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INNAMORATI DELLA MADONNA DEL SASSOLINO E DEL CUORE DI GESÚ: GOCCE DI LUCE.

 
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Cari amici, vi invitiamo a recitare il Santo Rosario, in formato mp3, con il nostro caro Giammarco qui www. innamoratidimaria.it
Vi comunichiamo che è online il sito ufficiale "Gocce di luce: Gesù parla ad un'animawww.goccediluce.org e che il libro è in ristampa.
Per le richieste di preghiere scrivete a Miriam info@innamoratidellamadonna.it: un caro saluto da tutto lo Staff e grazie della vostra visita.

VORREI FARE DI QUESTO MESSAGGIO UNA PREGHIERA UNIVERSALE clikka qui anche tu che in questo momento mi stai leggendo e in cuor tuo ha qualcosa da dire. GRAZIE

Benedizione agli amici del FORUM: Per intercessione del Cuore Immacolato di Maria vi benedica Dio Onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo Amen. Don Armando Maria
GOCCE DI LUCE e LA MADONNA-Andate alla Madre Santissima!

 
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Autore Messaggio
Don Armando Maria
Sacerdote
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Registrato: 13/10/05 19:15
Messaggi: 1791

MessaggioInviato: Ven Dic 16, 2011 1:34 pm    Oggetto: GOCCE DI LUCE e LA MADONNA-Andate alla Madre Santissima! Rispondi citando

GOCCE DI LUCE e LA MADONNA -1-
“Andate alla Madre Santissima!

Ave Maria!
Questi insegnamenti spirituali li ho ricopiati, letteralmente, così come sono stati scritti, nei quaderni di una mamma di famiglia, che è una semplice casalinga; conosce soltanto il catechismo che ha fatto, da bambina, per la sua prima Comunione e per la Cresima. Ella vive in povertà, nel totale nascondimento, e vuol restare nell’assoluto anonimato. Si tratta di locuzioni interiori, di cui ella viene privilegiata, da anni, quasi esclusivamente durante il ringraziamento alla Santa Comunione Eucaristica: Gesù, con voce bellissima, le parla, chiamandola:”mia piccola Maria”. Le parole di Gesù le scendono nel cuore come gocce risplendenti di luce, e in una grande pace. Ella ascolta in silenzio, adorando. E poi scriverà tutto sul suo quaderno, e in fretta, perché a casa deve preparare la cena per la sua famiglia.
Questo dono non è soltanto per suo beneficio spirituale, ma è per la Chiesa, è per tutti, e specialmente per noi sacerdoti. Ed è per questo che mi sono deciso, dopo tanto tempo di riflessione, di preghiera, e dopo essermi consigliato, a farlo conoscere.
Quest’anima la seguo spiritualmente dal 2000, e posso garantire, davanti a Dio e alla mia coscienza, sulla sua sincerità e sulla sua autentica e sofferta vita cristiana.
Don Armando Maria

Dichiarazione

Secondo il decreto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede (A. A. S. del 29 dicembre 1996) e approvato da sua santità Papa Paolo VI il 14 ottobre 1966, non è proibito divulgare, senza l’imprimatur, scritti riguardanti nuove apparizioni, rivelazioni, visioni, profezie o miracoli.
In ossequio ai decreti di Urbano VIII e ai Decreti della Sacra Congregazione dei Riti, si dichiara che, a quanto esposto nella presente pubblicazione, non va data fede se non quella che meritano attendibili testimonianze umane e che non si intende, in alcun modo, prevenire il giudizio della Santa Chiesa Cattolica e Apostolica.

Dopo aver molto riflettuto e pregato ho iniziato a pubblicare queste “Gocce di luce - Gesù parla ad un’anima” l’8 dicembre 2008, festa dell’Immacolata Concezione, sul sito www.innamoratidellamadonna.it/. E questo perché intendo affidare tutto questo lavoro all’Immacolata concezione e al Cuore Immacolato e Addolorato.
Qui pubblico gli scritti che riguardano, più da vicino, Maria, la Madre di Gesù e Madre nostra.

FOGLI SPARSI...

14 08 ’96 “Mia piccola Maria, non ti preoccupare se non ti ricordi tutto quel che ti dico. Può un’anima, che ha avuto la grazia di contemplare in visione la vostra Mamma Celeste, descriverne esattamente la bellezza? Può forse descrivere la luce che la illumina? Può farne solo una vaga descrizione. Così tu non puoi riscrivere il tono con cui parlo, la dolcezza, il calore o le precise parole che partono dal mio Cuore divino. Tu basta che riporti l’essenziale, il succo, che già mi contempla e porta il mio segno: sono le gocce di santità che traboccano dal mio Cuore.
Io vengo a rivelarti il mio Cuore, che è simile al Cuore della vostra Mamma Celeste: si fondono! Uno ha una natura divina, l’altra umana. Ma si sono così donati, e fusi l’Uno nell’Altro, da essere complementari. Da Essi, da questi Cuori, nasce la santità, e voi dovete trovarne, assorbirne le gocce, gocce che giungono a voi per essere santi. Sei chiamata a vivere nella piccola casa di Nazareth: tu qui conosci, ti viene rivelato, insegnato, come amano, operano, pensano Gesù, Maria e Giuseppe; la santità della loro vita, della loro essenza. Sei chiamata tu, per prima, ad immergerti in questi Cuori, ad assorbirne le gocce, gocce di santità da vivere in te, e da trasmettere poi ai tuoi figli sacerdoti.
Come vorrei che i sacerdoti, alle fonti di questi Cuori, ricevessero la rugiada della santità, e soprattutto i miei nuovi sacerdoti, che formeranno la mia Chiesa, improntata alla spiritualità del Cuore di mia Madre: una Chiesa ricostruita sull’offerta dei figli del suo Cuore Immacolato.
Oggi la Chiesa celebra un eroe di santità: San Massimiliano Maria Kolbe. Egli anticipa, nella sua vita, abbagliato dalla Grazia, alla quale ha pienamente risposto, anticipa le meraviglie di salvezza del Cuore Immacolato di Maria. Egli anticipa la spiritualità che sarebbe stata poi annunciata e vissuta nei vari Movimenti Mariani. Oggi si ricorda di lui il suo martirio, ma ti dico: la sua vita è stata tutta un’offerta d’amore. Già dal grembo della sua santa mamma era un’offerta, nella sua innocenza di fanciullo, e fino al suo sacerdozio, dedicato e vissuto nel Cuore di Maria, nelle incomprensioni e nelle difficoltà dei suoi confratelli, per l’apostolato all’Immacolata, al Cuore di questa Mamma. Alla sua Passione, vissuta nel campo di concentramento, dalle persecuzioni anche fisiche sino all’offerta della vita per altre creature. Era un’offerta non solo per salvare un solo uomo, ma per donarsi, con amore e generosità, per la diffusione dell’Immacolata (dei suoi sentimenti, dell’ amore che risiede nel Cuore Immacolato di Maria) nel mondo e nella Chiesa, per riparare le offese arrecate a Lei, e per la fine della guerra. Nessuno conoscerà mai i segreti dell’offerta di tante anime sante. Che profondità hanno avuto! I frutti che ne hanno portato non sono visibili. Così è con Massimiliano: nemmeno la Chiesa sa il frutto della santità che egli ha donato, dove è potuto giungere, in quali cuori. Ma Dio, che tutto vede, non dimentica mai nulla. Egli ricorda, nella totalità, ogni gesto, e persino il bicchiere d’acqua dato (*), e tutto valorizza.
Massimiliano ha amato la Madonna, e da Lei ha potuto acquisire le gocce di santità del suo Cuore, ricoprirsi del suo Manto di candore immacolato, e così vivere, ricevere, il rosso dei dolori di questa Madre, il suo martirio, per riviverlo e offrirlo. Così vorrei i miei sacerdoti: pieni di questo Amore di purezza, e rosso del dolore della propria offerta.
Come poco si contemplano i dolori di mia Madre, il valore che essi hanno; davvero Ella è Regina dei martiri! Ancor nel grembo materno la Madonna si offriva, si offriva nella sua infanzia e fanciullezza, nella sua preparazione, a Madre, e ancor maggiore si fa la sua offerta con Me. Mi donava continuamente al Padre, mi curava ed amava, come la più tenera delle madri. Mi donava al Padre, quando ero nascosto in un piccolo e tenero bimbo da crescere (così come voi adorate Dio nascosto nell’Eucaristia), mi donava, guardando, contemplando, il suo Signore dei Cieli. Mi vedeva già ricoperto di piaghe, con le manine e i piedi trafitti dai chiodi, e insanguinato. Vedeva il mio corpicino martoriato e ricolmo di dolore. Mi si stringeva per proteggermi, e con il Cuore mi offriva, mi offriva al Padre. La chiamavo, La chiamavo continuamente, e Lei con un’infinita pazienza, mi rispondeva sempre senza lasciarmi mai. Mi offriva, e offriva Se stessa nelle privazioni, nelle fughe, nel pazientare con le persone, nelle critiche delle donne a Nazareth, alle quali rispondeva con silenzio e mortificazione, pazientava nel lavoro non pagato, e nelle ingiustizie.
Il suo dolore poi continua con la malattia di Giuseppe. Nessuno può capire l’intensità di questo amore; Maria e Giuseppe, nella loro purezza e castità, si sono amati molto. E, per Maria, perdere l‘appoggio di Giuseppe, è stato un grande dolore. Lo ha curato con tanta sollecitudine, non trascurandomi, e cercando di adempiere pure al lavoro fisico, per poter vivere. Mi ha seguito nel dolore del mio insegnamento(**): sentiva tutti i miei stati d’animo, le incomprensioni, il dispiacere ricevuto. Ha sentito il mio martirio nell’orto e il tradimento dei miei, la verga che penetrava nella mia Carne, i chiodi che mi trapassavano, il dolore smisurato nel mio Cuore e l’indifferenza e l’odio delle creature. Tutto ha partecipato e sofferto, donando. Ha sentito il mio Cuore dilaniarsi da tanto amore respinto. Il mio ultimo grido, dopo il Padre, è stato per Lei: un grido soffocato “Mamma!”, un’ invocazione di aiuto e di ringraziamento per il suo sostegno e il suo amore.
Mia Madre mi ha aiutato a tenere le braccia aperte, a non distaccarmi dalla Croce. Il suo amore mi ha dato forza e consolazione. Dopo la mia morte ancora le sue braccia mi attendevano, e mi ha ricolmato di baci, contemplando tutte le mie piaghe: le sue lacrime si univano al mio Sangue. Mi stringeva come quando ero piccolo. Mi accompagna al sepolcro, e ancora le sue mani mi coprono, e mi dona baci al Volto e ai Piedi. Chiusa la pietra, il suo Volto si appoggia ad essa, …che rimane bagnata dalle sue lacrime. Tutto in Maria è dolore, offerta, e adorazione.
Mia piccola Maria, sei chiamata anche tu a ricoprirti del Manto Immacolato di Maria: il rosso del dolore del martirio del suo Cuore, l’essenza della sua vita, del suo Spirito. Sei chiamata alla donazione; e se non sarà un martirio con lo spargimento del sangue, sarà un martirio, nell’anima e nel corpo, di lacrime che diventano sangue; ma sarai ricoperta del mio preziosissimo Sangue, che darà forza. Ecco la via di Maria! E’ la strada che porta dritta a Dio. Verrà ostacolata dal maligno, ma saranno sempre vittoriosi coloro che la percorrono. In essa si conosce la mia intimità. In essa non ci sono errori di fede o eresie ad attraversarla. Questa è la strada dei forti, la strada dei miei Santi. Ti benedico”.
(*) Mt 10, 42 (**) Nella vita pubblica.

16 08 1996 “Offrimi, consacra i sacerdoti al Cuore Immacolato di Maria. I tuoi sacerdoti consacrali! Questo Io attendo. Prega per i sacerdoti! Sapessi come è importante la santità del sacerdozio!”
“Mia piccola Maria, offrimi, consacra i sacerdoti al Cuore Immacolato di Maria. I tuoi sacerdoti consacrali! Questo Io attendo. Prega per i sacerdoti! Sapessi come è importante la santità del sacerdozio! Essi mi sono cari. Li amo, li curo, li prediligo, veglio sui loro passi, sui loro gesti, sui loro pensieri. Tanto mi è cara la loro santità. Il sacerdote è sacro, è chiamato a rappresentarmi ed essere Cristo, a consacrare il mio Pane che è la mia Persona. La sua vita deve essere un’offerta di purezza, di amore e di luce. In questi tempi di vacanza quanto peccato! E quanti sacerdoti cadono nelle spire delle vacanze del mondo! Quanti celebrano poco e a fatica! Quanti non capiscono più la mia Parola o la celebrano con delle parole ma non la vivono! Quanti non amano più Gesù che consacrano! Offrono un Dio Santo, ma la loro offerta è avariata: donano un Pane macchiato dalle loro stesse mani. Il mio popolo sente la santità del sacerdote, sente la sua parola ardere e viene ad ascoltare, và al suo confessionale per ricevere questa sua parola, che è goccia di Verità di Dio, avverte il suo amore verso l’Eucaristia. Per questo è importante la sua santità.

27 06 1996 “Accolgo la tua preghiera per i sacerdoti… e quelli che vengono affidati a Maria ricevono in Lei la preghiera più santa e pura che risana e cicatrizza.”
“Figlioletta cara, il male si scatena ora particolarmente su coloro che sono consacrati a Maria. Contro di essi si scatena più che è possibile. Il male devasta ovunque: sa che il suo tempo ha quasi termine. E’ una lotta delle tenebre contro la Luce. La Chiesa poco alza la sua voce, timorosa com’ è del mondo. Solo il mio Papa, e pochi miei figli fedeli al mio insegnamento gridano. Ma si cerca di chiudere loro la bocca e legar loro le mani. Essi come ne soffrono! Le persecuzioni… ci sono persecuzioni. Per loro Io dono dei troni regali in Cielo. Se il mio Amore giunge sino a quelli che non Mi amano, ancor più va a coloro che sono parte di Me, e che Io amo. Ci sono creature che soffrono la mia Passione fisica o croce nello spirito, infermità dalla nascita, fisica o mentale: le offrono come un dono d’espiazione e riparazione. Uniti a Me, essi redimono e intercedono per i fratelli. Queste creature sofferenti, unite alla Santa Messa, sostengono ancora il mondo: anime sconosciute e bistrattate.
…Io ritorno, ritorno nel mio Amore, nella mia Misericordia e nella mia Giustizia, per purificare e lavare tutto questo male. Ritorno nel mio Spirito Santo, che manderà il suo Fuoco. A coloro che non troverà con il mio Sigillo sulla fronte, ma avrà quello del nemico: che morte orribile! Vedranno prima dei segni nel cielo, vedranno la mia Croce, ma sarà troppo tardi per convertirsi. Gli innocenti saranno i martiri che, con il dono della loro vita, purificheranno anche essi la terra. Il resto del popolo che rimarrà, mi apparterrà, avrà il mio spirito e la mia Verità. E sarò di nuovo il loro Dio! In quelli che vi sembreranno giorni terribili non uscite di casa. Avrete paura, sentirete scuotere la terra, grandi rumori e urla raccapriccianti ovunque. Voi rimanete chiusi, in preghiera continua. E ricordatevi delle mie parole e della mia protezione; la porta della tua casa sarà bagnata dal Sangue dell’Agnello, come ai tempi della Pasqua ebraica: sangue formato dalla Comunione intima con Me, da anni, dalla continua preghiera, dalla consacrazione a Maria. I consacrati a Maria ne salveranno molti tra coloro che gli sono cari, se essi sapranno ricercare lo sguardo di Iddio. Che dolore, figlia mia! Vorrei riversarlo su tanti cuori, eppure sul tuo, ma non potresti sussistere, e devo sostenerti già nella giornata che vivi. Le altre anime o non ce la farebbero o non vogliono. Accolgo la tua preghiera per i sacerdoti, feriti con le piaghe aperte. Le preghiere, le comunioni sono un balsamo soave. Essi sono caduti, ma hanno ancora il cuore buono e sono pentiti, e quelli che vengono affidati a Maria, ricevono in Lei la preghiera più santa e pura che risana e cicatrizza. Lei se ne prende cura, li pulisce, li riveste, e li riporta a casa: figli che sarebbero andati perduti ritornano più belli di prima. Ti benedico”.

