così sarà realizzata l’ antica profezia di Zaccaria: “Riverserò sopra la casa di Davide ( sopra la nostra casa!) e sopra gli abitanti di Gerusalemme (di Roma, di Milano, di Palermo…) uno Spirito di grazia e di consolazione. Guarderanno a Me (Cristo), Colui che hanno trafitto (con i peccati). Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, Lo piangeranno come si piange il Primogenito. In quel giorno grande sarà il lamento a Gerusalemme (dentro al nostro cuore, perla morte di Cristo causata dai nostri peccati). In quel giorno vi sarà per la casa di Davide ( che è la nostra casa) e per gli abitanti di Gerusalemme (della nostra città là dove abitiamo) una sorgente zampillante per lavare il peccato e l’impurità (Zacc 12, 10-11; 13,1)”.
Questa Parola ci inebria l’anima; e il cuore trabocca di pentimento per i peccati, che abbiamo commessi, e ci si è acceso d’amore verso Colui che abbiamo trafitto, e grida dentro di noi il nostro cuore:
“Ha sete di Te, Signore, l’anima mia!
Tu sei il mio Dio! Dall’aurora io Ti cerco.
Ha sete di Te l’anima mia, desidera Te la mia carne in terra arida, senz’acqua…
Le mie labbra canteranno la tua lode.
Così Ti benedirà per tutta la vita; nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori, con labbra gioiose Ti loderà la mia bocca. Quando penso a Te, che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A Te si stringe l’anima mia, la tua destra mi sostiene (Sal 62/63, 2,6,8,9)”.

E dalla Croce, oggi Gesù, con il suo “Sitio!”, ci attira ancora tutti a Sé e ci disseta, Lui è l’eterno assetato d’amore, del nostro amore, della nostra fede sincera, quella stessa di San Pietro.
E dalla Croce, oggi Gesù, con il suo “Sitio!”, ci attira ancora tutti a Sé e ci disseta, Lui è l’eterno assetato d’amore, del nostro amore, della nostra fede sincera, quella stessa di San Pietro e dei cristiani veri.


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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:14 am    Oggetto: Domenica XIV C "Andate! Ecco Io vi mando" Rispondi citando

      Domenica XIV C

      "Andate! Ecco Io vi mando"


Ave Maria!
“La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!”. E proprio per questo Gesù oggi ci invita a pregare, a chiedere al Padre operai per la sua messe. E poi invia anche noi, insieme ai settantadue discepoli: “Andate! Ecco Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”. Ecco, Egli ci manda in mezzo a coloro che ancora non hanno assaporato l’amore e la pace di Dio; ci manda, vestiti soltanto di umiltà, di povertà, che sia la prima testimonianza evangelica per chi ci ascolta, per chi è lontano: “Non portate borsa, né sacca, né sandali…”.
E poi Egli ci raccomanda: “In qualunque casa entriate prima dite: “Pace a questa casa! Shalom!”. Lo diremo con la voce, ma prima lo diremo con il cuore, con un cuore pieno dell’ amore di Dio e dei fratelli. Imitiamo la Regina della pace che da 29 anni discende dal Cielo a Medjugorje. Ella è portatrice di pace, missionaria della Pace per chi non ha pace. E ognuno che va là, anche solo per venerarLa, sente subito la pace che emana silenziosamente, dolcemente, dal suo Cuore di Madre amorevole. E così sia di noi quando incontriamo un fratello per parlare di Dio: nel momento stesso che ci avviciniamo a lui già, prima di parlare di Dio, egli già sente la pace che abbiamo dentro al cuore, la pace di Gesù: chi ci sta di fronte la sente. Infatti ognuno dà quello che ha dentro l’anima. E sentono che il Regno di Dio è vicino, vicinissimo, perché sente la pace di Dio che è nel tuo cuore. Questa pace, che solo Gesù Cristo può dare, la portiamo sempre con noi; infatti il Regno di Dio sta dentro di noi e lo annunciamo già ogni volta che incontriamo un fratello, preghiamo per lui e gli vogliamo bene.
E’ la testimonianza della vita che oggi soprattutto colpisce i lontani, e che li converte, oltre alla preghiera e al digiuno. Essi vedono e sentono che in noi c’è qualcosa di bello, di grande, di meraviglioso, che loro non hanno, nonostante che si buttano ogni giorno, e a capo fitto, nelle gioie di questo mondo. Essi sentono in noi la pace, quella vera: la pace di Gesù. Essa è segno sicuro della presenza il Regno di Dio, che è già qui in mezzo a noi. Per questo rallegriamoci: il Regno di Dio è dentro di noi e lo vogliamo annunciare ai fratelli, anche silenziosamente, amando, pregando!
Sì, rallegriamoci perché i nostri nomi sono scritti nei cieli, ma ricordiamoci che essi sono scritti assieme a quelli dei fratelli e sorelle che la divina Provvidenza mette ogni giorno sul nostro cammino. Infatti in Cielo non si può andare da soli.
E saremo capaci di rallegrarci e di restare gioiosi, anche quando portiamo, dentro di noi, la croce di Cristo e le sue santissime piaghe della vita di ogni giorno. Infatti Dio ama chi dona con gioia!
Esultiamo dunque nella gioia dello Spirito Santo, che vive dentro di noi:
“Rallegratevi con Gerusalemme (con Maria)! Sfavillate con Essa, tutti voi che l’amate, di gioia, tutti voi che per essa eravate in lutto. Così sarete allattati e vi sazierete al seno delle sua consolazioni; succhierete e vi delizierete al petto della sua gloria. Perché così dice il Signore: “Ecco Io farò scorrere verso di Essa, come un fiume, la pace; come un torrente in piena, la gloria delle genti. Voi sarete allattati e portati in braccio, e sulle ginocchia sarete accarezzati. Come una madre consola un figlio, così Io vi consolerò… (Is 66, 10 – 14 c)”. Saremo consolati con le dolci carezze della Mamma e di Gesù; e lo saremo assieme a tanti fratelli e sorelle che ritrovano la pace del cuore per mezzo della nostra preghiera, con la nostra presenza e testimonianza di pace.
La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli! Vi voglio bene e vi benedico nel Cuore di Gesù e di Maria. Pace e gioia!


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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:15 am    Oggetto: "Cosa fare per ereditare la vita eterna? " Rispondi citando

    Domenica XV C

    "Cosa fare per ereditare la vita eterna?


Ave Maria!
Che cosa fare per salvarmi l’anima?
“Obbedirai alla Voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi Comandamenti e i suoi decreti, scritti in questo Libro della Legge, e ti convertirai al Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima… Questa Parola è molto vicina a te: è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica (Duet 30, 10-14)”.
E qual’ è? Eccola:
“Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso”, come appunto Gesù ci ricorda nel Vangelo di oggi.
E…chi è il mio prossimo? Lo incontri ogni giorno lungo la strada, nella tua stessa casa, nell’ambiente del lavoro. Noi siamo sempre immersi tra la gente, tra il nostro prossimo, dalla mattina ala sera. Ma certo non tutti sono ridotti fisicamente come il povero malcapitato del Vangelo, tutto insanguinato e mezzo morto di percosse, o di fame. Il buon samaritano, ha compassione, e lenisce le ferite del povero che incontra per la sua strada, e non ha fretta come il sacerdote e il levita del tempo. A volte capita di incontrare chi chiede l’ elemosina, o un pezzo di pane. E chi ha un cuore compassionevole e buono si ferma, non ha fretta, e va a lui in soccorso per amore di Gesù Cristo, che ha detto:
“Quello che avete fatto ad uno solo di questi piccoli lo avrete fatto a Me… Ero affamato e mi hai dato da mangiare, ero assetato e mi hai dato da bene, ero nudo e mi hai vestito, ammalato e siete venuti a trovarmi …”. E tutto si fa per amore di Gesù Cristo, per amore della sua stessa Persona; allora l’azione buona diventa assai meritoria perché diventa Carità, che è la più alta virtù.
E ricordiamoci che, oltre alle opere di misericordia corporali, esistono anche le opere di misericordia spirituali. E dalle nostre parti oggi è urgente metterle tutte in atto. Il nostro mondo opulento infatti è ben ingrassato materialmente, e anche assai ben curato fisicamente, ma spiritualmente il popolo langue, resta affamato e assetato intorno a noi.
Il peccato ha rovinato mezzo mondo e allora urge ricorrere ai ripari, da buoni samaritani, e ognuno è chiamato a fare meglio che può senza tirarsi indietro. Chi vive nel peccato ha l’inferno dentro l’anima ed è in pericolo di dannarsi per sempre… e chi lo va ad aiutare per farlo risuscitare, e dargli pace? E’ grande carità preoccuparsi della salvezza delle anime perché i corpi torneranno alla terra, ma le anime vivono per sempre.
Qualcuno dirà: “Ma io che cosa posso fare per aiutare le anime a convertirsi, dato non so parlare bene e non ho fatto corsi di teologia…?”. Per aiutere le anime non servono tante parole e nemmeno i corsi di teologia, ma la testimonianza di una vita santa; e prima di tutto serve essere innamorati di Dio.
Infatti solo chi “ama Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la forza, e con tutta la mente”, è davvero capace di amare anche il prossimo come se stesso. Ma se non si mette Dio al primo posto si può diventare solo dei bravi operatori sociali. Infatti è l’amore di Dio che ci fa ardere l’anima: ci dà la carica necessaria, e la forza motrice, per andare incontro ai fratelli con l’amore del buon samaritano. Chi arde dell’amore di Dio ha certamente un cuore compassionevole verso chi soffre, verso chi soffre solo e che non ha la pace dentro l’anima.
E se tu ami Dio per davvero allora ottieni, con il tuo amore, con il tuo sacrificio offerto e con la sua preghiera, la salvezza di tante anime, che la divina provvidenza mette sul tuo cammino ogni giorno. E sarà Gesù Cristo stesso ad operare il bene dentro di te e a salvarle; e proprio tramite il tuo cuore buono e innamorato di Lui. Con Lui si diventa salvatori e buoni samaritani, come Lui è.
Egli è, come canta oggi per noi San Paolo:
“Egli è Immagine del Dio invisibile,
è Primogenito di tutta la creazione,
perché in Lui furono create tutte le cose,
nei Cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili.
Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui.
Egli è prima di tutte le cose,
e tutte in Lui sussistono.
Egli è anche il Capo del Corpo, della Chiesa.
Egli è il Principio, Primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia Lui ad avere il primato su tutte le cose.
E’ piaciuto infatti a Dio che abiti in Lui tutta la pienezza,
e che per mezzo di Lui e in vista di Lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato
con il Sangue della sua Croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei Cieli (Col 1, 15.20)”.

La Madre della Misericordia ci aiuterà a vivere l’amore di Dio e l’amore del prossimo, se la invocheremo con sincera devozione del cuore: ci aiuterà ad incarnare la Parola, anche quella del Buon Samaritano.
Vi voglio bene e vi benedico sempre nel Cuore di Gesù e di Maria.
Pace e gioia!


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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:18 am    Oggetto: Domenica XVIII C Arricchiamoci per il Cielo! Rispondi citando

      Domenica XVIII C

      Arricchiamoci per il Cielo!


Ave Maria!
In questa domenica Gesù ci fa riflettere su ciò che sarà il nostro ultimo esame di coscienza sulla terra, prima di partire per il Cielo, prima di lasciare questo mondo per sempre. Nella nostra coscienza, prima di spirare, risuonerà questa parola: “… Questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita, e quello che hai preparato di chi sarà?”. …Quale tesoro porterai ora in Cielo per te? Per essere davvero ricco è necessario portare con sé in Cielo il “tesoro nascosto per il quale vale la pena vendere tutto” per acquistarlo durante la vita terrena; è la “gemma preziosa d’inestimabile valore”: è il Cuore di Gesù che entra nei nostri cuori attraverso il suo Santo Spirito, attraverso la sua Santa Parola, e attraverso la Comunione al suo Corpo e al suo Sangue prezioso. Sì, Gesù è il vero tesoro, un tesoro che avremo in eterno, un Bene immenso che nessuno potrà toglierci mai, e per cui vale la pena vivere ed operare, il resto è paglia secca, il resto è… “vanità delle vanità!”.
L’uomo di oggi è diventato materialista e perciò anche ateo; è divenuto cioè idolatra del danaro, dei divertimenti, della carnalità, delle vanità e delle cose terrene. Ma ecco San Paolo che ci entusiasma, ricordandoci: “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio. Rivolgete il pensiero alle cose alle cose di lassù, e non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio (attraverso il vostro Battesimo)! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con Lui nella gloria. Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria. Non dite menzogne gli uni agli altri; vi siete svestiti dell’uomo vecchio (nel Battesimo) con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che Lo ha creato… Cristo è tutto in tutti”.
E nelle Gocce di luce del 09 09 09 così leggo: “Guardate le cose di lassù, figlia, il Cielo, che dà senso alla vostra vita. Guarda in alto e riempiti dell’azzurro del cielo e del calore del sole, che colorano gli occhi e giungono al cuore, sicché la terra, pur attraversandola con i piedi, non sommerga, non ricopra con il suo fango, dato che la pioggia del cielo lo lava, e il sole lo asciuga, e si possa così continuare a camminare per andare verso la Patria celeste.
Guardate le cose di lassù: esse vi danno il senso delle mie beatitudini: beata la sofferenza, la povertà, la persecuzione. Beati!… perché attraverso di esse, unendole a Dio, l’uomo riscopre la parte migliore di sé, riscopre sé stesso e si riavvia alla vita del Cielo. Ma povero chi, ricco, si è dilettato dei piaceri e di sé, poiché non avrà ritrovato Dio: perirà in essi, dato che lo conducono al fango, alla terra che li fa perire nelle sue profondità. A che è valsa tanta ricchezza di piaceri e beni, che conduce alla perdizione? Guardate al Cielo! Ed esso sosterrà il vostro peregrinare, il vostro dolore. Io cammino con voi e, contemplandolo, vi si formeranno le ali, che vi aiuteranno a raggiungerlo per l’eternità”. Pace e gioia!


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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:20 am    Oggetto: Domenica XIX C "Tenetevi pronti! Vegliate!" Rispondi citando

      Domenica XIX C

      "Tenetevi pronti! Vegliate!"

