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INNAMORATI DELLA MADONNA DEL SASSOLINO E DEL CUORE DI GESÚ: GOCCE DI LUCE.

 
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Cari amici, vi invitiamo a recitare il Santo Rosario, in formato mp3, con il nostro caro Giammarco qui www. innamoratidimaria.it
Vi comunichiamo che è online il sito ufficiale "Gocce di luce: Gesù parla ad un'animawww.goccediluce.org e che il libro è in ristampa.
Per le richieste di preghiere scrivete a Miriam info@innamoratidellamadonna.it: un caro saluto da tutto lo Staff e grazie della vostra visita.

VORREI FARE DI QUESTO MESSAGGIO UNA PREGHIERA UNIVERSALE clikka qui anche tu che in questo momento mi stai leggendo e in cuor tuo ha qualcosa da dire. GRAZIE

Benedizione agli amici del FORUM: Per intercessione del Cuore Immacolato di Maria vi benedica Dio Onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo Amen. Don Armando Maria
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Don Pino
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MessaggioInviato: Gio Gen 18, 2007 1:24 pm    Oggetto: ERBA NON È L'UNICO ORRORE Rispondi citando

ERBA NON È L'UNICO ORRORE


Strano rovesciamento. Per i media e la cultura dominante l'orrore da proibire non è che si facciano (secondi i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità) 50 milioni di aborti all'anno (130 mila in Italia). No, da "sconsigliare" è che se ne parli, che si chiamino le cose col loro nome. Turbando le nostre coscienze. Infatti più di un miliardo di vite innocenti sono state spazzate via, nel mondo, negli ultimi 70 anni, da quando l'aborto è stato autorizzato dalle leggi. Ma la "notizia" non desta l'attenzione dei media, non buca l'indifferenza. Com'è possibile? Qual è la soglia dell'orrore nella nostra coscienza? Non è un po' ipocrita scoprire l'orrore solo dopo fatti come la strage di Erba e pensare che l'abisso del male siano (solo) quei due disgraziati che si sono macchiati del crimine? Siamo una generazione che convive tranquillamente con la soppressione legale di milioni di bimbi nel seno delle madri. E anzi pretendiamo pure di rivendicare la cosa come "conquista civile" e qualificare l'aborto tra i "diritti dell'uomo". Possiamo dormire davvero sonni tranquilli? Inorridiamo solo per i due di Erba? Siamo sicuri che l'abisso dell'orrore del nostro tempo sia (solo) quello? So bene che mi daranno del provocatore. Ma i fatti hanno la testa dura. Del resto non sto parlando solo di "spensierati" aborti fatti in pochi minuti con la pillola del giorno dopo o in ambienti lindi e asettici, al secondo mese, di quelli che si possono facilmente camuffare con l'eufemismo "interruzione di gravidanza" (per sentire meno i sensi di colpa). C'è perfino di peggio.
D'improvviso in questo orrido abisso di odio e di sangue s'accende la luce di una parola cristiana, di una sofferenza cristiana: il perdono delle vittime. E s'illumina l'unica speranza che mette fine al gorgo satanico della violenza. Senza Cristo tutta la storia sarebbe solo strage, odio e vendetta.
D'improvviso in questo orrido abisso di odio e di sangue s'accende la luce di una parola cristiana, di una sofferenza cristiana: il perdono delle vittime. E s'illumina l'unica speranza che mette fine al gorgo satanico della violenza. Senza Cristo tutta la storia sarebbe solo strage, odio e vendetta.

.... che Dio Vi benedica e vi protegga

Don Pino
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Don Pino
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MessaggioInviato: Ven Gen 19, 2007 5:55 pm    Oggetto: UNITI PREGHIAMO Rispondi citando