22 agosto 1998 “Voi non potete dire di seguire e amare la Madonna se non vivete la sua Maternità (*)”
“Oggi celebrate Maria Santissima Regina del Cielo e della terra, Regina di tutti gli uomini. Beato il cuore dell’uomo che La proclama in sé Regina poiché non resterà orfano, Lei lo riporterà sempre a Me. Maria è Madre degli uomini perché Madre di Dio ed è loro Regina per la sua Maternità divina. Lei ha avuto Dio in Sé: la sua Persona, la sua Essenza. La Regalità di Maria nasce da questo amore e non può che condurre a Me. La mia Chiesa poco La proclama, i miei sacerdoti poco La inneggiano Regina nella loro vita; credono in questa idea falsa che Ella porti via luce al loro Dio. Può mia Madre portare via luce a suo Figlio, a un Figlio che Le è pure Signore? Ma la gioia di Maria, la sua Essenza, è vivere per amare Dio e condurre a Lui. Nella sua intera esistenza, nelle sue apparizioni e manifestazioni la Madonna non ha mai cercato la sua gloria, ma quella del Padre ed ha sviscerato Sé stessa per essere via di conversione che riconduce i figli al Padre. Questa è la Sapienza che la Madonna ha acquistato: che ogni gioia, che ogni sofferenza provata venga offerta, affidata a Dio, per far sì che diventi preziosa, regale, e vi conduca in Cielo, al Re. La sua gioia è vedervi salvi, darvi questo suo amore per Gesù, che vi riempia e vi porti alla felicità eterna. Donate la vita a Maria, consacratevi a Lei, pregatela, ringraziatela, e ciò che porrete nelle sue mani non potranno che tornare a Me rifiorite. Amare Maria però non è solo affidarsi a Lei e pregarla. Amare Maria è emulare le sue virtù, la sua vita, il suo amore. Una preghiera che non vive e non respira di Maria che preghiera è? Pregare Maria è vivere la sua Purezza; e più si è puri e più si vive l’ardente desiderio di Dio. Pregare Maria è vivere la sua Carità, la sua generosità senza fine; è vivere il suo nascondimento.
Maria non proclama sui tetti la Parola di Dio, ma risponde al momento adatto, parla nella sua persona, con il suo esempio, amando. E amando, non ha fatto che generare. Amando sotto la Croce e donando Sé stessa, unita al suo Figlio Crocifisso, senza gridare o inveire contro gli uomini, ma facendosi offerta d’Amore. E’ un Amore eroico, difficile, ma meraviglioso e, come Lei, vi vuole condurre a farvi offerta, primizia preziosa. Simili a Lei che, sotto la Croce, si è fusa al Cristo e si è così fatta Madre dell’umanità, ed ha generato. Voi non potete dire di seguire e amare la Madonna se non vivete la sua Maternità (*). Maria è Madre, e voi dovete assorbire il suo amore materno per poter portare le creature, le anime, alla Grazia di Dio, a farle rivivere in Lui. Allora sarete realmente di Maria. Ti benedico”.
(*) Tutti siamo chiamati a vivere la Maternità di Maria, a divenire delle “piccole Marie”; e diverremo, dentro l’anima nostra, come Maria.


27 11 08 “Oggi ricordate la medaglia miracolosa”

“Oggi ricordate la medaglia miracolosa che la Madonna vi ha donato come segno per annunciare, come primo insegnamento, quello che è un mistero che viene svelato nel tempo della Chiesa: il mistero della sua Immacolata Concezione. Con la medaglia Ella rivela che Ella è Colei che è concepita senza peccato, non toccata da nessuna imperfezione spirituale o fisica, da nessun peccato, pur lieve, nemmeno da quello originale di ogni uomo.
Con Lourdes poi Maria viene a completare il messaggio: Lei è “l’Immacolata Concezione”, è Colei che ha portato nel Grembo carnalmente il Cristo, Colei che ha concepito il Signore, Colui che è l’”Immacolatezza”. Ella diviene così anche il Grembo che concepisce l’umano genere, spiritualmente, i figli di Dio, alla vita della Grazia. Nel suo Grembo le acque della Grazia scorrono, lavano, purificano, rinnovano, danno all’anima la nascita alla vita di Dio, alla crescita nello Spirito. Se l’anima si dona e si consacra al suo Cuore Immacolato si perfeziona nel cammino della sua Immacolata Concezione. Questi figli saranno da Lei cresciuti nell’interiorità dello Spirito nelle vette, nella salita alla Grazia, che li unisce a Dio.
La medaglia è come una goccia delle sue acque, della sua Immacolata Concezione. Il demonio viene allontanato, non può toccare queste acque. Lo Spirito Santo può entrare e discendere per portare Grazia e benedizione. Portate la medaglia, vi libera e vi difende dagli attacchi del maligno, vi fa crescere nella vita dello Spirito. E’ un mezzo per far discendere tante grazie: dato che Iddio sente il richiamo delle acque di mia Madre, ne è attratto, vi scende e vi dona”.


28. 11. 08 “I figli si raduneranno intorno alla Madre. Saprete allora che i tempi predetti iniziano, e sarà il tempo del rifugio nel Cuore di Maria”

“I figli si raduneranno intorno alla Madre. Saprete allora che i tempi predetti iniziano, e sarà il tempo del rifugio nel Cuore di Maria. Intorno a Lei nasceranno le Opere. Rimani serena, senza pensare a cosa accadrà domani, fiduciosa rimani in braccio alla Madonna, sulle sue ginocchia. Non è il figlio che deve preoccuparsi, ma è la Madre che di tutto si occupa. Rimani nella preghiera e riposa. Riposa e rimani nella preghiera. I tempi che giungono non sono gli ultimi della fine del mondo, quelli descritti nel Vangelo. E’ la fine di questo tempo malvagio. E, come la fine di ogni tempo è l’inizio di uno nuovo, esso viene sempre annunziato dagli eventi stessi, che lo attestano, e così: …i rumori di guerra, le insurrezioni, le persecuzioni e i segni del cielo che verranno, preannunciano una nuova era di pace. Non dovete temere! Chi è in Dio non deve temere, pur se gli fosse richiesta la vita, se è nella Grazia di Dio. Ma chi non lo è deve temere l’inferno al cui paragone la fine del mondo, pur con i suoi segni, è poca cosa perché è legata ai limiti del tempo; l’inferno invece, con i suoi orrori, è eterno. Ti benedico”.

29. 11. 08 “E’ il tempo dell’Avvento: simili alla Madonna, che vive il tempo della sua gestazione, voi dovete essere come Maria in adorazione, in colloquio intimo e perenne con il suo Signore”
“Questo è il tempo del cammino e dell’ attesa. E’ il tempo dell’Avvento: simili alla Madonna, che vive il tempo della sua gestazione, voi dovete essere come Maria in adorazione, in colloquio intimo e perenne con il suo Signore. Ella non sa quando e come Egli nascerà, in quale luogo, ma è tutta fiduciosa e abbandonata alla Volontà del Padre. Dovete essere come Giuseppe che, sollecito e premuroso, si prodiga per proteggere, sostenere, aiutare nell’opera concreta che si fa fattiva nella sua pur orante presenza. Dovete essere come Giovanni Battista che prepara la strada al Signore nell’atteggiamento di mortificazione e penitenza, offrendo la sua persona come testimonianza fedele e verace agli uomini. Dovete essere come gli Angeli che preparano gli eventi, illuminano il cammino e sono i gioiosi annunciatori della sua Venuta.
Questi sono i modelli e i modi in cui dovete, vigilanti, stare in cammino e nell’attesa del Signore che viene: adoranti nel Cuore della Madre che vi aiuta in quest’intimo colloquio con Dio, operosi nelle opere sante, come Giuseppe, vissute nel silenzio e nel nascondimento, e come Giovanni, nella mortificazione di voi stessi, purificandovi dal peccato e testimoni autentici della fede. Siate simili agli Angeli che, gioiosi, si fanno annunciatori nel mondo. Gesù viene a nascere a Betlemme, viene e vuol venire a nascere, in ogni istante, nel cuore dell’uomo, viene nell’ultimo respiro al vostro sì finale, viene negli ultimi tempi, quando avvolgerà tutte le creature per raccoglierle nel grembo del suo Regno. Siate vigilanti!”.

30 11 08 “Io vengo a nascere e la Madonna è Colei che prepara sempre la mia Venuta, ascoltatela!”.
“E’ il tempo dell’Avvento, e la gente si prepara alla mia nascita, a Natale. Ma Io vengo a nascere nello spirito, dato che sto per ritornare nel mondo, a questo mondo sconquassato dal diavolo, dai suoi sgherri e dalle anime dei dannati che da per tutto imperversano, dissacrando, oscurando, sconvolgendo le creature, la natura, la Chiesa, che è piagata. Beati quelli che sono in attesa vigilante: la mia nascita li troverà pronti e gioiosi ad accogliermi in loro. Beati anche quelli che Mi avranno testimoniato con la vita: saranno pronti e disposti per amarmi. Ma poveri quelli che non mi avranno atteso, che mi rifiuteranno, così impreparati, meravigliati e scandalizzati, rinnegheranno la mia Nascita, che è Vita. E senza la Vita cosa può rimanere in loro se non la morte?
Nei nuovi tempi in cui Dio sarà nato nei cuori, e vivrà nell’umanità, i figli saranno ubbidienti, amanti della purezza, devoti di Dio. I genitori saranno equilibrati nell’educazione, vigilanti e amorosi.
La Chiesa sarà formata da Sacerdoti adoranti dell’Eucaristia in un mondo di pace in cui il Signore vive in mezzo al suo popolo. E come vi potrebbe stare il demonio?… non può che rimanere negli inferi. Io vengo a nascere, e la Madonna è Colei che prepara sempre la mia Venuta, ascoltatela! Beati quelli che L’ascoltano! Se fosse ascoltata Io nascerei in tutti nel mio Spirito e nell’Amore, ma perché sono pochi quelli che ascoltano, per essi che sono in attesa Io ancora vengo a nascere, ma nel dolore. Ti benedico”.

02 .12. 08 “Siate piccoli, vivete l’infanzia dello spirito… Chiedete alla Madonna, Lei l’umile per eccellenza”.
“Solo chi rimane nella fiducia e nell’abbandono in Me è gioioso, è felice; è colui che non chiede che ciò che il Signore gli dona, vive del giorno presente, senza pensare al suo futuro, compie opere solo per amore di Dio. Ciò lo rende libero. E chi è così fiducioso e abbandonato se non chi è umile, semplice, povero? E’ agli umili, ai piccoli, che Iddio si compiace di rivelare i suoi segreti, di manifestare la sua Sapienza. Siate piccoli! Vivete l’infanzia dello spirito; vivetene voi l’affettuosità, la confidenza. E …quando giungono le prove e i dolori?!… Chi è umile e piccolo si fida del Padre che lo ama, e sa che è per un bene maggiore che Dio combatte con lui tutte le sue battaglie. Chi è umile si tuffa e vive del suo Amore!
Tutti dovete vivere la piccolezza: la Chiesa, che è ancora troppo grande e cerca il potere e il prestigio, deve farsi umile e povera per ricalcare i tratti del suo Signore, di Gesù Cristo. I sacerdoti, troppo legati ai compromessi, i giovani, le famiglie, ogni creatura deve vivere l’obbedienza, la purezza, la Verità. E ciò è possibile nella piccolezza interiore. Chiedete alla Madonna, Lei l’umile per eccellenza, a San Giuseppe, che L’ha seguita fedelmente, e al mio Cuore divino, che è l’ Umiltà, e ve ne donerò per quanto il vostro possa contenerne. Ti benedico”.

05. 12. 08 “Per questo raduno intorno a Me quelle anime rimaste fedeli, che ancora mi vogliono bene e sono, per lo più, le anime che amano e seguono la Madonna”.
”Oggi celebrate il mio Cuore divino (*) che, Io ti dico, è così amareggiato, così triste, oppresso dinanzi a questi figli che muoiono. Sono come una Madre che agonizza, vedendo la morte in cui precipitano i suoi figli. Lei è lì a vedere ma non può soccorrere. C’è un divisorio tra di essi. Basterebbe che gridino aiuto, che invochino soccorso, e questo divisorio si apre. E Lei può allora accudirli, servirli, aiutarli a ritornare in vita. Questo divisorio purtroppo rimane chiuso e Lei assiste impotente alla loro morte. Poveri figli beffeggiati da satana che incanta nelle luci di questo mondo, che lega e incatena a ciò che è falso e terreno, e muoiono. Hanno in questo tempo persino una vita più lunga di anni, ma per che farne? Per avere più anni per peccare ed essere i prigionieri di satana.
Già da bambini il pensiero viene corrotto, la mente distorta: si erra nell’insegnamento e nell’educare! Poveri figli, che pena che ne ho!… L’agonia del Getzemani, l’ultima, la più straziante, era legata proprio a questi tempi così lontani, i più lontani dal mio Cuore. Io vorrei dare loro i miei sentimenti, dare l’intensità dell’amore che ho per essi, farli partecipi di questa unione, la sola che può riempire la loro fame! E’ per la gioia di quest’amore per cui vengo a nascere nel Natale! Ne ho pena e vorrei liberarli. Per questo raduno intorno a Me quelle anime rimaste fedeli, che ancora mi vogliono bene e sono, per lo più, le anime che amano e seguono la Madonna, dato che, per rimanere fedeli, bisogna avere dei cuori integri, veritieri. E’ questo il compito in cui aiuta a formarli la Madonna, per far sì che gridino, che invochino aiuto per i fratelli, perché Io li sani e non muoiano. Continua la preghiera e fai pregare. Essa dà salvezza e toglie un po’ di pena al mio Cuore. Ti benedico”.
(*) E’ il primo venerdì del mese, dedicato al Sacro Cuore di Gesù.

06. 12. 08 “Ti dico che il Battista di questi tempi è la Madonna. E’ il suo Cuore che richiama, come lui, a conversione: a lavarsi, a purificarsi dai propri peccati”
“Oggi celebrate San Giovanni Battista e il Cuore di Maria (*). Ti dico che il Battista di questi tempi è la Madonna. E’ il suo Cuore che richiama, come lui, a conversione: a lavarsi, a purificarsi dai propri peccati, lavandosi nelle acque del Giordano, per prepararsi poi a lavarsi nelle acque santificanti del Battesimo, ove Cristo vi dà la remissione di tutti i peccati. La Madonna chiama ad esser fedeli al Battesimo ricevuto, a lavarsi prima attraverso il lavaggio del pentimento delle proprie lacrime che già lavano e purificano, per poi immergersi nelle acque sante, formate dall’Acqua e Sangue date da Cristo, merito del suo Santo Sacrificio nel quale avete la remissione dei vostri peccati: venite rigenerati a creature nuove. Continuate poi a lavarvi nella acque sante della Carità, delle opere benedette, che riscattano dal male fatto. Esse ulteriormente vi purificano e così risorgerete ad una verginità rinnovata, ad una purezza, ad un nuovo candore dell’anima. La vostra Confessione, e la vostra purificazione aiuta, prepara alla Confessione e alla purificazione anche gli altri. Ti benedico”.
(*) E’ primo sabato del mese di dicembre in riparazione al Cuore Immacolato di Maria, e il Vangelo parla della predicazione di San Giovanni Battista.

07. 12. 08 “Entrate nella sua casa di Nazareth, vivete con Lei, unitevi al suo Cuore. Lei formerà in voi una nuova verginità, una nuova purezza, anche se foste grandi peccatori”.
“Stasera vi preparate alla Celebrazione dell’Immacolata, della mia Mamma tutta Pura, della candida Colomba tutta Candore, quella più simile alla Colomba dello Spirito Santo. Entrate nella sua casa di Nazareth, vivete con Lei, unitevi al suo Cuore. Lei formerà in voi una nuova verginità, una nuova purezza, anche se foste grandi peccatori. La Madonna vede questo mondo ottenebrato nell’oscurità del male e sommerso nella sua melma, vede i suoi figli impantanarsi in essa sì che non riescono più ad uscirne, e per questo Ella getta il suo Manto Immacolato per far sì che i figli vi si aggrappino e si salvino, non cadendo, non precipitando in essa. Lei viene ad ammantare della sua Purezza l’umanità intera. Come vera Mamma partecipa delle situazioni dei figli e li vuole salvare.
Il suo aiuto si protende sulla Chiesa, sui sacerdoti, sulla famiglie, su ogni creatura, su un’umanità che ormai è completamente oscurata dal male. Sono così pochi quelli che hanno mantenuto una verginità battesimale. Ogni settore è ottenebrato e penetrato dal male, ma Lei raduna ‘il piccolo resto’, rimasto fedele e vi aiuta. Unitevi alla Madonna! Lei vi riforma e, come Giovanni che grida: “spianate i colli e colmate le valli!”, Lei vi dona la sua umiltà e vi ricolma delle sue virtù. Ti benedico”.

08 12 08 ”Ancora la Chiesa non conosce il Mistero dell’Immacolata Concezione, ancora non comprende e non conosce le grandezze della Madonna: Lei è una parte della Maternità, della Carità, dell’ Immacolatezza di Dio”
“Il Paradiso oggi è rilucente di bianco splendore, simile al bianco delle perle, ma più rilucente. Le sue pareti sono ricoperte di un manto purissimo come di neve, ma ancora più luminosa. Le anime portano vesti candide d’un candore più puro. La Madonna è rivestita di un abito di chiarissima Immacolatezza in cui traspare lo Spirito che L’attraversa tutta: solo il suo Volto si evidenzia nel rossore delle sua gote per il Fuoco dell’Amore di Dio di cui è compenetrata. Ella si protende verso tutti i figli per ricoprirli dei suoi meriti, della sua Immacolatezza. Si riversa sulle anime dei Beati per condividere ulteriore gioia con essi. Si riversa sul Purgatorio, estendendo grazie di purezza: Lei ne ammanta le anime per coprirne tanti peccati e ne abbiano così abbreviata la pena. Sulla terra, così oscura, Ella si protende per avvolgere del suo Velo Immacolato e ridare luce e trasparenza alla Chiesa, ai Sacerdoti, ai consacrati, alle famiglie, alle creature, poiché in essa sappiano riconoscere la via che conduce a Dio.
Oggi la Chiesa celebra l’ Immacolata, ma ancora la Chiesa non conosce il Mistero dell’Immacolata Concezione, ancora non comprende e non conosce le grandezze della Madonna: Lei è una parte della Maternità, della Carità, dell’ Immacolatezza di Dio. …Chi può dare l’umanità a un Dio? Da chi può aver origine la sua umanità se non da un essere eccezionale, che può definirsi ‘divina’? Questa verità verrà compresa, nella sua interezza, nei nuovi tempi. E’ il tesoro che Dio svela. Lei, colmata di doni e virtù eccelse, le ha sovrabbondantemente corrisposti e colmati. E nell’incontro, nella fusione dell’Incarnazione, Ella si unisce a Dio; dona la sua umanità, la sua maternità, trasfonde le sue virtù al Figlio, e il Figlio dona tutto di Sé, dona la sua Divinità, per cui divengono un connubio: Carne, Sangue, Cuore, Spirito… un’unica Essenza! La Madonna si fa divina. Lei può ben dirsi l’Onnipotente per grazia, per cui tutto Ella può presso il trono di Dio, e nulla Le viene mai rifiutato.
Amate la Madonna, consacratevi a Lei, fatevi bambini sulle sua braccia! Lei vi coprirà, vi ornerà di Sé, dei suoi meriti, delle sue virtù, della sua Immacolatezza. Vi farà conoscere e amare Dio, vi farà santi! Ti benedico”.