Ave Maria!
Carissimi, c’è una bellissima notizia per tutti noi: il Padre ci darà il Regno, il suo Regno eterno, e saremo ricchi per sempre! ...“Perciò vendete ciò che possedete e datelo in elemosina. Fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei Cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché dov’è il vostro cuore là sarà anche il vostro cuore”. I Santi Apostoli, e i primi cristian, facevano proprio così, alla lettera! Basta leggere gli Atti degli Apostoli, per rendersene conto. Ma poi?!... E noi?!...
“Siate pronti con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese, siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa gli aprono subito. Beati quei servi che il Padrone, al suo ritorno troverà ancora svegli. In verità vi dico: si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola, e passerà a servirli… Anche voi tenetevi pronti perché nell’ora che non immaginate viene il Figlio dell’uomo”….Viene Gesù!
Vegliare!... Ma che significa? Ecco, è come la Veglia nella notte di Pasqua, la notte della Liberazione. Veglia nell’ascolto della Parola di Dio, nella preghiera, nella Celebrazione Eucaristica e nell’attesa gioiosa. La vita cristiana e tutta un’attesa: l’attesa del Risorto come nella Veglia pasquale. Siamo nell’attesa del suo ritorno, del Ritorno di Gesù Cristo… Ecco: Egli è alle porte! vegliamo, vigiliamo, siamo pronti al suo abbraccio d’amore eterno. Egli viene nel suo Santo Spirito, viene con il Fuoco del suo divino Amore, viene presto! E ogni cuore, ogni cosa verrà rinnovata, e saranno Cieli nuovi e terra nuova. Ora siamo ancora nella notte inoltrata, ma che è la più vicina all’alba, che sta per apparire là ad oriente, dove sorge l’aurora del nuovo giorno. E sarà presto il Regno di Dio e il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Prepariamoci, vigiliamo, siamo pronti al grande giorno del Signore! Alleluia!
Nella notte di Pasqua i credenti ebrei, durante la Cena pasquale di rito, lasciano sempre una sedia libera, un posto vuoto, intorno alla mensa… quella serve per i Messia che deve venire. E’ un’eterna attesa!
E noi cristiani stiamo aspettando che Gesù ritorni. Ritorna presto, Signore! Maran atà! Torna presto! La terra geme e sospira il tuo ritorno e i nostri cuori ti desiderano e sperano in Te che sei la Pace, sei lo Sposo, l’Amore dell’anima nostra. Tu sei il Re dell’eterna gloria! Noi crediamo in Te e in Te speriamo. La fede ci conduce a Te, Signore, che sei tutta la nostra gioia, sei la nostra ricchezza vera! E come Abramo credette insieme a Sara ed Isacco, e come i Santi Apostoli, così anche noi crediamo e speriamo nel Signore. Ma la fede ci dice tu Tu sei Vivo, sei il Vivente, e oggi stesso ci aspetti e ci vuoi incontrare, uno per uno, alla tua Mensa, dove ci servi Tu stesso, e ci nutri, e ci dai forza, con la tua santa Parola, con il tuo Santo Spirito e con il tuo Corpo e Sangue prezioso. Grazie;Gesù! Crediamo in te, Signore. Crediamo alla tua presenza in mezzo a noi e in noi!
Questo è l’inizio, la caparra, di ciò che avremo poi in Cielo per sempre se, liberi dalle tante zavorre che ci appesantiscono la vita, liberi finalmente dai pesi carnali, egoistici e mondani, sapremo vegliare nella fede, nella lode, nella preghiera e nelle opere di bene.
Vergine Madre, Tu che hai saputo credere, facci dono di una goccia della tua fede, della Fiamma d’Amore che è nel tuo Cuore di Mamma Santa e Immacolata, affinché la nostra lode sia vera, sia piena, e la preghiera s’accenda sempre più d’amore ardente, e divenga presto come la tua. Grazie, Madre Santa! E sia sempre lode, onore e gloria a Te, Signore Gesù! Pace e gioia!


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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:20 am    Oggetto: DOMENICA XXI C "Sono pochi quelli che si salvano?" Rispondi citando

      DOMENICA XXI C

      "Sono pochi quelli che si salvano?"


Ave Maria! "E io mi salverò?." E’ una domanda che ogni cristiano si fa, e anche io. Una cosa è certa: “Dio vuole tutti salvi” perché Egli è Padre e vuole che tutti i suoi figli siano salvi. E infatti Isaia oggi ci dice che “ Il Signore verrà a radunare tutte le genti e tutte le lingue”: Essi verranno e vedranno la sua gloria e verranno segnati con il Segno. E noi sappiamo che il Segno, l’unico Segno di salvezza è il Tau, che è il Segno di Gesù Cristo, morto in Croce per la salvezza di tutti. E chi è segnato con il Tau sarà salvo! E chi viene segnato con il Tau? I credenti in Cristo!
Sì, Dio vuole che tutti si salvino, ma non tutti saremo salvi…perché c’è il nostro libero arbitrio, c’è la nostra libera scelta. E chi si salverà? Chi sceglie per davvero Gesù Cristo come Signore della propria vita, e Lo mette al centro di tutto il suo essere e del suo operare..
E oggi Gesù nel Vangelo ci ammonisce: State attenti!...”Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, Io vi dico, cercheranno di entrare,ma non ci riusciranno”.” E quanto è stretta Porta del Cielo? E’ stretta quanto una Persona. E chi è questa Persona? E’ Gesù Cristo! Ma la E’ Lui a Porta Santa, la porta giubilare della Misericordia del Padre che ci apre il Cielo. Gesù è la “Porta dell’Ovile di Dio”.
Ed é necessario passare per mezzo di Lui, in Lui e con Lui, per entrare nella Vita eterna, per salvarsi l’anima. Non esiste altro passaggio per il Cielo. E’ un passaggio stretto perché richiede rinunce e sacrifici… richiede la Croce e in rinnegamento di sé stessi. E in tal modo si diventa veri, autentici suoi discepoli in cammino verso il Calvario e fino alla morte e alla risurrezione… fino al Cielo ove Egli siede alla destra del Padre.
Seguire Cristo comporta perciò accogliere anche la sofferenza, le prove della vita, che la gente chiama i castighi di Dio… Essi sono richiami paterni, sono purificazioni spirituali, come leggiamo oggi nella seconda lettura. E come un papà corregge suo figlio affinché egli cammini sempre sulla retta via, così fa Dio Padre con noi, che siamo suoi figli in Cristo.
Gesù Cristo è l’unico Mediatore tra noi e il Padre, è l’unica salvezza nostra. Egli è l’unico Salvatore. Per salvarsi l’anima dunque è necessario accogliere Gesù Cristo nella propria vita terrena per poter poi entrare con Lui nell’eterno Banchetto d’amore in Cielo. E quando saremo arrivati lassù Egli ci farà sedere a Mensa con Lui e ci servirà Lui stesso, di persona, come abbiamo letto nel Vangelo di Domenica scorsa.
Accogliere Gesù Cristo significa essere cristiani per davvero quaggiù per essere poi Beati lassù nella vita eterna. E non basta esser credenti per salvarsi l’anima. Ma è necessario essere: credenti e praticanti! Infatti anche satana è credente ma non è praticante, non ama Dio e non Lo serve; egli ama e serve solo se stesso nella sua dannazione eterna.
Gesù oggi dunque ci esorta: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta perché molti, Io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il Padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta , dicendo; ‘Signore, aprici!’. Ma Egli vi risponderà: ‘Non so di dove siete”’ Allora incomincerete a dire: ‘Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e Tu hai insegnato nelle nostre piazze (chiese)’. Ma Egli vi dichiarerà: ‘Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da Me, voi tutti operatori di ingiustizia!’: Là ci sarà "pianto e stridore di denti…”. E cioè…là sarà l’inferno eterno…!
Ecco a che serve la nostra vita quaggiù: stiamo scegliendo, giorno dopo giorno, il nostro destino eterno: saremo eternamente salvi o per sempre dannati. Chi segue Gesù Cristo (ma non solo a parole!) sarà salvo. Aggrappiamoci dunque a Lui e amiamolo, sempre più, con tutto il cuore, con tutta l’anima, e con tutte le forze, e amiamo per amor suo i nostri fratelli. Amiamo la Chiesa, amiamo tutti! Allora certamente Egli ci aprirà la porta quando andremo in Cielo, e la Madonna ci accompagnerà, tenendoci per mano, fino alla soglia del Paradiso e ci condurrà nel trono di gloria preparato per noi… Vivremo per sempre nella Casa del Padre, e vivremo tutti immersi nella Luce deifica: saremo pieni di gioia nell’eterna Pace e vivremo, tutti assieme, nell’eterno Amore. Pace e gioia!


Ultima modifica di GOCCE DI LUCE il Dom Feb 06, 2011 7:43 am, modificato 1 volta in totale
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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:25 am    Oggetto: Domenica XII C "Chi si umilia sarà esaltato!" Rispondi citando

      Domenica XII C

      "Chi si umilia sarà esaltato!"

Sian lodati Gesù e Maria!
“Chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”. Queste parole di altissima sapienza sono uscite dal Cuore di Gesù per noi, come leggiamo nel vangelo di oggi. Egli va a pranzo da uno dei capi dei farisei e nota che molti invitati si sceglgono i primi posti, e dà subito il suo divino insegnamento, che è anche per noi oggi: “Quando sei invitato a nozze da qualcuno non metterti al primo posto perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “cedigli il posto!”. Quanti anche oggi si affollano per prendersi i primi posti in chiesa, nelle feste, nell’ambito del lavoro, nella società… Oggi c’è proprio la manìa di farsi notare, di emergere e magari anche a scapito degli altri, e quanti giovani tutti vorrebbero diventare divi o dive… ma solo Dio è Dio! E noi siamo servi e serve di Dio e dei fratelli: siamo servi inutili.
Come sono belle le persone umili, le persone modeste, miti…! E come profumano quelli che amano gli ultimi posti nella Chiesa, in casa e nella società… hanno in sé già un po’ del profumo del Cielo! Essi sono come le violette nascoste lungo la riva del ruscello, che scorre argentino e allegro. Sono queste le persone che, per davvero, glorificano qui in terra il Signore, e lo fanno come gli angeli in Cielo, e lo fanno, in silenzio, senza farsi notare da nessuno. E saranno i miti a conquistare la terra!.
E beate le persone che amano la Carità, quella verso Dio e quella verso il prossimo. Essi non amano i lauti pranzi e le cene opulente tra amici o familiari, ma sanno andare verso chi è povero, chi è solo… E per amor loro sanno anche digiunare. “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio (come è di moda oggi, purtroppo!...). Al contrario, quando dai un banchetto, invita i poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti”. Questo avveniva nella casa di Nazareth e nella primitiva Chiesa. San Gregorio Magno, il grande Papa, ogni giorno faceva sedere alla sua mensa papale le persone di cui oggi Gesù parla: i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi… e un giorno vide anche degli angeli che sedevano alla sua mensa… E oggi che facciamo?... L’umile Serva del Signore ci aiuti con la sua santa intercessione a rimetterci tutti in regola con il Vangelo di Gesù perché non basta solo ascoltarlo e dire : “Che bel Vangelo!... Sarebbe bello metterlo in pratica…”: ecco, mettiamolo in pratica! O Vergine Madre, facci dono di una goccia della tua umiltà sante e della mitezza del tuo Cuore Immacolato, e profumeremo subito di Paradiso già adesso e poi per tutta l’eternità. O Gesù, mite e umile di Cuore, rendi il nostro cuore simile al tuo! Pace e gioia!


    “Sei tu, Signore, il Padre degli umili!

    I giusti si rallegrino,
    esultino davanti a Dio
    e cantino di gioia!

    Cantate a Dio,inneggiate al suo Nome
    “Signore” è il suo nome,
    gioite davanti a Lui.

    Padre degli orfani e difensore delle vedove
    È Dio nella sua santa Dimora.
    Ai derelitti Dio fa abitare una casa,
    fa uscire con gioia i prigionieri.

    Pioggia abbondante riversavi, o Dio,
    rinvigorivi la tua eredità esausta.
    E che il tuo popolo abitò il paese
    Che nel tuo amore,o Dio, preparasti al misero”.
    (salmo 67)


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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:26 am    Oggetto: Amiamo Gesù più del padre, più della madre...! Rispondi citando

      Domenica XXIII C

      Amiamo Gesù più del padre, più della madre...!