Carissimi, siamo entrati nella settimana di preghiera, molto forte e molto attesa da tanti: la settimana per l'unità dei cristiani.
Il Signore ci vedrà particolarmente uniti, in un clima di fraternità, di predisposizione all'accoglienza, di attesa.
Ognuno elevi al Padre una forte e ferma preghiera, una richiesta di una autentica unità che ci porti a sperimentare assieme la potenza dello Spirito Santo e la grandezza dell'Amore di Dio Padre.
Il Signore attende da ognuno un atto di adesione e ad ognuno dona la Sua mano: accogliamola e doniamola a chi cammina con noi, a chi è accanto a noi, a chi la tende con difficoltà, a chi incontriamo nel cammino di ogni giorno.
Accogliamo la pace e la gioia che il Signore viene a donarci e adoperiamoci con tutte le nostre forze, con tutto il nostro cuore a camminare con Lui, costruendo situazioni di unità, di concordia, di accoglienza.
Accogliamo tutti insieme la Misericordia di Dio ed intensifichiamo la nostra reciproca preghiera.
Invito tutti a voler pregare oggi alle ore 18,30 con la recita del Rosario, quando siamo già in tanti ad unirci spiritualmente.
Durante la settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, offriamo almeno una decina della corona e se possibile, confermiamo la nostra adesione e tutti insieme bussiamo al cuore del Signore.
Maria, in questo cammino ci sostenga con la Sua presenza e con la Sua preghiera e lo Spirito Santo ci doni la grazia di sentirci fortemente uniti dall'Amore del Padre e tutti insieme, elevando la nostra preghiera, possiamo sperimentare la grazia che ci proviene dal Sangue di Cristo, versato per tutti, versato per una unità fortemente accesa nel cuore di Gesù e tutti insieme possiamo acclamare: O Sangue ed Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù, come Sorgente di Misericordia per noi e per il mondo intero: confido in Te.

L'autentico modo è "camminare insieme" : è dialogando, raccontandosi, scambiandosi pensieri e stimoli, testimonuiando esperienze d'amore autentico che abbiamo modo di crescere, di tradformare in positivo il nostro modo di vedere le cose, di non avere più paura, di camminare tra le gente senza sentirsi "soli"
Essere un esempio per tutti nel saper trarre dagli spunti altrui tuoi nuovi modi di vivere l'amore.
Mi auguro che molti amici siano stimolati a seguire i questo modo di dialogare tra fratelli e sorelle impegnati nel divenire dell'amore che è davvedro una meravigliosa avventura

A causa dei miei impegni non riesco facilmente a stare al passo. Spesso mentre rifletto sugli scrittti e rimango ancora più allibito (per non parlare poi delle altre riflessioni ).
Quanto conosciamo poco i nostri vicini di casa (certo saluti cordiali quando ci si incontra..) , ma i rapporti un pò più umani dove sono finiti ? Mia madre quando ero piccola aveva provato ad abituare me e i miei fratelli a compiere un azione buona per Gesù (e a disegnare per ogni azione buona un fiore su un foglio). L'idea mi piacque molto, ma presto scomparve l'abitudine a farlo. Ripensandoci già tempo fà, mi sono detto anche io, ma quelle sono cose per bambini.... e invece altro che bambini.... sono rimasto felicemente colpito !!! I nsomma attualmente ogni giorno stiamo scoprendo scoprendo cose nuove su noi e sugli altri, sulle possibilità che ci offre questa vita e su tanti suoi vari aspetti... è come cominciare una vita "nuova" sotto tanti aspetti ....e la cosa "ci scombussola" anche se sono molto felice di questo "scombussolamento" !!!

Un abbraccio fraterno e il ricordo costante nell'Eucaristia.

...... che il Signore che vi venedica e vi protegga.

Don Pino
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Giammarco De Vincentis
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MessaggioInviato: Ven Gen 19, 2007 7:43 pm    Oggetto: Caro Don Pino sei entrato in questo forum come il profumo .. Rispondi citando

Caro Don Pino sei entrato in questo forum come il profumo di un fiore a primavera Smile ed è bello leggerti in questo inverno che sembra voler lasciare il passo alla dolcezza della natura.
Ti leggo e se non ti rispondo sempre è perchè ho meso le parole dentro di me, nel mio cuore, le tirero' fuori quando avro' bisogno di trasmettere agli altri quello che anche tu ci insegni attraverso la parola di Gesu' .

La vita ci scombussola e forse è questo che da la carica tante volte e troviamo attraverso Gesu' la forza di difenderci.
E' bello immaginare tua madre e tu piccolino ad ascoltarla Smile
Immagino un angioletto che aveva già dentro si se Gesu' che lo stava chiamando.