13. 12. 08 “Giovanni è stato benedetto, santificato, ancor prima di nascere, e consacrato nelle Acque Immacolate del Grembo di Maria”.
”Oggi il Vangelo vi presenta, di nuovo, la figura di Giovanni, che si dichiara di non essere il Cristo. Ma è colui che si fa battesimo di penitenza, fonte e lavacro nella penitenza. Egli lava e purifica e indica nelle acque il segno. Esse sono però prima acque delle lacrime del vostro pentimento: lavano e vi preparano all’incontro con il Signore, con Colui che viene a benedire e a santificare nel suo Spirito, a suggellare il perdono. Il Battista è colui che si fa fonte che scorre, le cui stesse acque purificano e preparano i tanti discepoli che poi verranno a seguire il Signore. E’ colui che si fa penitenza nelle acque che lavano le generazioni future nella Chiesa, fonte battesimale nel quale si immergeranno per prepararsi, nel pentimento, all’incontro delle ‘Acque e Sangue’ (*) del perdono, nel confessionale.
Ciò è stato possibile in quanto Giovanni è stato benedetto, santificato, ancor prima di nascere, e consacrato nelle Acque Immacolate del Grembo di Maria, dalle quali il Cristo lo benediceva (**) e lo consacrava. Egli, da dentro queste Acque, ha ricevuto la grazia di compiere la sua missione. Pure voi, figli miei, nella vostra penitenza, nella vita dei vostri dolori offerti, vi fate purificazione, non solo per i vostri peccati, ma anche per quelli dei vostri fratelli: lavacro, fonte, confessionali che purificano, lavano e aiutano le anime a prepararsi all’incontro, all’accoglienza del Signore che viene con il suo Spirito a benedirli e a santificarli.
Rifugiati nelle mie Acque rigeneranti ove Io ti rinnovo sempre. Ti benedico”.
(*) Gv. 19, 34 (*) “Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo ( Lc 1, 44)”.

17. 12. 08 “la Madonna ha pure Lei derivazione nella sua discendenza dal Re Davide”
“Nel Vangelo di stasera viene messa in evidenza la mia genealogia, formata da Santi e da peccatori. Essa non è proprio espressione di quella che mi forma umanamente, anche se la Madonna ha pure Lei derivazione nella sua discendenza dal Re Davide. Vengo a nascere nell’umanità tra uomini che sono santi e peccatori perché nasco per portare la salvezza per tutti. Pure nella vostra genealogia vi sono anime più o meno pie e sante, e peccatori, e la vostra persona porta in sé il risultato di essa; è strutturata secondo le sembianze fisiche e mentali che l’ hanno formata, da cui ha origine. Porta in sé anche il germe della spiritualità nel bene e nella santità vissuta che viene trasmessa nella discendenza, così avviene nel male. Molte anime nascono nella loro stirpe per venire a sanare quella loro genealogia malata, formata da anime che hanno lasciato, come conseguenza, il peccato. Esse purificano, nel loro incontro con Cristo che viene a nascer in loro. Nel loro amore e nella loro sofferenza lavano, spezzano il male, portano la salvezza di Cristo e le benedizioni per le generazioni successive. Ti benedico”.

18. 12. 08 “Giuseppe corre, pieno di gioia, a prostrarsi, adorante, dinanzi al Grembo di Maria, per adorare il Verbo Incarnato in Lei”.
“Guardate stasera alla Madre e a San Giuseppe che dinanzi all’evento di una Maternità straordinaria, non comprensibile umanamente perché non cooperata dall’uomo, ma tutta irrorata dallo Spirito; poteva essere compresa solo da chi è fiducioso, abbandonato e tutto irrorato dallo Spirito. La Madonna si abbandona totalmente alla Volontà del Padre: non dà spiegazioni, non dà giustificazioni ma, tutta fiduciosa, lascia al Padre che sia svelato il Mistero del suo Disegno. Giuseppe, uomo giusto, l’uomo delle virtù, timorato di Dio, si abbandona alla preghiera, offrendo il suo dolore, e che fosse il Signore a dare luce, svelasse il suo Piano. Dio viene a rispondere: dà luce perché sia manifesta la Verità, e Giuseppe corre, pieno di gioia, a prostrarsi, adorante, dinanzi al Grembo di Maria, per adorare il Verbo Incarnato in Lei. Da allora egli fu così sollecito, premuroso, vigilante alla Maternità della Madonna e così operoso e protettivo verso Colui che, Bambino, si formava nel Grembo di Maria ed era il suo Signore. Nessuna madre sarà così offerente e donativa come la Madonna, nessun padre sarà mai così amoroso, premuroso, attento, protettivo come Giuseppe. Imitateli! Consacrate le vostre famiglie alla Santa Famiglia: quante famiglie si salveranno!…”.

20. 12. 08 “Nei nuovi tempi ci sarà questa esplosione nell’amore materno di Maria, che permetterà l’Incarnazione nella Chiesa e nel mondo”.
”Oggi la Chiesa ricorda l’Incarnazione di Cristo (*). E cos’è l’Incarnazione, così come hai già sentito durante la Messa, se non il Concepimento di Dio nell’umanità? Dio ha preso Carne per farsi Uomo e per incarnarsi, tramite Maria, nell’umanità. L’umanità, nell’attimo della Incarnazione del Verbo, si è congiunta al Cuore della Madre. Qual’è l’amore più grande, quello più oblativo, offerente che compiace il Signore se non quello materno? L’amore materno è il più simile all’Amore di Dio.
L’Incarnazione deve avvenire in tutti voi: nella Chiesa, nei sacerdoti, nelle famiglie e in ogni uomo. E questo può avvenire quando l’uomo offre il suo cuore a Dio: a Lui si abbandona fiducioso, a Lui si plasma; è umile, docile, è un cuore con sentimenti materni. Lo Spirito si fonde nell’incontro con un Cuore di Madre. E perché questo non è avvenuto?… Se ciò fosse stato, l’Incarnazione di Dio nella Chiesa e nell’umanità avrebbe portato ovunque la santità. Ciò non è stato perché la Chiesa non ha donato il cuore alla Madonna, alla Madre. Lei forma il vostro cuore a questi sentimenti materni, forma la culla, l’accoglienza d’amore allo Spirito di Cristo. Nei nuovi tempi ci sarà questa esplosione nell’amore materno di Maria, che permetterà l’Incarnazione nella Chiesa e nel mondo. Dato che gli uomini avranno offerto il cuore a Maria, allora Dio verrà incarnato, nel suo Spirito, e vivrà nell’umanità. Ti benedico”.
(*) Il Vangelo del giorno era quello dell’Annunciazione dell’ Angelo a Maria (Lc1, 26-3).

26. 12. 08 “Muore Stefano, e la Madonna accorre per prenderlo e stringerlo tra le sue braccia”.
“Oggi celebrate Santo Stefano, il mio Stefano, che ho conosciuto e avuto accanto in molti incontri fin da quando era fanciullo, e s‘incantava al mio sguardo. Stefano, il cui cuore era rimasto all’innocenza e alla purezza. La sua anima era nella trasparenza e nella bontà di un fanciullo: l’interiorità di un bambino. Era ardente di carità e fedele nella Verità, onesto, leale e verace, sino a morire per testimoniarla. Egli muore ragazzo e, nella visione della Santissima Trinità, offre la sua vita in offerta per la nascita del Cuore di Cristo nel popolo ebreo. Egli muore perché fosse pietra, seme, sorgente di questa evangelizzazione tra la sua gente.
Muore Stefano, e la Madonna accorre per prenderlo e stringerlo tra le sue braccia dato che Stefano, da fanciullo, è cresciuto accanto allo Sguardo trasparente della Madre che ha formato il suo cuore innocente. Perché ricordare il martirio di Stefano proprio dopo il Natale di Gesù Bambino? Perché Stefano è il martire più vicino, più simile al Cuore innocente di Gesù Bambino. Il Sangue di Stefano, come quello di tutti martiri, si offre in ogni Santo Sacrificio con il Sangue di Cristo per l’evangelizzazione e la diffusione del suo Regno. Ti benedico”.

27. 12. 08 “Quante volte la Madonna, dopo aver intessuto di preghiera la sua giornata e supplito all’intero servizio alla sua famiglia, va e accorre per porsi in aiuto di tante famiglie bisognose!”.
“Oggi la Chiesa guarda e indica la Santa Famiglia, la mia Santissima e Benedetta Famiglia. E perché è così Santa? Perché ha vissuto nell’adorazione di Dio: ha operato, amato, servito in funzione all’adorazione del Padre, nel suo primato; tutto ha sottoposto e ha vissuto, dando motivazione nella priorità di Dio. L’adorazione ha arricchito, ha travasato nel loro amore, che non si è chiuso a sé, non ha vissuto per sé, ma si è completamente donato e offerto al suo Signore. Quest’ amore condiviso e ricambiato tra il Padre del Cielo e fra di noi ha traboccato per riversarsi su tutte le creature. Di questa adorazione Io ho partecipato e sono cresciuto. Di quest’Amore mi sono nutrito: Io, l’Amore, me ne sono inebriato per riempirmi e fondermi in Esso ed essere così maggiormente pronto ad amare nel tempo estremo della mia Crocifissione. La Santa famiglia viveva nella preghiera: una preghiera personale e poi unitiva, comunitaria; una preghiera continuativa di amore e dialogo perenne tra Dio e tra noi.
La Santa Famiglia ha vissuto nel lavoro e nel servizio. Quante volte la Madonna, dopo aver intessuto di preghiera la sua giornata e supplito all’intero servizio alla sua famiglia va e accorre per porsi in aiuto di tante famiglie bisognose, nell’assistenza ai malati, al capezzale dei moribondi! San Giuseppe, così operoso e rinomato per il suo buon lavoro, quanto ha dato nei suoi lavori gratuiti per i poveri, trattenendo solo il necessario per la giornata quotidiana e donando tutto il resto al fabbisogno dei miseri! La Santa Famiglia è stata la carità vissuta. Imitatela, chiedete ad Essa, pregatela per averne una piccola parte di Sé, pure una briciola, e avrete la salvezza e la santità.
Non ti smarrire per la tua famiglia, credi che, se uno solo rimane fedele nell’adorazione a Dio, nella preghiera perseverante, nel servizio e nell’operato offerto al Signore, in quella famiglia è entrata la salvezza, è entrata la santità. Ti benedico”.

28. 12. 08 “Con la Madre mia mi sono ricolmato del suo amore materno, completo, sollecito”.
“Oggi celebrate la Santa Famiglia. Ecco, Io vengo a dirvi di come vi abbia vissuto nella mia persona. Come Dio, mi sono nutrito, ho partecipato di questo Amore, me ne sono abbeverato e ne ho ricambiato, irradiando l’Amore. Come Bambino, come Figlio, restavo incantato a rimirare le virtù, l’operosità, la protezione di Giuseppe: nessun figlio è stato così unitivo al proprio padre. Con la Madre mia mi sono ricolmato del suo amore materno, completo, sollecito. Mi sono lasciato plasmare da Lei, che istruiva alla Sapienza Colui che era la “Sapienza”. Mi plasmavo nell’obbedienza, nella docilità, nella disponibilità al dono, perché fosse fonte continua di meriti, e l’umanità ne potesse attingere tutto il tesoro.
Invocate, ricorrete alla Santa Famiglia! Per i meriti da loro acquisiti voi potete avere continue sorgenti di grazie. Ti benedico”.

29.12.08 “Ecco, Maria va ad offrirmi al tempio, ed ogni passo è un passo di gioia e anche di dolore”.
“La mia terra è bagnata da lacrime e sangue, ma Io trasformo queste lacrime e sangue in salvezza. Il mio Cuore è squarciato da questo dolore perché viene dal peccato, ma per questo Io vi sono nato e passato e il mio Sangue vi ho versato. E nel mio Sangue tanta sofferenza viene trasformata in un martirio di redenzione.
Dai questi fogli, sii solerte, è tempo! Le paure che ti vengono, vengono dal maligno. Va bene essere il più possibile accorti nello scrivere, ma se c’è qualche minimo errore, non temere, ci sono Io che copro: è la mia opera!
Ecco, Maria va ad offrirmi al tempio, ed ogni passo è un passo di gioia e anche di dolore. Di gioia, perché sa che questo suo Bambino, suo Figlio, sarà Redenzione per l’umanità intera. E dato che Ella stessa si era offerta al Padre come vittima per la salvezza degli uomini, Iddio gliene dà modo, senza che prima ne sapesse, e cioè mediante una Maternità che le avrebbe squarciato il Cuore, una Maternità trafitta dal dolore. Maria va nel dolore. Ella conosce bene le Scritture e sa che questa offerta sarà bagnata dal Sangue di un martirio duro, gravoso. Ma non indietreggia!
E’ presente il Padre a questa offerta, che accoglie, benedice, dopo generazioni di secoli, durante i quali gli sono stati offerti sacrifici di animali, sangue impuro; Gli viene donato ora il Sangue di Cristo, il suo Sangue! L’unico degno di essere dato in riscatto, poiché chi può riparare un Dio se non un Dio stesso? Il Sangue di Cristo si unisce alla Maternità trafitta di Maria: divengono un’ offerta all’unisono, si fondono per essere dono unico al Padre perché gli uomini in essa possano ritrovare la rigenerazione ad una vita nuova, una vita santa. Ciò è per quei figli che l’accolgono, che vi si irrorano, vi si immergono, vi si nutrono per averne la santità, dato che, chi si unisce all’Offerta del Sangue di Cristo e alla Maternità della Madre, si fa Egli stesso offerta con la sua vita che viene così irrorata: non potrà che essere accolta, benedetta da Dio; diventa una vita santa. E’ là San Giuseppe: pronto, vigile a sostenere l’offerta del Signore, della sua Santa Sposa e a fare, Egli stesso, dono della sua vita a Dio, unendosi ad Essi. Giuseppe ancora aiuterà voi ad essere fedeli, a proseguire nel cammino, ad essere offerta per il Cielo.
Pregateli, pregateli, quando giunge il tempo duro, perché vi aiutino ad andare avanti, a non indietreggiare. Ti benedico”.

30. 12. 08 “Anna istruisce alla Sapienza della Scritture la piccola Maria”
“Oggi il Vangelo mette in rilievo la figura di Anna, che nel tempio riconosce e profetizza sul Messia. Lei è la donna che ha accolto la Madonna piccolina, in tenera età (*). Le è stata accanto come una seconda mamma. Porta in sé lo stesso nome della mia Nonna e le era simile come indole e fervore nella fede. Anna istruisce alla Sapienza della Scritture la piccola Maria, e riconosce in Lei una grandezza speciale nella sua fervente preghiera e nell’ubbidienza dell’operoso servizio. La segue nella crescita.
E quando la rivede giungere al tempio con il Bambino in braccio, ricolma dello Spirito Santo, e illuminata, riconosce nel piccolo il Messia atteso. E ciò le è attestato anche dalla presenza della Madonna che conosceva bene. …Il Messia non poteva che nascere da questa Madre! Anna morirà dopo qualche anno, gioiosa e abbandonata in Dio. Aveva offerto la sua vita per la venuta dl Messia perché fosse accolto dal suo popolo e abbreviato il tempo della sua Venuta. Iddio aveva già accolto la sua offerta, donando l’alba della Nascita del Messia, facendola star accanto a Colei che sarebbe stata sua Madre. Preparando Lei, preparava la sua Venuta. Pregate quindi e perseverate nella preghiera anche quando non ne vedete l’esito. Il Signore ne vede il disegno ed essa ha il suo fine e il suo compimento. Ti benedico”.
(*) I Genitori della Beata Maria Vergine, San Gioacchino e Sant’Anna, presentarono e offrirono la loro Santa Bambina a Dio, nel Tempio di Gerusalemme, dove Ella visse la sua fanciullezza, e fino all’età sponsale.

Gennaio 2009 “Il Cuore Immacolato di Maria …vive nei rintocchi dei cuori dei figli che La seguono”

01. 01. 09 “Una creatura non può che nascere se non dalla presenza sia del Padre, ma pure della Madre”
“In Paradiso la Madonna si accosta ad ogni Beato, ad ogni creatura, figlia della sua Maternità e, stando presso loro, accarezza il loro capo, bacia loro la fronte, … e sono miliardi! Eppure su tutti i Santi e Sante Ella s’appressa, ed essi si avvicinano ancor più con amorosa venerazione e figliolanza, per dirle: “Mamma, ti amo!”.
Ella va poi in Purgatorio con più sollecitudine: si mette accanto all’anima santa sofferente, per sostenerla e dirle: “ti sono accanto, presto esci da questo dolore, ti aiuto ad andare in Paradiso”.
Si riversa infine sulla terra, guardandola, con lacrime. Quante lacrime spande su di essa…!, dato che pochi sono quelli che La riconoscono per Madre. I tanti La ripudiano, Le volgono le spalle, La respingono, e Maria piange su questi figli, e offre al Padre i suoi innumerevoli dolori, vissuti sulla terra per sanare, lavare, purificare. Beati quelli che L’accolgono, che riconoscono la sua Maternità! Sono i salvati. La Madonna li prenderà, uno per uno, per condurli alla salvezza e alla santità. Li aiuterà a vivere nella conoscenza e nella profondità dell’Amore di Dio.
- La Madonna: “Mia piccola Maria, figlia del mio Cuore e del mio Grembo, pongo in Me tutte le creature che mi porti. Sono figli del dolore, ma che, portati a Me, si salveranno. Beati quelli che mi riconoscono per Madre! Io li prendo, li curo e li conduco alla salvezza di mio Figlio. Una creatura non può che nascere se non dalla presenza sia del Padre, ma pure della Madre. Egli mi riversa ancor più sui figli lontani, malati, piagati, che non mi riconoscono, per aiutarli a salvarsi, a riacquistare vita nella Grazia.
Dato che essi sono nascita nello Spirito, sono tutti figli della mia Maternità; anche quelli nati precedentemente della mia venuta sulla terra, poiché Io ero già presente nel pensiero creativo del Padre: ero la Madre. Quando, ancor così piccina, mi offrivo in olocausto, in offerta con tutto il mio essere, per la salvezza di tutti gli uomini, Iddio ha sublimato, arricchito, divinizzato in una mia Maternità spirituale, nell’Incarnazione di un Figlio che è divino, così la mia Maternità è divenuta redentrice e divina. La mia Maternità si è moltiplicata, si è maggiormente elevata, sino all’Eccelso, ed ha riunito in Sé la salvezza e la sua divinità. Tutte le creature che vogliono immergersi nelle Acque del mio Grembo, l’acquistano.
Immergetevi nelle mie Acque! In esse sarete lavati, purificati, rinnovati, plasmati, per essere avviati alla salvezza, ad essere formati, atti all’entrata del Regno, che vi fa divini. Ti benedico”.