Sian lodati Gesù e Maria!
“Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a Me, non può essere mio discepolo (Lc 14, 25 – 33).
Gesù ci ama proprio assai! Egli ci ama di amore geloso. Egli solo è degno di tutto il nostro amore: a Lui sia gloria in eterno! Egli è Dio, unitamente al Padre e allo Spirito Santo. E a Dio si deve tutto il nostro amore e la totale adorazione e devozione del cuore come è scritto anche nel primo Comandamento: “Ascolta Israele! Il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno solo. Tu amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima, con tutta la tua mente, con tutte le forze”.
A Lui dunque, a Gesù Cristo, appartiene il primo posto, il centro, nel nostro cuore e nella nostra vita di ogni giorno. Egli è prima di nostro padre, prima di nostra madre, dei nostri fratelli, delle nostre sorelle, è prima della famiglia, prima del lavoro, è prima di tutto! E quando non Lo mettiamo al primo posto, al centro di tutto il nostro essere e dei nostri interessi, dentro di noi succede subito come un corto circuito… come qualcosa che non va…, e viene subito la tristezza, lo sconforto, l’insoddisfazione, è l’anima resta triste e appesantita.
Fratelli, sorelle mie, noi veniamo dall’Amore, veniamo da Dio! Egli è il Sole vivo che rischiara il nostro cammino ogni giorno che passa, è il Sole dell’anima nostra! Noi veniamo da Lui. Egli ci ha creati dal nulla, e ci ha impastati con le sue stesse mani e con la sostanza viva che ha preso proprio dal suo Cuore. Egli ci ha creati per Sé stesso, ci ha creati per farci riposare sul suo Cuore amante. Ed è questo il motivo per cui la nostra anima anela a Lui ed è come accalamitata dal suo divino Amore. Lui solo è capace di soddisfare il desiderio, la fame d’amore che ci portiamo dentro.
Per questo Sant’Agostino scriveva nelle sue Confessioni: “Io mio cuore è inquieto, è insoddisfatto finché, o Dio, non si riposa in Te!”. E Santa Teresa d’Avila scriveva: “Dio solo basta!”.
Gesù ci ha amato d’amore totale, incondizionato. Ci ha amato fino a dissanguarsi per noi sulla croce. Ci ha amato e ci ama con tutto Sé stesso. Ecco percnoi siamo chiamati a rispondere al suo amore, e amarlo nella totalità , nella dono totale di noi stessi. …Lui solo basta!. San Francesco passava spesso le notti pregando così. “Mio Dio e mio tutto, mio Dio e mio tutto!”
E quando l’amore di Dio è dentro di noi allora anche tutto si illumina in noi e intorno a noi. E arriva la pace, quella vera, quella che il mondo non può dare. E allora anche l’amore umano si rafforza in noi, si illumina, si purifica, si riscalda, e diventa vero, forte e privo di egoismi e di chiusure.
Quando mettiamo Gesù al primo posto, quando Lo lodiamo e Lo si amiamo con un cuore di bambino, da innamorati, allora tutto si illumina dentro di noi. E ci accorgiamo che si rafforza anche l’amore verso il papà, verso la mamma, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle, gli amici, l’amore verso tutti e a rota libera. …La vita allora diventa tutta gioiosa, sciolta, forte, serena, libera, giovane, e il sorriso splende ancora più smagliante verso tutti. E a piene mani viene seminata la pace intorno a noi e anche la preghiera diventa subito più attenta, più fervente, più continuata… E c’è nel cuore la pace, quella che solo Gesù sa dare, e in sovrabbondanza.
E qual è il vero segno dell’amore vero? E’ la croce! Infatti solo chi ama diventa capace di sacrificarsi per gli altri ed è pronto a soffrire per la persona amata, proprio come una mamma per i suoi bimbi. Ecco: allora è vero amore! Infatti “Non chi mi dice: Signore, Signore, ma colui che fa la volontà del Padre mio… “Se uno mi ama osserva i miei Comandamenti”. E oggi Gesù nel vangelo ci ripete: “Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo”.
L’amore dunque ha la dimensione della croce. E la Croce è il sigillo santo dell’amore: è un timbro di fuoco!
…Egli ci ha amato per primo e ci ha amato nella totalità di tutto il suo Essere. “Si è sacrificato ed ha dato la sua vita per me!... il mio vivere è Cristo (San Paolo)”. E…”amor con amor si paga!” (Dante).
Amiamo Gesù! Amiamolo con tutto il cuore, con tutta l’anima! E quando abbiamo la grazia di fare la Santa Comunione (e facciamola spesso, possibilmente anche ogni giorno e in grazia di Dio!), allora è l’occasione, la più propizia, di abbandonarci all’amore, all’amore totale con Lui. E’ il momento di far esperienza, quasi fisica, della nuova ed eterna Alleanza con Dio nell’Eucaristia; e la Sacra Scrittura la rassomiglia infatti all’amore nuziale, come leggiamo nel Cantico dei Cantici, nelle Nozze di Cana, e in altri passi bellisismi delle Sacre Scitture.
Fatta la Comunione, non abbiamo fretta di andare a casa, ma restiamo là ancora un po’ con Lui, restiamo con l’Amore dell’anima nostra, restiamo con Gesù e facciamogli un po’ più di compagnia: cuore a cuore, anima ad anima! Sentiremo allora il calore nel suo Amore, gusteremo la pace, una pace senza fine. Ecco, rimaniamo ancora un po’ in chiesa, magari in un angolino nascosto, intimo, per un ringraziamento più intenso, che duri il più possibile… perché è bello stare con lo Sposo dell’anima nostra! E’ proprio bello stare con Gesù, ed è dolce amarlo e sentire, assaporare il suo divino Amore! E facciamogli atti d’amore sincero: “Gesù, ti amo! Gesù, ti adoro! Gesù, ti voglio bene!...Gesù, Maria, vi amo, salvate le anime!”.
Egli, ogni volta che ci incontriamo con Lui nella Santa Comunione, come a San Pietro, ci domanda: ”…mi vuoi bene più di costoro?”. “Certo, Signore, Tu sai che ti voglio bene!” (Gio 21, 13).
Amiamo Gesù! Amiamolo con lo stesso ardore dei Santi Apostoli. E San Paolo, (per lui “Per me vivere è Cristo!”), dal fondo del suo carcere egli, ormai vecchio, oggi ci scrive dicendo, ricordandoci anche l’amore verso i fratelli. E vediamo che il suo amore infuocato verso Gesù Cristo lo ha portato ad un amore forte verso i fratelli, amandoli come figli …“ come Onesimo, figlio mio, che ho generato nelle catene”. Infatti per amare con sincerità i fratelli prima è necessario innamorarsi di Gesù Cristo. E’ Lui che ci dona la forza e la capacità di amare ognuno come va amato.
La Madonna ci aiuti ad amare Gesù con i suoi stessi sentimenti e con lo stesso ardore del suo Cuore Immacolato. Ella ci aiuti ad amarlo come lo ha amato e Lo ama Lei! E Preghiamola ogni giorno affinché ci faccia grazia e ci faccia ardere, sempre più, d’amore verso Gesù e verso i fratelli nostri.
Vi voglio bene e vi benedico nel Cuore di Gesù e di Maria. Pace e gioia!


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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:27 am    Oggetto: Costui accoglie i peccatori e mangia con loro Rispondi citando

      Domenica XXIV C

      Costui accoglie i peccatori e mangia con loro


Sian lodati Gesù e Maria!
Oggi che è festa del Santissimo Nome di Maria, il Vangelo ci parla della Misericordia.
Con il sì di Maria la Misericordia di Dio è discesa sulla terra: si chiama Gesù! Egli è il Buon pastore delle nostre anime
“A Lui si avvicinavano tutti i pubblicani e peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi (i falsi credenti) mormoravano dicendo: “Costui accoglie i peccatori e mangia con loro. Ed Egli disse: “Chi di voi , se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novatanove nel deserto e va in cerca di quella perduta finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro:”Rallegratevi con Me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel Cielo per un solo peccatore che si converte più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine e dice: “Rallegratevi con me perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così Io vi dico: vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte”.
Egli disse ancora: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta... Partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno... Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci, ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse:” Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati (questo è il più bello atto di dolore!)”.
Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano suo padre lo vide, (lo stava aspettando…!) ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te, non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anelo al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa”.
La festa, con musica e danze, la sentì anche il figlio maggiore che tornava dal lavoro dei campi… e si indignò: ”Ecco io ti servo da tanti anni e non ho mai disubbidito ad un tuo comando… a ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “ Figlio, tu sei sempre con Me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato” .
Come sono belle queste tre parabole di Gesù !... Si resta come sbalorditi, e senza parole, e non c’è bisogno di spiegarle… non si possono spiegare, ma vanno solo lette, amate, meditate e scendono subito giù ed entrano nel cuore come olio profumato… Sì, vengono proprio le lagrime agli occhi leggendo queste parole d’Amore, di misericordia, e danno pace. Esse sono uscite dal Cuore di Dio Amore, sono uscite dal Cuor misericordioso di Gesù, che ci dice quanto Egli ami i peccatori, tutti noi, ognuno di noi. Egli è davvero il Pastore buono, il Pastore misericordioso.
La Madonna è la Donna, è la Madre della Misericordia. E il Padre è Dio: Padre ricco mi Misericordia che ha un Cuore così grande, immenso, per i suoi figli che sbagliano. Egli è davvero Padre Misericordioso verso chi sbaglia, verso noi peccatori. Egli però ci ammonisce, ricordandoci, come ha fatto con il figlio maggiore, quello perfettino, che chi pecca non è solo suo figlio, ma è anche tuo fratello: è mio fratello! Chi sbaglia è fratello nostro perché noi siamo tutti figli dell’Unico Padre, che sta nei Cieli e ci aspetta, giorno e notte, a braccia aperte, che ritornino presto a casa, tra le sue braccia aperte..
Per avere la misericordia del Padre siamo invitati ad avere i sentimenti di San Paolo, che è stato grande peccatore: egli confessa il suo peccato in tutta sincerità, e lo fa pubblicamente in umiltà e senza vergognarsi, ma davvero pentito. Egli ci fa una confessione pubblica oggi nella seconda lettura, dicendo: “rendo grazie a Colui che mi ha reso forte, Gesù Cristo, Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia, mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia perché agivo per ignoranza lontano dalla fede”. Proprio come succede ai più oggi!
Infine siamo chiamati a non condannare chi sbaglia ma a pregare per lui, ad intercedere la misericordia di Dio su tutti, come fece Mosè, e come leggiamo oggi nella prima lettura. Egli era davvero un uomo, buono, mite e misericordioso. Imitiamolo, intercedendo per i nostri fratelli che non hanno ancora assaporato l’amore di Dio.
E infine preghiamo con un salmo che il Santo Re Davide, accompagnato dalla sua arpa, cantò al Signore, dopo aver molto peccato. E’ un canto bellisismo! E’ il ‘miserere’:

    “Pietà di me, o Dio, nel tuo Amore;
    nella tua grande misericordia
    cancella la mia iniquità.
    Lavami tutto dalla mia colpa,
    dal mio peccato rendimi puro.
    Crea in me. O Dio, un cuore puro,
    rinnova in me uno spirito saldo.
    Non scacciarmi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo Spirito.
    Signore, apri le mie labbra
    E la mia bocca proclami la tua lode.
    Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
    un cuore contrito e affranto Tu, o Dio, non disprezzi (salmo 50)”


Ricordati di me, Signore, nel tuo amore!

Vi voglio bene e vi benedico nel Santissimo Nome di Gesù e di Maria.
Pace e gioia!!


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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:30 am    Oggetto: DOMENICA XXV C "Gesù Cristo si è fatto povero" Rispondi citando

      DOMENICA XXV C

      "Gesù Cristo si è fatto povero"


Siano lodati Gesù e Maria!

“Gesù Cristo da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà (2 Cor 8,9)”. E noi cristiani oggi che facciamo?...Il Vangelo oggi ci ammonisce: “Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza”. E la ricchezza, il denaro, altrove nel Vangelo viene chiamato “mammona iniquitatis”, che significa ‘demonio’. Per questo il denaro viene chiamato “lo sterco di satana”, e San Francesco non lo toccava mai, e non voleva che nemmeno i suoi frati lo toccassero per non inquinarsi.
Sì, il denaro serve per…concimare, per l’ordinaria amministrazione della casa o della cosa pubblica e ce ne serviamo per il bene, ma guai ad accumularne per noi…! Da qui nasce l’infelicità dell’uomo, anche quello moderno.
E spesso si accumula a discapito degli altri come leggiamo oggi nel libro del profeta Amos: “Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese e magari… usando anche bilance false per comprare con denaro gli indigenti e un povero per un paio di sandali”. I poveri sono spesso sfruttati, sono poco amati, e oggi vengono allontanati anche dal sagrato delle nostre chiese (per legge!)…! E così tutti ci mettiamo il cuore in pace… con un perbenismo falso e ipocrita:”Occhio non vede cuore duole!”. E’ una vergogna con questa mentalità relativistica che è tutta massonica e anticristiana. Fratelli, sorelle, che facciamo? Adesso stiamo più sereni e tranquilli dentro le nostre belle case ben ammobiliate e stracolme di ogni ben di Dio, incominciando da noi preti, perché ora i poveri non danno più fastidio, non bussano più alla porta di casa nostra, dato che le modernissime leggi massoniche europee già vengono attuate anche qui da noi... E Gesù Cristo viene sempre più allontanato dalle nostre case. Nei poveri che chiedono l’elemosina… viene allontanata la Persona di Gesù Cristo!
E Gesù ancora ci ammonisce nel Vangelo:” Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta perché quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne”.
E sappiamo che la “ricchezza disonesta” sta già venendo a mancare ed è incorso la crisi economica, che non si risolve allontanando i poveri da casa nostra e dal sagrato delle chiese.
E Gesù insiste, bussando al nostro cuore: “Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?”.
E infine, (e pure questo è assai importante!) San Paolo raccomanda a Timoteo e ad ognuno di noi: “Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re, e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della Verità”. E La Verità è Gesù Cristo, unico Mediatore fra Dio e gli uomini. Preghiamolo con fede anche perché i nostri governanti siano giusti nel ben amministrare la cosa pubblica, e cerchino davvero il vero bene comune a favore delle famiglie, dei lavoratori e per chi è di più nel bisogno. Avere governanti coscienziosi e giusti è davvero una grande grazia per tutti. E’ necessario infatti che ogni famiglia viva nella pace e decorosamente, come quella di Nazareth che era povera ma decorosa, nella preghiera e nel lavoro per il pane quotidiano.
E se, da oggi in poi, ameremo di più i poveri, se davvero sapremo vedere in ognuno di loro Gesù Cristo che passa tendendoci la mano, un giorno Egli ci dirà: “ero povero e mi hai aiutato, mi hai sfamato, mi hai dissetato, m hai vestito, mi hai consolato, sei venuto a trovarmi…!”.
E con questi bei sentimenti di amore nel cuore, gustiamoci ora questo bel salmo e il magnificat, benedicendo assieme il Signore, come facciamo nella Santa Messa di oggi:

    “Benedetto il Signore che rialza il povero!”

    Lodate, servi del Signore,
    lodate il nome del Signore.
    Sia benedetto il nome del Signore
    Da ora e per sempre.

    Su tutte le genti eccelso è il Signore,
    più alta dei cieli è la sua gloria.
    Chi è come il Signore, nostro Dio,
    che siede nell’alto
    e si china a guardare
    sui cieli e sulla terra?

    Solleva dalla polvere il debole,
    dall’immondizia rialza il povero,
    per farlo sedere tra i principi,
    tra i principi del suo popolo (112 o 113).

    E con Maria cantiamo:
    “…Ha rovesciato i potenti dai troni,
    ha innalzato gli umili,
    ha ricolmato di beni gli affamati,
    ha rimandato i ricchi a mani vuote…”


Ultima modifica di GOCCE DI LUCE il Dom Feb 06, 2011 7:50 am, modificato 2 volte in totale
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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:33 am    Oggetto: DOMENICA XXVI C L'inferno esiste ed è eterno! Rispondi citando

      DOMENICA XXVI C

      L'inferno esiste ed è eterno!

Sian lodati Gesù e Maria!