Don Pino carisimo Smile
E' bello avere un prete che ci ascolti, saranno felici anche le tante suore che ci leggono e a che quei preti che non hanno dimestichezza con i computer.
Che Dio ti dia tanta serenità e le parole giuste per entrare nel cuore di ognuno di noi.

Un abbraccio al mio grande fratello Very Happy questo si che è un vero fratello.

Giammarco
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C'è piu' gioia nel dare Smile che nel ricevere
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Ultima modifica di Giammarco De Vincentis il Ven Gen 19, 2007 8:37 pm, modificato 1 volta in totale
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Don Pino
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MessaggioInviato: Ven Gen 19, 2007 8:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Giammarco

Chiunque voglia progredire in una disciplina agonistica, si sottopone
ogni giorno a nuove prove, sempre più impegnative, per poter
acquisire forza, fiato, energie sempre maggiori. Così fa anche il
Signore con noi. Troppe volte ci scoraggiamo di fronte agli ostacoli
che la vita ci riserva, ci abbattiamo per le prove che ogni giorno
dobbiamo affrontare, a volte imprechiamo contro Dio perché secondo noi
ci sta tartassando e sta infierendo con noi con problemi,
affanni, delusioni. Mai ci viene in mente che ben altre saranno
le prove a cui la vita ci chiamerà, e che per affrontare quelle ed
uscirne indenni, è necessario allenarci, costantemente, seriamente.
Allora forse i problemi di ogni giorno sono proprio questa palestra
che ci serve per crescere nella fede, nella fiducia in Dio, nella
consapevolezza che il Signore non ci abbandonerà mai. Forse quello
che oggi reputiamo una disgrazia, domani ci salverà la vita
perché ci avrà fatto capire che Dio è Padre e non tradisce mai,
è fedele. Come noi genitori correggiamo i nostri figli
guardando al loro bene in proiezione futura, così il Signore ha
cura di tutti noi, suoi figli, e ci ammaestra con fatti concreti,
con situazioni reali, perché un po' alla volta accresciamo la nostra
fiducia in Lui e possiamo arrivare a credere che con Lui
non dovremo aver paura, non dovremo temere nulla.
Chi ha Dio con sé, non abbisogna di nient'altro.

...... che Dio vi benedica e vi protegga

Don Pino
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Raffaele



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MessaggioInviato: Sab Gen 20, 2007 4:39 am    Oggetto: Rispondi citando

Salve caro Don Pino, sarà un grande aiuto per noi..
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Il Signore è nostro Dio, il Signore è unico!

La madre del mondo è qui sulla terra!

www.sitovitale.altervista.org
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Giammarco De Vincentis
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MessaggioInviato: Ven Gen 26, 2007 10:17 am    Oggetto: Rispondi citando

Pepy Don l'Angelo che sorride.

Ti vedo sai...
dal mio cielo stellato
quando ...
di notte non dormivi
e il giorno non vivevi,
perchè la speranza
si era persa
tra il dolore di una vita
che non
ti voleva piu'.
E tu...
dovevi mascherare
con il sorriso,
quel viso angosciato
perchè continuavi
a dare speranza.
Lo sai ...
Non tutti gli Angeli
hanno le ali Smile .
A quelli come te
il Signore ...
ha dato un cuore
con il quale
ci insegni a volare.
Pepy Don
l'Angelo che sorride
tu sei
perchè...
ora ti vedo
felice e sereno
con tanti piccoli Angeli
che ...
stanno imparando
a volare,
senza le ali,
ascoltando il tuo cuore..

Dedicata a Don Pino e alla sua comunità i miei fratelli nel dolore e in cristo.

Giammarco 26 Gennaio 2007
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massimo



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MessaggioInviato: Ven Gen 26, 2007 2:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

Carissimo Don Pino, mi puoi spiegare meglio il discorso del sale che Gesù ci chiede, faccio un pò fatica (matteo 5,13) Smile
_________________
Due cose che bisogna mettersi in pratica...L'occhio di Dio che ti vede e il cuore di Mamma Celeste che ti ama. (P. Pio)
Prega e spera non agitarsi. L'agitazione non giova a nulla, Iddio è Misericordioso e ascolterà la tua preghiera. (P. Pio)
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Don Pino
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MessaggioInviato: Sab Feb 17, 2007 8:58 pm    Oggetto: Valore della castità e del celibato Rispondi citando

Valore della castità e del celibato


Il celibato, prima di essere una disposizione canonica, è un dono di Dio alla sua Chiesa, è una questione legata alla dedizione totale al Signore. Pur nella distinzione tra la disciplina celibataria dei secolari e l’esperienza religiosa della consacrazione e dell’emissione dei voti, è fuori dubbio che non v’è altra possibile interpretazione e giustificazione del celibato ecclesiastico al di fuori della totale dedizione al Signore, in un rapporto che sia, anche dal punto di vista affettivo, esclusivo; questo presuppone un forte rapporto personale e comunitario con Cristo, che trasforma i cuori dei Suoi discepoli.