03. 01. 09 “Il Cuore Immacolato di Maria …vive nei rintocchi dei cuori dei figli che La seguono”.
“Mia piccola Maria, oggi in cui si ricorda il Cuore Immacolato di Maria, Io ti dico che Esso vive nei rintocchi dei cuori dei figli che La seguono. Sono i suoi battiti che, in loro, ancora emanano il suo Amore. Sono “il piccolo resto”(*) rimasto alla sua scuola, fedele e veritiero. Ma sono pochi, in confronto all’oceano dell’umanità. E’ però il suo esercito che, seppur rimane di piccolo numero, si pone in combattimento contro le forze del male, a difesa degli altri uomini; e Maria, mediante essi, va a scovare il maligno, per combatterlo, sconfiggerlo, sia nel mondo come nella Chiesa, e ove trova annidate le vipere; e trasforma il luogo perché vengano le colombe dello Spirito.
Oggi la mia Parola celebra la Sapienza. E cosa è la Sapienza se non la conoscenza di Dio? Essa ha continuamente cercato di illuminare e penetrare, attraverso gli antichi profeti, mediante le parole ispirate dallo Spirito Santo, ma è dovuta giungere a nascere sulla terra la Sapienza Incarnata, che nella persona di Gesù Cristo, si è venuta a manifestare e vivere perché fosse conosciuta nel mondo.
Egli portava in Sé la presenza del Padre e dello Spirito, la Loro Presenza, sebbene fossero anche Persone distinte. Ma la Sapienza Incarnata non è stata accolta, né allora e ancor meno oggi. Come mai che Essa non viene riconosciuta? La Sapienza può essere compresa solo nell’umiltà. Solo gli umili La sanno riconoscere, L’amano e La vivono. Il “piccolo resto” della Madonna ha in sé l’ascolto di Colei, che è la Madre della Sapienza, che forgia i cuori all’umiltà, sicché questi figli portano in sé la conoscenza di Dio: L’amano, La vivono, si fanno fiammelle accese. Questo “piccolo resto” vive di questo calore perché di esse prenderà il Fuoco per far sì che la Sapienza sia riconosciuta, accolta, amata e vissuta da tutti. Questo sarà il trofeo del Cuore Immacolato di Maria. Ti benedico”.
(*) Come scrive il profeta Isaia (16,14).

04.01.09 “Oggi San Giovanni, nel Vangelo, vi richiama all’Incarnazione, alla mia Venuta nel tempo storico nel Grembo di mia Madre”
“Mia piccola Maria, vieni qui sul mio Cuore! La mia terra è devastata dal dolore, colpita dalla guerra perché Io vi sono passato. Vi è la mia traccia, ed è sempre così: il demonio attacca i miei eletti e i luoghi che mi appartengono. Non rimane che pregare…solo la preghiera!
Oggi San Giovanni, nel Vangelo, vi richiama all’Incarnazione, alla mia Venuta nel tempo storico nel Grembo di mia Madre. Ora è richiesta la vostra, che deve ancora avvenire per l’umanità intera e per la Chiesa. Fino a quando l’Incarnazione di Dio non sarà avvenuta negli uomini non ci sarà la Pace, e si continuerà ad essere attaccati dal demonio. Dovete assimilare, assorbire, prendere Me, la mia Persona, prendermi nella vostra fisicità, mediante la preghiera, la Sacra Parola, l’Eucaristia, i tanti mezzi che vi offro per far sì che la mia Persona viva in voi: mente, cuore, corpo, sangue, anima; e si fonda, sicché la Carne e lo Spirito di Cristo è vivo in voi e ama in voi. Solo allora avrete pace, e il demonio fuggirà. E’ per i miei eletti, per coloro che mi amano e per cui è avvenuta la mia Incarnazione: mi hanno assimilato come parte integrante in sé. E ancora il Padre dei Cieli ha misericordia e protende il tempo, attende che si riversi sui figli lontani, per far sì che, pure negli ultimi istanti, sappiano dirgli di sì, e possano, nell’accettazione della sua Persona, iniziare un cammino dell’Incarnazione, che avverrà nella Purificazione del Purgatorio, perché giunga a compimento e perfezione in Paradiso. Ti benedico”.

08. 01. 09 “Solo chi accoglie e si fonde nel Cuore di Maria va diritto per le vie della Verità del Regno”
“Mia piccola Maria, prega la Madre che ti aiuti a saper testimoniare la fede anche con la parola, e non ti tremerà la voce. I… non ha la luce per comprendere il Cuore di Maria: bisogna essere umili! Solo nell’umiltà si sa riconoscere quanto sia fondamentale l’amore al suo Cuore. Solo chi entra in Esso conoscerà, nelle profondità, il Cuore di Cristo, dato che il Cuore umano di Dio ha preso origine e si è plasmato in ogni particella dal suo. La Carne dell’Eucaristia si è formata, prendendo Carne nell’utero di Maria, il suo Sangue ha fatto scorrere il mio. Chi non entra nel Cuore della Madre, chi non Lo comprende, chi non Lo ama, non ama il Cuore di Cristo. Non solo I… ma molti sacerdoti, molta parte della Chiesa e dell’umanità non ha compreso il suo valore. Anche Fatima, che Lo ha rivelato e messo in evidenza, non Lo ha compreso e vissuto nella sua pienezza. Solo chi accoglie e si fonde nel Cuore di Maria va dritto per le vie della Verità al Regno. Ti benedico”. (*) 1Gv 5, 8

13. 01. 09 “L’Unità intera della Santissima Trinità, che si fonde insieme nel Cuore di Maria, nel suo Grembo”
“L’Incarnazione di Dio è già avvenuta nel pensiero di Dio Padre quando, nella creazione, ha infuso il suo Spirito nell’uomo, che prende carne e vita, e nella materia creata, che inizia a palpitare dell’Alito del suo Spirito. L’Incarnazione continua nell’incontro dell’Unità di Dio, l’Unità intera della Santissima Trinità, che si fonde insieme nel Cuore di Maria, nel suo Grembo. Vi sono presenti il Padre che offre lo stesso Corpo Immacolato da Lui creato; vi è presente la Parola che è il Figlio, che prende Carne in Maria e si fa Uomo, e in Lui vive già l’Essenza della Santissima Trinità; vi è presente lo Spirito Santo che, con il suo Amore, fonde la natura di Dio e la natura umana in una esplosione di vita, che dà alla luce una Nuova Creazione, che è quella divina che prende carne, assume forma umana e nasce un Uomo-Dio. Il Cristo prende la sua fisicità da Carni che non potevano che essere Immacolate, come quelle di Maria.
L’Incarnazione deve avvenire in ogni uomo e nella Chiesa, per la sua santificazione, e ciò è possibile quando lo Spirito si può fondere con un cuore di Madre, e ciò può farlo solo la Madonna. A Lei il compito di rendere il cuore umano più somigliante ad immagine del suo Cuore Materno e Immacolato. Ti benedico”.

21. 01. 09 “C’è poi l’Immacolata, la Vergine Santissima, Lei, la “Tutta Pura” che a mani aperte intercede e prega. Siate puri, siate puri!”
“Oggi in Paradiso Agnese è tutta radiosa, traspare nella sua bellezza dinanzi al trono di Dio: bella nelle sue fattezze, rinomata già sulla terra, ma che ora ne è tutta irradiata dallo Spirito. Lei, così illuminata dallo Spirito, si porta dinanzi alla Maestà di Dio per offrire al Padre il martirio della sua vita, la sua verginità e la sua fedeltà. Agnese è stata coerente e fedele alla sua fede sino agli estremi del sacrificio di sé. Per esserne fortificata non ha fatto che invocare e pregare lo Spirito Santo che le desse il vigore d’essere fedele. E la divina Colomba si è posata su di lei, accompagnandola sino al suo ultimo respiro.
Ancora lo Spirito Santo irrora Agnese: vive accanto e sotto le ali della divina Colomba. In questo mondo, cosparso di oscurità, ottenebrato dal peccato della lussuria, ove verginità purezza non hanno più credito, dove il rispetto e la sacralità del corpo viene gettato alle ortiche, il peccato della carne si è fatto così malsano che è giunto sino ai limiti inconcepibili alla natura umana, che va a toccare le più tenere età. E come può l’uomo, schiavo della carne, riconoscere Dio? Iddio fermerebbe tanto male. La sua mano si scaglierebbe su questa onta di fango nella sua Giustizia, ma è per le preghiere delle Vergini Sante che, come Agnese, pregano e invocano lo Spirito Santo, che ancora fermi il cuore dell’uomo ad essere puro, che dia tempo alla sua conversione.
C’è poi l’Immacolata, la Vergine Santissima, Lei, la “Tutta Pura” che a mani aperte, intercede e prega. Siate puri, siate puri! Anche se vi siete macchiati di questo peccato, ma siete venuti a lavarvi nel Sangue di Cristo, vi siete riverginizzati nell’anima. Ora siate puri, mantenete la purezza nella totalità del vostro essere: puri nel pensiero, puri nello sguardo, puri nella parola, puri nel corpo, dato che solo chi è puro può riconoscere, amare e seguire Dio. Ti benedico”.

Febbraio 2009 “E l’Arca che Io offro oggi per rifugio è il Cuore Immacolato della Madonna”

02. 02. 09 “Anche la Madonna veniva formata nelle Sacre Scritture nella preghiera, sin da bambina, a questo Evento.”
“ Mia piccola Maria, ecco, oggi Maria e Giuseppe mi conducono al tempio per offrirmi al Padre. Anche per l’offerta per eccellenza Iddio ha preparato i tempi, ha formato le creature. Negli antichi profeti annunciava la mia Venuta, la mia Offerta, per prepararne il popolo. Anche la Madonna veniva formata nelle Sacre Scritture nella preghiera, sin da bambina, a questo Evento. E quando esso si realizza nella presentazione al Tempio ancora continua questa preparazione nell’arco dell’intera mia vita, in ogni giorno, che è già mia donazione che mi prepara e mi forma all’estrema offerta nel martirio. Ancora nell’orto degli ulivi ho vissuto la grande battaglia per dare il mio ultimo consenso a morte tanto cruenta. Oh, non era battaglia che veniva dall’offrirmi in olocausto al Padre, del quale ero felicissimo, e gioia era per me la salvezza che ne veniva per l’umanità. Ma era il dover accogliere in Me l’aberrazione di tutte le nefandezze umane, il fango e il malsano di tutte le colpe di cui dovevo assimilare, prendere in Me per poterle lavare.
Pochi sanno che nel momento della Presentazione al tempio, alla mia offerta, alla quale si univa la Maternità purissima, ma pure trafitta e addolorata, di mia Madre in un unico martirio, in un unico dolore offerto, c’era anche l’offerta della vita di San Giuseppe. Egli, nella sua preghiera umile e nascosta, dona la sua persona, la sua vita, il suo operare, la sua orazione adorante e silenziosa, la sua malattia dolorosa, sino al suo ultimo respiro, perché fosse sostegno all’Opera della Redenzione, fosse aiuto e forza nel tempo della mia predicazione.
Anche a voi è chiesta l’offerta della vostra esistenza che viene presentata al Padre perché sia santa e dia santità: fosse anche la vita, solo per un istante, un solo vagito dopo la nascita, o una creatura che è presente ed è entrata da poco nel grembo, è sempre un palpito, è sempre vita, e tutto di essa si fa donazione, come gemma preziosa che viene offerta; o è dono nel vostro ‘sì’ spontaneo, poiché adulto e cosciente, o è dono che viene offerto da altri per mezzo di chi accoglie l’esistenza, dato che ancora così piccolo e inconsapevole. Io vi dico che sulla terra l’offerta è un tempo vissuto e accompagnato dalle lacrime, ma è riscatto che vi conduce ad un tempo nel quale il sorriso non ha mai termine. Ti benedico”.

06. 02. 09 “Riparate al mio Cuore con l’offerta di Sante Messe, con inni e preghiere, dirette al mio Cuore divino, amando, intercedendo, pregando, tramite il Cuore di mia Madre, che è il più simile al mio”
“Oggi onorate il mio Cuore divino, che è interamente dilaniato e squarciato dal dolore. E’ un Cuore tutto forato, di fori che vengono attraversati, bagnati dal mio preziosissimo Sangue. Non c’è pausa tra un lembo di carne all’altro che sia sano. Non trovo consolazione né riparazione. Ciò che mi dilania è che il peccato viene ora legittimato, viene propagandato come bene, come un valore che viene legalizzato. Satana attacca, in questo tempo, soprattutto la vita, l’innocenza, i miei Sacramenti, dato che, attaccando essi, attacca e colpisce, ferisce e piaga il Cuore di Dio. Egli attacca e perseguita i miei diletti che amano con cuore sincero, che amano con la tenerezza e con l’affettività del mio Giovanni, e cerca, come con te, di fermarli perché non abbiano a fare riparazione e consolazione. Riparate al mio Cuore con l’offerta di Sante Messe, con inni e preghiere, dirette al mio Cuore divino, amando, intercedendo, pregando, tramite il Cuore di mia Madre, che è il più simile al mio: con digiuni, e pregando, onorando, meditando la mia Santissima Passione. Chi onora la mia Passione, medita i miei dolori, conosce la profondità dei sentimenti del mio Cuore, ne partecipa, e mi ama. Se voi avete avuto carità per un fratello, essa non sarà mai dimenticata. Ma se avete avuto carità per il vostro Dio, voi ne riceverete un amore che sarà godimento eterno. La riconoscenza alla vostra riparazione e consolazione, data a Me, vi verrà ricambiata nella pienezza del vostro cuore che scoppierà, per la gioia, di una Carità che riceverete per sempre. La carità offerta a Dio è sublime e vi viene settuplicata per il Regno dei Cieli. Ti benedico”.

07. 02. 09 “Il Cuore della Madonna palpita e partecipa di ciò che vivete sulla terra, di tutti i suoi eventi. Lei è presente, li condivide”
“Il Cuore della Madonna palpita e partecipa di ciò che vivete sulla terra, di tutti i suoi eventi. Lei è presente, li condivide. Il suo Cuore gioisce in Paradiso con i figli ormai al sicuro nella Patria celeste, ma guarda la terra e ne è desolata. Il suo Cuore soffre ed è desolato dai figli che non pongono più barriere al peccato, non hanno più recesso contro il male, non si difendono da esso per proseguire la via della Verità. Il demonio scandaglia le coscienze e vi inietta il suo veleno, le ottenebra nell’oscurità del suo pensiero e lo può, dato che gli uomini non pregano più, non hanno più luce per opporsi.
La Madonna riceve così poca preghiera di riparazione al suo Cuore, ma pur, per quella poca, ne è lieta e La rende gioiosa così come una Madre di molti figli che, pur abbandonata da tutti e rifiutata, ne rimane uno solo ad amarla; questo figlio diviene fortezza alla sua speranza e consolazione alle sue pene. Ti benedico”.