Oggi Gesù ci racconta la parabola del ricco epulone e ci dice che l’inferno esiste. Il ricco epulone ci è caduto dentro perché nel suo cuore non c’era amore per il povero Lazzaro. Infatti il dio del ricco epulone era la ricchezza e il gozzovigliare con gli amici. E oggi sono proprio tanti quelli che fanno come lui e senza minimamente preoccuparsi della loro salvezza eterna.
Nella prima lettura il profeta Amos ci descrive gli epuloni antichi, che sono proprio come quelli di oggi: “Distesi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani mangiano gli agnelli del gregge e i vitelli cresciuti nella stalla. Canterellano al suono di arpa, come Davide improvvisano su strumenti musicali; bevono il vino in larghe coppe e si ungono con unguenti più raffinati, ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano. Perciò andranno in esilio in testa ai deportati e cesserà l’orgia dei dissoluti”. Essi nò, non si preoccupano dei problemi degli altri, non si preoccupano dei poveri, che non hanno lavoro, che non riescono ad arrivare alla fine del mese, non hanno pane a sufficienza per sfamare i figli…
San Paolo, nella sua lettera, ci invita “a tendere alla Giustizia, alla pietà, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combattiamo la buona battaglia della fede, come egli ci invita, cerchiamo di raggiungere la vita eterna alla quale siamo chiamati e per la quale abbiamo fatto la bella professione di fede in Gesù Cristo che ha dato la sua testimonianza davanti a Ponzio Pilato, nell’osservanza dei Comandamenti fino al giorno della manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo, che è il Beato e unico Signore, Re dei re e Signore dei Signori, il solo che possiede l’immortalità e abita la luce inaccessibile. .. A Lui onore e potenza per sempre!”.
E noi gli daremo onore e potenza nella misura in cui ci sforzeremo di mettere in pratica il suo Comandamento di amore: la carità verso tutti e specialmente verso il povero che ci tende la mano, mentre magari noi si cibiamo in sovrabbondanza, e magari anche con il pericolo di prenderci il diabete, il colesterolo.
Gesù oggi ci invita caldamente a pensare un po’ di più agli altri: a chi è povero, a chi soffre magari anche per la fame, aspettando le nostre bricicole, mentre noi ci siamo anche ben ingrassati. Egli ci racconta una parabola davvero significativa, quella del ricco epulone, dei tanti ricchi epuloni di oggi. Gesù racconta ai farisei di allora e a quelli di oggi:
“C’era un uomo ricco, che vestiva vestiti di porpora e lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco, ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero mori e fu portato dagli Angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi, tra i tormenti alzò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricordati che nella vita tu hai ricevuto i tuoi beni e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
Gesù qui ci ha fatto la descrizione dell’inferno dove andranno coloro che non hanno voluto mettere in pratica il Comandamento dell’amore, che non Lo hanno saputo riconoscere nel fratello bisognoso. No, non c’è bisogno di tanti commenti a questa parabola di Gesù: parla già da sola!… L’inferno esiste e c’è pure il fuoco, un fuoco inestinguibile, eterno!
Il 13 maggio del 1917 a Fatima la Madonna fece vedere l’inferno, con il fuoco, ai tre bambini: Lucia, Giacinta e Francesco. E la Madonna insegnò loro anche una bella preghiera che ripetiamo ogni volta che diciamo il Santo Rosario: “Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno e porta in Cielo tutte le anime e specialmente quelle più bisognose della tua misericordia”.
Una cosa però è certa: Dio vuole che tutti si salvino l’anima, ma non tutti si salveranno per il cattivo modo di vivere sulla terra e se si muore senza pentimento alcuno! A Medjugorje la Madonna ha portato addirittura Viska e Jacob a vedere il paradiso, il purgatorio e l’inferno. Ho sentito con le mie orecchie più volte il loro racconto su questo tema. La Regina della Pace raccomanda anche il digiuno a pane ed acqua il mercoledì e il venerdì e ciò anche per neutralizzare questa idolatria dell’opulenza moderna
Gloria Polo ha fatto una esperienza davvero interessante sull’aldilà e ora, per volontà di Gesù, la va raccontando sia su internet ( www.i-h-s.eu/www/gloriacom/gloriapolo_italiano.doc ) e sta girando le città di tutto il mondo… Anche “Gocce di luce” parlano in lungo e in largo di questo tema. Si parla troppo poce dei Novissimi (morte, giudizio, inferno e paradiso); se ne parla poco anche in chiesa ma è un tema assai importante perché riguarda il nostro destino eterno della nostra esistenza. Noi in questo mondo ci stiamo per decidere la nostra eternità di Paradiso o di inferno… E Gesù è voluto morite in Croce per salvarci l’anima, per meritarci la Vita eterna, cioè per portarci con Sé in Paradiso, come ha fatto con il buon ladrone pentito.
Concludo con le Parole di Gesù: “E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti (e cioè la Bibbia, il Vangelo, la Parola di Dio) ascoltino loro. E lui replicò: “No, Padre Abramo, ma sei dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”. Purtroppo quando uno è orgoglioso e superbo ascolta solo sé stesso nel suo razionalismo freddo, distruttivo. Non è capace di ascoltare più nessuno e mette a tacere anche la propria coscienza! Ma se uno è semplice e umile di cuore certamente ascolterà, anche se ha commesso peccati. Egli riconoscerà il suo errore, si pentirà di cuore, si confesserà e si salverà certamente, fiducioso sempre nella Misericordia di Dio e nell’intercessione della Vergine Santissima, che è Madre di Misericordia, Rifugio dei peccatori. Salviamoci l’anima, fratelli, salviamoci l’anima! Gesù, Maria, vi amo, salvate le anime! Pace e gioia!


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GOCCE DI LUCE



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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 12:39 am    Oggetto: DOMENICA XXVII C Signore, accresci in noi la fede! Rispondi citando

      DOMENICA XXVII C

      "Signore, accresci in noi la fede!"


Sian lodati Gesù e Maria!

Oggi il profeta Abacuc, nella prima lettura, nel nome del Signore ci dice: “Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede”. E la fede è il tema della Parola di Dio in questa 27. ma domenica.
Dopo il dono della vita, quello più grande che ci ha fatto Iddio è il dono della fede, la fede in Gesù Cristo, la fede nel Padre nel Figlio e nello Spirito Santo. E’ la fede battesimale quando abbiamo rinunciato a satana e abbiamo scelto Dio come Signore della nostra vita per sempre. E se un cristiano ha per davvero fede in Gesù Cristo diventa capace di spostare anche le montagne…Ma la montagna più grossa da spostare è il nostro il nostro io pesante, superbi orgoglioso, infatti la nostra volontà tende ad andare sempre per conto suo, a volersi realizzare liberamente e senza regole, senza Comandamenti, senza Dio, senza fede.
La fede ci aiuta a rimettere la nostra volontà sulla strada giusta che è quella della Santa Volontà di Dio: è un miracolo grande, e Dio lo fa questo miracolo però ha bisogno del nostro sì, della nostra fede In questo modo viviamo la fede battesimale, il nostro Credo cattolico e con una scelta libera di rinuncia al male e di adesione totale a Gesù Cristo e al suo Vangelo, un’adesione totale alla Trinità Santissima. Proprio come abbiamo fatto il giorno del nostra Battesimo, quando il Padre ci ha fatto dono della fede.
No, non saremo noi a spostarle le montagne, con le nostre povere forze, ma sarà Gesù Cristo, che presente e vivente in noi, nella potenza dello Spirito Santo, ci farà vivere di fede, di speranza e di carità, cioè da veri cristiani. E poi, dopo ogni nostra vittoria sul male, sulla tentazione, Egli ci dirà, come ai miracolati del suo tempo: “La tua fede ti ha salvato!”.
La fede, quando è autentica e forte come quella dei martiri, è assai meritoria davanti al Signore. E diventa anche bella testimonianza di vita cristiana e di trasmissione della fede che si allargherà sempre più, a macchia d’olio, attorno a noi. E oggi, per testimoniarla, bisogna essere assai coraggiosi e pieni di fede forte; è necessario andare contro corrente dato che viviamo in un mondo scristianizzato, miscredente egoista e freddo.
Basta averne anche poca di fede, ma che sia autentica, vera, e magari anche solo una fede piccola come un granellino di senape, una fede grande come quella di un piccolo, di un bambino, come quella che avevamo il giorno della Prima Comunione: è una fede piccola, semplice, ma è granitica, ed è così forte da “dire a questo gelso: sradicati e vai a piantarti nel mare, ed esso obbedirebbe!”, come ci dice oggi Gesù nel Santo Vangelo.
La nostra fede è debole, lo confessiamo, e viene provata ogni giorno, come quella di Abramo, come quella dei santi, dei nostri padri e delle nostre mamme, come quella dei cristiani veri… Con le prove della vita di ogni giorno il Signore ci tasta il polso per vedere la temperatura della nostra fede in Lui. E’nelle prove infatti che si rivela la nostra fede in Dio, quella vera, autentica. Ogni uomo, chi più e chi meno, e anch’io, veniamo provati come è scritto nel libro di Giobbe, che abbiamo letto proprio in questi giorni in chiesa. Giobbe era un uomo ricchissimo e aveva una splendida famiglia numerosa… in poco tempo perdette tutto! E rimase solo, nudo, povero, malato e senza più nessuno, senza più niente... Ma egli non maledisse Dio, ma Lo benedisse dicendo: “Dio ha dato e Dio ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!”. Ecco, questa è fede! Ma noi siamo manchevoli e di poca fede e allora, assieme a San Pietro, oggi preghiamo anche noi il Signore:”Accresci in noi la fede!”.
Guardiamo infine e preghiamo Maria che ci aiuti ad aver fede, una fede vera, forte, una fede coraggiosa, come la sua. Ella è la Donna della Fede! Per questo Elisabetta quando la vide entrare nella sua casa, incinta di Gesù Bambino, esclamò a gran voce: “Beata te che hai saputo credere! Sii benedetta tu tra le donne e benedetto il Frutto, che porti nel Grembo: Gesù!”. Sì, sii benedetta, o Vergine Maria, e si benedetto il tuo Figlio Gesù Cristo! Madre, facci dono di un po’ della tua fede che è e che è sempre stata là dentro al tuo Cuore di Madre e di credente in Cristo.


    Ascoltate oggi la voce del Signore!

    Venite, cantiamo al Signore,
    acclamiamo alla Roccia della nostra salvezza,
    accostiamoci a Lui per rendergli grazie,
    a Lui acclamiamo con canti di gioia.

    Entrate: prostrati, adoriamo,
    in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
    E’ Lui il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo,
    il gregge che Egli conduce

    Se ascoltaste la sua voce!

    Non indurite il cuore come a Meriba,
    come nel giorno di Massa nel deserto.
    Dove mi tentarono i vostri padri,
    mi misero alla prova
    pur avendo visto le mie opere.

    Ascoltate oggi la voce del Signore!


Dio vi benedica sempre e a tutti nel Cuore di Gesù e di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen!. Pace e gioia!
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GOCCE DI LUCE



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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 7:55 am    Oggetto: DOMENICA XXVIII C "Si immerse nel fiume Giordano" Rispondi citando

      DOMENICA XXVIII C

      "Si immerse nel fiume Giordano"


Sian lodati Gesù e Maria!
Nella prima lettura oggi vediamo come Naaman, uno straniero che era comandante dell’esercito della Siria, obbedisce alla Parola del profeta di Dio, “scese dal carro e si immerse nel fiume Giordano sette volte e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo”. Egli si è purificato ed è guarito dalla sua lebbra.
Questo fatto miracoloso ci fa subito pensare subito al fiume Giordano e alle acque battesimali dove lo Spirito Santo purifica il battezzato, lo ricolma dei suoi sette doni e lo risuscita dentro l’anima. Nel Battesimo noi viviamo il credo cristiano come san Paolo anche oggi ci scrive nella sua lettera. Egli proclama il suo cherigma, il suo credo battesimale, non solo col la Parola e con lo scritto, ma anche con la testimonianza viva del suo corpo incatenato, con la sua anima ardente di fede e con il suo sangue sparso nel martirio per amore di Gesù Cristo. Il suo corpo è incatenato, è chiuso in una prigione… Quando stavo a Roma ho fatto visita all’ultima prigione di San Paolo alle Tre Fontane. Questo carcere, basso, stretto: sembra una tana per bestie…Dal suo carcere, tutto incatenato per amore di Cristo, oggi egli proclama la sua fede e ce la comunica con ardore: “”Figlio mio, ricordati di Gesù Cristo, risorto dai morti, discendente di Davide (cioè Figlio d Maria), come io annuncio nel mio Vangelo. Ma la Parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto (per noi!) perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. Questa Parola è degna di fede: se moriamo con Lui, con Lui anche vivremo, se perseveriamo, con Lui anche regneremo; se lo rinneghiamo Lui pure ci rinnegherà…”.
Le acque battesimali ci portano con il pensiero alle acque di Lourdes, alle acque verginale e santissime dell’Immacolata Concezione dove è cresciuto il Figlio di Dio Gesù Cristo per nove mesi e dove ogni cristiano vive con gioia il suo battesimo cristiano. Là lo Spirito Santo opera!
E Gesù, nel Vangelo, lungo il cammino verso Gerusalemme dove verrà crocifisso, incontra dieci lebbrosi e dice loro: ”Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, guarirono. Ma uno di loro, vistosi guarito, tornò indietro, dando lode a Dio, a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ingraziarlo. Ed era un samaritano, (cioè uno straniero, uno scomunicato). Ma Gesù osservò: “Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio all’infuori di questo straniero?”. E gli disse: “Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato!”. Il Cuore amorevole e misericordioso di Gesù è amareggiato, è addolorato per la mancata riconoscenza, per l’ ingratitudine degli altri nove.
E oggi?...Quanti doni ci fa Dio ogni giorno, in ogni istante della nostra esistenza e nemmeno ce ne accorgiamo; tutto ci è dovuto e diamo tutto per scontato! Vogliamo che Dio sia nostro servo e ci sentiamo come dèi e padroni della nostra vita. E poi ci rendiamo conto che siamo solo dei poveri infelici perché solo Dio è Dio! Egli va amato, ringraziato e servito in questo vita per poi goderLo per sempre in Paradiso, come ripetevamo una volte, a memoria, nel vecchio catechismo.
In questo Vangelo oggi vediamo come Gesù,ha compassione di questi dieci poveri lebbrosi.. Ma lui guarda sì i loro corpi, ma guarda soprattutto le loro anime. Gesù è venuto in terra ed è morto in Croce per salvare le anime nostre. Egli è venuto sulla terra per guarirci dalla lebbra del peccato. E per questo ha istituito il Battesimo: per la remissione dei peccati. Dopo il Battesimo l’anima è tutta bella, bianca, santa e immacolata. Ma poi si cresce… e si pecca anche; ecco allora Gesù istituisce un altro sacramento per la remissione dei peccati che rinnova in noi la grazia battesimale; si tratta del Sacramento della Riconciliazione (la Confessione). Infatti il peccato è la lebbra dell’anima. Con l’assoluzione l’anima ritorna bella, in grazia di Dio, proprio come il giorno del santo Battesimo.
Sappiamo tutti che Gesù istituisce i sette Sacramenti per comunicarci la sua Grazia, la bellezza della sua Vita divina. E così come Egli 2000 anni fa predicava, liberava, battezzava, guariva… così oggi Egli si fa presente nella Chiesa per predicare, liberare, battezzare, guarire… e questo avviene tramite i Sacramenti che Egli ha voluto istituire come segni visibili della sua divina presenza oggi in mezzo a noi. E beato chi crede in Lui: nella sua divina presenza e nella sua azione liberante e di grazia santificante. Gesù è vivo oggi in mezzo a noi ed opera misteriosamente, ma realmente, oggi in mezzo a noi nella potenza del suo Santo Spirito e ci comunica sempre più la sua Vita divina, il suo Amore, la sua figliolanza divina, la sua gioia, la sua pace.
Sì, oggi Gesù opera nella sua Chiesa tramite i Sacramenti, e se si ha davvero fede in Lui, vivente in mezzo a noi ed operante nei Sacramenti, allora avvengono miracoli come tanti anni fa avveniva per le vie della Galilea e della Giudea. Ve ne racconto uno, come testimonianza e per dar lode a Gesù, che sia benedetto nel secoli. Io sono un miracolato…! Dopo una settimana che sono nato, stavo morendo e mia madre capì che non c’era più niente da fare (si era nel 1940!), e si preoccupò subito del Battesimo…e disse a mio padre. “Questa creatura portatela in chiesa e fatela battezzà, così muore da cristiano!”. Mia sorella maggiore, assieme a papà, mi prese in braccio e correndo per diverse viuzze di campagna per più di 5 chilometri, arrivarono in chiesa con il fiatone… Il parroco don Bernardo accorse subito e in fretta mi versò l’acqua battesimale sul capo con le parole battesimali: ”Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!”: … All’istante sono come risuscitato, ed eccomi qua a settant’anni di età e senza problemi di salute. Grazie a Dio! Grazie a Gesù presente ed operante nei Sacramenti della Santa Chiesa di Dio. Gli sono grato, Gli sono riconoscente e, prostrato a terra davanti a Lui, come il povero samaritano guarito dalla lebbra, Gli dico con tutto il cuore: Grazie, Gesù, grazie! Sii benedetto per sempre, o Signore! La mia mamma mi aspettava a casa piangendo forte in tanto dolore, e Gesù l’ha consolata. Grazie, Gesù! U sei davvero Buono e Misericordioso. Sii benedetto in eterno e sempre con il Padre e lo Spirito Santo. Amen! Sia lode e gloria a Te, o Signore, alleluia!”.