La scelta celibataria della Chiesa cattolica di rito latino si è sviluppata, sin dai tempi apostolici, proprio nella linea del rapporto del sacerdote con il suo Signore, avendo come grande icona il “Mi ami tu più di costoro?”[23] che Gesù Risorto rivolge a Pietro. Le ragioni cristologiche, ecclesiologiche ed escatologiche del celibato, tutte radicate nella speciale comunione con Cristo a cui il sacerdote è chiamato, sono pertanto declinabili in diversi modi secondo quanto affermato autorevolmente dalla Sacerdotalis caelibatus.

Innanzitutto il celibato è “segno e stimolo della carità pastorale”[24]. Essa è il criterio supremo per giudicare la vita cristiana in tutti i suoi aspetti; il celibato è una via dell’amore, anche se lo stesso Gesù, come riferisce il Vangelo secondo Matteo, afferma che non tutti possono comprendere questa realtà: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso”[25]. Una tale carità si declina nel classico duplice aspetto di amore verso Dio e verso i fratelli: “Con la verginità o il celibato osservato per il Regno dei cieli i presbiteri si consacrano a Dio con un nuovo ed eccelso titolo, aderiscono più facilmente a Lui con cuore non diviso”[26]. San Paolo, in un passo al quale qui si allude, presenta il celibato e la verginità come “via per piacere a Dio” senza divisioni[27]: in altre parole, una “via dell’amore” che certamente presuppone una vocazione particolare, e in tal senso è un carisma, e che è in se stessa eccellente sia per il cristiano sia per il sacerdote.

Il radicale amore verso Dio diviene attraverso la carità pastorale amore verso i fratelli. Nella Presbyterorum Ordinis leggiamo che i sacerdoti “si dedicano più liberamente a lui e per lui al servizio di Dio e degli uomini, servono con maggiore efficacia il suo Regno e la sua opera di rigenerazione divina e in tal modo si dispongono meglio a ricevere una più ampia paternità in Cristo”[28]. L’esperienza comune conferma come sia più semplice aprire il cuore ai fratelli pienamente e senza riserve per chi non è legato da altri affetti, per quanto legittimi e santi, oltre a quello di Cristo.

Il celibato è l’esempio che Cristo stesso ci ha lasciato. Egli ha voluto essere celibe. Spiega ancora l’Enciclica: “Cristo rimase per tutta la sua vita nello stato di verginità, il che significa la sua totale dedizione al servizio di Dio e degli uomini. Questa profonda connessione tra la verginità e il sacerdozio di Cristo si riflette in quelli che hanno la sorte di partecipare alla dignità e alla missione del Mediatore e Sacerdote eterno, e tale partecipazione sarà tanto più perfetta, quanto più il sacro ministero sarà libero da vincoli di carne e di sangue”[29].

L’esistenza storica di Gesù Cristo è il segno più evidente che la castità volontariamente assunta per Dio è una vocazione solidamente fondata sia sul piano cristiano sia su quello della comune ragionevolezza umana. Se la comune vita cristiana non può dirsi legittimamente tale escludendo la dimensione della Croce, quanto più l’esistenza sacerdotale sarebbe inintelligibile prescindendo dall’ottica del Crocifisso. La sofferenza, talvolta la fatica e la noia, perfino lo scacco, hanno il loro posto nell’esistenza di un sacerdote, che, tuttavia, non è da essi ultimamente determinata.