11. 02 .09 “A chi vuol essere figlio suo, si getti, si tuffi nelle sue acque materne: la Madre lo immerge nelle acque del suo Grembo per lavarlo e farne una creatura nuova”
“Oggi a Lourdes, come in molte altre parti del mondo, la Madonna viene onorata, ricordata con novene, preghiere e celebrazioni. E’ venuta per richiamare gli uomini e per ricordare a tutti che Ella è presente e che vive nella loro storia. Lei viene nei luoghi dove essi vengono più dimenticati, là dove più hanno bisogno, usa le creature piccole nel cuore che possono vedere, ascoltare ed essere suoi strumenti, che sono innocenti nell’animo come Bernardette, che può contemplarla in visione perché pura, e può essere anche mezzo per trasmettere il suo messaggio. Maria viene a dire agli uomini che vuole conversione, preghiera ma anche riparazione. Poco si pensa che al peccato fatto, al male compiuto, ci vuole riparazione mediante l’esercizio della carità. La Madonna viene a dire che è vicina, sta presso la sofferenza, viene a dire che cura i malati, che è accanto a loro, e che la malattia è preziosa. Ella guarisce dai mali, dal peccato e risana, risana dando grazia alle anime, e gli stessi corpi ricevono salute. Sì, il loro stesso corpo malato è avviato alla guarigione che si attua poi entrando in Cielo, dato che in Paradiso non può entrare che ciò che è sano, ciò che è perfetto nello Spirito. Ma giungerà pure il tempo che il corpo si ricongiungerà all’anima e godrà dei suoi meriti.
La Madre viene a ricordarvi che l’uomo deve lavarsi e ricorrere alle acque, le acque dei sacramenti: del Battesimo, della Confessione, l’acqua del proprio pentimento e della propria sofferenza attraverso l’Acqua della sua Immacolata Concezione. L’uomo si sporca nel peccato e ha bisogno di lavarsi. A chi vuol essere figlio suo, si getti, si tuffi nelle sue Acque materne: la Madre lo immerge nelle Acque del suo Grembo per lavarlo e farne una creatura nuova. Ella lo lava continuamente, immergendolo in Lei; dona così la sua purezza, il suo desiderio di un rinnovarsi in un percorso in cui lo prende per mano e lo conduce alla santità completa, ove si fa pieno del suo candore e diventa nuovo figlio di Dio”.
_________________
Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai e vi benedicono; e anche io, nel loro Santissimo Amore vi voglio bene e vi benedico per intercessione del Cuore Immacolato di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Don Armando Maria
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MessaggioInviato: Ven Dic 16, 2011 9:34 pm    Oggetto: GOCCE DI LUCE -2- "Andate alla Madre Santissima!" Rispondi citando

16. 02. 09 “Iddio, che è l’Autore che genera continuamente vita, ne fa una nuova storia, dona una maternità che, attraverso il dolore, si purifica e redime nell’attesa di una nuova maternità, che sarà quella che in Maria, nuova Eva, porterà vita…”

”Oggi che ricordate anche la figura di Eva, la madre di tutti i viventi, vi faccio notare come, pure se lei è stata la porta per l’entrata del peccato e della morte per l’umanità, Iddio che è l’Autore che genera continuamente vita ne fa una nuova storia, dona una maternità che, attraverso il dolore, si purifica e redime nell’attesa di una nuova Maternità che sarà quella che in Maria, nuova Eva: porterà vita, non solo naturale, ma vita nello spirito, rinascita nella Grazia per lavare e vincere tanto peccato. Da Eva è entrato il male. L’uomo, nel susseguirsi delle generazioni, porterà in sé l’istinto, la fomentazione all’omicidio. Io chiedo il dominio a non piegarsi a tale istinto, ma il sangue dell’omicidio ha bagnato la terra, dall’albore del suo sorgere, per il dominio e nell’oppressione del fratello. Eva trasmette questo male già nel frutto della sua carne in Caino, che uccide Abele, e questo male prosegue ai nostri giorni. Se nei tempi antichi esso era palese, violento, per dominare e opprimere l’altro, oggi si nasconde, si camuffa persino nel bene e lo si giustifica con molti pretesti. Si cerca di legalizzare l’omicidio, così che la legge metta a tacere le coscienze e lo Stato si sostituisca a Dio.
La vita è di Dio! Da Lui prende origine, in Lui si alimenta, a Lui ritorna. Il Padre genera continuamente, ma chi Lo comprende? Solo chi rimane unito al suo Creatore, ai mezzi donati nella sacra Parola, nei Sacramenti, nella preghiera, nella Santa Madre che vi rigenera nella vita dello Spirito. Solo rimanendo nutriti alla Vita di Dio, voi venite alimentati e illuminati dalla luce dello Spirito Santo che vi mantiene, che vi rivela la Verità, dato che, senza la sua luce, il demonio ha il potere di oscurare le menti, di pervertire le coscienze. Il Padre è Colui che crea. Egli può dare solo vita e cerca persino di trasformare Caino, i tanti Caino, e di cambiare loro il cuore, di portarlo a sé, dato che un figlio che torna è un figlio riconquistato, riacquistato: è una vittoria! Un figlio che va perduto è un dolore, una sconfitta!
Ogni vita ha valore, è preziosa. Ognuna ha un disegno, un progetto, anche quando per l’uomo è incomprensibile, perché egli ragiona nei suoi limiti umani di spazio e di tempo. Dio guarda oltre: il suo sguardo si protende all’infinito, al bene della vita eterna, ai suoi piani che sono salvezza, sapienza che genera vita per l’eternità. Voi dite: “…E gli Abeli, gli innocenti uccisi, perché non vengono difesi e lasciati a sé?…?”. Io vi dico che mai questi sacrifici verranno dimenticati: sono il sangue che irrora la terra e che Dio rigenera dal peccato a farne risurrezione. Il sangue di Abele è santo, benedetto; non è andato perso. Si è unito alla terra, che lo ha assorbito con il Sangue di Cristo, che ne ha fatto Redenzione. Ove è stato sparso il sangue di Abele è stato sepolto Adamo, e su quella terra è stata posta la Croce e crocifisso Gesù Cristo. L’effusione del suo Sangue si è unito al sangue di Abele: hanno infuso e bagnato il corpo morto di Adamo per far si che ne rinascesse un uomo nuovo, un uomo ad immagine di Gesù Cristo, e non più fomentato all’omicidio, ma generatore di vita, Ti benedico”.

17. 02 .09 “E l’Arca che Io offro oggi per rifugio è il Cuore Immacolato della Madonna; coloro che vi entreranno saranno i salvati. Verranno le tempeste, le persecuzioni, verrà la discesa del fuoco sulla terra…”

“Oggi la mia Parola chiama Noè ad entrare nell’Arca. Il mondo si era fatto così malvagio da non trovare giusti sulla terra, tranne lui. Il diluvio viene per lavare il male e, da questo germe buono, far rinascere una nuova umanità. Oggi i tempi sono più malvagi di quelli del diluvio, tempi orribili, ed Io chiamo i miei piccoli che ancora mi amano ad entrare nell’Arca. E l’Arca che Io offro oggi per rifugio è il Cuore Immacolato della Madonna. Coloro che vi entreranno saranno i salvati. Verranno le tempeste, le persecuzioni, verrà la discesa del fuoco sulla terra… I miei piccoli sono le anime, il germe buono che ricrea una nuova umanità. Non verrà più il diluvio ma la discesa del fuoco dal cielo che purificherà la terra da ogni male. Ti benedico”.

28. 02 .09 “Solo mia Madre, da lontano, mi accompagnava con la preghiera, aiutandomi a sostenere il mio lacerante dolore”

“Mia piccola Maria, Io entro nel deserto e vado a vivere una purificazione di inenarrabili dolori. Non avevo bisogno di purificazione, ma la vivevo in anticipazione per acquistare forza, meriti e tesori per voi, per il Vangelo che stava per essere annunciato, per la Chiesa di quei tempi e per tutti i tempi. Ecco, il deserto è l’anticipazione che annuncia la mia futura Passione. Ho sentito il gelo penetrare sin dentro le ossa, la fame, con i suoi morsi, lacerare le viscere, l’arsura della sete spaccare la bocca e riardere la gola. Ma ancor di più, tormentato continuamente nelle visioni terrificanti dei diavoli, che passavano da visioni bestiali alle allettanti, per darmi tormento e tentarmi. Mi laceravano le carni con i morsi, e mi colpivano con pietre. Ma ancor di più il mio spirito geme, soffre di un deserto, come è rappresentato dalle aridità della sabbia e delle pietre così com’era tutt’intorno a Me nel paesaggio. La mia orazione è continua, il mio pianto, fatto di suppliche che, con singhiozzi, rivolgevo al Padre. Non erano che ricambiate dal silenzio, dalla mancanza di qualsiasi risposta: non c’era né consolazione, né lacrima asciugata.
Solo mia Madre, da lontano, mi accompagnava con la preghiera, aiutandomi a sostenere il mio lacerante dolore. Da Lei sono poi ritornato per ritemprare le membra e lo spirito, prima d’iniziare la mia vita pubblica. Queste sofferenze sono per voi, figli! E poco la Chiesa le ricorda e ne fa ricorso. Pregate, invocate, chiedete per i meriti di tali mie sofferenze. La lotta con il diavolo è impari: voi siete deboli e facilmente cadete nel peccato e in suo potere. Sono Io che ho vinto per voi. Sono Io che mi pongo dinanzi per combattere e difendervi. Solo con Me voi potete vincerlo. Ti benedico”.

Marzo 2009 - “Per essere miei strumenti bisogna morire a sé stessi”

01.03. 09 “Per questo è chiamata “Maria Terrore dei demòni”, perché Maria non è solo l’Immacolata Concezione, Colei che è esente dal peccato. E’ anche Colei che l’ha combattuto”
“Veramente la mia Chiesa poco conosce il mio deserto e poco lo medita, anche se esso è fonte di meriti infiniti. Le mie sofferenze sono state atroci, dato che l’inferno stesso mi si è scagliato contro, tentandomi. Là ho vissuto tutte le tentazioni, di tutti i tempi e di ogni generazione. Le ho vissute per voi: le ho combattute e vinte per voi!
Satana Mi ha tentato fisicamente, moralmente e nello spirito. Fisicamente, colpendo e lacerando il mio corpo; moralmente nel gridare: ”Ma chi te lo fa fare di soffrire e salvare gli uomini! Guarda quello che ti faranno!…”, e mi poneva innanzi le intere nefandezze e le perversioni, il disamore umano. Satana mi ha tentato nello spirito, ponendomi in un deserto interiore: secco, aspro, duro, dandomi suggestioni alla mente, cercando di voler deformare il pensiero nella sua Verità, con tutta la sua potenza di male e gridando: “Vedi: il Padre ti ha abbandonato, non risponde alla tua preghiera, t’ha lasciato solo a te stesso!”. Solo il Padre, e il mio Cuore, conosce la pienezza della realtà vissuta! La Madre in parte, per quanto la sua natura umana poteva. Ma si è posta in orazione incessante, aiutandomi e sostenendo il mio dolore, chiedendo che il male si riversasse su di Lei per alleggerirne il peso, e la sua casa si è riempita di terrore e di ombre oscure e terrificanti, che l’hanno insidiata e fatta soffrire. La Madonna si è posta in combattimento, e ha vinto. Per questo è chiamata “Maria, Terrore dei demòni”, perché Maria non è solo l’Immacolata Concezione, Colei che è esente dal peccato. E’ anche Colei che l’ha combattuto. Ella si è posta in lotta con satana, e ha sempre vinto. In questo tempo di quaresima la Chiesa deve mettersi in lutto, in ginocchio e piangere, meditando i miei dolori e i propri peccati. Ciò le è di preparazione alla Santa Pasqua.
Ciò che hai provato è vero. Io non accolgo, in tutti i cammini, in questo tempo di quaresima, i canti, i giubili, le grida di lode e gioia. Gioireste voi dinanzi ad un vostro caro che è immerso negli spasimi, e geme? Cosa servono questi balli intorno all’ altare? Ballereste intorno al letto di morte di un vostro famigliare? Sto morendo, o sono appena morto, e voi ballate. Ma sono stato appena deposto nelle braccia di mia Madre, che sta piangendo… non dissacrate il suo dolore! E’ il tempo di meditare la Santa Passione, i miei dolori. E’ facile giubilare nella Risurrezione. Essa è bella, radiosa, libera, ma costa sforzo! Ed Io ve l’ ho ottenuta nella Santa Passione, violentandomi e facendo violenza totale alla mia umanità, rinnegandomi. Fate meditazione di ciò, ponetevi in ginocchio, pensate al dolore che i vostri peccati mi hanno arrecato, piangete! I miei dolori sono la vostra rinascita e vi saranno di sostegno e consolazione nella vostra di Passione; vi preparano a vivere veramente e santamente la Risurrezione con tutto il suo frutto. Ti benedico”.

04. 03. 09 “La Nuova Ester è la Madonna, l’Orante che si pone ad intercedere presso Dio per l’umanità”

“Stasera la Parola vi annunzia Ester, intrepida, coraggiosa, che intercede presso il re per la difesa del suo popolo, e sa che si rivolge a chi può farle perdere la vita. Ma chi dà ad Ester tanta forza se non la preghiera a Dio Padre? La Nuova Ester è la Madonna, l’Orante che si pone ad intercedere presso Dio per l’umanità. Ella stessa si pone innanzi al popolo, a sua difesa, combatte contro il nemico, e chiama tutti a farsi come Ester e divenire anime oranti. Solo nella preghiera voi vi fate intrepidi, combattete per la Verità contro il male. La preghiera viene sempre accolta ed esaudita, se giusta, se nella volontà di Dio, ma ha il suo tempo di maturazione. Cosa dico Io nel Vangelo: “E se mi chiedete un pesce o un pane, vi darò una serpe o una pietra?”. Così la preghiera scende come manna nello spirito, scende e s’irradia in voi; vi nutre e vi forma, vi dona gli ingredienti giusti, che occorrono a ciascuno per alimentarsi nello spirito, e condurvi a santità. Vi dà ciò che occorre: le armi, la potenzialità per affrontare le varie situazioni della vita che vi si presentano. La preghiera è simile a un frutto che deve giungere a maturazione: è già presente quando inizia dal nocciolo, ma ha bisogno di tempo per far sì che intorno si formi la polpa, la buccia, e il frutto sia pronto per essere mangiato. E’ simile alla medicina che già cura, ma ha bisogno dell’intera terapia: che la cura sia completa per guarire. Pregate, pregate! Se pregate riconoscerete Dio per Padre, la Madonna per Madre e il Cielo per la vostra casa. Ed Io vi porrò, vi stamperò, chiudendovi nel tesoro del mio Cuore come gemme preziose. Ti benedico”.

05. 03. 09 “Non è stato ascoltato il grido accorato di mia Madre che molto ha richiamato questa generazione alla preghiera e alla conversione”

“Oggi la mia Parola vi annunzia il pentimento di Ninive. Grande era il suo peccato e la sua malvagità, ma dinanzi al mio avvertimento, si è ravveduta. Hanno creduto alla mia Parola, ed hanno fatto penitenza. Dinanzi alla conversione il Signore perdona, ed ha largamente perdonato.
Questa generazione è più perversa e malvagia, ancor più grande è il suo peccato; ma non crede alla mia Parola e non piega né il capo, né le ginocchia, sbandierando il suo peccato, il suo orgoglio contro Dio. Il vostro Dio è disponibile, se vedesse il pentimento e il ravvedimento; ancora nella sua misericordia, pur dinanzi a tanto male compiuto, dà il perdono e dà possibilità di nuova vita, però non vede ginocchia piegate, ma cuori duri che non credono, e deridono il mio Insegnamento.
Non è stato ascoltato il grido accorato di mia Madre, che molto ha richiamato questa generazione alla preghiera e alla conversione. Per questo si avvicina il tempo della falce, con il quale verrà falciata l’erba secca, che invade la terra, poiché sia tagliata e posta a bruciare, lasciando così le tenere piantine, e l’erba ancora verde possa germogliare, crescere e aver spazio per rinverdire la terra. Ti benedico”.

06. 03. 09 “Consacratevi al Cuore di Maria: Lei sensibilizzerà il vostro, lo renderà duttile, morbido. Vi donerà i suoi sentimenti…”

“Oggi è il primo venerdì, ed è giorno che ricorda il mio divin Cuore. E’ il primo venerdì di quaresima, e ciò vi indica il mio Cuore squarciato, ferito dal dolore recato dagli uomini, che richiede riparazione. La Via Crucis è una pia pratica che molto mi consola, ma richiedo che essa sia vissuta con emozione, compassione ai miei dolori, partecipazione alla mia sofferenza. Solo così voi ne sanate le piaghe. Molti dicono che curare i fratelli sofferenti, curando loro, viene riparato e consolato il Cuore di Cristo, il suo corpo piagato. Ed è vero. Ma chi può dire che questa assistenza nasca da un amore puro, disinteressato, vero? Solo quando si entra nella profondità, nella partecipazione dei miei dolori, voi già sanate, prima il mio Cuore e dando balsamo a Me, voi già curate e date ristoro e guarigione ai cuori affranti dei vostri fratelli, e poi siete capaci di essere angeli consolatori, i cirenei che sostengono con amore autentico il dolore altrui. Il peccato di questo tempo è l’egoismo, la chiusura in se stessi, il badare solo alle proprie cose, ad avere un cuore duro che non ha compassione, non partecipa, non condivide. Per questo vi indico la via della Madonna. Consacratevi al Cuore di Maria: Lei sensibilizzerà il vostro, lo renderà duttile, morbido. Vi donerà i suoi sentimenti perché siate capaci di onorare, comprendere e amare il mio Cuore crocifisso. Andate dalla Madonna! Lei vi farà entrare nell’intimità del mio Cuore, vi farà vivere al suo centro. Ti benedico”.

12. 03. 09 “La Madonna viene spesso per dare fiducia e infondere loro la crescita nell’Amore di Dio”

“Mia piccola Maria, vedi: il Purgatorio è un luogo che è in comunione con il Cielo, non come l’inferno, che è un luogo che non ha ritorno, e rimane chiuso per l’eternità. Così come non potrà mai cambiare satana, né i dannati: la sentenza è già stata data, e rimane immutabile. Essi non cambieranno mai per il bene, per cui non c’è incontro tra l’inferno e il Cielo: sono agli opposti, contrari nella loro essenza, e non possono avere nessun punto in comune, nessuna comunione.
Di questo vi parla la parabola di stasera. Poveri quegli uomini che, simili ad Epulone, si sono disinteressati di Dio, ed hanno lasciato fuori delle loro case i fratelli a soffrire, gemere, mentre loro banchettavano e riempivano se stessi. Le realtà si ribalteranno: quelli che hanno sofferto, come cani scacciati, saranno i Lazzaro che godranno per sempre, e gli epuloni, di tutti i tempi, immersi nei tormenti terribili del buio eterno. In Purgatorio c’è comunicazione con il Paradiso; per quanto luogo di dolore e di pena, è pieno di speranza e di preghiera. I Santi vanno a trovare le anime purganti per allietarle. I loro Angeli custodi sono loro accanto, presenti e visibili, per dare coraggio.
La Madonna viene spesso per dare fiducia e infondere loro la crescita nell’Amore di Dio; e nei giorni di celebrazione, a Lei dedicati, Ella viene ad aprire la cataratte, le porte del Purgatorio, e a far uscire schiere di anime, per portarle in Cielo. Anche il Cuore di Gesù viene a consolare, e nei giorni di solennità: Gesù, Maestoso, viene con la sua Persona, ad aprire le prigioni, e con la Madre, porta, volando su, innumerevoli anime all’eterno godere.
Il filo conduttore, il cordone che lega, è la preghiera che unisce il Purgatorio al Cielo, il Cielo al Purgatorio, la terra al Purgatorio, ed essi a voi. Fatevi amici le anime purganti, e pregate per loro. Esse conoscono le vostre vicende umane, con le vostre gioie e i vostri dolori. Esse sono partecipi e vi vengono in soccorso: vi proteggono, vi difendono da molti mali. Ti benedico”.

