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INNAMORATI DELLA MADONNA DEL SASSOLINO E DEL CUORE DI GESÚ: GOCCE DI LUCE.

 
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Genesi capitolo I -Creazione delle piante-D. Dolindo Ruotolo

 
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Autore Messaggio
Don Armando Maria
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MessaggioInviato: Lun Mag 02, 2016 8:49 pm    Oggetto: Genesi capitolo I -Creazione delle piante-D. Dolindo Ruotolo Rispondi citando

Genesi capitolo I Don Dolindo Ruotolo, Servo di Dio

Creazione delle piante.
La pallida ombra della verga di Iesse.
« 11 Dio poi Disse: “La terra germini vegetazione che faccia il seme, e piante fruttifere che diano il frutto secondo la loro specie e che contengano in se stesse la loro semenza”. E così fu fatto 12 la terra produsse l’erba verdeggiante che fa il seme secondo la sua specie, e piante che danno il frutto, e delle quali ognuna ha la propria semenza secondo la sua specie. E vide Dio che ciò stava bene. 13 E della sera e della mattina si compì il terzo giorno ».

Dalle parole di Dio si rileva una doppia germinazione di piante ben distinte, quelle erbose: la terra germini vegetazione, e quelle legnose, le piante fruttifere. La scienza ha scoperto ed ha riconosciuto negli strati della terra queste due fasi della germinazione delle piante, ed ha dovuto ancora una volta inchinarsi alla Parola di Dio.
La parola ebraica thadsche, germini, indica una germinazione fatta per piccoli germogli; è evidente dunque che Dio nel dire alla terra di produrre la verdura e le piante, creò in essa i germi che le dovevano produrre, utilizzando le varie condizioni favorevoli del suolo. In quest’epoca della vita della terra il clima era uniforme dovunque, come si è potuto constatare dalle stesse piante fossili trovate dappertutto, anche nelle regioni polari, piante che potevano crescere solo in un clima torrido, pieno di calore e di umidità. Le prime piante che spuntarono dal suolo furono le crittogame inferiori, le quali non hanno bisogno di sole per prosperare, e anche oggi negli orti botanici, si producono apposite ombre per favorirne lo sviluppo. È dunque mirabile anche questa circostanza del Sacro Testo che fa apparire le piante prima della creazione del sole. È proprio così, e i depositi fossili scoperti nelle profondità della terra, ci confermano che la germinazione delle piante cominciò precisamente senza sole. Le prime piante erano erbe verdeggianti, che facevano il seme, come dice il Sacro Testo, e non il frutto, perché si riproducevano per mezzo di spore; ed erano verdi nonostante la mancanza di luce solare, perché la clorofilla agisce anche nella luce diffusa.
Le piante e gli alberi fruttiferi ed anche le crittogame vascolari ed arborescenti, spuntarono dalla terra dopo la creazione del sole, ma spuntarono dai germi che Dio aveva già creati e che prosperarono solo nelle condizioni favorevoli alla loro vita.
Dalle prime piante apparse sulla terra, per i successivi cataclismi del suolo, si formarono i primi strati di carbon fossile, la grafite e l’antracite; in questi strati non si sono mai trovate tracce di vita animale. Per un certo tempo alcuni scienziati crederono di trovarle, se ne vantarono, perché la loro pretesa scoperta contraddiceva il racconto biblico; assegnarono anche un nome al supposto foraminifero trovato, e lo chiamarono Eozoon canadense, ma poi dovettero ricredersi perché fu dimostrato che il famoso foraminifero non era un animale, ma una semplice accidentalità minerale, della quale si trovano esemplari anche oggi sui monti. La povera scienza, ogni volta che viene in contrasto con la fede e si crede trionfante, viene smentita poi dai fatti, ed è costretta sempre ad arrossire della sua presuntuosa ignoranza. Chi crede alla Divina Parola non corre mai rischio di dover essere smentito, perché la Divina Parola è sempre verità, anche quando il piccolo uomo non la intende.