Scegliendo di seguire Cristo, fin dal primo momento, ci si impegna ad andare con Lui al Calvario, memori che è l’assunzione della propria croce l’elemento che qualifica la radicalità della sequela. Infine, come detto, il celibato è un segno escatologico. Nella Chiesa, fin d’ora è presente il Regno futuro: essa non solo lo annuncia, ma lo realizza sacramentalmente contribuendo alla “creazione nuova”, finché la Sua gloria non si manifesti pienamente. Mentre il sacramento del matrimonio radica la Chiesa nel presente, immergendola totalmente nell’ordine terreno che diviene così esso stesso possibile luogo di santificazione, la verginità rimanda immediatamente al futuro, a quell’integra perfezione del creato che sarà portata a compimento pieno solo alla fine dei tempi.
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Don Pino Iannuzzi
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MessaggioInviato: Dom Feb 18, 2007 9:14 pm    Oggetto: Il nostro cristianesimo Rispondi citando

IL NOSTRO CRISTIANESIMO


Il nostro cristianesimo, spesso, è un buon senso, un quieto vivere verniciato di Vangelo. Sì, Signore, spiace ammetterlo ma hai ragione: non si vede che siamo tuoi discepoli, non nei nostri atteggiamenti, non nei desideri, non nell’amore, non nella dolorosa vita quotidiana.
Non si vede o si vede poco, impercettibilmente e viviamo contenti di quel nulla che facciamo, sottolineando quei pallidi gesti che hanno un qualche sentore evangelico.
Ci giustifichiamo, pure: non siamo migliori degli altri, ma almeno nemmeno peggiori!
E così diventiamo mediocri anche nell’amore.

Gesù sogna, esige, perché lui per primo vive ciò che dice.
Ci guarda e ci chiede il coraggio del paradosso, il brivido della santità, il coraggio della logica evangelica: perdona i nemici, ama senza contraccambio, sii trasparenza.
Alza il tiro, il Signore, chiede di essere discepoli, come lui, fino in fondo.
Gesù per primo ha amato i nemici, lui per primo non ha detto il male, lui per primo si è donato fino al brivido della morte.
Gesù chiede testimoni, non cristiani part-time.
Chiede incendiari d’amore, non adolescenti cresciuti che si specchiano nei propri limiti.
Gesù vuole discepoli che diventino riflesso della vera condizione dell’uomo, che in qualche modo illustrino con la loro vita che è possibile credere, che è possibile amare.
Non perfetti, non coerenti ad ogni costo, non (insopportabili) primi della classe.
Cercatori di Dio autentici che non si lasciano travolgere dai loro limiti, che non hanno paura di affidarsi.

Santità: - Bello ma impossibile, ovvio.
Se la smettessimo di pensare che la fede è uno sforzo e la santità è una conquista!
Possiamo diventare misericordiosi se ci lasciamo raggiungere dal Padre, se lo lasciamo agire, se ne siamo riempiti. Perciò il Vangelo inizia con un invito pressante: “A voi che ascoltate dico…”
Gesù sa bene che l’ascolto precede l’azione, che la morale è conseguenza della fede, che la vita nuova in Cristo è possibile solo perché, appunto, c’è Cristo.
Animo, discepoli, poniamo qualche piccolo gesto profetico in questa settimana, chiediamoci, davanti all’ennesimo gesto di perdono o di pazienza, cosa avrebbe fatto al nostro posto il Nazareno.
Facciamo come Davide che, inseguito dal re Saul, pur potendolo uccidere e chiudere la partita, lo rispetta e lo lascia vivo, affidando a Dio il giudizio.
Attenti al rischio fanatismo, però.
Gesù mette al di sopra della coerenza la misericordia, chiede autenticità, ma non immola all’altare dell’integrità morale la pazienza e il perdono. Siamo coerenti, quindi, siamo conseguenti nel nostro vivere, ma senza diventare impercettibilmente giudici altezzosi dei fratelli.
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MessaggioInviato: Dom Feb 18, 2007 9:23 pm    Oggetto: Rimanere a bocca aperta Rispondi citando