6. 03. 09 “Il mio grido si è elevato alto sulla terra, la voce di mia Madre ancora chiama i figli, ma gli uomini non ascoltano… ”

“ Mia piccola Maria, ogni profeta nella sua casa non è compreso. Il profeta è colui che annuncia la salvezza, è il portatore della salvezza. Egli viene per proclamare la Verità e l’adesione ad essa nel ravvedimento. Per questo gli uomini spesso li rifiutano, li deridono, li uccidono. Anche ai miei tempi, tra i miei concittadini, non sono riconosciuto come Profeta che porta la salvezza. Io vengo ad essi per richiamare all’obbedienza della Legge di Dio e alla Fede. Io svelo le loro opere, che sono opere di peccato. Perché se no cercare di uccidermi? Richiamo con la sacra Parola, e ricordo che solo un lebbroso, Naaman, ai tempi di Eliseo, viene sanato; e solo una vedova, ai tempi di Elia, viene assistita, in mezzo a tanti lebbrosi o poveri; e ciò perché, pur in mezzo a tentennamenti, essi hanno ubbidito, e hanno avuto quel po’ di fede che ha permesso al Signore di operare. Iddio vuole sempre aiutare, assistere, curare, ma ha bisogno di ubbidienza ai suoi Comandamenti, e la fede. Ma questa umanità è divenuta sorda, cieca, e dura di cuore, incapace di riconoscere la salvezza e l’Autore di chi ve l’ ha offerta, Gesù Cristo. Perché il cuore degli uomini si è fatto così duro? Ha scelto il peccato, le opere della carne. Lo spirito del male lo ha rivestito, e ha indurito il cuore. Se Io tornassi e dicessi che poche parole, verrei messo a tacere, e mille volte di nuovo crocifisso.
Il mio grido si è elevato alto sulla terra, la voce di mia Madre ancora chiama i figli, ma gli uomini non ascoltano. Non basterà il sangue dei miei piccoli a testimoniare la Verità; ci vorrà il Fuoco dello Spirito Santo, che scenderà sul mondo, sull’umanità, per liberare dallo spirito del male, che si è intessuto, possedendo nelle menti e nei cuori. Lo Spirito Santo farà sì che l’umanità possa tornare alle origini della salvezza, alla riconoscenza della salvezza, che è Cristo Signore. Ti benedico”.

17. 03. 09 “Meditino poi il perdono di mia Madre che vede trucidato il Figlio, dinanzi ai suoi occhi e nel suo Cuore, dilaniato da un oceano di dolore, Ella non ha mai inveito contro, ma ha perdonato”

“Mia piccola Maria, sii fiduciosa e scrivi. Io vengo come segno tangibile ad attestare che ci sono. Non sono un Dio distante, ma vivo in mezzo a voi. Vengo a comunicare il mio pensiero, i sentimenti del mio Cuore perché, conoscendoli, mi amiate. Lo so: il pensiero dell’uomo è lontano dal mio; ma proprio venendone a conoscenza e amandolo, l’uomo si fonde ad esso, lo partecipa, lo fa suo, e comprende che è Verità, che è buono, che conduce a Dio.
La mia Parola stasera vi richiama al perdono in un tempo che, come non mai, c’è odio, rancore; vengono sobillate ovunque guerre, e non solo tra le nazioni, ma la guerra vive nei cuori umani, che non hanno riposo giorno e notte. Questi odi, queste guerre, vengono dalla mancanza di perdono, quel perdono che solo è medicina e cura, che risana, e dà pace. Ci sono perdoni che non vengono dati che per cose futili: per orgoglio o per primeggiare; e che hanno magari dato grandi sofferenze. A questi chiederò conto con più severità al Giudizio. Altri perdoni non dati, vengono da situazioni più gravi, più dolorose, che il Signore comprende ed hanno bisogno di tempo per essere dati e guarire. Ci vuole tempo, pazienza e speranza. Il male ricevuto, anche fisico, penetra come un cancro, che si dirama e infetta con il suo veleno lo spirito. E’ simile ad una lama, che viene conficcata al cuore. E’ ferita che rimane aperta e sanguinante. Come si può far guarire da questo male se non con il perdono? Il perdono cicatrizza le ferite; è una linfa che rigenera a nuova vita, dà pace. Ma solo i santi, quelli che vivono già amalgamati al mio Cuore, già preparati al mio cammino, sono capaci di dare un immediato perdono. I più, per esserne capaci, devono pregare per chiederne la grazia; devono meditare la mia Santissima Passione e i miei atroci dolori. Devono guardare al Cristo Crocifisso, e al suo perdono verso quelli che lo uccidono.
Meditino poi il perdono di mia Madre, che vede trucidato il Figlio, dinanzi ai suoi occhi, e nel suo Cuore, dilaniato da un oceano di dolore, Ella non ha mai inveito contro, ma ha perdonato. Sono stati questi perdoni che, uniti, hanno redento, hanno generato una nuova Vita nel cuore degli uomini. Quando saranno poi capaci di questo perdono, sentiranno cicatrizzare le ferite, non più infette, ma sane: una nuova linfa scorrere nel sangue, che li libera dal veleno, dal tumore spirituale, per essere creature rinnovate, dato che il perdono guarisce prima l’offeso. E’ beneficio primario per essi, e poi raggiunge anche lo spirito di colui che ha fatto loro del male. Questi figli colpevoli, non crediate, pur a volte celando, hanno dentro l’inferno; il male dato è il loro male che accresce; è come un tarlo che corrode senza posa. Già vivono in un inferno; il perdono, pur da lontano, li aiuta a ritrovare la via che conduce a chiedere perdono, prima a Dio, e poi ai fratelli, per tornare a vivere e fare atti di riparazione, con atti di misericordia e carità per l’intera propria esistenza. Ti benedico”.

18. 04. 09 “Cosa può onorare maggiormente il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria se non l’ubbidienza ai divini Comandi?”

“Cosa può onorare maggiormente il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria se non l’ubbidienza ai divini Comandi? Non basta onorarli solo con il sentimento, se poi non c’è una vita vissuta nell’obbedienza alla Legge del Signore. Come non basta essere ligi ai Comandamenti, se poi non sono vissuti nell’amore. Solo nell’amore essi sono vissuti nella Verità: c’è il compimento, c’è la pienezza della loro adesione. A volte si è accetti al alcuni Comandamenti e non ad altri, e di solito si pensa a quelli rivolti al prossimo. E, come hai già avvertito durante la Santa Messa, non si pensa ai primi tre Comandamenti, che sono rivolti direttamente a Dio. Se vissuti bene questi, naturalmente vengono vissuti tutti gli altri, e rivestiti dell’amore di Dio. Chi va a confessarsi pentito e dice: “io non amo Dio? Egli non è così primario nella mia vita, non c’è questo amore totale della mente, del cuore e di tutte le mie forze, Egli è secondario alla mia persona”. Chi va a confessare la rivolta, la ribellione che ha contro il Padre, la condanna e il giudizio verso di Lui, quando la sua volontà non aderisce alla vostra? Chi confessa di non vivere questo amore d’adorazione continua, di quest’ardente desiderio di Dio nell’Eucaristia, di questa ricerca di fusione intima e comunione con il vostro Signore? Solo quando vivrete questi primi Comandi, che è una legge d’amore, poiché nasce dall’Amore, voi non trasgredirete gli altri. Questa umanità, per una pretesa libertà, si è ribellata ai Dettami di Dio, credendo di trovare la felicità, e si è ritrovata in un precipizio di morte. Solo quando tornerà a vivere i Comandamenti troverà la pace e la vita. Ecco, Io prenderò il mio popolo, lo condurrò nel deserto, per purificarlo; lo farò giungere in cammino, dinanzi al monte Sinai, che è l’elevazione della vostra anima verso lo Spirito. Lo farò incontrare innanzi al Roveto ardente, che è lo Spirito Santo che, con i suoi raggi, timbrerà nel fuoco, di nuovo, la Legge divina nel cuore degli uomini. Solo allora essi potranno ritrovare il giusto percorso, che li riporta alla terra promessa. Ti benedico”.

19.03.09 “Giuseppe in Paradiso ancora si apparta, ancora quasi si nasconde, ancora vive della sua umiltà”

“Oggi il Paradiso guarda a Giuseppe. La Chiesa Lo celebra, e molte sono le preghiere che giungono qui in suo onore. Giuseppe in Paradiso ancora si apparta, ancora quasi si nasconde, ancora vive della sua umiltà. E’ così grande Giuseppe, e per questo è così umile. Tanta umiltà non può che vivere nella grandezza della santità. Al suo passaggio, tra i viali del Paradiso, anche i fiori s‘inchinano, ed Egli ne rimane confuso. Ah, quanto ho amato questo Padre! Quanto mi è caro! Iddio ha trovato solo Giuseppe, l’uomo che maggiormente porta impresso in sé i caratteri, i segni, che sono più simili alla sua Paternità, e che egli ha vissuto in pienezza, alla mia custodia, per l’intera vita. Il silenzio di Giuseppe era il silenzio di Dio. La sua operosità, la sua sollecitudine, la sua custodia era quella di Dio. La sua difesa, la sua protezione, la sua umiltà portava il segno di quella di Dio. Il cuore generoso di Giuseppe…! Egli ha esercitato continuamente la carità, prima all’interno della sua famiglia, cercando persino di alleviare il lavoro alla Madonna, per lasciarle più tempo per la preghiera; sapeva quanto la sua preghiera fosse eccelsa e come ne avesse bisogno, e come ne necessitasse l’umanità.
Nei miei confronti, curandomi in un amore profondo, e di un ardente adorazione nella mia Persona, quando, dovendomi dare i vari dettami, mi si poneva prima in ginocchio, chiedendomi perdono di osare, ma poi m’insegnava, come il più premuroso dei padri. Da piccolo, quante volte mi prendeva in braccio per far sì che Io prendessi il riposo. Il suo Cuore generoso si esercitava tra i concittadini, nella sua famiglia originaria, dando ciò che il ricavato del lavoro poteva essere in eccesso, dando il suo lavoro manuale, che era rinomato in lavori gratuiti, sempre pronto al servizio, all’aiuto.
Per questo Io vi dico: consacratevi al mio Cuore divino, consacratevi al Cuore Immacolato di Maria, ma consacratevi anche al Cuore di Giuseppe. Egli stamperà nel vostro i suoi sentimenti, le sue virtù. Consacrate le vostre famiglie a Giuseppe, i vostri figli, la loro educazione. Egli se ne prenderà cura, così come si è preso cura di Me. Consacrate la vostra vita spirituale; Giuseppe, da Padre, ve la eleva in una crescita costante nell’Amore di Dio. Consacrate la vostra morte a Giuseppe. Pregatelo sovente, spesso. Affidate a Lui il vostro transito: Egli vi accompagnerà nel dolce sonno, per prendervi per mano, e introdurvi dinanzi al Giudizio, di cui vi sarà Avvocato. La Chiesa Egli la protegge, la difende, ne è il Patrono. Lo ritrovate in Essa, accanto, in umile adorazione con gli Angeli e con la Madonna, dinanzi a tutti i tabernacoli, ove, sulla terra, il mio Cuore pulsa; ove è presente la mia Persona, Giuseppe è lì e mi ama. Mi è sempre vicino, come quando lo era nella mia esistenza terrena. Amatelo, pregatelo! Voi non sapete quanti tesori di grazie si ottengono da mio Padre Giuseppe. Ti benedico”.

21. 03. 09 “L’Incarnazione nella Madonna non è avvenuta solo per i nove mesi nel Grembo, ove ho preso Carne, ma è continuata nella sua Persona per l’intera esistenza”

“Mia piccola Maria, Io ti sono presente ancor più che a te stessa. Ti attiro e ti assorbo sempre più a Me, perché in te si faccia carne la mia presenza. S’incarni la mia Persona, avvenga questa incarnazione che non è solo della Madonna, ma di tutti gli uomini. Tanto più l’anima si protrae a Me e vive di Me, tanto più avviene questa trasformazione: Io mi fondo, mi unisco a lei, m’incarno, e diventa parte di Me; e se non avviene nel fisico come è nella Madre, avviene nello spirito; e la sua mente vive il mio Pensiero; il suo sguardo vede con gli occhi miei, le sue orecchie ascoltano la Sapienza di Dio, la sua bocca parla con le mie parole, il suo cuore vive dei miei sentimenti, il suo agire è l’opera delle mie mani. Nei Santi, nelle anime mie amanti, che giungono alla fusione totale di quest’incarnazione, per quanto l’umano della creatura possa, anche il corpo vive questa immedesimazione: essa si fonde in Me, vive la mia sofferenza, i miei dolori e può portare i segni visibili della mia Passione. Io prendo anche corpo in loro.
L’Incarnazione nella Madonna non è avvenuta solo per i nove mesi nel Grembo, ove ho preso Carne, ma è continuata nella sua Persona per l’intera esistenza in una evoluzione continua e crescente dell’adesione alla Volontà del Padre, nella fusione della sua Essenza, della sua Essenza divina, in ogni sua particella, dato che la sua Incarnazione doveva diventare ‘Aiuto’ per l’Incarnazione dell’Amore di Dio negli uomini: il Grembo, l’Utero, nel quale le creature possano andare a formarsi a vivere l’Incarnazione con Cristo.
La Chiesa stasera lo annuncia, guardando la Croce. La Croce è il segno di Cristo crocifisso, che ha sconfitto il nemico. Ed Egli chiama ad alzare lo sguardo, a salire a Sé, come durante il deserto Mosé ha innalzato il palo sul quale era stato posto il serpente, dandogli il potere che al solo sguardo guarisse il popolo dal veleno dei morsi dei serpenti; così la Croce è il segno che porta in sé la sconfitta del serpe, del diavolo, e chi la guarda vince. E’ l’antidoto che risana dal suo veleno, che non può più uccidervi. Così sanati, voi potete darvi completamente al suo Amore, incarnandolo in voi. Non sarete più uomini per la terra, ma per la gloria. Ti benedico”.

22. 03. 09 “Questo Movimento della ‘Legio Mariae’ è parte di Me”

“Mia piccola Maria, questo Movimento della ‘Legio Mariae’ è parte di Me. Loro sono la voce di mia Madre che ancora s’innalza in preghiera verso il Cielo, sono le sue mani che operano verso i sofferenti e che asciugano le loro lacrime, sono i piedi che corrono per portare consolazione e coraggio, che vanno per lenire i dolori dei malati: è ancora la sua pena che abbraccia e accarezza il mio corpo sofferente. Benedico questo Movimento, ed è mio desiderio che si espanda ancor più nel mondo. Questi figli sono dei conduttori, dei combattenti, per lo più donne, che operano da combattenti nelle prove, nella vita, soprattutto nelle famiglie, per attestare e difendere la propria fede. La Madonna dona loro forza e vigore per sostenere la fede e con essa riescono a trascinare, e trasfonderla nelle famiglie, e su tante creature per cui pregano. Sono i combattenti, l’esercito di Maria, alla quale Lei si pone innanzi e unisce tutti i suoi consacrati per avanzare contro il male tra i deserti della terra, perché al loro avanzare, tornino a rinverdire. Sono quelli che continuano la loro marcia e giungono al porto del mio Regno. Ti benedico”.

24. 03. 09 “Dio Padre compie una nuova creazione nella Madonna…”

“Mia piccola Maria, è la sera che preannuncia il grande Giorno, il Giorno dei giorni che cambia la storia e gli eventi dell’umanità. Dio viene a farsi Uomo, a prendere Carne, perché fosse così più profonda e intima la sua conoscenza, facesse Alleanza con l’uomo, fosse Corpo che è riscatto, l’unico vero riscatto del peccato umano, per far sì che le creature potessero di nuovo entrare nel Regno dei cieli. Perché questo fosse possibile ci voleva una creatura degna di accoglierlo, e Dio Padre compie una nuova creazione nella Madonna, l’Aurora che splende al grande Giorno, l’Alba radiosa che prepara e precede il Sole maestoso in un essere umano perfetto, esente da peccato, purissimo più delle acque terse delle sorgenti di montagna, degna di dare Carni Immacolate al Verbo di Dio. Questa fanciulla è Maria, che viene preparata ad essere questa Madre: al suo sì, al suo consenso, all’annuncio del Cielo, cambia la storia e cambiano gli eventi.
Dio viene a farsi Uomo perché l’uomo possa divenire Dio. Ora, figli, è chiesto il vostro consenso, la vostra adesione con il riscatto della vostra vita, del vostro corpo, di tutto l’essere che deve essere intessuto, nutrito, rivestito del sacrificio di Cristo. Per fare in modo che avvenga in voi questa Incarnazione vi indico la Madonna; Lei che ha incarnato l’Altissimo, dandogli la sua Carne, aiuterà voi ad incarnarlo. Ti benedico”.