Le prime piante prosperarono in terreni paludosi, il che si concilia mirabilmente con lo stato nel quale si trovava la terra, inondata da continue piogge. Nei cataclismi della crosta terrestre le prime foreste erbacee furono travolte, e sotto l’altissima pressione, decomponendosi, diedero luogo ai primi strati di carbon fossile. Altre foreste prosperarono sui luoghi sconvolti e formarono quegli enormi ammassi di piante a metà decomposte, che formano il carbon fossile chiamato litantrace.
Quale spettacolo grandioso dovette essere la germinazione delle piante! Alla Parola di Dio, che essendo onnipotente produce ciò che dice, la terra fu come percossa da una forza prodigiosa; si raccolsero i primi elementi della germinazione, si formarono le prime cellule organiche, spuntarono le piante, vigorose e forti, e cominciarono la purificazione dell’aria, sottraendole l’acido carbonico, nocivo alla successiva vita animale che Dio voleva creare, e saturandola sempre più di ossigeno. La piccola creatura di Dio, la terra, levò a Lui mille braccia fiorenti, per cantargli così un inno di lode. Le piante non si mutarono l’una in un’altra, ma conservarono gelosamente ciascuna la propria specie, come nota particolare dell’inno comune di gloria a Dio.
La teoria dell’evoluzione della specie è assurda, è dimostrata falsa dalla scienza e contrasta con la Sacra Scrittura, cioè con la verità assoluta, perché rivelata. La scienza oggi comincia a conoscere che la diversità specifica dei metalli dipende dal numero degli elettroni che costituiscono i loro atomi; così pare accertato che l’oro ed il piombo differiscano per un solo elettrone. La diversità delle specie delle piante è fondata forse sullo stesso principio costitutivo, perché Dio nelle opere sue è mirabilmente semplice e stupendamente vario. La terra è come un caleidoscopio, nel quale ogni spostamento dei pezzetti colorati produce un nuovo disegno.
Dalle paludi, dalle terre acquitrinose, in un’atmosfera grigia, fra piogge dirotte, nello scoppio di poderosi fulmini, spuntarono dal suolo le erbe e le piante, mutando l’aspetto fangoso e brullo del terreno in un bel verde cupo, quasi promessa di una ricchezza più feconda, delle piante cioè che dovevano dare il loro frutto. Spuntarono dai germi creati e fecondati da Dio stesso, senza mano d’uomo, perché l’uomo non era ancora sulla terra. Così dalla terra, resa tutta fango per il peccato, spuntò profumata la mistica verga di Iesse, spuntò pura ed Immacolata, Maria Santissima che doveva fiorire e fruttificare per opera diretta di Dio, senza alcun germe umano, e dal vivo suo germoglio doveva produrre i fiori ed i frutti della vigna del Signore. La terra si diede a Dio, obbedì alla sua voce, fu come l’ancella della sua Provvidenza e fu ricca di vita. Anche Maria Santissima si offrì a Dio, si dichiarò sua ancella, obbedì alla sua voce e fu fecondata dallo Spirito Santo. In mezzo alla terra inondata di fango, Ella sola fu fiore purissimo, si elevò sul suo candido stelo, si aprì come giglio, diede alla terra il soave profumo del suo nardo, e produsse il Frutto divino. La terra, germinando per virtù di Dio la figurava, e fin d’allora preparava gradualmente i fiori che dovevano un giorno adornare l’altare eucaristico ed il materno trono del suo amore; fin d’allora si ornava di vita e di profumi per glorificare un giorno, nel suo muto linguaggio, il Verbo Incarnato e la Madre divina, profumi soavi della nostra povera terra. 
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Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai e vi benedicono; e anche io, nel loro Santissimo Amore vi voglio bene e vi benedico per intercessione del Cuore Immacolato di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Don Armando Maria
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