RIMANERE A BOCCA APERTA

Meraviglia, stupore, incredulità, rimanere a bocca aperta e senza parole...è difficileMeraviglia, stupore, incredulità, rimanere a bocca aperta
e senza parole...è difficile oggi avere ancora questi
sentimenti, abituati come siamo a dare tutto per scontato,
a pretendere tutto come dovuto, a non saper apprezzare più nulla,
a non accorgerci di niente, se non dello stretto indispensabile
che serve a noi nel preciso istante che stiamo vivendo.
E così passano delle cose stupende, sensazioni che non si
possono narrare, meraviglie che forse non vedremo mai più...
Cerchiamo Dio disperatamente, senza accorgerci che è presente
in tutto quello che ci circonda, dalla piccola goccia di rugiada,
al povero che ci guarda con occhi imploranti, dalle stelle, alla formichina,
dal tramonto pieno di colori al nostro collega di lavoro...
Quante occasioni perse, quante meraviglie non viste!
Ma ci capita ancora di fermarci a bocca aperta a guardare
un cielo stellato? Ci capita di osservare attoniti il volo
incerto e pieno di paura di un passerotto quando esce dal nido?
Riusciamo a vedere e a carpire le espressioni e le battute
dei nostri figli che cercano disperatamente di essere notati
da noi che abbiamo "tutt'altro da fare"? Ci capita ancora di prendere
sulle ginocchia un bimbo, di giocare con le sue manine, di
dirgli parole "insulse e senza significato" per farlo felice?
Fermiamoci, non corriamo sempre. Il mondo è stato creato per noi,
non noi per il mondo! Non affanniamoci sempre come pazzi!
Sta arrivando Natale, un tentativo che Dio attraverso la Chiesa fa ancora
per farci rinsavire: ci dona questo Avvento perché possiamo
pensare, meditare, attendere, accogliere, stupirci,
rimanere a bocca aperta e senza parole di fronte a un Dio
che da immenso e incontenibile, si fa piccolo e povero, e perché?
Perché mi ama, ti ama, vuole prendere possesso del mio cuore,
del tuo cuore! E noi? Non ce ne accorgiamo, abbiamo troppe
cose da fare, non ci interessa, non lo riteniamo indispensabile,
arriveremo a Natale ancora con la rabbia di aver dimenticato
qualche persona nei nostri sciocchi regali, senza accorgerci che Lui,
voleva farsi regalo per noi, e a noi...non è interessato!
Signore, donami di stupirmi di fronte al tuo Amore infinito!
oggi avere ancora questi sentimenti, abituati come siamo a dare tutto per scontato, a pretendere tutto come dovuto, a non saper apprezzare più nulla, a non accorgerci di niente, se non dello stretto indispensabile che serve a noi nel preciso istante che stiamo vivendo.
E così passano delle cose stupende, sensazioni che non si possono narrare, meraviglie che forse non vedremo mai più...
Cerchiamo Dio disperatamente, senza accorgerci che è presente in tutto quello che ci circonda, dalla piccola goccia di rugiada, al povero che ci guarda con occhi imploranti, dalle stelle, alla formichina, dal tramonto pieno di colori al nostro collega di lavoro...
Quante occasioni perse, quante meraviglie non viste! Ma ci capita ancora di fermarci a bocca aperta a guardare un cielo stellato? Ci capita di osservare attoniti il volo incerto e pieno di paura di un passerotto quando esce dal nido?
Riusciamo a vedere e a carpire le espressioni e le battute dei nostri figli che cercano disperatamente di essere notati da noi che abbiamo "tutt'altro da fare"? Ci capita ancora di prendere sulle ginocchia un bimbo, di giocare con le sue manine, di dirgli parole "insulse e senza significato" per farlo felice?
Fermiamoci, non corriamo sempre. Il mondo è stato creato per noi,
non noi per il mondo! Non affanniamoci sempre come pazzi!
Sta arrivando Natale, un tentativo che Dio attraverso la Chiesa fa ancora
per farci rinsavire: ci dona questo Avvento perché possiamo pensare, meditare, attendere, accogliere, stupirci, rimanere a bocca aperta e senza parole di fronte a un Dio che da immenso e incontenibile, si fa piccolo e povero, e perché?
Perché mi ama, ti ama, vuole prendere possesso del mio cuore, del tuo cuore! E noi? Non ce ne accorgiamo, abbiamo troppe cose da fare, non ci interessa, non lo riteniamo indispensabile, arriveremo a Natale ancora con la rabbia di aver dimenticato qualche persona nei nostri sciocchi regali, senza accorgerci che Lui, voleva farsi regalo per noi, e a noi...non è interessato! Signore, donami di stupirmi di fronte al tuo Amore infinito!
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