25. 03. 09 “Quando l’Arcangelo Gabriele annuncia alla Madonna e Lei dona il suo Sì, il consenso, e si vede lo Spirito che si posa sul suo Capo, viene in Lei e vi prende dimora: avviene l’Incarnazione. Lo Spirito si fonde in Maria”

“Mia piccola Maria, in questo giorno solenne in cui la Chiesa di tutto il mondo celebra il giorno della Annunciazione e della mia Incarnazione, questo momento è presente dinanzi allo sguardo di tutto il Paradiso, è visibile a tutti i Beati. Essi assistono il tempo realmente vissuto quando l’Arcangelo Gabriele annuncia alla Madonna e Lei dona il suo Sì, il consenso, e si vede lo Spirito che si posa sul suo Capo, viene in Lei e vi prende dimora: avviene l’Incarnazione. Lo Spirito si fonde in Maria. E’ come un’esplosione d’amore che crea e si unisce alle sue Carni.
Ancor per disposizione divina l’Arcangelo Gabriele si pone in ginocchio dinanzi alla Madonna e le chiede: “Vuoi essere ancora Madre dei figli di Dio, fratelli di Gesù Cristo, riscattati dal suo Sangue per generarli alla vita eterna?”. E ancora Maria accoglie e risponde: “Si faccia di Me secondo la tua Parola!”, e la Madre prende in Sé, riceve nella sua Maternità, nel suo Cuore Immacolato, nelle sue Acque verginali, tutti i figli sulla terra e quelli purganti, nessuno escluso. Per ognuno prega, ognuno cura e assiste per condurlo alla Patria celeste. Per quelli che vorranno donarsi più intimamente a Dio e si consacreranno a Lei, lei li immerge nelle Acque immacolate del suo Grembo per rigenerarli a vita nuova, riformando in essi i tratti, la somiglianza più vicina ai lineamenti di suo Figlio Gesù. Riformerà in loro il cuore, l’anima, l’offerta di Cristo, li farà Santi. Persisto nel dirvi: amate la Madonna, unitevi a Lei, consacratevi a Maria; Lei vi fa rinascere, è il suo compito, la sua missione per tutti i tempi, sino alla fine del mondo. Ti benedico”.

03. 04. 09 “Pregate, meditate, amate i dolori della Madre mia!”

“Mia piccola Maria, oggi la mia Chiesa celebra i dolori della Madre mia. Il sacerdote, in questa Santa Messa, non ne fa nemmeno menzione. Se i dolori di una Madre verso i figli sono benedetti, e ogni suo dolore si fa santo, il dolore di mia Madre non è solo santo e benedetto, ma è eccelso. Lei ha partecipato e condiviso la sofferenza di suo Figlio, che è un Uomo-Dio: una sofferenza morale, spirituale, ma anche fisica, in quanto questo suo Cuore trafitto e squarciato dalla spada del dolore, ha investito le intere sue membra. La Madonna soffriva per Me già nella mia infanzia nella conoscenza del mio martirio; e nella sua crescita, nel tempo che ad esso si approssimava, Lei soffriva nella mia vita pubblica quando, pur ad ogni ritorno poi mi vede ripartire e andare lontano verso le persecuzioni, e piange, ogni volta, alla chiusura della porta di casa.
La Madonna geme nell’ultimo abbraccio, nell’ultimo saluto, prima della Santa Passione; ed è ancora Lei che mi accompagna con le preghiere, e patisce, pur da lontano, le pene del mio orto; mi accompagna verso il Calvario quando ogni suo passo è strazio. Mi vede colpire, attaccare, dilaniare e… sotto il suo sguardo!... Ancora mia Madre è lì, sotto la Croce, presente alla mia crocifissione: è nella mia crocifissione, è nella mia agonia e morte. E’ in ogni mio singhiozzo, in ogni mio spasimo, in ogni mio anelito al respiro, in ogni mia lacrima, in ogni mia piaga; sicché Maria si può ben dire che è morta nella mia morte: nello spirito, nel Cuore, la Madonna ha sofferto la sua vera morte. Mi ha visto poi discendere con la Croce nella terra, aprire la terra, e discendere agli inferi, e ancora là, con il suo spirito e il suo Cuore, mi segue, ma rimane viva per grazia specialissima e per disposizione divina, perché potesse continuare la sua missione nel mondo. E la Madre così ancora continua nella sua sofferenza per la mancanza di Me.
Pregate, meditate, amate i dolori della Madre mia, il suo pianto, le sue lacrime discendono su di voi e, come il mio Sangue, vi lavano dai peccati; il suo dolore, amato e partecipato, vi offre Grazia, vi rigenera, vi dà Salvezza. Ti benedico”.

04 .04 .09 “Ancora la Madonna soffre, ancora è Addolorata, pur nelle bellezze del Cielo, ove è felice”

“Mia piccola Maria, non è poca cosa offrire la Santa Messa, in riparazione al Cuore Immacolato di Maria in questo primo sabato del mese a Lei dedicato, e prima dell’inizio della settimana santa, che vi indica il suo Cuore Immacolato, ma che è anche dilaniato dai dolori. Avete celebrato la mia santa Passione(*) e, seppur nel Vangelo non se ne fa riferimento, questo mio dolore è tutto permeato nella sofferenza della Madre, che l’ ha completamente investita nell’intero suo Essere: ne ha così partecipato da essere la Crocifissa. Sono queste sue sofferenze che, unite alle mie, hanno partorito la sua Maternità sull’intero genere umano, che in lei, chi vuole, può riacquistare una rigenerazione alla vita nuova, la vita della Grazia.
Ancora la Madonna soffre, ancora è Addolorata, pur nelle bellezze del Cielo, ove è felice; Lei ancora geme per gli uomini sulla terra, e non avrà felicità perfetta, nella sua pienezza, fintanto che i figli degli uomini non siano entrati tutti nel Regno del Cielo, al sicuro. Il suo Cuore viene colpito e lacerato dal peccato delle creature, dal loro disamore; viene colpito dagli attacchi contro la mia Persona e dalle dissacrazioni effettuate contro la Chiesa e i miei Sacramenti. E’ ferito dagli attacchi ai sacerdoti, le suore, i consacrati; è colpita dal peccato che vuole distruggere la vita stessa e la sua difesa, per l’aggressione alla famiglia e per ogni uomo che cade e perisce. Il Cuore della Madre è tutto ferito, piagato, è lacero: non c’è pezzetto di questo Cuore di Carne che non sia sanguinante. Ne è interamente ricoperto, ed Ella ancora offre la sua sofferenza; è lì che intercede preso il trono del Padre per chiedere conversione e rinnovamento per il genere umano. Come Madre Addolorata però pure Lei desidera consolazione, riparazione, sostegno dai suoi figli che l’amano e che possono, con la preghiera, l’offerta della propria vita, consacrandosi a Lei, celebrando Sante Messe. Essi fanno così riparazione e danno balsamo, ristoro al suo Cuore; leniscono e danno di nuovo impulso, vigore, sostegno, ripresa alla sua Opera d’intercessione, di difesa, d’intervento per il rinnovamento nel bene, nella salvezza che è grazia per tutti i suoi figli. Ti benedico”.
(*) La lettura del ‘Passio’.

09. 04. 09 “il Cielo non risponde alla mie grida, alle mie suppliche: è tutto silenzio! Sono così desolato e, come Uomo, gemo. Solo lontano c’è mia Madre che combatte per Me…”

“Io sono accanto all’altare del Cenacolo, attorniato dai miei Apostoli. Offro il mio Corpo, la mia Eucaristia, la vera Pasqua, che è l’Agnello che s’immola per voi e offre il suo Sangue perché le vostre anime se ne irrorino e sia vinta la morte, che viene dal nemico, che vuole farvi perire. Gli Apostoli ancora non comprendono che Essa vi è acquistata a caro prezzo, a tanto dolore: devo attraversare la valle delle tenebre, ammantarmi della sua oscurità. E la vostra preghiera, per la notte del Getzemani, è simile a chi torna indietro, e quel tempo, e si fa presso di Me. Siete le piccole lanterne che Mi fanno luce in tanta oscurità. Siete la mani consolanti che asciugano il mio sudore. Siete i cuori che pulsano e mi dicono “Rimaniamo con Te! Combattiamo con Te!”. Mi tenete forte la mano. Sì, il male più grande attacca Me. La vastità della sua massa colpisce Me, e Io ne prendo tutti i colpi, ma voi per alleggerirmi, venite presi da graffi, ferite, lacerazioni; siete disposti a rimanere con Me, ad accompagnarmi, mentre Io vado avanti nella tenebra, per primo, a seguirmi. Ed è questa tenebra che vissuta, bevuta, infusa in Me e accolta nella preghiera e nell’Amore che si fa vittoria e permette che, dalla più profonda oscurità, nasca un nuovo giorno.
Non solo allora, ancor oggi Io passo questa notte tra le tenebre, il buio del mondo, passo attraverso il vostro peccato, e ancora verso Sangue sulla terra per vincere il suo male. Ma sono così solo, abbandonato, incompreso a vivere la mia battaglia. Come allora, l’inferno mi si scaglia addosso, torturandomi e lacerandomi le Carni; la terra viene a colpirmi per condurmi a crocifissione; il Cielo non risponde alla mie grida, alle mie suppliche: è tutto silenzio! Sono così desolato e, come Uomo, gemo.
Solo lontano c’è mia Madre che combatte per Me: è preda di angosce di morte, e chiede su di Sé l’oscurità per alleviare il Figlio e gli uomini, suoi figli. Un Cuore così generoso ed eroico quello di mia Madre…! Voi che mi fate compagnia siete le piccole lanterne che mi fanno luce, forza e nuova speranza al mio Cuore. Mia piccola Maria, rimani con Me, non mi lasciare in questa agonia, sono così solo, e inizia la notte del dolore! Ti benedico”.

10. 04. 09 “Ecco Io muoio, ma mia Madre rimane: è sola, sgomenta, vuota, così desolata…”

“ Mia piccola Maria, il tuo tremore, la tua paura è il mio tremore e la mia paura. Credi tu che Io non abbia avuto paura come uomo? Il mio tremore diveniva terrore di battitura di denti. Il dolore mi ha così scandagliato sino alle profondità delle mie viscere; per questo Io ti dico che non è bene ciò che, questa sera, ha detto questa donna sull’altare: che il Venerdì Santo non bisogna fare lutto, che è una festa, che si deve gioire come in una festa. Il dolore è dolore!… Lo si accoglie, lo si ama, lo si offre e si giunge persino ad averne la gioia per amore di Dio, ma non si può fare festa. Il dolore mi colpiva e mi penetrava sino a spaccare, a sviscerare Me stesso, ogni particella del mio Essere, e cercavo, con accorato sguardo di lacrime, che qualche creatura ne avesse compassione, partecipasse alla mia sofferenza. Ancora oggi giro per le strade del mondo, carico della Croce, per aiutare gli uomini a salvarsi, e cerco anche che partecipino dei miei dolori, che li meditino, che ne abbiano compassione. Partecipando, vi farete miei amici.
Ecco Io muoio, ma mia Madre rimane: è sola, sgomenta, vuota, così desolata. Il suo dolore la trapassa da una parte all’altra, e in questa sofferenza inumana, Ella partorisce Sé stessa nella sua Maternità al genere umano. Non lasciatela sola! Compatite il suo dolore! Rimani accanto ad asciugare le sue lacrime. Ella cerca oggi chi la consoli. Chi l’aiuta a sostenere tanto dolore…? Ti benedico”.

19. 04. 09 “La mia Misericordia è come una Madre che vi fa rinascere”

“Mia piccola Maria, tutti quelli che a Me ricorrono e si tuffano nella mia Misericordia Io li rinnovo. Io sapevo che l’uomo era fragile, debole e che, nella sua miseria, quante cadute avrebbe avuto, e per queste, pur non gravi colpe, gli era precluso l’entrata al Regno dei Cieli. La mia Misericordia vi è venuta incontro, frutto del mio Cuore, che ha compassione, che travasa di tenerezza, e trabocca di pietà per la povertà umana. Il mio Cuore vi ha donato la Misericordia che, venendo effusa nella Confessione, vi ridona vita nuova.
La mia Misericordia è come una Madre che vi fa rinascere. E interviene non solo per le colpe lievi, ma pure per quelli che si sono macchiati di colpe gravi, se il loro cuore sincero è ferito. Chi viene a Me con autenticità, Io dono il perdono, lo trasformo completamente. La mia Misericordia entra in tutte le viscere, e vi cambia il modo di pensare, il modo di amare, il modo di agire: vi rende nuove creature. C’è bisogno solo di Verità, di un sincero pentimento, poiché Dio, che è la Verità, può accogliere solo in Essa. Le vostre lacrime lavano, sono l’acqua che si unisce al mio Sangue, e vi danno riscatto e nuovo germoglio di vita. In questo giorno particolare, nel quale ho chiesto alla mia amata Faustina che la Chiesa celebrasse la mia divina Misericordia, in questo giorno, quale travaso di Essa, quali fiumi si espandono dal mio Cuore! E tutti quelli che, pur se si sono macchiati delle più terribili nefandezze, se vengono a Me con un cuore sinceramente contrito e umiliato, desideroso di riscatto, che con dolore e pianto ha compreso il suo male, e chiede perdono, pronto a dare la sua vita nelle mie mani: a quest’anima Io do il mio perdono totale. Egli esce dalla Confessione innocente, rivestito di purezza, e veramente come un bimbo appena ricevuto il Battesimo.
Quale dono, eccelso dono del vostro Dio, che non riuscite nemmeno a capirne l’intensità! Sappiate però che il demonio è lì, e cerca, in tutti i modi, di distogliere le anime dal Confessionale, oppure vi si pone accanto, durante la stessa Confessione, e cerca, con falsi pudori, vergogna, e reticenze varie, di non far dire tutte le colpe perché la Confessione non possa effettuare il suo totale lavacro, non possa ricevere il perdono, la giustificazione, per far sì che l’anima sia rigenerata alla Grazia. Per quelli che, se pur non hanno commesso colpe gravi, la Confessione è un perfezionamento, un’ascensione dell’anima a Dio, che è Santo, dato che solo nella santità si entra in Cielo, ove la mia divina Misericordia vi accoglie ancora.
E cos’è la Misericordia se non la Pietà, la Compassione, l’Amore per voi, che gusterete e vivrete per l’eternità? Ricopritevi di opere di Misericordia, fatevi cuori misericordiosi, vivete la Misericordia, perché gli stessi beneficiati vi benedicono, e il vostro essere si impreziosisce dei tasselli che formano e compiono un mosaico di questa Misericordia. Vivendo nella Misericordia, dalla Misericordia sarete accolti, che vi rivestirà di Essa, centuplicandola. Ti benedico”.

20. 04. 09 “Vi indico il Cuore misericordioso di mia Madre”

“Mia piccola Maria, oggi è il giorno che segue la celebrazione della mia divina Misericordia, il trionfo della mia Misericordia, che si estende su tutta la terra. Ma quanti figli ne hanno fatto ricorso? Così pochi! Eppure nella mia Misericordia voi venite lavati dai vostri peccati e rigenerati a creature nuove. Nicodemo viene di notte a cercarmi, dato che teme la parola di giudizio dei giudei e dei dottori della Legge, ma viene a interrogarmi perché è alla ricerca del Vero. Egli vuole sapere qual’è la via per la conoscenza di Dio, e come seguirla. Ed Io gli dico: si può conoscere Dio e la via da percorrere per seguirlo, se la creatura è rinata dall’alto, dallo Spirito; solo nello Spirito saprà riconoscere il Volto, le sembianze del Padre.
E gli dico: “dalle acque e dallo Spirito”, perché l’acqua lava, e lo Spirito santifica. E nella mia divina Misericordia, nella Confessione che vi risana dalle colpe, voi venite lavati dall’Acqua e dal Sangue della mia Sofferenza, che è la mia Misericordia, e dal vostro pentimento, e santificati dallo Spirito, di cui il Sacramento è formato. Già nelle acque e nello Spirito del Battesimo voi siete stati generati a Dio, ma poi l’uomo decade nei peccati, e ha bisogno di ricorrere al mio Santo Lavacro, ove l’Amore rinasce. Ma così pochi ne fanno ricorso! Per questo vi indico il Cuore misericordioso di mia Madre. Andate da Lei, tuffatevi nelle sue braccia materne, che vi depone nelle acque del suo Grembo, santificate dalla mia Presenza e dallo Spirito, che vivono in Esse; e verrete da Lei lavati, purificati rinnovati. Andate a Lei, e nutritevi alla sua tenerezza materna, che ha nel suo compito di Madre di farvi crescere nella Grazia, di mantenere il vostro abito puro, candido, l’abito della Grazia, che solo vi permette di entrare in Cielo. Nicodemo ha avuto uno spiraglio di luce nella sua ricerca alla rinascita, ma Io gli indico una ricerca che è materna, ma viene dall’alto, in Maria, nella sua Maternità mistica: dalle sue Acque santificate dallo Spirito Santo. Ti benedico”.

01.05. 09 “Affidatevi a Giuseppe!”
“Mia piccola Maria, pensa ad affidare e consacrare al Cuore e alle mani di Giuseppe la tua vita, le tue opere, le tue incombenze. E come se ne prende cura Giuseppe! Giuseppe è il Padre che accorre di corsa dai figli che l’invocano, chiedendo il suo aiuto. E su quelli per cui viene pregato, e per molti, che nessuno sa che sono lontani, perché più bisognosi di aiuto e di Dio. Egli è Colui che ha sfamato l’Autore della vita, ancora con quanta sollecitudine paterna accorre per sfamare le fami delle creature: la fame fisica, ma ancor più Egli desidera che sia invocato per esser guida e sfamare nella vita dello Spirito, ed indica la via che Egli ha percorso, che è quella dell’Adorazione. Ancora intorno al mio trono Egli mi adora, e mi adora in tutti i tabernacoli della terra. Tutt’ ora Egli si cela nella sua umiltà, lascia che sia la Sposa, la Madonna, a ricevere l’intera Luce, gli elogi, l’onore; lascia che gli passino avanti gli Angeli, i Santi, e Lui, nel suo grande amore, si nasconde, sicché Io allora Lo chiamo e gli dico: “Padre mio, vieni!”.
Gli affido ancora tanto lavoro da operare nel mondo, ma Egli opera nello Spirito, collaborando nell’aiuto della salvezza delle anime. San Giuseppe và, e con quanta sollecitudine! Và ad asciugare lacrime, và a condurre verso le ascese celesti, và a chiudere gli occhi al termine del proprio tempo per farli aprire al mio sguardo. Giuseppe accorre, viene. Affidatevi a Giuseppe! In tutto Egli opera: nell’anima, nella vita, nelle vostre intenzioni; esse cresceranno al suo Cuore, buono, giusto, santo, e cosa ne fa di voi? Con quale cura Egli vi porterà sino alle altezze dei cieli. Dio ama tutte le creature, ma su alcune si diletta e si protende con predilezione, e San Giuseppe è al centro del mio Cuore. Quanto mi ha amato questo Padre, quanto Io Lo amo! Ti benedico”.