    Cantate al Signore un canto nuovo,
    perché ha compiuto meraviglie.
    Gli ha dato vittoria la sua destra
    E il suo braccio santo

    Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
    agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
    Egli si è ricordato del suo Amore,
    della sua fedeltà alla casa d’Israele.

    Tutti i confini della terra hanno veduto
    La vittoria del nostro Dio.
    Acclami al Signore tutta la terra,
    gridate, esultate, cantate inni!

    Il Signore ha rivelato ai popoli
    La sua giustizia. (Salmo 97/98 )


Vi auguro una buona domenica e vi benedico nel Cuore di Gesù e di Maria nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
“L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore!”. Pace e gioia!
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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 7:56 am    Oggetto: Domenica XXIX C "Pregare sempre senza stancarsi" Rispondi citando

      Domenica XXIX C

      "Pregare sempre senza stancarsi"

Sian lodati Gesù e Maria!

La preghiera è il respiro dell’anima, e porta la pace nel cuore; è comunione d’amore con Dio Amore: è salvezza per noi! Infatti c’è un Santo che ha scritto: “Chi prega si salva e chi non prega si danna!”. La Madonna apparendo all’Abate Cestac (+1868) tra l’altro gli disse: “La preghiera è una condizione posta da Dio stesso per l’impetrazione delle grazie”. Senza la preghiera dunque non si ottengono grazie e non c’è conversione. Il Cielo si apre a noi tramite la preghiera. Lo sapeva bene Mosè, come leggiamo oggi nella prima lettura, che mentre Israele combatteva contro l’esercito di Amalek, egli sul monte alzava le mani a Dio verso il Cielo, pregando con fede. E “quando Mosè alzava le mani Israele prevaleva, ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalek”. E dato che egli si sentiva pesare le mani, “presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole”: E vinse Israele!... Sì, con la preghiera si vince sempre, se essa è fatta con il cuore, con fiducia piena e se è perseverante, insistente, continua.
E c’è da riflette un momento sul fatto dell’atteggiamento da prendere durante la preghiera… C’è chi prega in piedi e va bene, ma è bene stare anche un po’ in ginocchio, non vi pare? Stanno sparendo gli inginocchiatoi dalle chiese, ma non mi pare che questa cosa aiuterà i fedeli a pregare di più!...
Ma ritorniamo alla perseveranza nella preghiera… Santa Monica, che è la Santa Patrona di Ostia (Roma), ha pregato per più di 30 anni per la conversione di suo figlio; ed egli, da peccatore che era, è diventato Sant’Agostino!
La preghiera sostiene i cristiani nella loro vita spirituale; con la preghiera si diventa Santi, cioè cristiani veri! Ecco perché la Regina della pace, ogni giorno, ci ripete da Medjugorje: “Pregate, pregate, pregate!”. San Padre Pio pregava con il Rosario in continuazione, e anche di notte. Giovanni Paolo II oltre al Rosario che egli amava assai, amava fare l’ adorazione eucaristica, tutto prostrato a terra e con le braccia a croce. Ecco perché è chiamato: “Il Grande!”.
Per chi prega con il cuore il Signore fa cose grandi come ha fatto nella Vergine Maria, che è l’Orante per eccellenza, E Gesù pregava molto il Padre suo e dialogare con Lui nell’amore. Egli passava nottate intere in preghiera o si alzava presto alla mattina, come risulta dal Vangelo, e si isolava volentieri per pregare.
Chi prega ama la Parola di Dio e ne ha grande fame. Questo è il tempo degli “affamati della Parola del Signore”! …Leggere e meditare la Parola di Dio è preghiera bella, forte... Essa opera efficacemente dentro di noi e ci dà forza poi per testimoniarla con gioia, e con coraggio cristiano, portandola ai fratelli che ci aspettano, come appunto San Paolo ci ricorda, scrivendo a Timoteo: ”Tutta la Scrittura, ispirata da Dio è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia (santità), perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona… Annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento”.
E Gesù, che è la “Parola fatta Carne per noi”, è Maestro anche di preghiera. La preghiera del “Padre nostro” è la Preghiera per eccellenza ed è uscita proprio dal suo Cuore di “Figlio del Padre”. E ognuno che la ripete, con il cuore, non si sente più orfano e sperduto in questo mondo, ma si sente “figlio di Dio”! E chi dice l’Ave Maria si sente “figlio di Maria”, Infatti la Chiesa è la Famiglia dei figli di Dio e di Maria. Ogni battezzato ha Dio per Padre e Maria per Madre, e noi siamo tutti fratelli!
E Gesù oggi, nel Vangelo, ci racconta una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai. Egli ci invita a ad ascoltare ciò che dice il giudice disonesto, riguardo ad una povera vedova che lo importunava continuamente per avere giustizia; e per un po’ di tempo egli non volle, ma poi disse tra sé: “anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perchè non venga continuamente ad importunarmi”. E’ bella, simpatica, questa parabola di Gesù! E poi Egli conclude rivolgendosi a noi: ”Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di Lui? Li farà forse aspettare a lungo? I vi dico che farà loro giustizia prontamente”.
Com’è bella la preghiera insistente di una madre per la conversione dei suoi figli…! Il Padre la esaudirà certamente; esaudirà tutte le mamme! Basta non scoraggiarsi mai ed essere perseveranti nella preghiera di lode al Signore, di richiesta confidente e di ringraziamento. Le mamme sanno pregare con il cuore, e anche con il Rosario in mano… Esse verranno certissimamente accontentate dal Signore misericordioso, che è Giudice giusto e Padre amorevole!
E Alla fine, in fondo alla pagina del Vangelo, oggi Gesù, a bruciapelo, ci guarda negli occhi e ci interpella, uno per uno: “Ma quando Io verrò, troverò la fede sulla terra? …Quando Io verrò ti troverò fedele, vigilante nella preghiera?... “ E’ una domanda senza risposta. La risposta la deve dare ognuno di noi nel silenzio del cuore, nel silenzio della preghiera, incominciando da me. …Prego? …Come prego? Ho fede? …Ne ho poca…! E’ perché prego poco o prego male.. Madonna mia, prega per me, prega per ognuno di noi! Aiutaci a pregare come preghi Tu! E prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte, Amen!

La Parola di Dio è viva ed efficace, discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Alleluia!

    Alzo gli occhi verso i monti:
    da dove mi verrà l’aiuto?
    Il mio aiuto viene dal Signore:
    Egli ha fatto Cielo e terra.

    Non lascerà vacillare il tuo piede,
    non si addormenterà il tuo custode,
    non si addormenterà, non prenderà sonno
    il custode d’Israele.

    Il Signore è il tuo custode,
    il Signore è la tua ombra
    e sta alla tua destra.
    Di giorno non ti colpirà il sole,
    né la luna di notte.

    Il Signore ti custodirà da ogni male:
    Egli custodirà la tua vita.
    Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
    da ora e per sempre..
    (salmo 120/121)

Il mio aiuto viene dal Signore!

Buona domenica a tutti, fratelli e sorelle, e sempre nel Cuore di Gesù e di Maria. Al loro Santissimo Cuore vi consacro ora e per sempre e vi benedico: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen.
Domenica prossima celebrerò un matrimonio ad una mia pronipote in Ciociaria. Mi fermerò là per qualche giorno anche perchè ho un fratello ammalato e gli voglio fare un po’ di compagnia. Gesù e la Mamma vi amano assai e anch’io vi voglio bene! Pace e gioia!
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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 7:57 am    Oggetto: Domenica XXX C "O Dio, abbi pietà di me peccatore!" Rispondi citando

      Domenica XXX C

      "O Dio, abbi pietà di me peccatore!"


Siano lodati Gesù e Maria!
Anche oggi il tema della liturgia della Parola è la preghiera: è un tema inesauribile come acqua di sorgente di montagna, infatti la preghiera è come acqua cristallina, ed è un vero dono dello Spirito.
Gesù nel Vangelo ci parla di due uomini che salgono al tempio di Dio per pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano, cioè un poveraccio mezzo scomunicato, uno che non contava niente nella società ebraica di allora. “Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo.”… Che cosa dice insomma il fariseo a Dio nella sua preghiera?... “Guarda che io, io sono un ...santo! Io sono meglio degli altri, sono il più bravo di tutti! E perciò mi devi trattare bene, mi raccomando…!” Poveretto questo fariseo!...E’ tutto pieno di sé, pieno di orgoglio sopraffino… si sente un dio! Egli adora, incensa e prega solo se stesso.
“Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto, dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore!”. Ora Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato”. Il povero samaritano si sentiva indegno anche di stare in chiesa e si sentiva davvero peccatore, e chiedeva, di cuore, pietà al Signore… Invece l’esaltazione di se stesso e del proprio io è segno di superbia e la superbia è roba che viene direttamente dal maligno.
L’umiltà viene da Gesù, dallo Spirito di Dio e dal Cuore di Maria, l’umile Serva del Signore. Quando una persona è davvero umile, ama mettersi all’ultimo posto in casa, nella vita e anche in chiesa: non cerca gratificazioni e non si arrabbia se qualcuno dice male di essa, e non sa portare rancore dentro. Ecco, una persona come questa diventa presto capace di pregare e di pregare bene, con il cuore.
Lo Spirito Santo va in cerca di cuori umili e semplici, e dove li trova là si ferma ed opera. Egli è fortemente attratto da un cuore umile, che è come una calamita che attira lo Spirito del Signore, come quello di Maria. V
Il Signore vuole respirare Maria nei nostri cuori, la sua umiltà, la sua purezza, la sua sincerità, la sua preghiera, il suo amore immacolato. Nel cuore umile Egli ritrova un po’ la sua divina Sposa. E quando un cuore ha lo Spirito Santo allora è un cuore che ama, un cuore che sa pregare con perseveranza. E le persone umili, avendo dentro di sé il dono dello Spirito di Dio, sanno pregare e pregano bene anche senza tante tecniche e conferenze. La preghiera vera infatti è il Sospiro dello Spirito Santo che prega in noi e grida: “Abba, Padre!”, come appunto ci insegna. E nella lettera ai romani ((8, 27) così anche scrive: “Anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemit inesprimibili” Quando uno ha lo Spirito Santo diventa subito un uomo di preghiera, un uomo di Dio.
E se una persona è umile diventa poi subito devoto della Madonna, quasi con naturalezza. E il Santo da Monfort scrive nel suo bel libro della “Vera devozione a Maria”: “Ami la Madonna? Hai lo Spirito Santo! Ami molto la Madonna? Hai molto Spirito Santo!”. E quel cuore diventa subito casa di preghiera e di adorazione in Spirito e Verità.
Il libro del Siracide fa eco a questo Vangelo Santo che abbiamo meditato assieme: “Il Signore non trascura la supplica dell’orfano, né la vedova, quando si sfoga nel lamento. Chi la soccorre è accolto con benevolenza, la sua preghiera arriva fino alle nubi. La preghiera del povero attraversa le nubi, né si quieta finché non sia arrivata; non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità”.

    Il povero grida
    e il Signore lo ascolta!

    Benedirò il Signore in ogni tempo,
    sulla mia bocca sempre la sua lode.
    Io mi glorio nel Signore;
    i poveri ascoltino e si rallegrino.

    Il Volto del Signore contro i malfattori,
    per eliminarne dalla terra il ricordo.
    Gridano e il Signore li ascolta,
    li libera da tutte le loro angosci.

    Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
    egli salva gli spiriti affranti.
    Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
    non sarà condannato chi in Lui si rifugia.


Ed ora mettiamoci, in silenzio, accanto a San Paolo, che è solo, abbandonato da tutti e ascoltiamo assieme quello che egli dice a Timoteo, suo figlio spirituale: “Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti non se ne tenga conto. Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca dei leoni. Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei Cieli, nel suo Regno: a Lui la gloria nei secoli.”. Queste parole di San Paolo ci commuovono il cuore e ci lasciano ammirati per come egli ha saputo affrontare le difficoltà, e anche il tribunale dove era stato accusato per il fatto che è un cristiano. Egli è solo e nessuno lo ha assistito, ma San Paolo confida in Dio perché è un uomo di fede, è un uomo di preghiera. E agli uomini di Dio “solo Dio basta!”, come amava ripetere Santa Teresa d’Avila, che abbiamo festeggiato in questi giorni.
L’ardente Apostolo di Cristo è in attesa di partire per il Cielo: lo aspetta infatti il martirio e ci lascia perciò il suo testamento: ”Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il Giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno, non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione”. San Paolo, ormai prossimo al martirio di sangue, afferma di aver combattuto la buona battaglia nella vita ed ha conservato la fede… E noi ce la faremo a conservarla, la nostra fede, fino al giorno della nostra morte? E quando verrà Gesù per chiamarci a Sé troverà ancora la fede dentro al nostro cuore? Sì, se saremo uomini e donne di preghiera.
Siano lodati Gesù e Maria!
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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 7:59 am    Oggetto: Domenica XXXI C Oggi per questa casa è entrata la salvezza! Rispondi citando

      Domenica XXXI C

      Oggi per questa casa è entrata la salvezza!


Siano lodati Gesù e Maria!

Quant’è bella la lettura della Sapienza oggi! Ve la voglio copiare tutta di un fiato e non ha bisogno di commenti. E’ una preghiera bellissima, che entra dentro l’anima:
“Signore, tutto il mondo, davanti a Te, è come polvere sulla bilancia,
come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
Hai compassione di tutti, perché tutto puoi;
chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,
aspettando il loro pentimento.
Tu infatti ami tutte le cose che esistono
e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
se avessi odiato qualcosa non l’avresti neppure creata.
Come potrebbe sussistere una cosa se Tu non l’avessi voluta?
Tu sei indulgente con tutte le cose
perché sono tue, Signore, amante della vita.
Poiché il tuo Spirito incorruttibile è in tutte le cose.
Per questo Tu correggi, a poco a poco,
quelli che sbagliano e li ammonisci,
ricordando loro in che cosa hanno peccato,
perché, messa da parte ogni malizia, credano in Te, Signore!”.
Fratelli, il Signore amante della vita, Colui che è la Fonte della nostra gioia, è disceso dal Cielo per vivere in mezzo a noi e portarci salvezza e pace. Egli è Gesù, e oggi lo contempliamo mentre entra ad oriente, entra nella città di Gerico… Tutti accorrono a Lui con grande gioia! Tutti sono come attratti dalla sua bellezza spirituale e anche fisica, che emana da tutto il suo Essere di Uomo Dio: dal suo sguardo e dal suo sorriso, dalla sua Voce armoniosa, dalla sua Parola santa.
Per primi ad accorrere sono i bambini, che stavano perla strada a giocare: vedono gesù e subito accorrono per essere la Lui benedetti, accarezzati e poi essi corrono a casa e gridano a tutti: è arrivato Gesù! E’ arrivato Gesù di Nazareth! Accorrono tutti: le mamme, i papà, i giovani, e portano gli ammalati, tutti! C’è tanta curiosità e fervore per le vie della città mentre passa il Re dell’eterna gloria, benedicendo con il suo sorriso di pace. …Egli è davvero il più bello tra i figli degli uomini…! E tutti restano come incantati davanti al Dio fatto Uomo. Ed è tutto un vociare all’intorno: “Osannà! Osannà! Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!”.
La notizia si espande come a macchia d’olio, e tutto si ferma al passaggio del Figlio di Dio, sceso in terra. E da porta a porta, da fontana a fontana, da lavatoio a lavatoio risuona la bella notizia: “E’ arrivato Gesù di Narazeth! Egli è in mezzo a noi!”.
Tutti accorrono con tanta gioia nel cuore… E anche Zaccheo il pubblicano sente… ascolta, pensa… e poi lascia tutto per correre anche lui verso Gesù. Lo vuole almeno vedere una volta, una volta soltanto… vuole vedere Gesù, il Salvatore! Ma è piccolo di statura, e si vergogna anche perché è un peccatore, un pubblicano odiato dalla gente all’intorno… In mezzo alla folla osannante cerca di vedere Gesù, la sua Persona santa, la sua Salvezza, ma non ci riusce, e allora, per vederLo, si arrampica di su un a pianta di sicomoro…
”Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito perché oggi devo fermarmi a casa tua”. Egli scese in fretta e Lo accolse, pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: “E’ entrato in casa di un peccatore!”. Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore:” Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto”. Gesù rispose: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”.
Anch’io sono basso di statura, Signore, e sono peccatore… e voglio imitare Zaccheo, il pubblicano, nel venire a Te, perché basta guardarTi una volta sola con il cuore, o Misericordioso, che avviene in cambiamento in me, e… voglio convertirmi oggi stesso. Voglio incontrarti là dove sei: in fondo alla Chiesa! Pietà di me, convertimi, Signore!

    “O Dio, mio Re, voglio esaltarti
    E benedire il tuo Nome in eterno e per sempre.
    Ti voglio benedire ogni giorno,
    lodare il tuo nome in eterno e per sempre.

    Misericordioso e pietoso è il Signore,
    lento all’ira e grande nell’amore.
    Buono è il Signore verso tutti,
    la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

    Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
    e ti benedicano i tuoi fedeli.
    Dicano la gloria del tuo Regno
    e parlino della tua potenza.
    Fedele è il Signore in tutte le sue parole
    è buono in tutte le sua opere.
    Il Signore sostiene quelli che vacillano
    e rialza chiunque è caduto.

    Sì. benedirò il Signore in ogni tempo!
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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 8:00 am    Oggetto: E' festa di tutti i Santi! Rispondi citando

      E' festa di tutti i Santi!


Siano lodati Gesù e Maria!
Oggi è festa di tutti i Santi. E’ una festa che ci riguarda perché anche noi siamo chiamati a santità di vita per poter un giorno andare in compagnia dei santi in Cielo. Per questo motivo oggi Gesù nel Santo Vangelo ci invita ad esser poveri in spirito, misericordiosi, puri di cuore, portatori di pace e ad accogliere con pazienza le persecuzioni. E se Lo ascolteremo saremo Beati già da questa terra, e poi, per sempre, saremo anche noi Santi in Paradiso.
E ora, in compagnia di San Giovanni, ci affacciamo al Cielo e contempliamo assieme, come estasiati, la moltitudine dei “Segnati dal sigillo di Dio”: …è una moltitudine immensa, che nessuno può contare! Sentite che bello: “…tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello (Gesù), avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani (come segno di vittoria). E gridavano a gran voce: “La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono e all’Agnello!”. E tutti gli angeli stavano attorono al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza la nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen”. Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: “Questi,che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?”. Gli risposi: “Signore, Tu lo sai!”. E Lui: “Sono quelli che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel Sangue dell’Agnello (Gesù). E quando le nostre vesti vengono lavate nel Sangue di Gesù?. Quando piangiamo i nostri peccati e attraverso i Sacramenti nei quali opera sempre lo Spirito Santo di Dio e Gesù è presente e battezza, confessa, consacra il pane e il vino, che diventano il suo Corpo e il suo Sangue. E’ Gesù che, nei Sacramenti, comunica la sua Vita divina a tutti noi che diventiamo sempre più un solo Corpo e un solo Sangue con lui e tra di noi. Cioè diventiamo sempre più “santi e immacolati nell’amore”.
Ed essendo nel cammino della santità siamo chiamati beati da Gesù se saremo poveri in spirito, cioè umili, e quando ci capita una sofferenza saremo consolati con la consolazione dello Spirito, e se saremo miti e umili di cuore saremo beati, e saremo beati se avremo fame e sete della giustizia santa, se cioè avremo davvero desiderio di farci santi. E beai noi se saremo misericordiosi come Dio è misericordioso verso di noi! E beati se se saremo puri di cuore e veritieri: saremo veri figli di Dio se diverremo portatori di pace. E infine beati noi quando ci insulteranno, ci perseguiteranno, e mentendo, diranno ogni male contro di noi per causa della nostra fedeltà a Gesù. Rallegriamoci ed esultiamo perché grande è la nostra ricompensa nel Cieli!
“Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo veramente!...Per questo il mondo non ci conosce perché non ha conosciuto Lui. Carissimi, noi siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che, quando Egli si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui perché Lo vedremo così come Egli è. Chiunque ha questa speranza in Lui, purifica se stesso, come Egli è puro (seconda lettura).
Sì, è bello essere figli di Dio! E lo siamo per davvero. Siamo chiamati a vivere da santi. Questa è una grande gioia per noi, che siamo destinati al Paradiso dove vivremo l’eterno Amore, la gioia e la pace eterna.
E ricordiamo anche i nostri fratelli e sorelle defunti che, se sono ancora in Purgatorio hanno bisogno delle nostre preghiere. Da oggi si può acquistare per loro l’indulgenza plenaria, se ben confessati e comunicati, andiamo a pregare per loro in una chiesa o anche nel camposant, e se diciamo una Pater, Ave e Gloria per il Papa.
E questa notte mettiamoci in preghiera di riparazione perché questa festa pagana di Alohim, è una rovina e uno scandalo per noi crisitani E’ una festa assai pericolosa con queste maschere di mostri, di streghe, di maghi e di diavoli… che Dio ce ne scampi e liberi!
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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 8:05 am    Oggetto: Tempo di Avvento I A "Tenetevi pronti! Egli viene& Rispondi citando

    Tempo di Avvento I A

    "Tenetevi pronti! Egli viene"


Siano lodati Gesù e Maria!

Oggi inizia il tempo santo dell’Avvento e il nuovo anno liturgico. Mano nella Mano con la Santa Madre di Dio, facciamo assieme questo cammino di crescita spirituale, facendo memoria dell’Avvento del Signore Gesù, che è nato in mezzo a noi 2010 fa. E aspettiamo assieme, con desiderio del cuore, il suo ultimo Avvento, quando Egli ritornerà sulla terra per giudicare i vivi e i morti. Egli verrà nella potenza del suo Santo Spirito sulle nubi del Cielo, e rinnoverà ogni cosa, ogni cuore,
Egli viene, Gesù viene! … sta già arrivando! Prepariamoci. E Il profeta Isaia ci profetizza: “Alla fine dei giorni il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti. Verranno tutti i popoli e diranno: “Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri. Poiché da Sion uscirà la Legge e da Gerusalemme la Parola del Signore… “.
Ecco, è già uscita la Parola del Signore da Gerusalemme, è venuta e si chiama Gesù, il Cristo, il figlio del Dio vivente. Egli ha preso carne da Maria Vergine e si è fatto Uomo per opera dello Spirito di Dio. Egli è il vero Tempio Santo del Signore, ed è stato immolato per noi sul Monte Calvario in Gerusalemme. Egli, stendendo le sue mani per noi sulla Croce, ci ha attirato tutti a Sé, e tutti i popoli stanno già accorrendo a Lui, insieme con noi. Infatti ha detto: “Quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a Me… Distruggete questo tempio e in tre giorni lo riedificherò!”. E lo ha fatto perché è morto per noi sulla Croce e al terzo giorno è risuscitato, Egli è vivo! Egli è la Salvezza di tutta l’umanità, è la nostra salvezza: è il Dio che salva! Tutti siamo chiamati ad andare a Lui con cuore contrito e fedele.
“Egli sarà Giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra”. E’ questo il periodo glorioso della pace annunciato a Fatima dalla Regina del Santo Rosario: “… finalmente il mio Cuore Immacolato trionferà e ci sarà la Pace!”. E da Medjugorje Ella, come Regina della Pace, sta preparando, giorno dopo giorno, e con infinito amore materno, questa pace nei cuori e in tutto il mondo. La nostra pace è Gesù, il Salvatore!

    “Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore!”.

    Quale gioia quando mi dissero:
    “Andremo alla Casa del Signore!”.
    Già sono fermi i nostri piedi
    Alle tue porte, Gerusalemme!

    E’ là che salgono le tribù,
    le tribù del Signore,
    secondo la legge di Israele
    per lodare il Nome del Signore.
    Là sono posti i seggi del giudizio
    I troni della casa di Davide.

    Chiedete pace per Gerusalemme:
    vivano sicuri quelli che ti amano;
    sia pace nelle tue mura,
    sicurezza nei tuoi palazzi.

    Per i miei fratelli e i miei amici
    Io dirò: “Su di te sia pace!”.
    Per la casa del Signore nostro Dio,
    chiederò per te il bene.

    Andiamo con gioia incontro al Signore!


E San Paolo, che scrive ai cristiani di Roma e anche a noi, oggi ci ammonisce:
”E’ ormai tempo di svegliarvi dal sonno perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente come in pieno giorno non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo”.
E come facciamo a rivestirci di Gesù Cristo? Vivendo in Grazia di Dio, pregando, e assorbendo sempre più in noi le belle virtù di Gesù e di Maria: l’umiltà, la misericordia, la purezza, la sincerità, la piccolezza, l’amore verso il Padre e verso i fratelli, e accogliendo la croce di ogni giorno per amor di Dio.
Ma oggi mi pare proprio che stiamo come ai tempi di Noè… e allora Gesù, nel suo Vangelo ci avvisa:
“Come nei giorni che precedevano il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito fino ai giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la Venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una sarà portata via e l’altra lasciata (…ci sarà una separazione tra chi è nel bene e chi è nel male). Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà”. Alcuni Santo meditando questa Parola nel loro cuore hanno scritto che la terra è stata purifica dall’acqua, poi dal Sangue di Cristo e dei martiri, e infine dal Fuoco dello Spirito Santo.
E può darsi che Egli arrivi questa notte stessa o domani! Non ha importanza sapere la data precisa o l’ora di quando Egli verrà. L’importanti è: essere pronti!
E Gesù segue dicendoci: “Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo”.
No, non sappiamo l’ora della Venuta del Signore e neppure l’ora della nostra morte corporale. Ma sappiamo che, uno per uno, passeremo davanti al Giudice supremo Gesù Cristo, e dovremo render conto di tutto l’operato della nostra vita terrena. Sì Egli è un Dio misericordioso ma è anche un Dio Giusto… Ma intanto siamo chiamati a prepararci bene, come si addice ad un vero cristiano, che è in cammino verso il Cielo, verso l’eternità.
Quando Egli verrà a prenderci facciamoci trovare in Grazia di Dio, ricchi di opere sante e con il rosario in mano. Dentro la cassa ci metteranno non il portafoglio pieno di soldi, ma solo la povera corona del Santo Rosarip e magari sgualcita per i tanti rosari recitati durante la vita terrena. Nell’Ave Maria infatti ogni giorno ripetiamo: “Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte, amen”. Infatti l’ora della nostra morte è l’ora più importante di tutta la nostra esistenza, perché è l’ora decisiva, l’ora della chiamata e dell’incontro definitivo con Dio, con Gesù Cristo Signore, che è Re di eterna gloria.