02. 05. 09 “Maria, la Madre del Buon Pastore, è Colei che fa nascere i Pastori”
“Mia piccola Maria, Io ti sto conducendo alla sorgente, sempre più profonda del mio Amore, che è un tesoro racchiuso in un forziere al quale bisogna mettersi in ricerca per trovarlo; ma trovatolo, quale gioia! Ve ne potrete arricchire.
Oggi ricordate e celebrate il Buon Pastore, ma che guida il popolo. Ho il compito di condurlo per la via che porta ai verdi pascoli del Cielo. ‘Sono il Buon Pastore, e conosco le mie pecore, ed esse conoscono Me’. C’è bisogno di questa conoscenza: che conoscano il mio Volto, che ci sia questa fusione, questa condivisione per poter fare questo percorso insieme, che non sarebbe sennò attuabile. Per far sì che avvenga questa conoscenza, chiamo collaboratori, chiamo altri pastori che portino la mia Immagine perché le pecore li riconoscano, si fidino e li seguano, perché mi aiutino a portare verso i pascoli del mio Regno le mie pecorelle. Oggi questi pastori sono divenuti così pochi e non portano più i miei lineamenti; le pecore non mi riconoscono in essi e vengono disperse. Essi portano la loro presenza, e conducono per altre vie; e da pastori, si fanno mercenari. Perché accade questo?! …
Oggi ricordate il primo sabato del mese, il giorno dedicato al Cuore di Maria, Maria la Madre del Buon Pastore, che è Colei che fa nascere i Pastori. E’ la Pastora che forma, nel suo Cuore, i lineamenti, la figura, la mia Immagine di Buon Pastore. I miei sacerdoti considerano ciò una devozione minima, di poco conto, e non comprendono la sua grandezza, la sua sapienza: è nel Cuore della Madre che essi si riformano in Me, si ricreano a mia Immagine. Amate la Madonna, consacratevi alla Pastora, che vi aiuta nel percorso e vi guida al mio retto sentiero. Affidatevi a Lei! Allora nella Chiesa, se così La si pregasse e La si onorasse, e se ci si consacra al suo Cuore Immacolato, pioverebbero proficue le vocazioni, e ciò guiderebbe ad un sacerdozio santo. Se i sacerdoti portano Me, essi stessi guidano il popolo alla ricerca del mio tesoro, che è la mia Persona, che li arricchisce per il Regno eterno. Ti benedico”.

03 . 05. 09 “Quel Cuore di Madre li aiuterà a vivere il mio sacerdozio.”

“Oggi, in questa Celebrazione, il mio Cuore giubila perché un nuovo figlio è venuto al servizio della mia vigna. Il suo cuore è retto, è pieno di calore per il mio servizio. Egli mi darà un servizio santo.
Dì a don… che il suo bacio, il suo abbraccio è giunto a Me. Mio Padre San Giuseppe mi si è inginocchiato davanti e, per lui, mi ha baciato i piedi e poi le mani e poi la fronte, e la Madonna sorrideva. “Da quanto tempo ti aspettavo, figlio mio, ed attendevo questo momento! Ora continua così. Prosegui in questo cammino e rioffri ciò che Dio ti ha donato nella sua Grazia, per il resto della vita, ai tuoi fratelli”.
Io sono il Buon Pastore e cerco pastori per i miei pascoli, che sono i sacerdoti. Essi giubilano e sono entusiasti nelle Celebrazioni, osannano, ma non sanno poi per lo più vivere il mio dolore. Devono portare Me, la mia Immagine, Me che sono il Risorto. Esser parte di Me vuol dire offrire la propria persona, ma …come sono fragili! Non sanno offrire, non hanno sacrificio, abnegazione; sono così deboli! Per questo, figlia, ti prendo per sposa, ti unisco a Me, parte di Me, della mia Croce. In essa ti sposo e ti unisco alla Maternità di mia Madre… Quel Cuore di Madre li aiuterà a vivere il mio sacerdozio. Ti benedico”.

05. 05. 09 “Ti pongo come pasta nelle mani della Madonna, ove ho posto il mio lievito per far sì che Lei lo lavori bene e lo faccia crescere perché sia pane buono”

“Mia piccola Maria, ti tengo vicina e ti faccio crescere. Ti pongo come vino prezioso in una botticella, (è piccolina!), a fermentare. Proprio perché piccola vi viene contenuto ciò che è vino buono, quasi liquoroso, che viene offerto per ciò che è speciale. Ti pongo come pasta nelle mani della Madonna, ove ho posto il mio lievito per far sì che Lei lo lavori bene e lo faccia crescere perché sia pane buono. Ti offro la mia parola, dato che attraverso te, Io parlo: ci sia il mio insegnamento, sicché tu ti faccia parte di Me: la mia Carne e il mio Sangue nell’offerta della tua persona, e la mia parola che ancora parla attraverso il tuo cuore, la tua bocca, e le tue mani. Non guardare a ciò che è grande nella Chiesa, che sembra che compiano chissà quale servizio utile a Dio, mentre per loro il Signore non è così grande né utile, e spesso la Parola non è irradiata dal mio Spirito, e l’uomo in essa si antepone a Me, e non mi lascia così né vivere, né operare. Ed Io scelgo, molte volte, quelli che sono nulla nella Chiesa; ma si fanno morbidi, umili e lasciano che Io mi ponga dinanzi ad essi, ed Io li uso per far sì che la mia Persona ancora viva ed operi nella Chiesa.
In questo tempo la mia Chiesa è così spesso sempre più gravata da queste situazioni peccaminose di cui sei venuta a conoscenza. …Quante ce ne sono! Dietro le belle celebrazioni, le grandi parate, quanta omertà, quanti peccati ci sono! E questa omertà degrada la Chiesa. Il peccato va denunciato, non va coperto, perché sia sanato, e non piaghi ulteriormente la mia sacra Sposa e la infetti. Fatelo nella Misericordia verso la creatura, ma con verità e fermezza verso il male. Com’è che succede questo? Perché non si ascolta più la mia Voce, non si nutrono della mia Eucaristia in Grazia, e così il nemico, e così il nemico porta ulteriormente al peccato! Cosa si può fare, oltre alla preghiera? La Santa Messa in offerta, l’offerta delle proprie sofferenze, l’offerta di sé, oltre che parlare agli interessati, alle creature; e se non ascoltano, ai loro superiori, alla Chiesa. E se la Chiesa stessa non interviene? Figlia mia, l’attesa, nel tempo, a cui solo la Voce, l’intervento di Dio alla vostra perseverante preghiera, possa giungere al loro cuore, perché si pongano a conversione, prima che cadano nei dirupi, ove la mia Voce non può più essere ascoltata. La mia Voce riconduce all’Amore, quell’Amore che riempie il cuore, la mente e l’anima dell’uomo e del sacerdote che, colmo di esso, non può così essere intaccato di tanto male. Queste mie parole, questo insegnamento, formerà molte coscienze, verranno pubblicate per far sì che la mia Voce riconduca all’Amore. Ti benedico”.

07. 05. 09 “La Madre Santissima piange presso il mio trono per voi, ma presto anche le sue lacrime si asciugano…”

“La Madonna è triste, è accorata. Ella vi ha tanto insegnato in questi anni; è venuta a voi con le mani e il Cuore aperto, amandovi per condurvi alla salvezza. Ma è stata così poco ascoltata, e non solo: tra quelli che La seguivano molti si sono come abituati, e non danno più molto credito alla sua parola, ai suoi messaggi. Non viene ascoltata, e ciò toglie forza alla sua intercessione presso il trono di Dio, e vede il precipizio nel quale andranno i suoi figli. La Madre Santissima piange presso il mio trono per voi, ma presto anche le sue lacrime si asciugano: Ella si rassegna perché Io intervenga e giunga l’ultima battaglia, che vi si voleva esser tolta, ma che ora diviene indispensabile perché la terra non vada in distruzione.
E’ accorata questa Madre, non solo per il mondo che precipita nel peccato e nell’abisso, ma ancora più per il male che oscura la Chiesa, che lascia che le tenebre l’invadano, che il peccato non venga tolto, ma ristagni, si copra, …si copra. C’è tanta omertà, e il male si infetta e dilaga. Venite a Me nella mia Eucaristia, nella mia Adorazione, venite in Grazia, ricevetemi in bocca (*) che Io più gradisco: quante profanazioni, quanti sacrilegi! Molti in Essa, molti…, mi ricevono in peccato!
Nelle mani: questo segno di essere ricevuto nelle mani mi banalizza, mi rende usuale, toglie la sacralità di Chi state ricevendo. Ponetevi in ginocchio, a chi gli è possibile, per porvi in un atteggiamento che favorisca l’adorazione, il rispetto, la profondità:… state ricevendo Dio!… Insegnate ai bambini a ricevermi così, non togliete gli inginocchiatoi .Non fate grancassa in chiesa, né balli, né tamburi, batterie e battimani. Io mi sto offrendo in Sacrificio per voi sulla Croce! Ricevetemi nel silenzio, meditate, parlate a Me nel colloquio intimo con il vostro Signore, fondetevi a Me nella Comunione. Tutto ciò che è frastuono umano vi distoglie dalla mia intimità, nella quale potete ascoltarmi; in ognuno so come parlare al vostro cuore, mi faccio conoscere, formo la vostra anima, e voi mi amerete. E perché tante anime, come C…, soffrono e non vengono subito sanate? Ma è per la mia Chiesa, per i miei sacerdoti, per i sacrilegi che dissacrano, che ricadono come male su di essa, e queste mie creature sono il vostro riscatto, la riparazione, vi dona proroga per quello che dovrà venire. Ti benedico”. (*) Il Papa distribuisce sempre la Santa Comunione secondo il rito antico.

08. 05. 09 “Amate il mio Cuore, consacratevi, onorate il Cuore di mia Madre, che è Colei che vi mantiene fedeli alla Via”

“Mia piccola Maria, stasera il mio Vangelo vi indica la via del Cielo. Dovete guardare al Cielo, ed Io vi indico la Via, la Via che sono Io stesso. Sono la Via, l’accesso, la porta, il biglietto d’ingresso. Dovete attraversare Me per entrarvi. Voi non sapete nemmeno capire quale dono Dio vi ha fatto nella possibilità di accedere di nuovo nel suo Regno, che vi era ormai precluso, anche quando l’uomo fosse giusto o non avesse peccato, poiché si era spezzata l’Alleanza tra il Signore e gli uomini, e ognuno portava con sé il segno del peccato dell’antica progenie. Questa via poteva essere riaperta solo nel mio riscatto, nel mio Sangue, offerto per voi: il solo e unico Segno che riallacciava l’Alleanza con il Padre. Ora che la Via è spalancata, che vi ho donato tutti i mezzi per entrarvi, mi sono fatto Porta che si spalanca per voi, ma voi non venite, non entrate. Tornate a Me, alla mia adorazione, tornate all’Eucaristia! Unitevi in Essa.
Amate il mio Cuore, consacratevi, onorate il Cuore di mia Madre, che è Colei che vi mantiene fedeli alla Via: è la saldezza della casa, ma voi non l’accogliete! Io cerco, cerco anime innocenti, anime in Grazia di Dio nell’umanità e nella Chiesa, e sono così poche! Le cerco tra i bambini, e vorrei fondermi a loro nella loro innocenza, ma li fate venire a Me che sono già bambini grandi, fanciulli che hanno spesso già conosciuto il peccato, mentre Io ardo dal desiderio dei bambini piccoli d’età, che si comunichino con Me (*). L’innocenza non ha bisogno di molta catechesi, in essa vive lo Spirito; non sapete quale accoglienza mi fa lo Spirito, ricevendomi! Quale potere d’intercessione ha la preghiera nella Comunione degli innocenti, e di cosa riserba essa, riscendendo con i suoi benefici effluvi sull’ umanità e sulla Chiesa! E fa luce, quanta luce, alla quale molti miei figli ritrovano la via per andare in Cielo. Ti benedico”.
(*) Nota: l’8 gennaio 2005 il Card. Prefetto della Congregazione per il Clero, dal Vaticano, ha indirizzato una lettera ai sacerdoti, in occasione dell’anno dell’Eucaristia. E’ una lettera assai interessante e la si può leggere anche su internet. Tra l’altro la egli così scrive: ” …Non bisogna dimenticare che nella Chiesa primitiva veniva amministrato il Sacramento dell’Eucaristia ai neonati subito dopo il Battesimo, sotto le specie di poche gocce di vino consacrato. (E’ una prassi ancora in uso tra i fratelli cristiani d’oriente). Il Cardinale parla anche del fatto che il Papa San Pio X volle che i bambini facessero la Prima Comunione al primo uso di ragione, anche prima di sette anni.

09. 05. 09 “Amate e unitevi alla Madonna. Lei vi terrà saldi. E’ Colei che lega, che intreccia il tralcio alla vite”

“Mia piccola Maria, come bastano poche luci per attrarre al mondo e cadere! E anche tu, figlia, non credere di essere così forte, che la vostra fede sia così forte da non cadere. Che le attrattive, il nemico, voi stessi, non vi possano circuire e sconfiggervi. Rimanete uniti a Me. Io sono la Vite e voi i tralci; solo se uniti a Me, Io vi do la saldezza, la fortezza. Dovete innestarvi, fondervi nella mia Vita. E come? Nella preghiera e nei Sacramenti, che vi trattengono a Me, e allora gli insetti, gli animaletti molesti che cercano di mordere le foglioline, non potranno. Le intemperie delle tempeste non vi staccheranno; le mani altrui, mani straniere, non potranno lacerarvi, staccandovi da Me, dalla Vite. Gli animaletti, i parassiti, sono i diavoli che vengono a mordere; le intemperie sono le prove della vita; le mani estranee sono i vostri nemici, gli altri che non vi amano e cercano di allontanarvi da Me, dal mio Amore.
Se sarete uniti alla preghiera, ai miei Sacramenti, non potranno separarvi; Io vi alimento, vi nutro in Essi. Sono la linfa che sale dalle radici sino al frutto, all’uva che ve ne dona il succo, che è il mio Preziosissimo Sangue, che scorre, e ve ne porta il profumo, l’essenza, il sapore nel vino buono che ne deriva, e che ne disseterà i figli della terra, a santità. Povera vigna mia…! Io passo attraverso di essa e la trovo mangiata, morsa, arida, strappata, sterile; i tralci staccati e rinsecchiti, ridotti solo a rami secchi: sono a terra, e cosa succederà ad essi? Passeranno i miei Angeli a pulire, e getteranno questo legname, buono solo per ardere negli inferi. Venite a me, unitevi a Me! Io sono la Vite che vi innesto nella mia Vita sicura; vivete nella preghiera, unitevi ai miei Sacramenti: vi donerò l‘acqua, il concime che inumidisce e nutre il terreno, che è l’umiltà, la carità, l’amore di rimanere con Me, intrecciati alla Vite. Amate e unitevi alla Madonna. Lei vi terrà saldi. E’ Colei che lega, che intreccia il tralcio alla vite. Ti benedico”.

12. 05. 09 “La Madonna finalmente può mettere mani alla sua Opera”

“Mia piccola Maria, la Madre giubila, può finalmente operare. Tu tornerai lì a fare il Cenacolo, e iniziare a formare un piccolo drappello, un gruppo di apostole consacrate al Cuore di Maria, che saranno le soldatesse a difesa, con la loro preghiera, il loro lavoro, e la loro presenza. La Madonna finalmente può mettere mani alla sua Opera con l’aiuto della vostra orazione e del vostro intervento. Siete come la prima pietra che serve per l’edificazione di tutto l’edificio spirituale, dato che nasce sempre, per ispirazione del suo Cuore, dello Spirito, l’intera costruzione. Tu vedrai molte cose, e molte verranno accelerate dalla Madonna, ma maggior parte di ciò che ti ho predetto, si attua nei nuovi tempi. La preghiera, vissuta sin d’ora, era per giungere a questo momento. Ti benedico”.

13. 05. 09 “la Madonna è felice, giubila, e vi sta guardando. E’ consolata in mezzo a tante amarezze”

“Mia piccola Maria, la Madonna è felice, giubila, e vi sta guardando. E’ consolata in mezzo a tante amarezze. In questo luogo nascerà un giorno la chiesa, dedicata al suo Cuore Immacolato, e vi sorgerà il seminario per la formazione alla pedagogia del suo Cuore. Intanto sorge fra voi un gruppo di apostoli/e del mio Cuore che sono i pionieri, coloro che, con la preghiera e l’offerta di sé, preparano la venuta di questi tempi; essi sono il suo Cuore che già pulsa, che vive e permette che inizi l’Opera. Qui i sacerdoti saranno formati, attraverso l’insegnamento di ciò che ti ho rivelato in tutti questi anni. La Madonna forma al suo Cuore di carne, di sangue, di sentimenti in loro, per amare e adorare, servire Dio, così come Lei lo ha amato e servito; e nascerà un sacerdozio vero, autentico, santo. Ti benedico”. (segue...)
_________________
Gesù e la Mamma Celeste vi amano assai e vi benedicono; e anche io, nel loro Santissimo Amore vi voglio bene e vi benedico per intercessione del Cuore Immacolato di Maria: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Don Armando Maria
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