    “Mostraci, Signore, la tua Misericordia
    e donaci la tua salvezza.
    Alleluia!
    Maran atà!Vieni, Signore Gesù!

    Vieni e salvavi, Signore!
    Salvaci, Signore Gesù!"
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GOCCE DI LUCE



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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 8:07 am    Oggetto: Tempo di Avvento II A "Preparate la via del Signore! Rispondi citando

      Tempo di Avvento II A

      "Preparate la via del Signore!


Siano lodati Gesù e Maria!

Ecco, il profeta Isaia annuncia: “In quel giorno un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici”.
Iesse era il padre del santo re Davide, e sia San Giuseoppe che Maria provenivano dalla sua discendenza regale. Il “germoglio” è Maria e il “Virgulto” è suo Figlio Gesù, che Isaia così descrive:
“Su di Lui si poserà lo Spirito del Signore, Spirito di sapienza e dì intelligenza, Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli umili della terra: percuoterà il violento con la verga della sua bocca, con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio. La giustizia sarà fascia dei suoi lombi e la cintura dei suoi fianchi”.
E poi il profeta ci parla del tempo della pace che verrà proprio qando il Cuore Immacolato di Maria trionferà. Ecco come sarà:
“Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, il leopardo si sdraierà accanto al capretto, il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà… Il lattante si trastullerà sulla bocca della vipera; il bambino metterà la mano nel covo dei serpente velenoso. Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte perché la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare…”
Quando verrà il Regno di Dio, che sarà Regno di amore e di pace universale, chi ci governerà avrà la bontà e la semplicità di un bambino: “In quel giorno avverrà che la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli. Le nazioni la cercheranno con ansia. La sua dimora sarà gloriosa”.
Il “Vessillo” del Regno di Dio è la santa Croce, che è il trono dal quale Gesù Cristo regna su tutti i popoli di tutti i tempi.

Vieni, Signore, Re di giustizia e di pace!

O Dio, affida al Re il tuo diritto,
al figlio del Re la tua giustizia;
Egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
E i tuoi poveri secondo diritto.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
E abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E domini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

Perché Egli libererà il misero che invoca
E il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole del misero
E salvi la vita dei miseri.

Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo Nome.
In Lui siano benedette tute le stirpi della terra
E tutte le genti lo dicano Beato! (Salmo 71/72)

E nel Vangelo di oggi vediamo Giovanni Battista che predica con forza, con fervore, nel deserto della Giudea. La sua voce è un grido che arriva anche a noi, è per noi:
“Convertitevi, perché il Regno dei Cieli è vicino! Egli infatti è Colui del quale aveva parlato Isaia quando disse: “Voce di uno che grida nel deserto: ‘Preparate la via del Signore! Raddrizzate i suoi sentieri!’.
E Lui, Giovanni, portava un vestito di pelli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano le cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. (è il battesimo di Giovanni Battista).
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: “Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione… Già la scure è posta alla radice degli alberi, perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezza nell’acqua per la conversione, ma Colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali: Egli vi battezzerà in Spirito Santo e Fuoco! Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia (la Chiesa e l’umanità) e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile (nell’inferno)”.
Quì non ce n’è bisogno di commenti, basta che ognuno si metta nel silenzio e legga con calma queste parole santissime, meditandole nel suo cuore e capirà!
E ora vi benedico nel Cuore di Gesù e di Maria e vi lascio con il saluto di San Paolo che, nella seconda lettura, scrive ai cristiani di Roma.
“Il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri, gli stessi sentimenti, sull’esempio di Gesù Cristo. Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio…”.

Alleluia!
“Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”.
E che significa “Raddrizzate i suoi sentieri”? Ce lo dice la Regina della pace anche nel messaggio di giovedì scorso, del 02 12 10: “Cari figli, oggi qui con voi prego affinché troviate la forza di aprire i vostri cuori e di conoscere così l’enorme amore del Dio sofferente. Per questo Suo amore, bontà e mitezza io sono con voi. Vi invito affinché questo tempo particolare di preparazione sia tempo di preghiera, penitenza e conversione. Figli miei, avete bisogno di Dio. Non potete andare avanti senza mio Figlio. Quando comprenderete e accetterete questo, si realizzerà ciò che vi è promesso. Per mezzo dello Spirito Santo nascerà nei vostri cuori il Regno dei Cieli. Io vi conduco a questo. Vi ringrazio.
La Regina della Pace è il Giovanni Battista dei nostri giorni che il Padre celeste ha mandato per richiamarci maternamente alla conversione e per prepararci alla venuta di Gesù. Ella da quasi trent’anni sta venendo giù dal Cielo a Medjugorje per parlarci con in Cuore in mano… e beato chi saprà ascoltarla! Ella ci invita a vivere da cristiani come Gesù ci ha insegnato nel Vangelo. E’ ora che ci decidiamo, è ora che raddrizziamo il nostro cammino di vita spirituale e che facciamo sul serio. È ora di cambiare vita e che ci mettiamo a posto dentro l’anima e magari con una bella confessione, e che viviamo secondo i Comandamenti di Dio. È proprio arrivata l’ora! E facciamo ancora in tempo! Viviamo in pace con tutti, diamoci da fare nel pregare meglio e di più, facciamo il digiuno il mercoledì e il venerdì, e operiamo più bene possibile intorno a noi, portando a tutti una testimonianza viva, vera dell’amore di Dio. Allora avremo pace, speranza e gioia. Pace e gioia!
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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 8:08 am    Oggetto: E' festa dell'Immacolata Concezione! Rispondi citando

      E' festa dell'Immacolata Concezione!

Siano lodati Gesù e Maria!

All’inizio, quando Dio creò cielo e terra, Egli creò l’uomo a sua immagine e somiglianza. L’uomo era felice sulla terra: “Maschio e femmina li creò! Ma ecco che arrivò il serpente antico, satana; tentò Eva che assieme ad Adamo disubbidì a Dio: ogni disobbedienza alla volontà di Dio viene dalla superbia e rompe l’amicizia con Dio e con i fratelli. Adamo ed Eva, disobbedendo, divennero tristi e si sentirono soli perché persero la Grazia di Dio, la sua Alleanza d’amore e si videro anche nudi, spogliati di tutto. Ma allora il Signore ebbe compassione di loro, usò loro misericordia e intervenne. E maledì satana, il serpente tentatore: “Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la Donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”. La Donna che allora Dio promise è Maria, e la sua stirpe è Gesù e tutti noi con Lui.
Oggi nel vangelo la Donna, profetizzata già all’inizio della creazione, la vediamo a Nazareth in umile preghiera. Ed ecco che, nel silenzio e nella pace, arriva l’Arcangelo Gabriele, mandato da Dio, e la saluta con amore e con profonda riverenza: “Rallegrati, piena di Grazia! Il Signore è con te! Ecco, concepirai un Figlio, Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo (il nome di una persona per gli ebrei è la persona stessa); Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobb, e il suo Regno non avrà fine”, Allora Maria disse all’Angelo: “Come avverrà questo poiché non conosco uomo?”. Le rispose l’Angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su dite e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra (lo Spirito Santo è lo Sposo di Maria!); poiché Colui che nascerà sarà Santo e sarà chiamato Figlio di Dio…”. Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore avvenga di me secondo la tua Parola!”. In quello stesso istante che Maria disse il suo Sì d’amore al Signore, lo Spirito Santo la possedette tutta e la rese feconda: Il Verbo di Dio si fece Carne ed abitò in mezzo a noi!
Ecco, questa è la Donna profetizzata, già all’inizio, nel libro della Genesi nel Paradiso terreste. Eva aveva detto no alla Volontà di Dio. Maria a Nazareth dice il suo Sì d’amore! “Eccomi… si compia in me la tua Parola!”. Con il Sì di Maria il Verbo Eterno del Padre si è incarnato: è Gesù, il Salvatore! …E viene riaperto finalmente il Giardino dove Dio può scendere per dialogare con l’uomo e farlo suo alleato, suo amico, figlio suo insieme a Gesù.
L’Immacolata è la Donna predestinata, fin da sempre, nel pensiero e nel Cuore di Dio, fin dall’eternità. Ella venne concepita in una coppia di sposi santi: Gioacchino ed Anna, della progenie regale del santo Re Davide. Ella venne concepita senza peccato originale in previsioni dei meriti di Gesù Cristo. E questo è il dogma di fede che celebriamo oggi. Dogma proclamato solennemente dal Papa, il Beato Pio IX, nel 1854. Ma Maria non è solo “l’Immacolata Concepita”: Ella è…“l’Immacolata Concezione!”. Infatti quattro anni dopo, a Lourdes, Ella disse il suo vero Nome a Santa Bernerdette Soubiroux: “Io sono l’Immacolata Concezione!”.... E’ un mistero che Ella svela gradualmente infatti nel l830, apparendo a Santa Caterina Labourè, Ella si presentò come “Maria concepita senza peccato originale” . Ma 28 anni dopo, a Lourdes, Ella afferma “Io sono l’Immacolata Concezione!”… E qui c’e un mistero da scoprire… Qualche teologo ci ha provato a scoprirlo, e anche San Massimiliano Kolbe che, riflettendo sull’apparizione della Madonna a Lourdes, il Santo si domandava:: “Chi sei Tu, o Immacolata?”…: Egli è chiamato giustamente: “il folle dell’Immacolata”, e ha scritto molto su questo tema. E anche in Gocce di luce se ne parla assai. E’ da riflettere e meditare. Poi la Chiesa con il tempo dirà!...
Oggi festeggiamo l’Immacolata, e noi? Noi siamo i figli suoi… figli dell’Immacolata Concezione assieme a Gesù; e più l’ameremo e imiteremo le sue belle virtù e più le somiglieremo, fino a diventare “Santi e immacolati nell’amore”. Pace e gioia!
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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 8:09 am    Oggetto: Tempo di Avvento III A Coraggio, non temete! Rispondi citando

      Tempo di Avvento III

      A Coraggio, non temete!


Siano lodati Gesù e Maria!
Il Vangelo di oggi ci parla ancora di Giovanni il Battista. Egli è in carcere per dare l’estrema testimonianza a Gesù, il Messia atteso, che è finalmente presente in mezzo al suo popolo. La sua testimonianza presto egli la darà anche con il suo martirio, con il suo sangue. Ma prima di morire, a scanso di ogni dubbio, vuole la prova finale della presenza di Dio sulla terra, e ciò anche per ripeterlo con più forza ai suoi discepoli e anche a noi oggi. Egli per mezzo dei suoi discepoli mandò a dire a Gesù: “Sei Tu Colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. Gesù rispose a lui e a noi oggi, rispose con i fatti: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato chi colui che non trova in Me motivo di scandalo!.
Fratelli, Dio è davvero disceso dal Cielo è venuto sulla terra! E’ venuto a salvarci, ed è Gesù di Nazareth! E i fatti lo dimostrano. Perciò esultiamo assieme al profeta Isaia che vide Gesù di lontano, diversi secoli prima. Egli esultò e profetizzò e annunciò il Messia ad Israele e ai popoli della terra:
“Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa! Come fiore di narciso fiorisca… Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli Viene a salvarvi… Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo. Griderà di gioia la lingua del muto. Ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno Via santa. Su di essa ritorneranno e riscattati del Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto”.
…Come sono belle e consolanti queste parole sante del profeta Isaia nella prima lettura di oggi! Sono proprio Parola di Dio! Coraggio: sì, cantiamo con gioia, cantiamo con giubilo perché in mezzo a noi è venuto Gesù il Salvatore. Egli porta l’amore la pace e a chi Lo accoglie con fede sincera gli torna anche il sorriso sul volto ed ha tanta voglia di saltare dalla gioia. Ecco, Egli ci riapre gli occhi a contemplare le meraviglie di Dio, ci apre gli orecchi per l’ascolto umile della sua santa Parola… Egli consola i cuori affranti.
Sì, salteremo come un cervo, e grideremo: alleluia! Con gioia canteremo assieme le odi del Signore e cammineremo sulla Via santa che porta alla libertà dei figli di Dio. Ritorneremo al Signore, che ci aspetta a braccia aperte, e andremo in Sion con giubilo: andremo al Monte del Signore, che è il Cielo eterno: felicità eterna splenderà sul nostro capo, gioia e felicità ci seguiranno sempre e fuggirà via da noi, e per sempre, la tristezza e il pianto.
Sono questi gli effetti che produrrà in noi la venuta di Gesù che è già vive con noi: Egli ci prende per mano e ci conduce, piano piano, nel suo eterno regno d’ Amore. Egli è con noi nella sua santa parola ed è vivo nella Santa Eucaristia. E già ci fa pregustare del gioie del suo Regno di pace.
E cantiamo “Alleluia!
Alleluia! Lo spirito del Signore è su di me,
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annunzio. Alleluia!

Infatti quando uno è pieno di gioia comunica gioia, quando uno trabocca di pace porta la pace, quando uno profuma di Cielo porta il Cielo, quando uno è pieno di Spirito Santo porta lo Spirito Santo, quando uno è innamorato di Gesù Cristo porta Gesù Cristo. Alleluia! Pace e gioia!
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GOCCE DI LUCE



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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 8:10 am    Oggetto: Tempo di Avvento IV A "Ecco, la Vergine concepirà!" Rispondi citando

      Tempo di Avvento IV A

      "Ecco, la Vergine concepirà!"


“Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!”

Siamo quasi a Natale, e la Parola di Dio entra dentro l’anima nostra come rugiada, come luce calda e serena nel nostro cuore, che attende il Salvatore, il Re della Pace.
Tramite il profeta Isaia Iddio profetizza al re Acaz la grande speranza per Israele e per il mondo intero:
“Ecco, la Vergine concepirà e partorirà un Figlio, che chiamerà Emmanuele”.
La Vergine è Maria. Ella era promessa sposa di Giuseppe. Egli, un giorno, si rese conto che la sua promessa Sposa aspettava un bambino… Si turbò perché non conosceva ancora il Mistero che era racchiuso nel suo Grembo puro, santo e immacolato. Ma non ne parlò con nessuno, e lo disse solo a Dio, nella preghiera, e Dio gli mandò, in sogno, un Angelo che, con una voce piena di pace, gli disse:
“Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il Bambino che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo. Ella darà alla luce un Figlio, e tu Lo chiamerai Gesù: Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”.
E così la profezia di Isaia si è realizzata in pienezza. Maria porta in Grembo Gesù Bambino per nove mesi: Egli presto nascerà a Betlemme.
E’ Lei, assieme a San Giuseppe, che ha preparato il suo Natale, il Natale all’ Emmanuele, al Dio che è venuto a vivere in mezzo a noi, e in noi.
Questo Vangelo Santo di oggi ci fa riflettere anche su un fatto assai bello: la Santa Verginità di Maria! E’ una lode alla sua santa Verginità. Infatti è dogma di fede cattolica che Maria è Vergine prima del parto, durante il parto e dopo in parto… e questo com’è possibile? Tutto è possibile a Dio! E’ come il raggio di sole che attraversa il vetro trasparente: così è nato Gesù da Maria. Ed Egli, un giorno,dopo la sua gloriosa Risurrezione entrerà anche a porte chiuse nel Cenacolo per stare coni suoi discepoli.

Ecco, viene il Signore, Re della gloria!

Del Signore è la terra e quanto contiene.
Il mondo con i suoi abitanti. E’ Lui che l’ha fondata sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito,

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
che non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che Lo cerca,
che cerca il tuo Volto, Dio di Giacobbe

Ecco, viene il Signore, Re della gloria!
Alleluia!
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GOCCE DI LUCE



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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 8:12 am    Oggetto: E' IL NATALE DEL SIGNORE! Rispondi citando

      E' IL NATALE DEL SIGNORE!


Ave Maria!

“Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi il Salvatore, Cristo Signore!”

E’ Natale! E’ un giorno di grande pace, perché la Pace del Cielo è discesa quaggiù sulla terra: e la Pace è Gesù Bambino: Colui che ci salva. In silenzio accompagniamo Giuseppe e Maria dalla Galilea, da Nazareth, fino in Giudea: a Betlemme. Essi vanno là per farsi censire secondo il decreto di Cesare Augusto. Ma è stato un fatto provvidenziale perchè era arrivata l’ora di Dio… “Là si compirono per la Madre i giorni del parto: Ella diede alla luce il suo Figlio primogenito, che è Figlio di Dio! Lo avvolse in fasce e Lo pose in una mangiatoia perché per loro non c’era posto nell’alloggio”. L’aria all’intorno si riempì della pace di Dio… Gli Angeli scesero sulla Grotta santa e l’avvolsero con la loro luce celeste e la riempirono delle loro dolci armonie, E c’erano là dei pastori che, nella notte, vegliavano sul gregge: la gloria del Signore li avvolse di luce: “Non temete, ecco vi annuncio una grande gioia, che sarà per tutto il popolo: oggi è nato per voi il Salvatore, che è il Cristo Signore: troverete un Bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia… Gloria a Dio nel più alto dei Cieli e sulla terra pace agli uomini che Egli ama!”.
Questo è il Natale santo! E’ il Natale del Signore. Nasce Gesù a Betlemme; Egli è il Salvatore! Imitiamo i pastori che gioiscono, cantano e vanno con doni per onorare, per adorare il Figlio del Padre, che è disceso sulla terra. Egli ama stare con noi. E’ venuto a riportare l’amore in questo nostro povero mondo, sporcato dal peccato, è venuto ad allontanare il male dai nostri cuori, è venuto a dirci: “Amate Dio! Amate Dio! E amatevi tra di voi, come vi ho amato Io!”.
Egli è venuto a portarci la pace, la pace nel cuore, e a riaprici il Paradiso con il suo Santo Sacrificio, che è un Natale continuato. Inginocchiamoci a terra, imitando i Pastori, e adoriamoLo assieme a Maria e a Giuseppe… questa è una notte davvero meravigliosa, …notte santa di pace vera: è la notte dell’incontro tra Cielo e terra, tra Dio e gli uomini, di ogni tribù, lingua, popolo e nazione. Questa è notte silenziosa, piena di Mistero e davvero benedetta: è la notte santa! Le campane delle nostre chiese suonano a distesa, suonano a gloria, e ci invitano ad andare ad adorare il divino Bambino, in chiesa, e ad accoglierLo e cullarLo dolcemente dentro al nostro cuore, che è sua culla d’amore, come lo è il Cuore della Vergine, sua Madre: Ma che il cuore sia puro però e santo come il suo… perché accogliamo in noi il Re dell’eterna gloria. Allora è pace, allora è Natale, è pace nei cuori, pace vera: pace e gioia piena, e fino alla vita eterna. Buon Natale, di vero cuore! Pace e gioia!

    “Cantate al Signore un canto nuovo,
    cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
    Cantate al Signore, benedite il suo Nome.

    Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
    In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
    a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

    Gioiscano i Cieli, esulti la terra,
    risuoni il mare e quanto racchiude;
    sia in festa la campagna e quanto contiene,
    acclamino tutti gli alberi della foresta.

    Davanti al Signore che viene:
    sì, Egli viene a giudicare la terra;
    giudicherà il mondo con la Giustizia
    e nella sua fedeltà i popoli.

    “Oggi è nato per noi il Salvatore!”

    Alleluia!
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GOCCE DI LUCE



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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 8:13 am    Oggetto: Festa della Sacra Famiglia: Gesù, Maria e Giuseppe Rispondi citando

      Festa della Sacra Famiglia: Gesù, Maria e Giuseppe


Ave Maria!
Oggi è festa della Santa Famiglia di Gesù Maria e Giuseppe. E insieme a loro festeggiamo anche tutte le nostre belle famiglie cristiane. Dio è Famiglia perché è una Trinità di persone: Padre, Figlio e Spirito Santo. Egli è l’Amore! Anche la Famiglia di Nazareth è Amore! Immaginiamo quanto amore passava tra i Cuori dei Tre: Gesù Maria a Giuseppe a Nazareth… Infatti Dio vuole che l’uomo viva il suo amore Trinitario, in famiglia, sia essa famiglia naturale e famiglia spirituale, o religiosa. In Cielo la Famiglia divina vive in Paradiso, anzi Essa stessa è Paradiso Santo ed eterno! Ma quaggiù sulla terra la famiglia è come bombardata a destra e a sinistra perché satana, tramite la malvagità e l’insipienza di certe leggi progressiste e atee oggi vorrebbe cancellarla dalla faccia della terra perché così toglierebbe sul volto dell’uomo e della donna l’immagine e somiglianza di Dio, toglierebbe l’umanità, creata a Dio. E oggi la famiglia soffre!
Ma anche la Famiglia di Nazareth ha sofferto e ha dovuto affrontare dure prove per andare avanti. E infatti proprio oggi nel Santo Vangelo leggiamo come, appena nato il Bambino, vediamo la Santa Famiglia già in enorme difficoltà… Erode vuole cercare il Bambino per ucciderlo… e lo va cercando tramite le sue guardie sanguinarie. Ma il Cielo veglia lassù, e gli Angeli di Dio non dormono…”Un Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Alzati, prendi con te il Bambino e sua Madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò…”. Egli si alzò, di notte, prese il Bambino e sua Madre, e scappò: si rifugiò in Egitto. E chissà quanti disagi hanno dovuto affrontare per emigrare in un paese straniero, in una terra così lontana da Betlemme!…E poi là dove trovare una casa ospitale, …come trovare un lavoro per vivere, come imparare la lingua?... E anche in Italia oggi ci sono tante famiglie immigrate con disagi e problemi… E anche tante nostre famiglie soffrono disagi, preoccupazioni e problemi a non finire… come la Famiglia di Nazareth!
Dio sapeva e prevedeva questo problema e allora Egli stesso ha voluto essere emigrato assieme a Mamma e Papà Giuseppe. E ha voluto vivere l’esperienza della famigli umana come quella nostra. …Ma ecco finalmente speranza: muore il crudele Erode (anche i grandi muoiono!) e di nuovo l’Angelo apparve a Giuseppe in Egitto e gli disse: “Alzati, prendi con te il Bambino e sua Madre e và nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il Bambino”. E così la Santa Famiglia si stabilisce in Galilea, a Nazareth: e Gesù è chiamato “Nazareno”.
E adesso finalmente affacciamoci insieme, almeno per un solo momento, dalla porta della casa di Nazareth: …che pace in quella Casa Benedetta! Che armonia, che profumo di Cielo!... Davvero l’eterna Gioia della Trinità Santissima è discesa sulla terra, a Natale. E questa gioia deve essere in ogni famiglia sulla terra, per le nostre famiglie, quelle naturali e quelle spirituali e religiose. E ci sentiremo davvero scelti da Dio, santi e amati, come ci scrive San Paolo, e saremo anche noi rivestiti di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, da magnanimità, sopportandoci a vicenda, e ci perdoneremo gli uni gli altri… saremo rivestiti di Carità, di amore. E la pace di Cristo regnerà nei nostri cuori, la Parola di Cristo abiterà tra noi, dentro casa nostra, e con ogni sapienza ci istruiremo e ci ammoniremo a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei nostri cuori, e tutto quello che faremo lo faremo rendendo, per mezzo di Lui grazie a Dio Padre. …Le mogli ameranno i mariti in umile sottomissione come al Signore e i mariti ameranno le loro mogli come Gesù Cristo ama la sua Chiesa: e l’ha amata fino a dissanguarsi e a morire per essa sulla Croce; e i figli infine, edificati da tanto amore e da tanta umiltà di vita di coppia, vedrete come diverranno obbedienti ai loro genitori in tutto e anche timorati di Dio. Ciò è gradito al Signore! Pace e gioia!
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GOCCE DI LUCE



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MessaggioInviato: Dom Feb 06, 2011 8:14 am    Oggetto: FESTA DI SANTA MARIA MADRE DI DIO Rispondi citando

      FESTA DI SANTA MARIA MADRE DI DIO


Ave Maria!
Ecco, è già arrivato il nuovo anno di grazia 2011! E lo vogliamo mettere subito al sicuro: lo affidiamo tutto al Cuore della Santa Madre di Dio; a Lei lo consacriamo, un giorno dopo l’altro, un passo dopo l’altro, nel nostro cammino per la via dell’ anno nuovo anno, che il Signore ci dona. Il nuovo anno infatti inizia proprio con la festa solenne della Santa Madre. Ella oggi ci prende tutti per mano e ci conduce, mano uno, lungo il cammino di tutto l’anno 2011.
E oggi, al sorgere del nuovo giorno, dal Cielo scende su di noi una benedizione bella, solenne, che ci accompagnerà per tutto l’anno nuovo, e per sempre:
“Il Signore ti benedica e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo Volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo Volto e ti conceda pace!”.
E San Paolo, l’apostolo di fuoco, ci ricorda ancora, e senza mai stancarsi, la grande notizia:
”Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da Donna”. E la Donna è Maria. Questo lo abbiamo già ricordato a Natale, ma è bello farne sempre memoria. San Luca, infatti, nel suo vangelo, ci narra come pastori santi “andarono senza indugio, e trovarono Maria a Giuseppe e il Bambino, adagiato nella mangiatoia”.
Il Figlio di Dio è diventato Figlio di Maria e questo perché noi venissimo salvati e ricevessimo l’adozione a figli. “E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio Gesù, il quale grida: Abbà Padre! Quindi tu non sei più schiavo, ma figlio, e se figlio sei anche erede, al presepio di Betlemme e meditiamo. E ognuno dica dentro di sé, nel silenzio: “sono davvero figlio di Dio e figlio di Maria, come Gesù!” E qui ognuno faccia silenzio: rifletta e gioisca dentro al suo cuore che è sempre inquieto e insoddisfatto, e avrà pace finalmente.
Manteniamoci nel silenzio di pace mentre stiamo in contemplazione davanti al presepio, e inginocchiamoci assieme davanti alla mangiatoia dove è posto per noi il Salvatore; inginocchiamoci in tutta umiltà, e proprio come i pastori santi. E gli angeli cantano ancora melodie celesti al Bimbo divino ma anche al nostro povero cuore stanco e sempre assetato d’amore, per consolarci. Là ci aspettano Maria e Giusepe con il Bambino Santo, come anche là, al tabernacolo. E mettiamoci in adorazione davanti al Santissimo Sacramento dell’Altare: là c’è lo stesso Gesù di Betlemme! Imitiamo Maria che custodiva tutte queste cose meravigliose, meditandole dentro al suo Cuore di Madre Immacolato. Ella ci ha donato Gesù, e ancora ce Lo dona, ogni giorno, nella Santa Comunione dentro al nostro cuore caldo d’amore e profumato di purezza santa nella Grazia di Dio. E sentiremo finalmente la presenza di Dio in noi: l’Emmanuele, il Dio con noi, Egli è vivo e sta dentro al nostro cuore e abbiamo Pace… e ce n’è anche per tutto l’anno e anche oltre, fino a quando andremo vivi in Cielo, alla vita eterna. E certamente diverremo anche portatori di pace ad ogni uomo e donna di buona volontà. E’ l’ augurio che faccio a tutti voi. Prego per voi e vi benedico, uno per uno: “il Signore ti benedica e ti custodisca! Il Signore faccia risplendere per te il suo Volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo Volto e ti conceda pace!”. Auguri, e pace e gioia!

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo Volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché Tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti!
Ci benedica Dio e Lo temano
Tutti i confini della terra

Dio abbia pietà di noi e ci benedica!

Alleluia! Alleluia!
Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi Dio ha parlato ai Padri per mezzo dei Profeti; ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
Alleluia!

Auguri sinceri, e a tutti, per il nuovo anno di grazia 2011!
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